Il sensato e opportuno appello di Gianfranco Fini ai partiti per farla finita con “ il dialogo tra sordi” e per ridare voce e funzione al Parlamento è il classico lamento nel deserto.
Nessuno, né nella maggioranza e né nell’opposizione, ascolterà l’appello del presidente della Camera.
Il braccio di ferro fra gli schieramenti proseguirà fino all’election day del 6 e 7 giugno 2009, quando le urne potrebbero dare uno scossone all’attuale status quo: fra i poli e dentro i singoli partiti.
In particolare Gianfranco Fini rileva che “accanto alle prerogative del governo ci siano le prerogative del Parlamento che deve controllare, indirizzare ed essere centrale in ogni momento del dibattito”.
Ma la realtà è desolante, istituzionalmente, politicamente e moralmente: in questa legislatura soltanto una legge (su 41 provvedimenti a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama) è nata grazie alla all’iniziativa autonoma di esponenti del Parlamento.
Il Parlamento italiano non è nemmeno più il “parco buoi” di craxiana memoria. Oggi, soprattutto grazie a Berlusconi (ma anche a Fini, Bossi ecc.) e a Veltroni (ma anche a Di Pietro, Rutelli ecc.), il Parlamento è semplicemente un “parco pecore”.
La legge elettorale di totale designazione dall’alto, trasformando gli eletti in nominati, ha prodotto l’omologazione totale.
Così le Camere sono diventate meri strumenti di ratifica di decisioni presi da altri e assunte altrove. Quindi sono praticamente inutili.
Rifugiarsi nell’affermazione che nella prima Repubblica “era peggio” per il dilagare del correntismo, è solo il peggior modo per coprire le nefandezze attuali.
Del passato non si può prendere il peggio. Ma peggio di così c’è solo una dichiarata ed efferata dittatura.
Per i partiti di stampo padronale o familiare, il Parlamento è una perdita di tempo, un inutile orpello. Se così è, e con questo bipolarismo è indubbiamente così, prima o poi arriverà la proposta di “chiudere” le Camere. Se ne accorgeranno gli italiani?
Amelia Enoteca
30 dic 2008 - 13:01 - #1Molti commentatori di questo blog non se ne accorgeranno perchè tuttora ne auspicano la chiusura. Sapremo ricordarglielo quando sarà il momento.
M.B.
30 dic 2008 - 13:02 - #2“Il Parlamento italiano non è nemmeno più il “parco buoi” di craxiana memoria. Oggi, soprattutto grazie a Berlusconi (ma anche a Fini, Bossi ecc.) e a Veltroni (ma anche a Di Pietro, Rutelli ecc.), il Parlamento è semplicemente un “parco pecore”.
MAGARI !!!!
Almeno ci si potrebbe ricavare la lana.
Penso invece che il parlamento sia un parco di parassiti.
M.B.
30 dic 2008 - 13:03 - #3P.S.
Senza offesa per i parassiti.
domics
30 dic 2008 - 13:33 - #4ed infatti si vuole riformare il parlamento riducendo i deputati e separando le funzioni di camera e senato.
in altri tempi infatti si criticava il parlamento per essere troppo lento, pleonastico, inconcludente, perchè le leggi che entravano non uscivano più, ecc.
Bud Spencer
30 dic 2008 - 14:14 - #5anche perchè l’attuale presidente della camera ha la stessa credibilità del “gatto e la volpe” di pinocchio
Pierpyx polisblog
30 dic 2008 - 15:23 - #6@5
l’attuale presidente della Camera è uno dei politici più seri del panorama politico italiano.. tuttavia ha commesso alcuni errori: il più grave è quello di aver lasciato il posto da leader a quel delinquente
SPUTAFIAMME DRAGHON
30 dic 2008 - 16:11 - #7#6
ha parlato u scemm’
Pierpyx polisblog
30 dic 2008 - 16:31 - #8@7
che problemi hai? ho solo dato la mia opinione e non ho offeso nessuno, non capisco perchè mi devi dare dello “u scemm” senza un motivo.
domics
30 dic 2008 - 18:01 - #9dire “delinquente” in effetti non è un’offesa…
Gustavo Lapassera (al catasto)
30 dic 2008 - 18:36 - #10“Se ne accorgeranno gli italiani?”
No e credo che non gli importi nemmeno troppo…
Bell’articolo,comunque