La prima riunione delle nuove Camere il 15 marzo 2013

19.00: il decreto del Quirinale che ufficializza la data delle politiche stabilisce anche la prima data di convocazione delle nuove Camere, prevista per il 15 marzo 2013.

18.18: stando a quanto si apprende dall'Ansa, si conferma il voto il 24 e il 25 febbraio.

Il Governo Monti ha tenuto la sua ultima riunione, la sessantaduesima. Poi, Monti è salito al Quirinale per l'indizione delle elezioni politiche 2013.

Giorgio Napolitano

Napolitano ha precisato che non si poteva fare altrimenti, una volta giunta l'astensione da parte del Pdl e poi la decisione di Monti di dimettersi:

«Non esisteva spazio in sede Parlamentare.
Il percorso è stato prefissato e non ha avuto alcuna ombra da chiarire».

Quanto a quel che verrà Napolitano spiega:

«Ho auspicato che la campagna elettorale sia condotta con il massimo della misura, con lo spirito competitivo ma costruttivo che la situazione esige»

Il che cozza abbastanza con l'occupazione delle reti televisive che ha iniziato il Cavalier Berlusconi, tanto per dirne una. Ma Napolitano è abituato a lanciare moniti che restano inascoltati. Uno più uno meno, poco importa.

Scioglimento delle Camere

17.20: rapidissimo e decisamente in anticipo sulla road map (due giorni prima del previsto) il Presidente della Repubblica, dopo le consultazioni lampo di oggi, ha sciolto le Camere. Così la notizia sul sito del Quirinale:

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i Presidenti dei due
rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di
scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati».

Nell'immagine, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, legge l'annuncio.

11.45: Pierferdinando Casini insiste su Monti: «Rispetteremo le sue scelte, qualunque esse siano». D'Alia e Galletti hanno confermato di voler «continuare con forza e decisione il lavoro svolto con il governo Monti». Rocco Buttiglione ha proposto Emma Marcegaglia in alternativa a Monti.

11.10: il Pd è salito al colle con Anna Finocchiaro (Senato) e Dario Franceschini (Camera). La strategia del Partito Democratico è sempre la stessa: l'invito a «entrare in una nuova fase» e ribadire che «servono politiche progressiste e riformiste». Nonché, la fedeltà a Mario Monti: «Noi siamo stati leali all'esecutivo tecnico fino all'ultimo giorno».

10.40: il Pdl chiede a Monti di rimanere neutrale. E intanto Michaela Biancofiore chiede a Giorgio Napolitano di

«riassegnare l'incarico a Berlusconi»

per arrivare alle elezioni.

Ecco il calendario delle consultazioni. Alle 10 tocca al Pdl, con Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto. Alle 10.30 il Pd (Anna Finocchiaro e Dario Franceschini). Alle 11 Udc, Svp e Autonomie (Gianpiero D'Alia e Gian Luca Galletti). Alle 11.20 tocca al Terzo Polo (Api-Fli-Centro Democratico, con Francesco Rutelli e Benedetto Della Vedova). Poi Federico Bricolo e Gianpaolo Dozzo alle 11.40. Alle 12 Coesione Nazionale (Pasquale Viespoli, per il gruppo che comprene Grande Sud, Sì Sindaci, Popolari d’Italia Domani, Il Buongoverno, Fare Italia) e Silvano Moffa (Popolo e Territorio, ovvero Noi Sud-Libertà ed Autonomia, Popolari d’Italia Domani-Pid, Movimento di Responsabilità Nazionale-Mrn, Azione Popolare, Alleanza di Centro-Adc, Intesa Popolare). L'Idv sale al Colle alle 12.20 (con Felice Belisario e Antonio Borghesi). Alle 12.40 tocca al Centrodestra Nazionale (Maria Alessandra Gallone). Alle 13 chiude il gruppo misto (Giovanni Pistorio e Aurelio Misiti).

22 dicembre 2012: partono le consultazioni-lampo al Colle.

19.50: ecco la nota diffusa dal Quirinale:

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto oggi alle ore 19.00 al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, senatore Mario Monti, il quale, essendosi concluso l'iter parlamentare di esame e di approvazione della legge di stabilità e del bilancio di previsione dello Stato, ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto, già preannunciate come irrevocabili secondo quanto risulta dal comunicato diramato dal Quirinale l'8 dicembre scorso».

19.35: Mario Monti si è dimesso.

Monti si dimette: iter verso il voto - Dicembre 2012

Monti si dimette: iter verso il voto


Ma quale sarebbe l'iter verso il voto? Diciamo che, come potete osservare nell'infografica ANSA-CENTIMETRI, se Monti si dimette oggi, come previsto, il percorso verso l'election day sarebbe questo: le camere verrebbero sciolte la vigilia di Natale, il 24, per indire le elezioni entro il 31 di dicembre 2012.

La par condicio in tv scatterebbe il 9 gennaio e il termine per la presentazione dei simboli delle liste e per le indicazioni dei capolista o dei leader delle coalizioni sarebbe l'11 o il 13 di gennaio, il 20 e il 21 sarebbero gli ultimi giorni per depositare le liste. Poi, altri dieci giorni di sondaggi sfrenati. Fino al 9 febbraio.

A quel punto, scatterà anche il divieto di divulgare i risultati di eventuali sondaggi elettorali.

E poi, ecco l'election day: 24 e 25 febbraio 2013.

Dopodiché, sapremo chi ci governerà per i prossimi cinque anni.

TUTTO SULLA CRISI DI GOVERNO: dall'astensione del Pdl alle dimissioni di Monti

  • shares
  • +1
  • Mail
22 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO