Piano Casa: la fantasia di Berlusconi costruisce le New Town


Ora che ha risolto il problema del federalismo fiscale ottenendo al contempo una riduzione delle tasse per tutti i cittadini e mentre perfeziona la formula della pietra filosofale, il presidente del Consiglio può dedicarsi a risolvere il problema della casa per giovani e famiglie disagiate.

E lo fa a modo suo, a colpi di bacchetta magica e spot da megalomane. Secondo Berlusconi per dare una casa ai giovani bisogna costruire delle New Town (in inglese, così i giovani capiscono): cioè delle città satellite da realizzare vicino ai capoluoghi che soffrono l'emergenza abitativa, in cui sia possibile acquistare casa con delle rate inferiori ai canoni di affitto. Facile, no? Chissà come mai non ci aveva pensato nessuno. Il grande piazzista, l'uomo del marketing riemerge con forza dai panni del premier e lancia una delle sue proposte taumaturgiche, come quando disse agli abitanti di San Giuliano di Puglia che era meglio abbattere tutto e costruire il paese da un'altra parte.

Alcune ombre si allungano però sulla proposta delle New Town: innanzitutto in Italia non mancano le case, le periferie delle città sono state cementificate in modo esasperato e i palazzi sorgono come funghi ovunque (tanto che la commissione antimafia si è recentemente occupata di questa edilizia fin troppo allegra i cui canali finanziari non sono affatto chiari). Aggiungere cemento al cemento, sacrificare altre zone agricole sarebbe irresponsabile e non risolverebbe niente. C'è una legge sugli affitti, approvata dal primo governo Prodi nel 1998, che grida vendetta. Un autentico boomerang che, affidando tutto il sistema al potere del mercato, ha condotto ad aumenti incredibili dei canoni.

Coloro che non comprano una casa hanno probabilmente uno stipendio troppo basso o un lavoro troppo precario. I proprietari degli immobili, grazie alla legge di cui sopra e alla totale assenza di controlli sull'evasione fiscale in questo campo, non hanno alcun interesse a vendere degli appartamenti a prezzi bassi quando possono ricavare migliaia di euro - magari in nero - affittandoli. Applicare la filosofia dell'usa e getta anche alla politica è un'idea malsana: se nelle città non ci sono condizioni che favoriscono la creazione delle famiglie, non bisogna rifare le città da un'altra parte, bisogna modificare le condizioni.

Via | La Stampa

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