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Class Action: alle porte l'ennesimo rinvio

Pubblicato: 16 dic 2008 da G.L. Barone

Commenti dei lettori

locandina erin brockovichAbbiamo imparato a conoscerla sui grandi schermi con il film, tratto da una storia vera, Erin Brockovich. Lì, la bella Julia Roberts era impegnata a far ottenere un mega risarcimento ai consumatori danneggiati da una multinazionale. Stiamo parlando della cosiddetta “azione collettiva”, la class action, per dirla all’inglese.
In un sistema mediatico come quello italiano, dove si parla di una notizia per qualche giorno e poi è d’uso dimenticarsene, ci troviamo spesso a chiederci che fina avrà fatto questo o quel provvedimento. Nello specifico, sulla scorta di una segnalazione giunta a Polisblog, siamo andati alla ricerca del destino dell’Italica class action, introdotta dal governo Prodi e che doveva diventare operativa a luglio del 2008 (termine poi rinviato al prossimo primo gennaio 2009).
Le informazioni non sono confortanti: nei giorni scorsi Antonino Lo Presti (Pdl), il relatore del disegno di legge, ha fatto sapere che verrà presentata una risoluzione affinché il Governo adotti «tutte le iniziative di propria competenza, tra cui anche lo strumento della decretazione d’urgenza, per prorogare il termine del primo gennaio 2009». Nella sostanza, l’ennesima proroga a data da destinarsi.

Fosse solo questione di tempo si potrebbe anche alzare le spalle ed attendere. Abbiamo aspettato tanto e si potrebbe aspettare ancora, in attesa che i tempi siano più maturi (il problema fondamentale è però capire se i tempi diventeranno mai maturi…).
Personalmente ho qualche dubbio, anche perché c’è di più: accanto all’ipotesi del rinvio, abbiamo letto qualche giorno fa dei vari “correttivi” al disegno di legge che prevederebbero l’impossibilità di utilizzare la class action per gli illeciti anteriori al primo luglio 2008 (di fatto una sanatoria ai casi Parmalat, Cirio e Bond Argentini).
Se due indizi fanno una prova, si potrebbe dire che sembra quasi (sembra è ovviamente un eufemismo) che l’istituto della class action, che consentirebbe anche in Italia le azioni collettive dei consumatori, sia osteggiato a più livelli.
Nessuno, tra i potenti, sembra volerla, neppure il super ministro antifannulloni Brunetta, che anzi vorrebbe ulteriormente indebolirla, escludendo la possibilità di intraprendere azioni collettive contro quei soggetti che operano in regime di concessione (autostrade, telefonia ecc) per i quali vorrebbe una regolamentazione particolare.
E allora? Per adesso, come sempre, aspettiamo con fiducia in attesa che una nostra Julia Roberts possa capeggiare una class action contro chi, l’azione collettiva in versione italiana, ce la vuole fare avere azzoppata o non ce la vuole fare avere del tutto.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Daniele74

    16 dic 2008 - 00:37 - #1
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    introdotta dal governo Prodi e bloccata da un governo di farabutti guidato da un .. beh si sa cosa è quello

  • il crock

    16 dic 2008 - 02:03 - #2
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    ..ma secondo voi lo stesso governo che adottò il vergognoso decreto marzano salva compagnie assicurative (obbligando a chi chiedeva rimborsi a non passare più dal giudice di pace, quindi a sborsare cifre anche superiori al rimborso chiesto) per salvare le compagnie che per anni hanno truffato e derubato migliaia di consumatori, riuscirebbe mai a portare avanti iniziative di questo tipo ?? Palese che al ritardo seguirà un altro ritardo finchè cadrà nel dimenticatoio…ma và và…pensiamo ad altro

  • federica rolich

    19 dic 2008 - 19:45 - #3
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    CLASS ACTION: FORSE, MA SENZA EFFETTO RETROATTIVO

    E’ vergognoso. Dopo vari tira e molla sembra che il Governo attuerà la famosa class action, ma non da gennaio bensì da luglio 2009.
    Uno slittamento quindi di altri sei mesi per l’entrata in vigore della disciplina sulle azioni risarcitorie collettive.
    La proposta del Governo però prevede che la class action sia attivata soltanto per gli illeciti compiuti a partire dal luglio del 2008. Questo parziale effetto retroattivo perciò esclude che si possano avvalere di essa tutti i risparmiatoti vittime dei default Cirio-Parmalat-Argentina, perché antecedenti al luglio 2008.

    Tante le proteste al riguardo: Ugo Martinat sottosegretario allo Sviluppo Economico si dice profondamente insoddisfatto, come del resto lo sono le associazioni dei consumatori che sono state invitate all’incontro tecnico al Ministero dello Sviluppo.
    Anche io sono profondamente insoddisfatto in quanto, per l’ennesima volta, A.R.T. Associazione Risparmiatori Tangobond che rappresento, non è stata invitata a partecipare all’incontro nonostante la promessa fattami recentemente dal sottosegretario stesso.

    Se prima avevo dei sospetti, da oggi ho una certezza: la class action cozza contro gli interessi del Governo che non perde occasione per schierarsi dalla parte della banche.
    Ciò potrebbe anche risultare lecito in tempi normali, se non fosse che i risparmiatori italiani, dopo aver sopportato sulle loro spalle i vari dafault, dovranno accollarsi anche l’onere di salvare le banche, proprio le stesse che hanno riempito le casseforti con titoli spazzatura, che verranno salvate coi finanziamenti dello Stato camuffati da “finanziamenti alle imprese”, e che hanno depredato il risparmio italiano per oltre 50miliardi di euro.

    Sono stufo di sentire osannare le banche italiane che risulterebbero meno esposte ai recenti default (Lehman,…) per aver operato con la diligenza delle formiche nell’elargire finanziamenti. Peccato che loro siano ingrassate a dismisura lucrando sui costi di gestione e sui risparmi degli italiani, ai quali restituiscono il maltolto solo se obbligati dalla sentenza di un giudice.

    Egidio Rolich presidente A.R.T.
    Associazione Risparmiatori Tangobond

  • Profilo di hogansitoufficiale123

    hogansitoufficiale123

    02 mar 2012 - 09:04 - #4
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