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Carla Bruni, Cesare Battisti e l'allegro lecchinaggio di Fabio Fazio

Pubblicato: 26 gen 2009 da Luca Landoni

Ieri abbiamo assistito alla prima intervista italiana della premiere dame Carla Bruni, occasione per chiarire finalmente le recenti prese di posizione dell’ex-modella, della quale tutto si può dire tranne che si sia messa in disparte a la Veronica Lario. Innumerevoli le occasioni di polemica generate dalla bella piemontese, dal caso Petrella alla ricusazione dell’italianità in favore della patria acquisita.

Ci sediamo dunque in poltrona speranzosi - si fa per dire - in un’intervista ficcante del conduttore Fabio Fazio, del quale in passato abbiamo apprezzato la vis comica, ma che come giornalista non ha mai dato gran prova di sè. Si potrà obiettare che in fondo giornalista non è, e allora ok… accetteremo anche un dialogo infarcito di semplici curiosità; in fondo una modella-cantante che sposa un capo di governo non capita tutti i giorni.

Ma prima tocca sorbirsi il concertino-spot, due brani leggeri leggeri in cui la Bruni occhieggia con espressione impassibile, prima di assicurarci fervidamente che i proventi andranno in beneficenza, quasi a scusarsi della sua intrusione artistica. Dopo rapida riflessione su quanto sia pelosa la carità pubblica (e quanti dischi faccia vendere) finalmente la “donna più bella del mondo” come la chiama Fazio, si accomoda in poltrona.

L’intervista scorre via spensierata finché a sorpresa il conduttore trova il coraggio di porre la domanda su Cesare Battisti. Un preambolo lunghissimo e balbettante, a evidente discolpa di un atto così ardito, lo porta a chiedere se sia vero che la cantante, chiamiamola così, abbia interceduto a favore del pluriomicida transfugo in Brasile. Lei nega tutto e si dice stupita che i media italiani le abbiano attribuito quest’intenzione, domandandosene il motivo. A quel punto innumerevoli telescoltatori saranno saltati sulla sedia urlando a Fazio: “Ma si chiede anche il motivo? E diglielo, no? Dopo tutte le pressioni fatte su Sarkozy per salvare la Petrella dall’estradizione, che si aspettava? Ma vedrai, ora glielo dice…”

Macché. Fazio abbozza sorridente, perduto nel fascino semidoltralpe dell’arrivata torinese, prima di cambiare argomento. E così la Bruni può farsi bella della sua umanità contrapposta al tecnicismo di Sarkò, nonché del suo essere di sinistra, “per essere vicina ai problemi della gente”. Sempre frequentando i multimilionari salotti radicalchic di Parigi, s’intende. Una parola buona anche per le vittime del terrorismo, che lei “rispetta profondamente”. Riferitelo ai parenti dell’agente ucciso da Marina Petrella, o alla famiglia di Aldo Moro; ne avranno certamente sollievo.

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di waghindestroyer

    waghindestroyer

    26 gen 2009 - 09:10 - #1
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    lei è il male, ed io sono la sua cura…
    e di fazio, non parliamone nemmeno, lui e stella bruno sono i “giornalisti” + raccomandati del mondo.

  • Profilo di waghindestroyer

    waghindestroyer

    26 gen 2009 - 09:11 - #2
    2 punti
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    lei è il male, ed io sono la sua cura…
    e di fazio, non parliamone nemmeno, lui e stella bruno sono i “giornalisti” + raccomandati del mondo.

  • Steve Austin

    26 gen 2009 - 09:47 - #3
    0 punti
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    Non si puo più essere di sinistra in Italia, a quando la legge che lo vieta?

  • Profilo di Utan

    Utan

    26 gen 2009 - 09:58 - #4
    2 punti
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    Mentana con la Carfagna non ha fatto di meglio…solo che la Carfagna è un politico e ministro e Mentana un giornalista, La Bruni non è un politico ma solo la consorte e ora Premier Dame, Fazio non è un giornalista…

    Landoni come si dice: l’hai fatta fuori dal vasino…

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    26 gen 2009 - 10:31 - #5
    -1 punto
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    politico è chi il politico fa, per parafrasare un celebre film

  • Giubo80

    26 gen 2009 - 10:32 - #6
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    Scusate,ma io credo che Madame abbia precisato fin dall’inizio:nessuna domanda sulla Petrella.

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    26 gen 2009 - 10:37 - #7
    0 punti
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    Landoni..mhà.

  • Profilo di Utan

    Utan

    26 gen 2009 - 10:40 - #8
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    5-
    Per come hai impostato l’articolo e le tue critiche le mie distinzioni contano più di questa tua banale generalizzazione.

  • Steve Austin

    26 gen 2009 - 11:11 - #9
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    Ma anche se Fazio é stato di parte che vuol dire?
    E’ un talk show, mica un programma di approfondimento politico.
    E poi con tutti quelli che in tv leccano il qlo a destra, almeno uno non allineato acon il regime.

  • Profilo di Utan

    Utan

    26 gen 2009 - 11:37 - #10
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    9-
    Anche perchè andrebbe fatto l’esempio di un ospite di destra o presunto tale non trattato in ugual maniera da Fazio.
    Se il metodo è lo stesso con tutti e pare proprio di si (ed il metodo è corretto non essendo un programma di approfondimento politico e lui un giornalista) non vedo il problema.
    Poteva essere criticato a ragione, se usava modi e metodi diversi a seconda della sottointesa o chiara parte politica intervistata.

  • Profilo di _emy

    _emy

    26 gen 2009 - 15:12 - #11
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    be dai fazio non è un giornalista… la annunziata è una giornalista.. fazio fa un salotto, mancano solo te e biscottini… non si può pretendere..

  • Profilo di zola.87

    zola.87

    26 gen 2009 - 18:40 - #12
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    il primo articolo di Landoni che condivido in pieno…ahahahahaua incredibile il primo commento, Stella bruno raccomandata?haauhaaha

  • renax

    27 gen 2009 - 10:10 - #13
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    LA BRUNI SEMBRA QUASI UNA PERSONE…

  • alex111

    27 gen 2009 - 11:27 - #14
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    fazio è uno squallido burattino

  • maria.gia

    27 gen 2009 - 14:55 - #15
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    A volte faccio dei sogni strani… Mi sembra di essere in un Paese dove i terroristi vano in galera e non a fare lezione all’università. Dove i “cattivi maestri” che hanno contribuito a spezzare tante vite non pretendono la pensione. Un Paese strambo ed inquietante, dove una donnicciola forte solo di un notevole aspetto fisico, bravissima a saltare da una branda all’altra - purché la branda sia ricoperta di raso e firmata dallo stilista di turno - non ci venga a spiegare come “si sente vicina a chi soffre” mentre viaggia in Rolls e rilascia interviste dopo essere stata trasportata da un volo privato. Un Paese così illuminato dove una cortigiana resta tale anche se si riempie la bocca di luoghi comuni “politicamente corretti”, e indossa Armani con nonchalance.
    Un Paese incredibile e un po’ pauroso, dove se sei stato riconosciuto reo di 4 omicidi dopo ben 3 gradi di giudizio da una magistratura talmente libera da essere intoccabile sebbene ideologicamente schierata, alla fine ti prendono, e magari ti fanno fare anche qualche annetto senza che per questo ogni pennivendolo pseudo intellettuale che nella sua vita ha partorito libercoli o articoletti di nessun valore, organizzi una raccolta di firme per scarcerazioni facili in realtà già avvenute. Un Paese, per finire, dove un violentatore passa in galera qualcosa di più che due notti, un affamatore truffatore non viene mandato ai domiciliari nella sua mega villa con piscina, un drogato ubriaco che travolge uccidendole due persone non è considerato “un povero giovane che ha sbagliato”, un assassino non viene rimandato ad uccidere solo perché il giudice di turno decide che è meglio così.
    Eh, sì, sogno. Poi mi sveglio, e solo dopo essermi resa conto che era un sogno, non so perché, comincio a sudare…
    Maria

  • Mr Rusti

    27 gen 2009 - 16:20 - #16
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    Maria, sono d’accordo con te per quanto riguarda molte delle cose che scrivi, ma fammi spezzare una lancia in favore della magistratura: gli scandali della giustizia, gli assassini in libertà e le pene ridicole, sono tutti frutti di un sistema di leggi che da una parte vuole punire (giustamente) gli autori di reati e dall’altra non riesce a sostenere le spese e gli oneri che una quantità tale di pene inflitte comporterebbe. Le carceri sono piene, straripano, i processi sono intoppati da ricorsi pretenziosi ma garantiti dal sacrosanto diritto alla libertà… per evitare il tracollo si creano leggi per le quali, a condizioni spesso fin troppo facili, il condannato viene restituito a se stesso per non essere d’aggravio allo Stato. E il giudice ha il DOVERE di applicare quelle leggi, per poi prendersi addosso la pietra dello scandalo. Ecco perché gli assassini escono, ed ecco la colpa: il totale collasso del sistema carcerario/detentivo italiano, privo ormai delle più elementari risorse.

  • maria.gia

    28 gen 2009 - 12:45 - #17
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    @Rusti… lungi da me voler appioppare alla magistratura tutti i mali di questo Paese: oltre che ingiusto sarebbe anche sciocco. Certo è che anche i magistrati hanno le loro belle responsabilità. A fronte di giudici eccezionali, che in alcuni casi hanno dato anche la vita per la loro missione, ce ne sono anche di assolutamente inefficienti, imboscati, incapaci o, semplicemente, distratti. Il problema è che il giudice, come il medico, quando sbaglia può dare origine a vere e proprie tragedie. Se poi l’errore non è nemmeno in buona fede, ma frutto magari di un’ideologia politica, è anche più grave. Quindi, va bene che il giudice applichi la legge anche se questa è sbagliata, perché non è compito del giudice quello di legiferare (cosa che a volte qualcuno di loro dimentica), ma c’è cmq una parte di discrezionalità che in molti casi può fare la differenza tra una sentenza corretta e una scandalosa.
    Maria

  • Metabo82

    05 ott 2009 - 12:05 - #18
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    Fazio è un lecchino e basta coltiva i suoi ospiti per rimanere nei salotti buoni, per me è solo una persona pavida.
    La Bruni è più di una modella ormai, e comunque dovrebbe rispondere davanti al popolo Italiano; almeno in un’intervista televisiva dove credo che la rai il viaggio in aereo glie la pagato, se non gli ha dato direttamente un “gettone” di presenza (con i soldi del cannone), di come e quanto abbia preso a cuore con suo marito (che è appena il capo di uno degli stati più forti al mondo), le sorti di alcuni terroristi italiani, che hanno sulla coscienza morti di cittadini italiani.
    Comunque fazio non è di sinistra come viene detto, coltiva il suo orticello e basta.

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