
Un argomento che da sempre suscita infinite discussioni è il canone Rai. O meglio, il motivo per cui si debba pagare il canone alla tv di stato quando quella commerciale si sostiene benissimo con la sola pubblicità. Di quando in quando il tema torna d’attualità, specialmente alla luce delle difficoltà dello Stato nel contenere l’elevata evasione del canone stesso.
Approfittiamo dunque dell’articolo di Aldo Grasso apparso sul Corriere della Sera di oggi per rilanciare il dibattito. È indubbio che la Rai abbia legato la propria abdicazione al ruolo di servizio pubblico alla progressiva intensificazione della pubblicità, fino ad arrivare a imitare le tv private anche nelle pratiche più odiose per lo spettatore, come le telepromozioni o quei fastidiosi effetti grafici ai margini dello schermo che compaiono a tradimento durante le trasmissioni. E allora la domanda è: ma è davvero necessario tutto questo?
Grasso per sostenere la sua risposta affermativa, seppur con tanti dubbi, porta a proprio suffragio lo share medio dei tre canali nazionali (45%) che sarebbe uno dei più alti d’Europa, e il timore che senza le risorse pubblicitarie possa calare. Altrettanto facilmente si potrebbe però rispondergli che il calo dello share non è per forza di cose un male, anzi… soprattutto se si supera la logica del dover attirare gli sponsor in funzione dello stesso.
Si evoca spesso il male di un mercato televisivo dominato dai soggetti privati, ma siamo così sicuri a) che se la Rai rinunciasse ai suoi contenitori milionari emulativi perderebbe tutte queste quote di share; b) che contendere il mercato a un operatore commerciale scendendo sul suo terreno sia giusto e utile?
Certo, se il problema è pagare un carrozzone sovradimensionato di dipendenti e il canone non è sufficiente il discorso potrebbe cambiare, ma ammesso e non concesso che sia così, esiste anche la via di ridimensionarlo o di suddividerlo in due distinte entità. Una Rai commerciale che si nutra di sola pubblicità e una Rai culturale despottizzata che si mantenga col canone.
Un tempo si guardava alla televisione nazionale come a un veicolo di crescita intellettuale del paese, che poi era la sua vocazione alla nascita. Siamo davvero così sicuri che in un’epoca di canali tematici di successo come History Channel, Discovery eccetera, una tv generalista votata alla cultura sia un progetto perdente? Lascio volentieri la risposta ai lettori.
Utan
12 gen 2009 - 16:33 - #1Basterebbe copiare quanto fatto ora in Francia al riguardo; sarebbe già un bel passo avanti
ninoblog
12 gen 2009 - 16:34 - #2be io vedrei di buon occhio la riforma sarkozy, ovvero tassare le tv private, unite ad un canone irrisorio, il che permetterebbe di eliminare completamente la pubblicità.
Utan
12 gen 2009 - 16:41 - #3Con un governo di “destra” come il nostro (ed un presidente del consiglio proprietario della parte privata) è difficile ipotizzare che facciano un operazione come la destra francese. il problema è tutto li.
Luca Landoni
12 gen 2009 - 16:43 - #4purtroppo siamo sempre lì, e su questo vi do pienamente ragione, finchè il presidente del consiglio è Berlusconi mi sembra impossibile procedere a un qualunque riordino del settore.
se ne parlerà probabilmente in un relativamente lontano futuro
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 16:48 - #5La RAI oggi non potrebbe eliminare la pubblicità senza avere un’altra entrata certa, che, a questo punto, diventerebbe tasse o aumenti del canone.
Le tasse, come suggerito da altri, potrebbe essere spalmate sui competitors privati, creando una regolamentazione diversa per soggetti diversi, con intenti differenti: il pubblico torna a far il servizio pubblico, come ai tempi della PaleoTelevisione, ed il privato viene regolato con regole di mercato con scritto, a lettere cubitali, concorrenza e qualità uber alles.
Dato che per fare tutto questo ci vuole qualcuno che non ha interessi economico/politici, direi che è un po’ come discutere del sesso degli angeli.
Continuerà lo sfascio al basso iniziato 30 anni fa fino a che mancheranno i proventi pubblicitari, poi, finalmente, potremmo dire addio ad un mezzo superato da 60 anni, al più verrà relegato a nicchie di mercato.
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 16:49 - #6La RAI oggi non potrebbe eliminare la pubblicità senza avere un’altra entrata certa, che, a questo punto, diventerebbe tasse o aumenti del canone.
Le tasse, come suggerito da altri, potrebbe essere spalmate sui competitors privati, creando una regolamentazione diversa per soggetti diversi, con intenti differenti: il pubblico torna a far il servizio pubblico, come ai tempi della PaleoTelevisione, ed il privato viene regolato con regole di mercato con scritto, a lettere cubitali, concorrenza e qualità uber alles.
Dato che per fare tutto questo ci vuole qualcuno che non ha interessi economico/politici, direi che è un po’ come discutere del sesso degli angeli.
Continuerà lo sfascio al basso iniziato 30 anni fa fino a che mancheranno i proventi pubblicitari, poi, finalmente, potremmo dire addio ad un mezzo superato da 60 anni, al più verrà relegato a nicchie di mercato.
Ry Cooder
12 gen 2009 - 16:54 - #7Non è vero che la TV commerciale in Italia si sostiene grazie alla sola pubblicità. Il «canone RAI» in realtà si devolve in gran parte alla TV di stato; una parte minore viene divisa alle reti commerciali private come Mediaset, La7, etc.
Per filo e per segno come succede per l’editoria.
(Siamo il paese dei balocchi: cerchiamo di non scordarlo così facilmente…)
Utan
12 gen 2009 - 16:55 - #8Albert1
12 gen 2009 - 16:56 - #9Non mi sembra una questione di rilevanza politica, una volta tanto, “destra e sinistra” non c’entrano: di qualsiasi colore sia stata la RAI nel tempo non è mai cambiato niente.
Partendo dal semplice presupposto che togliere la pubblicità sarebbe una mossa sleale in termini di concorrenza (ormai trasmettere senza fastidiose interruzioni è diventato un mestiere - vedi SKY - ed è giusto che sia retribuito), io la vedo facile facile facile:
Eliminare il canone. Così. Su due piedi.
Il canone da solo, infatti non basterebbe a coprire le spese di produzione e mantenimento della RAI, e se gli togliessimo la pubblicità dovrebbe per forza aumentare. Già non si paga così, figuriamoci se lo raddoppiassero.
Il canone, ad oggi, non ha alcuna ragione di esistere: è completamente illogico ed ingiustificato. Trae il suo fondamento giuridico da una Regio Decreto (!) del 1938 (dico, signori, c’era ancora il RE !!!), ed era la tassa di possesso su un bene all’epoca considerato “di lusso”, cioè la radio. La radio, ragazzi, quella di legno enorme con le valvole che si dovevano scaldare e l’ “occhio magico” che indicava il livello di sintonia. Quella che la andavi a sentire al bar o a casa degli amici “ricchi”.
E ancora ce lo vogliono far passare come una tassa giusta ?
Ma si andassero ad ammazzare, imparassero a lavorare normalmente, facessero un po’ di sana televisione e soprattutto (se non vogliamo fare Alitalia II - la vendetta), cominciassero a licenziare un po’ di gente inutile. Poi vedete come gli basta (e avanza) la pubblicità, per campare.
Pierpyx polisblog
12 gen 2009 - 16:56 - #10@Luca Landoni
“O meglio, il motivo per cui si debba pagare il canone alla tv di stato quando quella commerciale si sostiene benissimo con la sola pubblicità.”
ti consiglio di informarti meglio, altrimenti si finisce come al solito a scannarci tra ideologie politiche differenti..
come cita lo stesso sito degli abbonamenti rai:
“Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve per legge R.D.L.21/02/1938 n.246 pagare il canone di abbonamento TV. Trattandosi di un’imposta sul possesso o sulla detenzione dell’apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall’uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive.”
Albert1
12 gen 2009 - 17:04 - #11Pier: ecco, appunto.
Domanda per Ry Cooder, invece: interessante la storia della “stecca” sul canone per le TV private. Puoi darmi qualche info in più ? Grazie.
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 17:06 - #12Albert1: togli il canone e come la sostieni, con Publitalia che compravende spazi pubblicitari nell’interesse di Mediaset?!
Ma poi hai presente la dicitura “servizi pubblici essenziali ed abbiano carattere di preminente interesse generale“?!
Sappiamo di cosa parliamo prima di aprire bocca?
Enorme Vigenti
12 gen 2009 - 17:09 - #13Ma perchè eliminare la pubblicità?
…eliminiamo il canone invece! A partire dal fatto che non si tratta di un canone
E’ una tassa ridicola e assurda ed ormai assolutamente ingiusta.
Tra l’altro è anche incostituzionale xchè non tiene conto del reddito
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 17:12 - #14Una battaglia persa.
Il buon senso si scontra contro la levatura morale e la conoscenza normativa delle capre al pascolo.
Togliete il canone e sprofondate ancora di più la RAI nel vuoto cerebrale di Mediaset, fino a che non dovremmo mantenerla noi come con l’affare Alitalia-CAI, mentre la assorbirà un privato.
Popolo di capre ignoranti.
Più che il bastone del pastore poté la Pasqua per sterminarle tutte: una Pasqua al freddo senza viveri, che sia una morte lenta e sofferta.
Albert1
12 gen 2009 - 17:16 - #15Xand: sostenere cosa ? E’ questo il punto.
Devo sostenere un attrezzo mastodontico parastatale con più del 50% del personale inutile (e dico INUTILE), per sorbirmi gli stessi “due minutini due” di pubblicità ad ogni piè sospinto esattamente come su Mediaset ?
Devo pagare ancora gli ingaggi di Pippo Baudo e Raffaella Carrà, che con tutto il rispetto, sarebbe ora si ritirassero ad una dignitosa vita privata ?
L’audience (requisito fondamentale per vendere spazi pubblicitari) si ottiene con la qualità e la popolarità dei programmi trasmessi. Se la RAI produce bene (ed è capace di farlo) non avrà problemi a concorrere con Mediaset per la vendita della pubblicità. Se d’altro canto pretende non si sa a quale titolo di disporre di un “paracadute” fisso che comunque vada il mercato le permette di sopravvivere e mantenere lo status quo comincia a non starmi tanto bene.
Utan
12 gen 2009 - 17:16 - #1613-
La pubblicità (le agenzie pubblicitarie) è tutta in mano a Berlusconi, che fai gli dai gratis anche la Rai?
Albert1
12 gen 2009 - 17:24 - #17Utan: Ma perchè, non è già sua ? ;)
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 17:27 - #18Albert1: vedi che cadi dal pero?
1. Se la qualità fosse il metro di giudizio dell’audience Mediaset non avrebbe motivo di esistere, da 30 anni.
2. Se Publitalia, ovvero una delle tante società sorelle di Mediaset, gestisce la pressoché totalità del mercato pubblicitario, puoi spiegarci come, secondo te, la RAI potrebbe attirar la compravendita di spazi pubblicitari?
3. Il “titolo” di cui parli te l’ho già segnalato prima: interessi preminentemente generali. Lo Stato (quello vero, non quello attuale) si riserva il diritto di avere la priorità sugli interessi che riguardano l’interesse dei cittadini, a discapito di qualsiasi m i n c h i a t a capitalista.
Se stessi parlando con dei liberali di destra veri non dovrei spiegar loro l’ABC dello stato sociale, ma visto che siamo in Italia non mi stupisco di aver a che fare con fasci col vestito nuovo e pizzicagnoli arricchiti.
Luca Landoni
12 gen 2009 - 17:28 - #19E’ vero che il canone Rai è stato trasformato in tassa di possesso dell’appaercchio televisivo, ma di fatto non ha mai cessato di essere chiamato in questo modo, anche perché di fatto lo è.
Utan
12 gen 2009 - 17:30 - #2017-
Per ora solo riguardo i contenuti, ma forse gli costa meno fatica l’attuale situazione, se avesse la proprietà reale e pratica avrebbe più problemi di gestione per ottenere al massimo pari benefici.
Amelia Enoteca
12 gen 2009 - 17:35 - #21Abolire la pubblicità o privatizzare le Rai non ci sono altre soluzioni. Quell’azienda sta peggio dell’Alitalia
Albert1
12 gen 2009 - 17:40 - #22Xand: (togliendomi di dosso la polvere raccolta dopo la caduta dal pero e facendoti graziosamente osservare che ti trovi su un pero più alto del mio)…
1) Concordo che Mediaset e RAI fanno di tutto per contendersi la palma dei programmi più di m3rda del mondo, ma devo constatare tristemente che “la ggente”, nella sua globalità vuole quello. Telenovele, fiction, reality, programmini strappalacrime, cvli e t3tte, t3tte e cvli, litigate televisive, roba così. Ce n’è per tutti, d’altra parte, chi ha di meglio da fare non guarda la televisione: fa di meglio.
2) Non è una guerra, è concorrenza. Publitalia guadagna comunque, sia se vende su Mediaset, sia se vende su RAI. L’importante è vendere, e più reti hai a disposizione, meglio dividi e selezioni i “target”. Quindi non credo che la RAI verrebbe tagliata fuori da nulla.
3) Ecco, qua esce il nocciolo del nostro “non esser d’accordo”. Io credo che lo Stato (sempre con tutto il rispetto e la “S” maiuscola), in merito ai miei interessi, si debba semplicemente fare i ca22i suoi. Lo decido io quello che mi interessa o no, lo Stato semmai pensasse a offrire qualcosa di interessante, poi mi dice quant’è.
Per quanto mi riguarda non stai parlando con un liberale di destra…
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 17:54 - #23Albert1: carina l’immagine del pero, ti vengono sempre bene.
Dai ripetizioni? ;)
1. E quindi concordi con me che non si tratta di qualità, anzi, è l’esatto contrario. Si crea un pubblico e lo si manipola come meglio si crede (prima per fini economici, poi politici). La RAI da qualche anno segue l’avversario al ribasso ed i risultati si son visti: un servizio pubblico sempre più osceno e dei risultati che comunque non ripagano lo scempio che se n’è fatto.
2. No, altrimenti questo accadrebbe già ora, e non accade.
Semplicemente finché RAI è un competitor Mediaset/Publitalia gioca all’assedio, tagliandole i viveri. Quando la RAI sarà svenduta sul mercato arriverà una nuova CAI a privatizzarne gli utili e socializzarne i debiti. Sarete grati anche questa volta ai salvatori della patria (sempre gli stessi). Solo in quel caso Publitalia foraggierà un’altra azienda di famiglia.
3. Tu credi nel mercato sopra ogni cosa. E il lato paradossale di tutto questo è che in ’sta fesseria (opinione mia) non ci credono neanche quelli che se la son inventata, che vedono ogni giorno a cosa porta, anche se ancora non lo vivono sulla loro pelle.
Il servizio radio-televisivo nasce garantito perché è un servizio d’interesse nazionale, esattamente come l’acqua. Ma voi si vuole privatizzare anche quella, quindi non c’è proprio nulla su cui confrontarsi.
Ahh, per la cronaca: non avevo dubbi, infatti ti ho anticipato. ;)
tomx
12 gen 2009 - 18:00 - #24Sono favorevole ad abolire la pubblicità o almeno a ridurla drasticamente.
La RAI dovrebbe essere un TV prevalentemente culturale.
La guarderanno in pochi? Ecchissenefrega, che gli ignoranti guardini pure quello che vogliono.
La RAI deve fornire un servizio pubblico e se è condizionata dalla pubblicità e dall’audience deve scendere a forti compromessi.
Non ultima la forte pressione che gli inserzionisti maggiori esercitano sulle notizie. Si pensi ad esempio alla pubblicità automobilistica.
Albert1
12 gen 2009 - 18:11 - #25E’ che sò simpaticone… Sono molto visivo, cerco di dipingere tutto, pure i concetti…
Ebbene, ho parlato di qualità E di popolarità, anche la monnezza può esser di qualità o meno: di questo anche il popolo pecorone se ne avvede. Diciamo che ci sono schifezze fatte meglio e schifezze fatte peggio.
Io non credo che serva svendere RAI sul mercato. Credo che (dato il parallelo più volte e non a caso fatto con Alitalia) sia necessario evitare, se possibile, quel tipo di “errori” che hanno portato alla situazione Alitalia. Licenziare prima per non cassaintegrare dopo, sfoltire l’inutile per non doverne sentire il peso quando è troppo tardi. Ma finchè si appoggiano sul ca-no-ne, quando mai gli verrà in mente di pensarci ?
Io credo nel mercato perchè è l’unica via. Non riusciamo a vederlo, non riusciamo ad applicarlo, c’è sempre qualcuno cui dire “grazie” che rovina tutto, ma è l’unica via. No, non è l’unica, c’è anche un’altra grande utopia, chiamata “comunismo” (quello vero), ma soffre dello stesso male: non ci si riesce.
L’unica cosa che mi fa pendere da una parte piuttosto che dall’altra è che io, col mercato ci mangio. Non mi ingrasso, ok, ma ci mangio. E tanto mi dà ragione di crederci.
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 18:25 - #26Albert1: e la tua “visione” bisogna ammettere che sai renderla bene, anche a parole. :)
Tornando all’argomento: RAI avrebbe potuto differenziare i suoi target, ma vuoi le leggi in materia radiotelevisiva, vuoi la lottizzazione politica, han fatto sì che il carrozzone diventasse quello che è, ovvero peggio di Alitalia.
Il pubblico compra quello che gli si mette sullo scaffale. Se non gli proponi un prodotto non lo acquista, perché semplicemente non lo conosce. La funzione pedagogica della RAI funzionava proprio perché sapeva intercettare i bisogni del Cittadino, ancora non misero consumatore.
Il mercato non è sbagliato in sé. Vabbé, è una questione squisitamente intellettuale disquisirne, diciamo che chi di dovere sa e se non sa è perché viene quotidianamente smentito da chi lo idolatra. E’ la stessa utopia, per far un parallelo, del Comunismo, solo che viene sovvenzionata da chi ha interessi in gioco.
Fosse un mercato libero e strettamente regolamentato, potrebbe tornar utile a più persone di quelle che oggi uccide ed affama.
Ma se fosse così probabilmente non sarebbe il giocattolino in mano ai potenti, od aspiranti tali, di turno, e quindi non potrebbe esistere, così come sono stati eliminate altre alternative scomode.
Ed il fatto che ci mangi, Albert1, per me è una paradossale conseguenza, più che il fine ultimo dello stesso.
:)
Albert1
12 gen 2009 - 18:43 - #27“Mi piace quel ragazzo, perchè… sto diventando forse r1cchione”… cantavano Elio e gli altri anni fa.
La discussione prende una piega niente male, Xand.
I tempi cambiano, i bisogni pure. La TV è un fenomeno di innegabile portata, ma quella di oggi non è e non potrà più essere quella degli inizi. Tieni conto che nei ‘50 e nei ‘60 (anche buona parte dei ‘70), in Italia si sentivano ancora cose come “analfabetismo”, “fame”, roba così, e la TV si inseriva in quel contesto. Oggi il contesto (per fortuna, aggiungo) è cambiato. In un’ottica ampia, credo (e qui la sparo grossa) che la televisione sia destinata a perdere MOLTO velocemente di importanza, quindi tutta la cosa andrebbe vista da un’altra angolazione. Già oggi, pur rimanendo il “medium” preferito sta cedendo il passo ad altre forme di comunicazione (la mai troppo benedetta “Rete”, ad esempio) ed il processo è lanciato ed irreversibile. Quanto, in quest’ottica, può esser tollerato ancora il “canone” ?
Punti di vista, ovvio, ma da quello che (impeccabilmente e gustosamente) scrivi e da come lo scrivi, ho impressione - mi sbaglierò - che ci dividano minimo 10 massimo 15 anni di età e credo che siano il motivo fondamentale della divergenza. Questo non vuol dire che tra 10 anni o 15 la penserai come me, ma forse il senno di poi ti farà riconsiderare cose che oggi dai per scontate.
Steve Austin
12 gen 2009 - 18:44 - #28Utan #16
La pubblicità sulla Rai é di Sipra, società controllata del Gruppo Rai.
Almeno lì il Cav. non lucra direttamente.
Vercingetorige
12 gen 2009 - 18:58 - #29La programmazione Rai fa schifo… peccato che per eliminare il canone ti tocca bloccare la tv… altrimenti mi sarei già disabbonato da tempo. Cmq nessuno vuole pagare centinaia di euro per una programmazione spazzatura come offre la rai di oggi. Tanto vale renderla privata.
Qualcuno mi spiega in cosa consiste la riforma francese sulla tv?
Albert1
12 gen 2009 - 19:12 - #30Oh. Peraltro leggo da qualche giorno della simpatica iniziativa beppegrillesca in merito alla disdetta in massa dell’abbonamento RAI, con copiose, doviziose e dettagliate istruzioni per l’uso.
Complimenti, un’altra bella ca22ata, Beppe ! Mi mancavano.
Adesso ditemi voi, uno in buona fede come fa a mettere in atto una cosa del genere. Non dico la nonna timorata della “tributaria” che paga e zitta da 40 anni, eh ? Dico solo un adulto in buona fede. Dato che alla lettera sono soggetti al canone “tutti gli apparecchi atti o ADATTABILI alla ricezione di trasmissioni televisive”, cosa ci facciamo sigillare, pure il computer ? Eh già, perchè ad oggi anche lui dovrebbe pagare, assieme al monitor (che con un sintonizzatore esterno è adatto), assieme al cellulare, assieme alla radio che ho in macchina, assieme all’I-Pod, che altro ?
E allora, non è forse il caso, invece di mettere in rete bufale (che potrebbero tramutarsi in istigazioni a delinquere), di cominciare seriamente a considerare una vera revisione della cosa ?
Utan
12 gen 2009 - 19:36 - #3128-
Una pulce nel monopolio Berlusconiano che potrebbe schiacciare (economicamente) quando vuole .
Albert1
12 gen 2009 - 19:39 - #32Utan: la Sipra, una “pulce” ? Uhmmm… permettimi di dubitare.
Utan
12 gen 2009 - 19:39 - #3329-
Invece quella Mediaset è splendida.
Se la programmazione Rai è acqua sporca quella Mediaset è diossina liquida al 99%.
Utan
12 gen 2009 - 19:41 - #3432-
Hai un idea del mercato pubblicitario Italiano? Io si (ci lavoro anche se in un settore collaterale) la realtà è anche peggio del mio esempio.
(Xanderoby)
12 gen 2009 - 19:55 - #35Albert1: il commento di prima era troncato in una parte, l’ho pubblicato al volo ma penso che il senso sia più o meno chiaro.
Per quanto riguarda l’analfabetismo.. uhm.. siam sicuri che è stato sconfitto? E pensare che stiamo parlando di un paese che dovrebbe rientrare (così pare..) nei G8.
Sulla medium televisivo concordo con te, e chissà che lo sfascio della RAI non arrivi prima della fine legislatura.. Vedremo, ma chi ci campa (nel settore, non solo nella RAI) ha tutto l’interesse a mantenerlo, come fu per Alitalia. Potrebbe costruirsi un’altra nicchia, come dicevo ad inizio discussione, un po’ come ha fatto la radio, e potrebbe tornare all’utilità di un tempo, specie per quelle categorie poco avvezze alla Rete.
Francamente non che io sia così contento nel pagare il canone, anzi, visti i risultati lo casserei subito, ma il problema non è il canone, è il livello del servizio.
Che poi anche gli apparecchi microonde debbano pagarlo questa è solo una questione burocratica: aggiorni la legge e, aumentati i controlli, continuerai a riscuoterlo; altrimenti la tieni farraginosa e ti prendi il canone che riesci a riscuotere, e siam sempre lì (l’iniziativa di Grillo, per quanto banale, non mi pare illegale).
Ranma25783
12 gen 2009 - 20:18 - #36vicolo cieco…
Vercingetorige
12 gen 2009 - 21:17 - #37@Utan
Antiberlusconiano doc n’è?
Vercingetorige
12 gen 2009 - 21:18 - #38riuscite ad argomentare i vostri discorsi molto eloqunetemente… mi tirate sempre fuori il berlusca come fulcro di tutti i mali…
bambino
12 gen 2009 - 22:04 - #39il canone è solo uno dei tanti furtarelli che lo stato compie ai nostri danni, e non è neanche il peggiore anche se è tra i più odiosi
D3S1GN-2080
12 gen 2009 - 23:19 - #40La Rai deve dimezzare gli spot e smolecolarsi dalla politica, altrimenti l’iniziativa di Beppe Grillo ha motivo di esistere!
Utan
13 gen 2009 - 11:59 - #4138-
Hai ragione nel panorama del mercato televisivo berl non ha niente a che spartire…
Sangue_
13 gen 2009 - 22:48 - #42Bo, secondo me ragionate male, sempre invischiati nella politica e nel berlusconismo/antiberlusconismo.
La Rai ha molti pregi, e molti difetti. Sono anni che vado dicendo che la rai dovrebbe chiudere un canale, o privatizzarlo, regionalizarne, totalmente, un secondo, e mantenere solo una rete nazionale, senza pubblicità, votata alla cultura o all’intrattenimento di qualità. E questo può acadere soltanto lavorando in appalto con società per azioni, quante srl lavorano con la rai rubando a destra e manca, lavorando IN ITALIA, spesso fiction di grosso calibro vengono prodotte in altri stati sperperando denaro del contibuente, e, sopratutto, lavorando per produrre materiale rivendibile, sia in futuro, sia all’estero. Producendo format, addestrando conduttori, lavorando sulla redistribuzione del materiale, tantissimo, che ha nei magazzini e che produce per dovere, come copertura obbligatoria di teatri e opere varie in Italia…