Stasera Ballarò affronta nuovamente l’argomento recessione, con una puntata dal titolo Chi paga il prezzo della recessione, chi ci guadagna?
Tasse sempre pesanti, mercato dell’auto in netta flessione, prezzi delle case in discesa ma compratori assenti: sono alcuni effetti della crisi globale che trova l’Italia con i conti in rosso mentre negli USA Obama spinge il Paese a reagire. Chi paga il prezzo della recessione, chi ci guadagna? E’ la domanda che si pone Ballarò stasera su Rai3.
Ospiti in studio con Giovanni Floris saranno il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, l’esponente del PD Pierluigi Bersani, il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti Roberto Castelli, l’imprenditrice Anna Maria Artoni, il sindacalista Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale FIOM-CGIL, il direttore del “Corriere della sera” Paolo Mieli; oltre naturalmente a Maurizio Crozza per la copertina.
Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
Steffa
20 gen 2009 - 14:36 - #1Sembra un’ottima puntata, ospiti azzeccati
Vercingetorige
20 gen 2009 - 14:50 - #2I politici italiani non ci perderanno mai. Anche in periodo di recessione si son aumentati di altri 100milioni di Euro il loro tetto di spese…all’unanimità.
Amelia Enoteca
20 gen 2009 - 14:55 - #3Castelli e Mieli! Stasera cinema!
ice
20 gen 2009 - 14:56 - #4@ #2
sarebbe interessante avere il dettaglio del voto
Ma ahimè grazie alla legge elettorale lasciataci dal precedente governo Berlusconi adesso non è piu possibile decidere di non votare un candidato di cui non condividiamo specifici comportamenti e scelte parlamentari….
ice
20 gen 2009 - 14:57 - #5cmq la crisi planetaria sta facendo gli interessi di molti:
grandi aziende della mia zoan licenziano a piu non posso, tanto ocn la scusa della crisi nessun sincato li contesta
poi tra 1 anno riaprono i battenti con tanto di incentivi nuova impresa
nella mia zona fanno piastrelle, e quelle non vanno da male….
ice
20 gen 2009 - 14:59 - #6a livello mondiale il crollo del petrolio sta mettendo molti piu in crisi i paesi produttori che non gli USA
In vEnezuela Chavez è costretto ad accordi con le multinazionali del petropio che mesi fa aveva cacciato
molti paesi hanno giacimenti che a 40$ al barile sono antieconomici (es giacimenti ad elevate profondità, o con petrolio che necessita affinamenti extra)
Amex I.
20 gen 2009 - 16:02 - #7Siete troppo poco ottimisti… dovreste impegnarvi di più…
jj Mcclure
20 gen 2009 - 16:57 - #8ice
sicuramente qualche azienda approfitterà della situazione ma ti posso assicurare che molte sono al verde. La tristezza più grande poi non è per quelle senza soldi poichè con poco lavoro , ma per quelle che invece ne hanno molto, ma a causa di insoluti costrette a chiudere perchè non possono più far fronte a fornitori,stipendi ecce cc.
Albert1
20 gen 2009 - 17:27 - #9Ma qualcuno poi glielo spiegherà a tutti quelli che stanno lì che “politica economica” ed “economia politica” sono due cose distinte e che tutte e due comunque sono a loro volta diverse da “politica” ed “economia” ?
Secondo me Bersani e Castelli si prendono a capocciate…
OT: Amex, per favore, ritengo abbastanza importante che tu dia una letta al #49 sul post di Craxi. Quando hai tempo, è un attimo. Grazie.
Albert1
20 gen 2009 - 17:56 - #10“-1″ così, a prescindere, a botta secca.
Certo che vi devo proprio stare sulle balle, eh ? ;)
danie
20 gen 2009 - 18:51 - #11Speriamo che diano consigli concreti perchè mi sono stancata delle chiacchere.Che la recessione c’è,lo sappiamo ormai tutti e andare in tv a raccontare favolette e fare finta di litigare,è una presa in giro che quasi tutta l’Italia non tollera più
Lea
20 gen 2009 - 19:13 - #12Scusa Luca, perché la Artoni non è in grassetto? Ce ne sono pure altri due di nomi non in grassetto, ma quello della Artoni mi preme, grazie.
Luca Landoni
20 gen 2009 - 20:19 - #13avevo evidenziato solo i politici, comunque ok ho rimediato ;)
ice
20 gen 2009 - 20:29 - #14@ #8
io parlo di GRANTI aziende
con oltre 600 dipendenti
non di aziende medie da 100 dipendenti…..
poi ovvio che aziedne del comparto alimentare hanno molti piu problemi…a casua delle deperebilità dell’invenduto
ma sono poche le aziende di grosse dimensioni che hanno un prodotto finito deperibile a breve (mi viene in mente Granarolo, ma ne ignoro le effettive dimensioni)
Già Parmalet ha buona parte della porduzione che è in confezionati a lunga scadenza (1,5 anni)
Utan
20 gen 2009 - 20:34 - #15Data l’allegria che dimostra ultimamente (tra barzellette e pantomime) avrei in mente il nome di uno che ci guadagna (sicuramente non ci perde)…
Utan
20 gen 2009 - 20:38 - #1612-
Strano….
Lea
20 gen 2009 - 21:01 - #17Luca…eheheh….veramente avevi evidenziato anche Mieli….
cmq grazie ;)) la Artoni è uno dei miei miti al femminile !!!!