Logo Blogo

VIa D'Amelio, Borsellino, Nicola Mancino. Le trattative tra Stato e mafia

Pubblicato: lunedì 12 gennaio 2009 da Bruno Marino

Prima di tutto, facciamo un breve riassunto, nel caso qualcuno si fosse perso le puntate precedenti (Altri dettagli sull’argomento si trovano in questo post, sulle stragi degli anni ‘90, e in questo, su Bruno Contrada). Il 1° Luglio 1992 Paolo Borsellino, probabile futuro Superprocuratore antimafia (dopo che i mafiosi e chissà chi altro avevano fatto fuori l’altro candidato, Giovanni Falcone), si trova a Roma. Dalle 15 alle 18:30 interroga Gaspare Mutolo, pentito di mafia, poi si incontra con Vincenzo Parisi, allora capo della Polizia, poi alle ore 19:30 ha un appuntamento col Ministro degli Interni Nicola Mancino, da poche ore insediatosi al Viminale.

E’ un momento importante per la storia italiana. Si parla di centrali destabilizzatrici esterne e interne, di tentativi di colpi di Stato, di manovre poco chiare da parte di pezzi dello Stato, della mafia, magari dell’economia.

“Il Pomeriggio del 1° Luglio è dunque cruciale. Mutolo annuncia rivelazioni “scottanti”: sono accuse che colpiscono il cuore delle istituzioni colluse. Mutolo è pronto a farle, ma ha paura e fa sapere che considera Borsellino l’interlocutore principale, l’unico vero destinatario delle sue parole. Quel giorno il pentito gli ha anticipato che farà rivelazioni esplosive su Domenico Signorino e Bruno Contrada, un giudice e un poliziotto. […] Ecco la ricostruzione di Rita Borsellino sugli eventi di quel pomeriggio: “Ad un tratto, durante l’interrogatorio, Paolo riceve una telefonata, chiude il verbale, si precipita al Viminale, accompagnato da Aliquò e dalla scorta, poi ritorna da Mutolo.”

(tratto da “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”, di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, pp.gg. 145-146)

Quindi Borsellino quel pomeriggio, come testimonia anche l’agenda grigia (quella in nostro possesso), si reca al Viminale. E chi incontra? Secondo lo stesso Mutolo:

“ (Borsellino) molto preoccupato e serio, mi fa che viceversa del ministro, si è incontrato con il dottor Parisi e il dottor Contrada”

(tratto da “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”, cit.)

Aliquò, procuratore aggiunto a Palermo, non ricorda di aver incontrato Contrada ed esclude che Borsellino gliene abbia parlato. Nega anche che Borsellino fosse nervoso o preoccupato (infatti Mutolo dirà che aveva visto il magistrato fumare due sigarette contemporaneamente).

E Mancino? Non ricorda di aver incontrato Borsellino. O Meglio, non lo esclude. Sostiene che, avendo avuto quel giorno molte visite, non ricorda precisamente di aver incontrato il magistrato, ma non esclude che ciò sia comunque avvenuto.

Pochi giorni fa l’Espresso ha pubblicato un articolo, sempre a firma Lo Bianco e Rizza, in cui si parla delle rivelazioni fatte da Massimo Ciancimino, figlio di Vito Ciancimino, famoso e famigerato sindaco di Palermo negli anni del “sacco” della città siciliana.

“Da qualche mese, il figlio dell’ex sindaco ‘collabora’ con gli inquirenti e nelle ultime settimane ha ricostruito nei dettagli con i magistrati di Palermo le fasi cruciali del negoziato che gli uomini del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno, a cavallo tra le due stragi del ‘92, avviarono con don Vito per chiedere al boss Totò Riina di fermare l’attacco allo Stato. […]È questa una circostanza che Mori e De Donno hanno sempre negato, sostenendo di essere andati da Ciancimino in assoluta autonomia, spinti solo dalla necessità di stringere il cerchio attorno a Riina. Ma Ciancimino jr la racconta in un modo diverso, sostenendo davanti ai pm di Palermo di aver visto con i suoi occhi il famoso “papello”, il foglio con le richieste che Cosa nostra presentò allo Stato in cambio di uno stop alla stagione delle stragi. […] È a questo punto della trattativa che l’ex sindaco di Palermo, secondo il figlio, avrebbe chiesto una “garanzia” istituzionale per procedere nel negoziato con lo Stato. Chiedendo di informare il ministro Mancino degli incontri avviati tra Roma e Palermo con gli uomini del Ros. Secondo Ciancimino jr, quella richiesta sarebbe stata esaudita. Il padre avrebbe avuto la conferma che Mancino era stato informato.”

Ricapitoliamo: mentre lo Stato “si costerna, si indigna e s’impegna”, dopo la morte di Falcone, promettendo fuoco e fiamme contro i mafiosi, una parte di esso (se le rivelazioni dovessero essere confermate) tratta con Cosa Nostra per fermare le stragi.

A questo punto, l’incontro del 1° Luglio assume una rilevanza cruciale.

Perché questo incontro è importante per le indagini? Perché, ipotizzano i magistrati, se è vero che Mancino fu avvertito della trattativa in corso, anche Borsellino, erede di Falcone, in quel momento uomo-simbolo della lotta alla mafia in Italia, e candidato in pectore alla Superprocura, potrebbe esserne stato a sua volta informato quel giorno al Viminale. E se davvero Borsellino avesse saputo che lo Stato era sceso a patti con Cosa nostra, è la tesi investigativa, la sua posizione di netta contrapposizione o di presa di distanza potrebbe averne determinato la morte.”

E’ noto che la strage di Via D’Amelio fu molto strana, dal punto di vista della tempistica. Perché fare di nuovo, dopo poche settimane, un devastante attentato, perché uccidere un altro magistrato, perché rischiare di far saltare tutto (la trattativa di pace tra Stato e mafia, l’approvazione del papello)? Le risposte, in modo del tutto ipotetico, possono essere due, o meglio tre.

Prima ipotesi: la trattativa non va bene, le richieste mafiose sono inaccettabili (anche se, come abbiamo spiegato, gran parte di esse sono state accolte, nel corso degli anni, dai vari governi di destra e di sinistra). Quindi si decide di proseguire la strategia stragista (continuando anche con le “bombe sul continente”: Firenze, Roma, Milano), per “dare un altro colpetto”, come ad una partita di poker. La mafia rilancia, per costringere lo stato a vedere la puntata.

Seconda ipotesi: la trattativa va bene. Borsellino non ne viene informato e tutto sembra andare per il verso giusto. Il magistrato però andava ripetendo, soprattutto negli ultimi giorni di vita, di “aver capito tutto”, di aver intuito i motivi della morte di Falcone. E di sapere che era egli stesso nel mirino, non solo della mafia, ma anche di non meglio precisati “altri”. Magari, aggiungiamo noi, gli stessi altri che, in modo palese o occulto, hanno avviato e concluso trattative con i mafiosi. A questo punto Borsellino è un ostacolo, sia perché non accetterebbe la trattativa o il “trattato di pace”, sia perché è il candidato principale alla carica di Superprocuratore antimafia, e da quella posizione risulterebbe molto pericoloso.

Terza ipotesi: Mancino, Contrada e altri sono informati della trattativa, così come Borsellino. Anche in questo caso, soprattutto in questo caso, il magistrato palermitano è un pericolosissimo ostacolo sulla strada della pace. Va eliminato. Anche al costo di “tirare troppo la corda”. Anche al costo di far approvare il “decretone” antimafia, di far trasferire, subito dopo Via D’Amelio, centinaia di mafiosi nelle carceri sulle isole, di far arrivare il Sicilia migliaia di uomini dell’esercito. Anche al costo di doversi inabissare per diversi anni, sotto i colpi della Procura di Caselli e delle forze dell’ordine.

E’ bene precisare che tutte queste sono ipotesi giornalistiche e, per quello che riguarda le rivelazioni di Ciancimino, investigative. Tutto dovrà essere confermato dai fatti.

Però. E se fosse tutto vero?

foto: Manuel.A.69 da Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
23 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Amelia Enoteca

    12 gen 2009 - 16:32 - #1
    1 punto
    Up Down

    Forse quel novantenne con la scatola nera incorporata sulla schiena un giorno potrà dirci come sono andate le cose.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    12 gen 2009 - 16:43 - #2
    0 punti
    Up Down

    Non ci spererei troppo: quello la scatola se la porta nella tomba, mi auguro presto, così si riposa un po’…

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    12 gen 2009 - 16:44 - #3
    -1 punto
    Up Down

    qualcuno ha detto mangano, dell’utri, cuffaro?

  • Giovanni Paolo

    12 gen 2009 - 16:46 - #4
    0 punti
    Up Down

    la mafia italiana è nata tra le pecore ed è salita fino all’apice dello Stato-Istituzione in cui alberga indissolubilmente da esso.
    purtroppo non potrà mai essere totalmente debellata.

  • Fulu

    12 gen 2009 - 17:09 - #5
    0 punti
    Up Down

    Vorrei ricordare alcune cose:

    Stragi del 1992-1993:

    La procura di Firenze iscrisse nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (con il soprannome AUTORE 1 e AUTORE 2), considerati mandanti delle suddette stragi. Il Pm di Firenze chiese l’archiviazione del procedimento al termine delle indagini preliminari, accolta dal GIP territoriale benché “le indagini svolte abbiano consentito l’acquisizione di risultati significativi” e sebbene “l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità”.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    12 gen 2009 - 17:27 - #6
    -2 punti
    Up Down

    Grazie, Fulu, ’sta roba ce l’eravamo scordata…

    A tal proposito, vorrei ricordare anche che Silvio Berlusconi era ai comandi del volo AA che ha distrutto la prima delle Twin Towers l’11 settembre 2001. Solo dopo aver dato le ultime correzioni alla rotta ed aver messo al suo posto un manichino con fattezze arabe, è uscito sull’ala dal portello di sicurezza ed è stato prelevato da un elicottero dei servizi segreti deviati (sigla: P2-HAWK) che lo ha riportato sano e salvo a casa di G.W. Bush, dove poi si sono gustati la diretta bevendo Jack Daniel’s e tirando i tappi nella botte.
    Dopo qualche anno di riposo forzato (dovuto ad impegni istituzionali), lo stesso Silvio Berlusconi ha dovuto in ogni caso saziare la sua sete di sangue, ed eccolo riapparire in quel di Erba (CO), dove (dato che nessuno gli avrebbe più rimesso in mano un aereo) si è dovuto accontentare di un coltello, un accendino ed una scatola di Diavolina, ottenendo risultati ben più miseri ma comunque di tutto rispetto dati i mezzi a disposizione.
    Anche in questo caso ha trovato il modo di far pagare altri al posto suo.
    Quali altri orrori ci riserverà il perfido Berlusconik ?

  • Profilo di Vercingetorige

    Vercingetorige

    12 gen 2009 - 17:41 - #7
    0 punti
    Up Down

    Borsellino e Falcone, due grandissimi giudici che non solo lottarono contro la Mafia ma contro la politica stessa dell’epoca. Hanno tutta la mia stima. I soldi e l’amicizia uccidono decisamente la giustizia.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    12 gen 2009 - 17:48 - #8
    -1 punto
    Up Down

    P.S. (tanto per chiarire): Il tono del commento #6 era volutamente ironico ed il commento stesso era pura reazione allergica all’immancabile antiberlusconata.

    Ciò non incide in alcun modo sulla mia personale stima per G.Falcone e P.Borsellino, uomini eccelsi, esempi mai troppo seguiti e veri Eroi della nostra storia contemporanea.

    Rispetto ed Onore alla loro memoria.

  • L E A

    12 gen 2009 - 17:53 - #9
    0 punti
    Up Down

    Chissà se avremo mai altri servitori dello stato della caratura dei compianti?!
    Poi sento gente, come sgarbi e altri, che si affanna a intavolare discussioni, che suggerisce di non dare peso alla parola mafia col precipuo scopo di eluderla dal quotidiano vivere (a mo’ di struzzo?!). Come siamo messi male!!!
    Intanto la registrata come marchio.
    “le menti bacate hanno sempre un palcoscenico pubblico, e guarda caso (ironicamente) una bocca fetida”.
    Ogni fatto o persona è frutto della fantasia. O no?

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    12 gen 2009 - 18:00 - #10
    0 punti
    Up Down

    L E A: ci sono, ci sono, purtroppo ne veniamo a conoscenza solo quando li ammazzano. Lo Stato si serve in silenzio, la grandezza non ha bisogno di chiasso.

  • Profilo di Utan

    Utan

    12 gen 2009 - 18:07 - #11
    0 punti
    Up Down

    Ipotesi alternativa

    La mafia non esiste, la bomba a Falcone in realtà è stata messa dallo stesso Borsellino per invidia, poi pentito si è fatto saltare in aria con gli avanzi della prima non reggendo più ai rimorsi …

    Questo mi ha raccontato Dell’Utri , da grande persona, politico e storico quale è non posso che credergli (confermato poi anche da domande fatte all’altro grande personaggi Gelli).

  • Profilo di Utan

    Utan

    12 gen 2009 - 18:14 - #12
    0 punti
    Up Down

    10-
    Io ne ero conscio già prima che morissero ammazzati.
    e non credo di essere un eccezione.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    12 gen 2009 - 18:25 - #13
    0 punti
    Up Down

    Utan: ovviamente non parlavo di loro, parlo dei loro equivalenti di oggi…

  • Fulu

    12 gen 2009 - 18:32 - #14
    0 punti
    Up Down

    Albert la mia non è una antiberlusconata ma un dato oggettivo utile alla discussione, e se il “protagonista” delle inchieste è Berlusconi non ci si può fare nulla. Ma come gia detto le inchieste, pur mostrando molti dubbi, sono state archiviate

  • Profilo di Utan

    Utan

    12 gen 2009 - 18:33 - #15
    0 punti
    Up Down

    13-
    Ora si limitano a trasferirli (vedi de Magistris) stessi risultati meno rumore (in tutti i sensi)…

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    12 gen 2009 - 18:45 - #16
    0 punti
    Up Down

    Possiamo dire che si tratta di due grandezze non paragonabili ?

  • Profilo di Utan

    Utan

    12 gen 2009 - 18:55 - #17
    0 punti
    Up Down

    16-
    Facciamo una classifica per grandezze? in base a cosa?
    Livatino dove lo mettiamo? Impastato vale più o meno?
    per dire che sono grandi basta che siano morti?
    Quelli vivi devono aspettare di morire?

  • Giovanni Paolo

    12 gen 2009 - 21:02 - #18
    0 punti
    Up Down

    la morte violenta di cui son stati vittime i veri servitori dello Stato ha il potere di consacrare in eterno il loro ricordo non quello di mitizzarli.

  • Profilo di Gustavo Lapassera (al catasto)

    Gustavo Lapassera (al catasto)

    12 gen 2009 - 23:03 - #19
    1 punto
    Up Down

    Come siete maligni voi antiberlusconiani del piffero.
    Ma come fate a pensare che anche solo per i potesi dietro la morte di borsellino ci possa essere il notro AMATISSIMO presidente del consiglio e braccio destro
    Ormai sti comunisti gli danno la colpa anche della malaria…

    Aveva uno stalliere mafioso?
    Embè?
    Era stato citato insieme a dell’utri nell’ultima intervista di borsellino pochi mesi dopo la sua morte?
    E allora?

    Il pentito Cancemi a proposito della morte di borsellini dice questo:”Quando c’erano le preparazioni per le stragi di Falcone, del dottor Falcone, io ero in macchina con Raffaele Ganci. Stavamo andando là e Ganci Raffaele mi disse, con pochissime parole: U zu’ Totuccio si incontrò con persone importanti”

    Ganci non gli fa i nomi di quelle «persone importanti», ma per Cancemi è abbastanza chiaro: «Se io devo fare una logica, diciamo,(…) i discorsi sono questi che si facevano in quel periodo». E spiega (nel 1999, al processo per la strage di via D’Amelio):«Se io vado indietro, noi andiamo a trovare un Vittorio Mangano che faceva quello che voleva nella tenuta di Berlusconi di Arcore. Là c’era un covo, un covo di mafiosi che andavano là, organizzavano sequestri di persona, vendevano droga, e io ho fornito pure; che c’è stato un tentativo di un sequestro di persona, che uno di questi che era, mi sembra, se non faccio errore, Pietro Testone, chiamato di… ora che mi viene il nome glielo dico… Pietro Vernengo, (…) quindi là era la base di tutte queste cose. Quindi, dobbiamo cominciare, diciamo, di qua, quindi i vantaggi ci sono… ci sono stati curati da anni indietro a venire in avanti».

    O ancora:”Mi ricordo (…) di una riunione che il Ganci, proprio questo mi è rimasto impresso, (…) che si appartò, diciamo,sempre nella stessa stanza, nello stesso salottino che c’era là ,con Riina. E io c’ho sentito dire: La responsabilità è mia. Poi, quando ce ne siamo andati con Ganci, Ganci mi disse: Questo ci… ci vuole rovinare a tutti, quindi lacosa era… il riferimento era per il dottor Borsellino. (…) Io ho capito che il Riina aveva una premura, come vi devo dire, una cosa… di una cosa veloce, aveva… io avevo intuito questo, che il Riina questa cosa la doveva… la doveva fare al più presto possibile, come se lui aveva qualche impegno preso, qualche cosa che doveva rispondere a qualcuno. (…) Questa cosa la doveva portare subito a compimento, doveva dare questa… questa risposta a qualcuno,questi accordi che lui aveva preso”

    E questo cosa dimostrebbe brutti e sporchi comunisti? eh?Nulla!
    Sono solo le testimonianze di uno dei primi pentiti che ha incarcerato qualche centinaia di mafiosi ma chi lo dice che sono attendibili?
    Tortorella lo ricorda nessuno?

    Poi ,sempre cancemi,racconta che riina gli ordina di comunicare a mangano di farsi da parte”Incontrando a Vittorio Mangano ci dissi: (…) Vittorio, senti qua, tu mi devi fare una cortesia, senza che mi fai nessuna domanda, mi devi fare una cortesia: tu questi persone, Berlusconi, Dell’Utri, li devi lasciare stare, che Salvatore Riina se l’ha messo nelle mani lui, perchémi disse che è un bene per tutta Cosa nostra, quindi non mi fare altre domande, non mi dire niente. E il Vittorio Mangano con me, siccome lui lo sapeva che io lo volevo bene e lui mi voleva bene pure a me, si… diciamo, si è allargato un pochettino, nel senso… nel senso che mi disse: Ma Totuccio, io è una vita, tu lo sai, è una vita che io… ce l’ho nelle mani io, che ci sono vicino io, tu lo sai, ora tutto assieme io mi devo mettere da parte? E io: Vittorio, fammi questa cortesia, non mi fare altre domande, perché quando quello mi dice che è un bene per tutta Cosa nostra, io non ci posso dire niente”

    Come sopra, dimostra nulla questo?NO perchè noi civili liberali di destra siamo garantisti e di certo non crediamo alle favole di un assassino mafiso.Anche se quelle favole vengono confermate da altri pentiti in tempi diversi..

    E non saranno certo documenti ufficiali come questo della gdf , o come questo della criminalpol , o ancora come quest’altro della polizia del canton ticino a farmi cambiare idea.

    Perchè io sono un garantista.Forse anche un tantino cog lione.Ma comunque garantista….

  • Profilo di Gustavo Lapassera (al catasto)

    Gustavo Lapassera (al catasto)

    12 gen 2009 - 23:07 - #20
    1 punto
    Up Down

    “Era stato citato insieme a dell’utri nell’ultima intervista di borsellino pochi mesi dopo la sua morte?”
    Ovviamente intendevo prima…

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    13 gen 2009 - 11:04 - #21
    0 punti
    Up Down

    L’intervista fu divulgata dopo la morte pero’ non fu mai mandata dai canali nazionali, solo su rainews24 ad orari impossibili e sulla televisione della svizzera italiana….alla faccia della liberta’ d’informazione

  • DOM DOM

    20 lug 2009 - 07:51 - #22
    0 punti
    Up Down

    Quarta ipotesi, il famoso papiello NON ESISTE è l’ennesima deviazione.
    Borsellino DOVEVA essere ucciso perchè era impegnato anima e corpo a trovare i mandanti di Falcone, GLI STESSI MANDANTI l’hanno fatto saltare in aria!

  • Profilo di nelfondodellanotte

    nelfondodellanotte

    24 lug 2009 - 20:13 - #23
    0 punti
    Up Down

    Ho letto molte cose in proposito e mi sono fatto l’idea che probabilmente pezzi deviati dei servizi - non sarebbe la prima volta - hanno intrattenuto rapporti con la mafia, magari con l’obbiettivo di compiere qualche arresto o di arrivare a una forma di tregua. Questo spiega la scomparsa della agenza rossa di Borsellino. Però tendo a escludere - allo stato - responsabilità istituzionali. Mancino, che tirate in ballo un po’ troppo superficialmente - non ce lo vedo proprio a ordinare una strage! - si era insediato al Viminale dopo l’omicidio Falcone: quindi se trattativa c’era tra Stato e mafia, doveva essere cominciata prima. Quanto al famoso incontro con Borsellino, nello stesso articolo che ho qui letto, viene citata la frase di Mutolo che dice che Borsellino viene convocato al Viminale ma quando torna spiega a Mutolo che “invece, viceversa” di Mancino viene condotto da Parisi e Contrada. “Invece” vuol dire in italiano “al posto di”… Quindi è lo stesso Mutolo a smentire l’incontro Borsellino-Mancino. Capisco che è materia incandescente, ma bisogna essere cauti. La mafia ha interesse a confondere le acque e dicendo che l’omicidio Borsellino è omicidio “di Stato” si dice tutto e nulla. E non si farà mai chiarezza. Chi dello Stato? I giudici dovranno dirci questo.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento