Radicali, sequestrate le piante di cannabis di Rita Bernardini: “Lo rifarò fino alla legalizzazione”

Prosegue la campagna di disobbedienza civile di Rita Bernardini e di Radicali italiani.

cannabis rita bernardini

La nuova piantagione di cannabis della segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini è stata sequestrata questa mattina in un blitz della Squadra Mobile di Roma, eseguito su mandato dalla Procura capitolina, che ha avuto come uniche conseguenze il sequestro delle 56 piante che si trovavano sul terrazzo della segretaria dallo scorso 1 aprile, giorno in cui fu avviata la quarta azione di disobbedienza civile, e l’iscrizione di Bernardini nel registro degli indagati.

L’arresto, insomma, non c’è stato neanche stavolta, come invece la stessa Bernardini e i Radicali avevano auspicato, così da dare maggiore forza e risalto alla lotta che stanno portando avanti ormai da anni.

Mi meraviglio che nei miei confronti non si sia proceduto all’arresto, come accade ogni giorno in tutta Italia a tantissimi “incolpevoli” che preferiscono coltivarsi la marijuana per non rifornirsi al mercato criminale che si arricchisce grazie al proibizionismo. Che si voglia silenziare la nostra quarantennale lotta per la legalizzazione così come si è silenziata la relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia che si è espressa chiarissimamente per la depenalizzazione della cannabis?

Bernardini non si lascerà certo scoraggiare da questo nuovo intervento delle forze dell'ordine, come da lei stessa dichiarato poco dopo il sequestro di stamattina:

In ogni caso, il mio impegno è quello di continuare a disobbedire fino alla legalizzazione completa dei derivati della cannabis.

Dal sito di Radicali italiani arriva qualche informazione in più sulla piantagione sbandierata quotidianamente sui social network e curate con la collaborazione dell’associazione LapianTiamo.

Non sia mai che le amate Procure della Repubblica non siano aggiornate sulla coltivazione oggetto della IV disobbedienza...

Posted by Rita Bernardini on Sunday, May 3, 2015

Questa “coltivazione” -oggi sequestrata- era destinata, come le precedenti tre (oggetto di altrettante disobbedienze civili), ai malati di gravi patologie che, nonostante la legge lo consenta, non riescono ad avere accesso alla cannabis per curare e attenuare le sofferenze provocate dalla loro malattia. Come Radicali abbiamo voluto corrispondere all’impegno e alla lotta condotta dal leader antiproibizionista Andrea Trisciuoglio, segretario dell’Associazione LapianTiamo di Racale. Andrea, affetto da sclerosi multipla è fra i 60 italiani fortunati che hanno la disponibilità del farmaco Bedrocan tramite la ASL, ma non vuole essere un privilegiato e perciò lotta per tutti gli altri.

Radicali italiani precisa che tutti gli atti dell’operazione odierna (mandato di perquisizione e sequestro, nomina del difensore di fiducia e del domicilio, verbale di perquisizione e verbale di sequestro) saranno pubblicati nel corso della giornata sul profilo Facebook di Rita Bernardini.

Scientifica a casa di ritina

Posted by Rita Bernardini on Friday, May 15, 2015

Foto | Facebook

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