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Renzo Bossi membro dell'"Osservatorio sulle fiere lombarde": il caso emblematico di un paese malato

Pubblicato: 30 gen 2009 da Giulio Mattioli

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26/08/2010, ci scrive nei commenti il presunto Ufficio Legale della Lega chiedendo l’oscuramento di questa pagina in quanto l’ente in questione non esisterebbe. Molti quotidiani hanno in archivio più di un pezzo sull’Osservatorio e sulla nomina di Renzo, può darsi che le cose siano cambiate da quando anche noi ne abbiamo parlato: prendete questa notizia con buonsenso e nel contesto storico in cui è stata scritta. Effettivamente per questo articolo siamo stati querelati: non crediamo che il nostro commento sia diffamatorio e diverso da quanto letto un pò dappertutto sulla stampa italiana, ma vi diremo di più a suo tempo.

Quello dell’Expo 2015 milanese sta diventando ormai un feuilleton così disperatamente complicato da poter essere tranquillamente definito “un suk”, come ha fatto Il Sole 24 Ore in questo articolo, così denso e intricato che evito di riassumerlo e mi limito a segnalarvelo.

Una notizia emerge però tra tutte le altre: Renzo Bossi, figlio d’arte di Umberto, noto più che altro per la sua cronica incapacità di conseguire la maturità, è stato nominato nel consiglio di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”.

Si tratta di un ente costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con lo scopo di “costituire uno strumento esterno, indipendente, al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale”.

In un paese come il nostro per presiedere un ente come questo, non è necessario avere un titolo di studio superiore alla terza media: basta essere figli di un politico di importante. Non che sia una novità: lo sappiamo tutti da tempo. Tuttavia è stupefacente constatare come la Lega Nord, che spesso si presenta come “anti-sistema”, non sfugga assolutamente a questa logica perversa e familista.

Si è fatto un gran parlare in questi mesi della “fine della diversità” della sinistra per quanto riguarda la “questione morale”. Forse - non foss’altro che per onestà intellettuale - sarebbe il caso di cominciare ad aprire un dibattito del genere sulla Lega Nord.

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106 commenti

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  • lukeinthesky

    31 gen 2009 - 11:24 - #101
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    Comunque Bossi senior c’aveva già provato con l’altro figlio. Assunto come portaborse al parlamento europeo….all’epoca le polemiche portarono alle dimissioni (o alla sua non assunzione, non ricordo bene).

  • Profilo di Charles Dexter Ward #2

    Charles Dexter Ward #2

    31 gen 2009 - 14:55 - #102
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    “”Il rampollo di Bossi assunto a un incarico pubblico per meriti di parentela””

    l’incarico non è pubblico, e cinque

  • red-53

    31 gen 2009 - 23:04 - #103
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    Viva l’ITALIA, unica, sola e indivisibile. I fatti dimostrano che anche sse la chiamano padania sempre Italia é ! Il diploma non c’entra ma resta il fatto che non c’è spazio per le vere intelligenze mentre i furbi, con o senza titoli, mediocri certamente, sono al vertice nel paese: bossi, di pietro, bertinotti, sindacalisti di ogni genere e tipo. Cadono le braccia a vedere facce di bronzo come di pietro e bossi che parole lasciano intendere chissà cosa mentre nei fatti sono soltanto dei padri di famiglia (faccio ricorso ad un eufemismo) senza pudore.

  • J.Nada

    01 feb 2009 - 12:48 - #104
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    Bei tempi quando il quando il Carroccio tuonava contro il nepotismo!
    Belle parole, ma come tutti ben sapete erano balle!!
    Un pò di fatti (e non balle),oltre la trota vanno ricordati:
    Franco Bossi (fratello di Umberto) e Riccardo Bossi (primogenito di Umberto e figlio di Gigliola Guidali, la prima moglie del segretario leghista che raccontò in un’intervista di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore “ciao amore, vado in ospedale” senza essersi mai laureato) che erano stati assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati, il primo grazie alle sue conoscenze nel campo dei “ricambi” (manda avanti infatti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona) il secondo per la sua passione per le auto veloci.
    Maurizio Balocchi che assunse nel suo staff, “a spese dello stato e quindi di noi cittadini”, la moglie del suo collega di partito Edouard Ballaman. Circostanza resa ancora più strana dal fatto che contemporaneamente Ballaman assunse nel suo staff, sempre a spese dello stato e quindi di noi cittadini, la moglie di Balocchi.
    Infine il sindaco Giacinto Mariani che ha creato a Seregno questo magnifico sistema: La figlia del vicesindaco è consigliera di amministrazione di una holding, il cognato di un assessore è consigliere di una società partecipata (la Aeb), poltrona al fratello di un altro assessore (di An), poltrona alla sorella del capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia. In un’altra società di scopo (energia, calore, trading) si è trovato posto per la sorella di un consigliere comunale (Forza Italia). Il segretario della Lega ha ottenuto di sedere nel consiglio di amministrazione di una figlia magra della holding (Gelsia Reti), quello dell’Udc ha ottenuto quanto gli spettava (consigliere di amministrazione) in un’altra Spa, Gelsia Calore.

  • Paraponzi

    14 set 2009 - 09:14 - #105
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    A chi chiedeva quanto prenderà il giovine Bossi per lo novello incarico, riporto quanto scritto da Oliviero beha.
    “Nel frattempo mi segnalano che il figlio di Bossi, non “delfino” ma “trota” secondo il padre, è stato nominato membro del consiglio di direzione dell’ ”Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”, un baraccone inutile ideato dalla stessa Lega. Stipendio: 12.000 euro al mese. Dieci volte lo stipendio degli insegnanti che lo hanno bocciato. Tre volte. Alla maturità. Eh sì, è decisamente una questione “culturale”, oltre che politica e informativa… “

  • Lega Nord - Uff. Legale

    26 ago 2010 - 11:17 - #106
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    Non esiste alcun Osservatorio Fieristico Lombardo nè alcun incarico inerente l’Expo di Milano; la notizia è falsa e diffamatoria.
    Renzo Bossi ha già provveduto a querelare il blogger autore dell’illazione.
    Vi preghiamo pertanto di procedere alla rimozione di questo articolo.

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