I titoli servono spesso a trarre in inganno il potenziale lettore, più che a informarlo: nessuno lo sa meglio di noi della blogosfera, quotidianamente impegnati a rendere il più possibile google friendly le intestazioni dei nostri post.
In questo caso si tratta di un libro solido, reale ed anche piuttosto spesso, ma il principio è esattamente lo stesso. A giudicare dal titolo mi sarei infatti aspettato una ricostruzione circostanziata e approfondita delle ragioni storiche per cui nel nostro paese quasi ogni partito politico è più o meno soggetto (asservito?) agli imperativi che arrivano dal Vaticano. Massimo Teodori invece, in questo volume, parla prevalentemente d’altro.
Nel corso delle oltre 300 pagine che lo costituiscono infatti l’autore fa una descrizione minuziosa di tutto quel mondo politico, intellettuale ed editoriale che nel secondo dopoguerra cercò (inutilmente) di creare una “terza forza” in grado di competere con la DC, da un lato, e il PCI dall’altro. Uomini allo stesso tempo genuinamente anticomunisti e antifascisti, con idee tanto liberali ed europee quanto democratiche e socialiste.
Obiettivo polemico n°1 di Teodori è proprio il Partito Comunista Italiano, soprattutto nel suo periodo più togliattiano e filosovietico. Considerati i vent’anni passati dalla morte del PCI e lo stato di salute dei suoi eredi, verrebbe da gridare all’autore: “Massimo, tu uccidi un uomo morto!“.
Il libro è però rigorosamente ancorato nel passato della nostra Repubblica: le prime 280 pagine sono dedicate infatti al solo ventennio 1945-1966. E i quarant’anni successivi? Relegati in un breve epilogo, nel quale Teodori per la prima (e ultima) volta dedica una paginetta all’ “offensiva clerico-tradizionalista” odierna. Un po’ poco per giustificare un titolo così altisonante.
Giudizio finale: da comprare per coloro che hanno un interesse specialistico e/o accademico per la questione e per tutti quelli il cui cervello è rimasto irrimediabilmente congelato nel corso della guerra fredda. Per tutti gli altri meglio risparmiare 20€, visti i tempi che corrono.
Storia dei laici nell’Italia clericale e comunista, Marsilio, pp. 362, €19.50
TEODORI Massimo
24 dic 2008 - 12:08 - #1Cari amici, grazie della vostra segnalazione. Per quel che riguarda la vostra opinione vorrei richiamare due punti. Primo. Si tratta di una storia a pieno titolo che esplicitamente riguarda il periodo anni ‘40-anni 60 con una piccola appendice che è esplicitamente chiamata “appunti per il seguito della storia” che forse sarà trattata prossimamente. Secondo. Nella comune interpretazione storiografica e polititologica le vicende politiche e culturali di cui scrivo sono comunemente definite “mondo laico”. I laici nel periodo trattato coincisero in gran parte con la cosidetta “terza forza” in contrappossione ai non-laici ossia la sinistra comunista, la destra fascistoide ed il mondo clerical-democristiano. Come si potrebbero altrimenti definire se non “laici” Salvemini e Pannunzio, Croce e Silone, solo per fare qualche nome? Quale che sia il punto di vista da cui osservate la questione, per descrivere quelel vicende non si può che parlare della storia dei laici. Vi ringrazio della vostra attenzione. Massimo Teodori
Luca Landoni
24 dic 2008 - 12:24 - #2Io trovo l’argomento di estremo interesse. Ricordo molto bene gli anni 70-80 in cui i laici di orientamento liberale, solitamente radunati intorno a Montanelli e al suo Giornale che sventolavamo come una bandiera, lamentavano la mancanza di un vero partito laico di destra.
Erano gli anni dello sciuagurato PLI di Zanone e poi Altissimo, e il solo rado spiraglio in questo senso si poteva leggere nel PRI di La Malfa.
Ci sentivamo orfani. Molti si turavano il naso e votavano DC, altri come me si rifugiavano nella protesta missina
Ci sentiamo meno orfani oggi? Questa è la domanda da un milione di dollari, cui mi sento di rispondere sì, ma solo in piccola parte. La prte in cui ci siamo almeno liberati delle due chiese; quella ufficiale e quella comunista
Lea
24 dic 2008 - 12:38 - #3Grazie per la segnalazione. Lo leggerò in questo periodo di fine anno.
Auguri di un Felice Natale a tutti.