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Italia in declino: la stampa estera si accanisce

Pubblicato: 09 gen 2009 da Giulio Mattioli

Commenti dei lettori

Molti italiani amano sapere che cosa si dice del nostro paese all’estero: una passione così diffusa che in rete c’è addirittura chi ha creato siti, come Italia dall’Estero e Che dicono di noi , in cui gli articoli che ci riguardano vengono tradotti nella lingua di Dante, per renderli comprensibili anche agli esterofili meno poliglotti.

Chi coltiva questa (insana) passione si sarà accorto che nelle ultimissime settimane del 2008 molti articoli si sono accaniti sullo stato precario dell’economia italiana, oltre che su quello indecente della nostra politica, sia essa targata maggioranza od opposizione.

Prendiamo ad esempio il quotidiano britannico “The Guardian”: il suo corrispondente da Bruxelles David Gow, ha sostenuto in un editoriale di fine dicembre che, con la crisi finanziaria che si aggrava ogni giorno di più, sarebbe opportuno trovare il modo di impedire che a presiedere il G8 nel 2009 sia, come previsto, Silvio Berlusconi, definito tra le altre cose un “playboy 72enne”.

Molto meglio sarebbe, secondo l’autore, affidare questa come altre istituzioni internazionali a personaggi di provata reputazione e affidabilità come l’iperattivo presidente francese Nicolas Sarkozy. Da parte sua la stampa francese non ci va certo con la mano meno pesante: il noto “Le Monde” ha recentemente pubblicato un articolo intitolato “Gli italiani si impoveriscono e lo Stato fa fatica ad aiutarli” e ha constatato con impietosa obbiettività che la sinistra italiana, nonostante le primarie (che molti in Francia prendono a modello), versa in uno stato drammatico.

Sempre il “Guardian” si è invece chiesto con preoccupazione: “La crisi finanziaria ci ha reso veramente più poveri degli italiani?”, rispondendo ad un articolo de “La Stampa” in cui si notava che, con la svalutazione della sterlina rispetto all’euro, lo stivale ha superato il Regno Unito nella classifica delle potenze economiche mondiali.

Il quotidiano laburista conclude però il pezzo con una rassicurante (per loro) lista di stipendi e prezzi nei due paesi, da cui risultano salari sistematicamente più elevati per i britannici e beni di consumo costantemente più cari per gli italiani. Di che far venire agli esterofili made in Italy una bella depressione post-natalizia..

L’atteggiamento dei quotidiani esteri non è simpatico e può essere paragonato a quello degli avvoltoi, che si nutrono di cadaveri. La responsabilità di aver ridotto l’Italia ad una carcassa ricade tuttavia - come ha spiegato il nostro Massimo Falcioni - sulla nostra classe politica e su ognuno di noi.

Foto: agenziami, Flickr.

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Utan

    Utan

    09 gen 2009 - 12:36 - #1
    -1 punto
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    Allo zoppo grucciate…

  • Profilo di Lea

    Lea

    09 gen 2009 - 12:42 - #2
    -4 punti
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    Il solo fatto che il corrispondente del Guardian che scrive sull’Italia risiede a Bruxelles, la dice lunga su: 1) la credibilità della fonte; 2) lo stato di salute di quel giornale.
    Che dicano pure quello che vogliono loro. I fatti fanno la differenza. Noi dobbiamo soltante fregarcene ed essere meno vanitosi perché veramente si cade nel ridicolo.

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    09 gen 2009 - 12:45 - #3
    -3 punti
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    Intanto non è l’euro ma è la sterlina che si sta svalutando di bestia..

  • giulio.mattioli

    09 gen 2009 - 13:18 - #4
    2 punti
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    @2:
    si tratta del corrispondente da Bruxelles, che scrive di “Europa” in generale: in questo senso l’articolo, se lo leggi, è perfettamente appropriato perché teso a dimostrare che le grandi istituzioni internazionali (il G8, ma anche e soprattutto l’UE) meritano presidenze autorevoli ed elettive e non a rotazione come attualmente.

  • indifo

    09 gen 2009 - 13:50 - #5
    5 punti
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    @ William Wallace

    e pensare che la Lega non voleva l’ingresso delle lira nell’euro…

  • Profilo di Lea

    Lea

    09 gen 2009 - 13:54 - #6
    -4 punti
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    Giulio
    ho letto l’articolo http://www.guardian.co.uk/business/2008/dec/23/silvio-berlusconi-g8-david-beckham
    e “mi sono scompisciata” dalle risate. Ma io mi chiedo dove ha preso le fonti il tipo. ma che giornali legge? ma l’Italiano lo parla? no, perché se si limita a leggere l’Economist e Wikipedia allora al Guardian hanno bisogno di un mano!
    L’Italia ha tutta l’autorevolezza ad presiedere il G8 (ora siamo 6° nella graduatoria con sommo dispiacere evidentemente degli inglesi snob ancora legati all’Impero); un’organismo trans-nazionale non può permettersi di bypassare la volontà dei cittadini dei singoli stati altrimenti verrebbe a cessare la neutralità e l’autorevolezza dell’organismo stesso. Per cui se il capo del governo è Berlusconi, allora è giusto che sia lui a presiedere il G8.
    Quanto alla presunta non idoneità di SB, le argomentazioni (aggettivi, offese, illazioni) che il tipo usa, ledono la sua dignità di giornalista.
    E poi dai…proporre lo disfattista e fallimentare Gordon Brown al posto di Berlusconi ! ma la famosa serietà british che fine ha fatto?

  • domics

    09 gen 2009 - 14:06 - #7
    0 punti
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    tralasciando il fatto che la gran bretagna è l’ultima a poter parlare di crisi economica negli altri paesi,
    vorrei farvi notare un piccolo esempio di disinformazione.

    se andate sul sito di alice potete leggere “vuole diventare presidente della repubblica, succedendo all’ex comunista Giorgio Napolitano, uomo di grande integritá”.

    se andate invece all’articolo originale leggete “wants to be president of Italy, succeeding ex-communist union leader Giorgio Napolitano, a man of great probity”.

    avete capito? il traduttore italiano ha omesso di dire che per il guardian napolitano è stato un leader sindacale.
    una evidente falsità che il traduttore ha ritenuto meglio non far notare ai lettori.

  • Profilo di Lea

    Lea

    09 gen 2009 - 14:07 - #8
    -1 punto
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    Giulio, l’autorevolezza e l’elettività della presidenza di quegli organismi, devono essere oggettive: i dati economici e il rispetto del voto dei cittadini dei singoli stati. O vogliano lasciare tutto in mano alle varie lobby transnazionali (cioè quelle finanziarie o quelle di partito?).

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    09 gen 2009 - 14:12 - #9
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    Bè si.il presidente al g8..esportiamo la sicilianità agli altri presidenti. . .

  • Profilo di Lea

    Lea

    09 gen 2009 - 14:21 - #10
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    #9
    dopo gli Oscar, vedrai che diranno che esportiamo la “gomorra”.

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    09 gen 2009 - 14:24 - #11
    1 punto
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    L’inghilterra starà pure in crisi… ma la cosa assurda è che noi i loro stipendi ce li sognamo (conosco gente che lavora lì).

    Quello che loro reputano crisi, da noi è paragonabile al paradiso.

  • Profilo di Lea

    Lea

    09 gen 2009 - 14:31 - #12
    0 punti
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    Metal, conosco benissimo la realtà nello UK. Certo hanno stipendi alti, ma la vita è veramente dura lì: vivere a Londra è nonostante la crisi, molto più difficile che a Roma, Parigi o Milano, x il caro vita; se poi vivi “nella provincia”, vai in depressione all’istante. Tra l’altro anche se sei assunto con contratti a tempo indeterminato, le aziende possono farti fuori da un giorno all’altro. Il paradiso è in Italia….ne sono sempre più convinta.

  • Profilo di Lea

    Lea

    09 gen 2009 - 14:36 - #13
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    PS: i miei amici tedeschi e francesi che lavoravano a Londra, in un anno si sono trasferiti al paradiso di Dubai. Di tornare nello UK non ne parlano affatto.

  • giulio.mattioli

    09 gen 2009 - 15:22 - #14
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    secondo me, ognuno può avere la propria opinione personale su dove sia meglio vivere..
    Tuttavia, farsi un’idea di quale sia l’opinione - in media - delle persone su questa questione è molto semplice: basta vedere i flussi di migrazioni. E mi risulta che molti più italiani vadano a lavorare a Londra di quanti britannici si trasferiscano a Milano.
    La gente, come si suol dire, “vota con i propri piedi”: http://en.wikipedia.org/wiki/Foot_voting. In questo caso, il voto mi sembra abbastanza inequivocabile.

  • Profilo di Lea

    Lea

    09 gen 2009 - 15:34 - #15
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    D’accordo Giulio xò anche la lingua gioca la sua parte; ci sono molti più italiani che parlano inglese che non inglesi che parlano italiano; poi ci sono le opportunità professionali: agli inglesi alletta ovviamente di più una multinazionale che una piccola azienda familiare italiana. Cmq sarebbe interessante vedere i flussi negli ultimi due anni e fare un’analisi anche delle età dei migranti. A Londra di solito ci si va dopo la laurea “per far carriera e cassa”. Oggi la city non tira e la ricchezza sta a Dubai.

  • Profilo di Gunny

    Gunny

    09 gen 2009 - 22:14 - #16
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    #7
    il “guardian” ha anche omesso il fatto, che il grandissimo leader sindacale, è stato anche uno dei più grandi traditori della patria, che la terra abbia mai ospitato sulla sua crosta.
    Ma si sa, gli inglesi hanno fondato la loro storia sull’infamia:
    India, Sudafrica (Zulu, tratta degli schiavi etc.), America,
    New Zealand, Australia…..
    devo aggiungere ancora qualcosa???