Da Lampedusa arrivano le prime buone notizie, con il rimpatrio di 44 clandestini egiziani avvenuto ieri via charter. L’aereo è partito dall’isola, compiendo uno scalo a Catania per trasferire alcuni emigrati di altre nazionalità nel centro di accoglienza e permanenza di Pian del Lago (Caltanissetta) per poi proseguire alla volta del Cairo. E proprio qui sta il punto di maggiore preoccupazione. Se infatti è positivo che finalmente si proceda a qualche rimpatrio, dando un segnale serio di lotta alla clandestinità, noi tutti sappiamo fin troppo bene quanto la componente egiziana sia assolutamente minoritaria e l’atto risolva ben poco, al di là della facciata.
Ricordiamo infatti che il rimpatrio è stato reso possibile da un trattato bilaterale col paese delle Piramidi, che consente di ritrasferirvi tutti i transfughi. ma quanti altri paesi sarebbero disposti a firmare il medesimo accordo? Senza contare il fatto che molti stati da cui provengono i clandestini hanno governi instabili, spesso al limite della dittatura, e molti hanno gioco facile nell’usare lo stratagemma dell’asilo politico per evitare di tornarvi. Lo stesso discrimine tra gli accolti a Pian del Lago e gli altri dovrebbe far riflettere a proposito.
La realtà è che alla domanda su che fine facciano i clandestini giunti a Lampedusa non esiste risposta. O meglio, non esiste una risposta ufficiale, perché sappiamo fin troppo bene come questi, una volta trasferiti nei vari centri di “permanenza” sparsi per la penisola, ne fuggano alla prima occasione per gettarsi in pasto alla manovalanza abusiva, quando va bene, e a quella malavitosa nella peggiore delle ipotesi. E allora fa bene il sindaco isolano De Rubeis a dichiarare: «Quello dato martedì dal Governo è un forte segnale per le organizzazioni malavitose che sfruttano il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Deve essere chiaro che, d’ora in poi, dopo l’identificazione da parte della polizia, i migranti irregolari verranno rimpatriati»; ma non lasciamoci affascinare dai lustrini di un provvedimento sacrosanto, ma di facciata.
Non sarà mai possibile rimpatriare i clandestini, se non in minima parte. La soluzione è a monte, e cioè costringendo la Libia a collaborare, come abbiamo detto ieri. E allora ben vengano i pattugliamenti delle nostre motovedette, chiaramente più affidabili di quelle africane, e l’impegno del ministro Maroni, che in queste ore appare l’unico ad interessarsi concretamente del problema. Un problema che, credetemi, è molto più grave della giustizia e di tante altre false priorità che riempiono l’agenda governativa in questo fine 2008. Una questione che decide del nostro futuro e determina la sicurezza delle generazioni a venire. Un’emergenza primaria che non merita le lungaggini burocratiche tipiche della nostra mentalità e che va risolta subito, visto che le soluzioni ci sono e sono state già approvate.
I barconi vanno bloccati quando sono ancora in acque territoriali libiche, e rispediti verso la costa. Non è difficile. Partono tutti dalle stesse località, cioè dove le organizzazioni malavitose che campano su questo commercio si sono insediate. Bloccare il deflusso da quei porti significa distruggere il fenomeno sic et simpliciter. Se è vero che la Libia ha promesso di cooperare il problema è già risolto. Basta volerlo.
tanki
31 dic 2008 - 14:09 - #1il volo è costato tra assistenza, pratiche per il rimpatrio, mantenimento in struttura di accoglienza, personale di volo, velivolo, assistenza militare carburante,controllo spazio aereo, ecc circa 280.000 euro, quindi abbiamo speso per ogni egiziano 6000 e passa euro, non risparmiamo nel dare a qualche imprenditore un incentivo di 5000 euro per dare un lavoro a queste persone?
Luca Landoni
31 dic 2008 - 14:12 - #2Nessuno assumerebbe mai una persona che non gli serve con un incentivo di 5000 euro. Se fosse così semplice potremmo accogliere tutti
tanki
31 dic 2008 - 14:28 - #3#2 “Se fosse così semplice potremmo accogliere tutti”:
fosse semplice pattugliare le coste… cmq io che sono un imprenditore assumerei molto volentieri manovali con 8 mensilità anticipate, se non ti piace la mia proposta allora credo convenga dare 5000 euro ad immigrato alla lega araba per riprenderseli, ma non occuparci noi dei viaggi di rimpatrio, che siamo la Italtour?
tanki
31 dic 2008 - 14:35 - #4….tra l’altro in questi 50 anni avremmo potuto investire itutta la massa di soldi spesi per le guerre a Gaza (600 miliardi di dollari per un milione di persone, fate voi il conto procapite) nel far diventare la “striscia” un posto simile a Montecarlo; vedi che i palestinesi a quest’ora al posto di tirare razzi sugli israeliani li ossequierebbero inchinandosi al loro passaggio…
Luca Landoni
31 dic 2008 - 14:37 - #5se tu fossi un imprenditore sapresti che sulle mensilità si pagano i contributi, e anche ammesso di pagare un povero manovale poco più di 600 euro (5000/8) al mese (come sopravvive?) ne devi aggiungere almeno altri 400.
E anche ammesso che ciò fosse possibile, sottopagando i lavoratori, dopo gli 8 mesi sarebbe a carico tuo per molti anni e dovresti pagarlo per intero. E tutto questo senza contare tutti quelli in regola che non assumeresti per far posto ai clandestini, creando disoccupazione
tanki
31 dic 2008 - 14:47 - #6tutti gli anni ho la bega degli studi di settore, pago tutti gli f24 e devo sentirmi messo in dubbio da Luca Landoni?
Già adesso 600 euro al mese in meridione sono uno stipendio normale;
Pensi che lo stato sia legittimato a chiedere i contributi su un bonus che lui stesso mi fornisce?
la risposta è che dopo 8 mesi sono formati , conoscono la lingua, e se sono bravi me li tengo.
inoltre a te che ti occupi di giornalismo do una notizia importantissima che forse avresti dovuto approfondire o almeno mettere in dubbio: i 280.000 euro sono inventati.
ciao
tamerlano
31 dic 2008 - 15:49 - #7Sarebbe tanto semplice rispedire i barconi della mafia a casa loro, basterebbe sfamarli all´arrivo e reindirizzarli con la prua verso la Libia immediatamente. Ma e´troppo semplice per i nostri cavillatori cosidetti progressisti, che in realta´forniscono una sponda sicura per i trafficanti di carne umana. Dalla tratta dei negri in poi non s´ era mai visto un´ipocrisia piu´ sfacciata. Il miliardo di afro-asiatici pronti a venire qua nella speranza di farsi mantenere, costituisce per le organizzazioni criminali un materiale cospicuo su cui lucrare´, in cio´ perfettamente in sintonia con la Chiesa, il commissariato per i profughi (fasulli) , i padroni, i sindacati e quant´altri ingrassano su questo lurido commercio.
Luca Landoni
31 dic 2008 - 16:28 - #8affermare che in meridione 600 euro sono uno stipendio normale non merita nemmeno una replica
M.B.
31 dic 2008 - 19:54 - #9Suggerirei uno scambio:
per ogni extracomunitario che raggiunge l’ italia gli mandiamo un nostro parlamentare.
Scommettiamo che non arriveranno + barconi di poveracci ?
Bud Spencer
31 dic 2008 - 20:03 - #10#11
ahahahahah, se lo fai coi sindacalisti, dopo 3 mesi ti mandano pure dei soldi, oltre che fermare i clandestini..
M.B.
31 dic 2008 - 20:30 - #11Ne sono convinto Bud, purtroppo rimarrà una battuta.
jo21
31 dic 2008 - 20:38 - #12grande tanky.
e poi sti articoli li glieli pagano pure?
nisseno deluso
18 gen 2009 - 00:54 - #13sono un nisseno ormai stanco e deluso dalle istituzioni o altro disposte a occuparsi della faccenda, semplicemente ho attivato un link su youtube per far vedere a tutti cio’ che ormai da tempo viviamo nella nostra zona di residenza e in tutta la città. a nulla sono valse denunce ed esposti.
http://www.youtube.com/caltanissettaonline
ne ho messi altri un po in giro, ma regolarmente dopo poco tempo me li oscurano, chissa’ perchè…..
Ho inviato anche una moltitudine di email a striscia e le iene, notiziari regionali o nazionali hanno avuto risposta, solo dal tg4 mi è stato risposto che “la notizia non fa’ notizia”, ma nel frattempo la situazione è quella mostrata nel filmato o nei successivi che inseriro’ via via che me li oscurano, gli estracomunitari sostano in tende da campeggio trovate chissà come, o tende fatte con teloni di plastica, bivaccati sotto le nostre case, mangiando per terra, accendendo falo’ per riscaldarsi.