Nunzia De Girolamo lancia "I Repubblicani". Ncd al capolinea?

ballaro de girolamo

Il 2 giugno, al Teatro Nuovo di Milano, Nunzia De Girolamo (Ncd) e Marco Reguzzoni (ex capogruppo alla Camera della Lega Nord) hanno lanciato un nuovo movimento politico: I Repubblicani. L'intento dell'iniziativa, spiegano i due in una nota, è quello

"di unire e non di dividere, dando vita non a un nuovo partito ma ad un contenitore di molti che ha l'obiettivo di diventare il contenitore di tutti. La nuova legge elettorale lo impone. L'invito e' rivolto a tutti coloro che credono nella ricostruzione di un centrodestra alternativo alla sinistra. I Repubblicani vogliono essere i promotori di una confederazione delle varie, troppe sigle del centrodestra, nessuno escluso"

Ovviamente, però, per chi conosce le posizioni e le iniziative intraprese nell'ultimo periodo dalla De Girolamo, appare chiaro che questa operazione non è solo inclusiva, ma anche di rottura. Dopo essere stata sostituita da Maurizio Lupi come capogruppo alla Camera di Area Popolare, la deputata campana sembra avere l'intenzione di tornare fra le braccia di Silvio Berlusconi, trascinandosi dietro un pezzo consistente del partito di Angelino Alfano. Questa possibilità è stata a lungo maturata, ma ora il momento è proficuo. Sono molti i segnali in tal senso: la frenata del Pd renziano alle regionali, la vittoria di Giovanni Toti in Liguria alla guida di uno schieramento largo di centrodestra e l'uscita dei due senatori di Popolari per l'Italia dalla maggioranza.

Le critiche che la De Girolamo muove ad Alfano sono ormai note da tempo: la subalternità a Renzi, l'Italicum con premio alla lista e non alla coalizione, lo scarso impegno su partite Iva e mezzogiorno. Ora, però, si può fare qualcosa di più che esercitare il dissenso. In vista del 2018, sempre che non si voti prima, l'ex ministro della Politiche Agricole prova a giocare un ruolo da protagonista, e lo fa riprendendo quella che è linea dettata da Berlusconi prima delle regionali: quella un "un listone di centrodestra" che abbia come modello il partito dei Tories inglese e quello Repubblicano statunitense.

In un certo senso, l'idea è la stessa di Raffaele Fitto che ha creato Conservatori e Riformisti. L'ambizione di tutti è quella di creare un partito in grado di andare al ballottaggio con il Pd alle prossime elezioni, togliendo così almeno il secondo posto al Movimento 5 Stelle. Il problema, semmai, è la leadership e la formazione di nuovi organismi dirigenti. Da un lato, c'è chi pensa che debba essere Berlusconi a decidere da dietro le quinte, dall'altro, invece, c'è chi ritiene necessario adottare il modello delle primarie e lasciare più spazio alla base.

In conclusione, segnaliamo che una battaglia per un ritocco alla legge elettorale può essere ancora fatta, a certificarlo è stato anche Gaetano Quagliariello subito dopo la chiusura delle urne delle regionali. Alfano lo ha prontamente stoppato, ma non è detto che il ministro degli Interni non cambi idea, visto che corre seriamente il rischio rimanere solo sulla nave che affonda. Se modifica ci fosse, allora la Lega Nord di Matteo Salvini sarebbe costretta ad allearsi preventivamente con tutto il centrodestra alle prossime elezioni. E a quel punto si potrebbe tentare una rinnovata alleanza, con Berlusconi in seconda fila e con un Carroccio un po' meno lepinista nelle sue posizioni.

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