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Elezioni politiche 2008: non è un paese per giovani

Pubblicato: 02 apr 2008 da G.L. Barone

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Scusate se mi permetto di parafrasare (non sono certo il primo) il titolo del bellissimo film da oscar dei fratelli Coen ma era troppo pertinente all’argomento che volevo trattare per lasciarmelo scappare. Mi spiego subito: giovani e politica è un binomio che, almeno qui, da noi, in Italia, non riesce mai ad incontrarsi. Certo, se si guardano le poche candidature spot del PD potrebbe sembrare che almeno da quella parte, i giovani under 35 abbiano finalmente trovata dimora nei palazzi romani.

Purtroppo però, come detto, quelle candidature sono appunto veri e propri “spot elettorali”, perché al di là della giovane capolista Marianna Madia (27 anni) nel Lazio e pochissimi altri, non mi pare che alle parole siano poi seguiti molti fatti. Certo, De Mita è stato lasciato fuori dalle liste del PD a causa – ci hanno detto – dell’età, ma naturalmente si è subito accasato altrove (UDC).

Anche gli altri però, quanto a giovani, non stanno certo meglio: Del partito di Casini che a “ripescato” l’ex DC e poi PD dimisionario si è già detto, ma anche dal lato PdL non ci sono grosse novità. Nel partito di Berlusconi qualche giovane di valore ha trovato la candidatura sperata, la prima che mi viene in mente è la giovanissima Lara Comi candidata in Lombardia e con concrete possibilità di essere eletta, ma anche qui non vi sono moltissimi altri esempi.

Foto: 3blindmice, Flickr

Leggendo le liste, non si può certo dire che da entrambi gli schieramenti si sia avuta un invasione di under 35. Il problema grosso è che, così facendo, chi ha gestito le candidature non ha considerato un fatto lampante, che emerge in modo molto chiaro leggendo questa intervista di Fabio D’Aula, giovane esponente del PdL: nelle elezioni del 2006, l’Unione vinse per 24.000 volti (alla camera) e questo fu dovuto, con ogni probabilità, al voto più orientato a sinistra della fascia 18/25 anni (cioè quegli elettori che votano per la Camera e non per il Senato, dove invece vi fu un risultato ben diverso).

Un modo per attirare questi elettori dalla propria parte poteva essere porre nelle liste più giovani, una maniera per mettere l’elettore in condizione di esprimere un voto consapevole tra chi propone soltanto una parvenza di novità e chi propone una classe politica che sappia coniugare esperienza ed entusiasmo. Poteva essere un buon modo per portare più giovani in parlamento… poteva essere… ma come detto, “non siamo un paese per giovani”.

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