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La lezione dell'Abruzzo

Pubblicato: 16 dic 2008 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroAllora, dove eravamo rimasti dopo la conta dei voti in terra d’Abruzzo?

Silvio Berlusconi è accusato dal Pd di avere una concezione plebiscitaria della politica, ma vince le elezioni, governa il Paese e si prende una regione dopo l’altra, come fossero ciliegie.

Antonio Di Pietro è accusato dal Pd di essere troppo populista e giustizialista ma fa gran balzi elettorali in avanti.

Pier Ferdinando Casini è accusato dal Pd di essere “democristiano” (in termini negativi) ma può rappresentare l’ago della bilancia fra i due poli.

Il piddì, si dice, è un partito riformista che propone e fa le riforme. Già. Ma i conti non tornano. Non tornano soprattutto sul terreno elettorale, dove a sinistra domina il “cannibalismo” e il carniere dei voti, come è accaduto in Abruzzo, è sempre più vuoto.

Qual’è la causa di questa debacle che rischia di portare il Pd alla rovina? Cosa si vuole da Berlusconi e da Di Pietro? Avversari e alleati non si modellano a proprio piacimento, tanto meno a proprio uso e consumo.

Il leader del Pdl e quello dell’Idv non fanno altro (e bene!) il loro mestiere, portando acqua e voti ai rispettivi mulini.

Chi non fa (o non sa fare o non può fare) il proprio mestiere è Veltroni, sempre più incapace di tirar fuori il Pd dalle secche dove si è incagliato e dove rischia di affondare. Siamo alle solite, con i nodi della identità e delle alleanze tutti da sciogliere.

In particolar modo l’alleanza con Di Pietro prosciuga l’elettorato del Pd. In Abruzzo, Veltroni ha preferito legarsi all’Idv rifiutando l’alleanza con l’Udc, peraltro osteggiato e rifiutato anche da Berlusconi.

Il partito di Casini, nonostante gli scippi del Cavaliere, non è scomparso e l’impressione è che oramai il Pd senza l’apporto di una forza centrista, non vince più quasi da nessuna parte. Specie se decollerà in primavera il progetto della Costituente per il nuovo “grande centro” .

Chissà se nella Direzione di venerdì prossimo D’Alema imporrà l’abbandono di Di Pietro a favore dell’Udc.

E’ evidente che il Partito democratico è in grave difficoltà, con i propri elettori demotivati e rassegnati alla sconfitta. Il partito di Veltroni è evanescente, facile preda dell’Idv che intercetta i suoi voti e quelli della sinistra.

Su tutto, con il 50% di astenuti, domina un sistema politico profondamente malato. Questo autoreferenziale “bipartitismo” Made in Italy crea disaffezione dei cittadini verso la politica e incredulità verso le istituzioni.

Chi piange è Veltroni. Ma gli esultanti Berlusconi e Di Pietro hanno già “in corpo” il morbo della malattia.

Senza una svolta politica (anche del sistema elettorale) a essere a rischio è la democrazia.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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    16 dic 2008 - 13:21 - #1
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    Diciamo la verità:se Berlusconi vince non è merito suo, ma colpa del centro-sinistra italiano, che ogni volta che governa dimostra di essere meno idealista e più cinico del centro-destra.
    Alcuni esempi: continui aiuti alla lobby dell’auto, cementificazioni, corruzione diffusa, difesa della casta degli enti locali(ICI), insomma,predica bene, ma razzola male.

  • acrive

    16 dic 2008 - 13:28 - #2
    0 punti
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    Potete dirmi almeno una riforma del governo ombra? Mi sfuggono.

  • Profilo di Andrea P

    Andrea P

    16 dic 2008 - 13:57 - #3
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    beh, una riforma è stata cancellare la sinistra :D

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    16 dic 2008 - 14:38 - #4
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    …..bah nessun alezione a quanto pare, uando potevano tranquillamente gestirsi una questione morale interna e quindi approfittare e dimostrare di essere meno illegali degli altri hanno fatto gli struzzi…a sto il mio essere di nuovo extrapalamentare mi pesa sempre meno, la gente e’ alquanto sconcertata e disillusa (media votanti da paese nord americano) solo che chissa’ cosa ci apsetta il futuro, se il delinqunete cambia la costituzione siamo finiti e torniamo ad essere il paese piu’ corrotto e inaffidabile tra i piu’ industrializzati

  • darling3

    16 dic 2008 - 14:54 - #5
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    torniamo ad essere? perchè non lo siamo più? mi sembra un bel passo avanti allora.

  • Profilo di Tesqua

    Tesqua

    16 dic 2008 - 15:00 - #6
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    Direi che per quanto riguarda le alleanze siamo in un vicolo cieco: se il PD si alleasse con l’UDC perderebbe buona parte del proprio “zoccolo duro”, soprattutto ex-ds
    A me Di Pietro non dispiace, anche se ogni tanto gli scappano delle boiate:)

  • Profilo di Casarik_90

    Casarik_90

    16 dic 2008 - 18:33 - #7
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    il pd ormai non sà più cosè l’autocriticismo,è diventato un partito scarica barili a go go,e meglio che si guardi in casa che è meglio…