Elezioni Turchia 2015, i risultati: l'Akp di Erdogan perde la maggioranza assoluta

Erdogan costretto a trovare delle alleanze per poter governare. L'Hdp supera la soglia del 10%

TURKEY-POLITICS-VOTE

8 giugno 2015, 0.30 - I risultati, ormai quasi definitivi, delle elezioni 2015 in Turchia vedono la vittoria dell'Akp di Erdogan. La notizia è che però - per la prima volta in 13 anni - l'Akp perde la maggioranza assoluta in Parlamento. Molto rilevante il risultato dell'Hdp, partito socialista curdo, che supera la soglia del 10% e ottiene per la prima volta seggi nella Grande Assemblea Nazionale.

L'Akp ha ottenuto il 40% dei voti, che corrispondono a 254 seggi in Parlamento, 22 meno di quelli necessari per governare autonomamente. Il Chp si conferma seconda forza con il 25% dei voti (132 deputati). L'Mhp ottiene il 16% dei voti e 82 seggi. L'Hdp esulta per un ottimo 13%, che vale 82 posti in Parlamento. Abbondandemente sotto alla soglia del 10% gli altri partiti.

Recep Tayyip Erdogan è il grande sconfitto di queste elezioni: non solo il presidente turco è arrivato molto lontano dalla soglia del 60% (che gli avrebbe permesso di indire un referendum per trasformare la Turchia in repubblica presidenziale), ma è ora anche costretto a trovare delle alleanze per poter governare.

Elezioni Turchia 2015 - Il giorno del voto


7 giugno 2015

15.00 - Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Dogan, nella provincia sudorientale di Sanliurfa, 15 persone sono rimaste ferite in uno scontro nei pressi di un seggio elettorale.

Turchia, Elezioni parlamentari 2015


Oggi, 54 milioni di elettori turchi si recheranno alle urne per eleggere i 550 deputati della Grande assemblea nazionale (il Parlamento). I partiti politici che si presentano in questa competizione elettorale, che darà vita alla venticinquesima legislatura della Repubblica, sono in tutto 20. A questi, poi, vanno aggiunti 165 candidati che corrono da indipendenti.

Le elezioni si svolgono in un clima di altissima tensione. Si temono nuove violenze, dopo l'attentato del 5 giugno al comizio del partito curdo, Hdp, che ha prodotto due morti e una ventina di feriti. In queste ore, il paese di fatto è militarizzato, ci sono circa 400 mila agenti in servizio sul territorio.

Per la prima volta dalla sua ascesa al potere, l'Akp (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo), del Presidente Recep Tayyip Erdogan, non è certo di riuscire ad ottenere la maggioranza assoluta. A fare paura al "sultano di Ankara" c'è soprattutto l'Hdp, che potrebbe superare la soglia di sbarramento del 10% per entrare in Parlamento.

Se, infatti, la formazione di Selahattin Demartis (lo "Tsipras turco") riuscisse ad ottenere tra i 50 e i 60 rappresentanti, Erdogan, molto probabilmente, non avrebbe a disposizione i 330 seggi necessari per cambiare la costituzione nella direzione iper-presidenzialista. Inoltre, dovrebbe dire addio alla formazione di un governo monocolore.

A vigliare sulla correttezza del voto ci sono circa 50mila volontari neutrali, gli osservatori dei partiti e le delegazioni dell’Osce e del Parlamento. E' prevista un'affluenza molto alta e le operazioni di spoglio potrebbbero andare avanti tutta la notte. I seggi, nei 194mila collegi elettorali, rimarranno aperti fino alle 17, le 16 ora italiana.

Secondo un sondaggio di maggio dell'istituto Gezici, il dato più significativo registrato tra le intenzioni di voto è la crescita elettorale dell’Hdp (che viene accreditato del 10,5%). Questo fenomeno si spiega parzialmente con la scelta di numerose tribù curde di dirottare il proprio voto dall'Akp verso l’Hdp.

Tra i partiti in competizione, quelli principali sono l'Akp, Chp (partito popolare repubblicano, kemalista e socialdemocratico), Mhp (di orientamento nazionalista) l’Hdp (socialista, anti-liberista).

Ricordiamo che l'Akp ha ottenuto il 49% dei voti nelle passate elezioni parlamentari del 2011 e il suo leader, Erdogan, è stato eletto Capo dello Stato con il 52% delle preferenze. La formazione, dal 2002, è protagonista dello scenario politico. Ha avuto un grande successo per i risultati economici ottenuti, almeno fino al 2010, e ha compattato la società intorno a valori religiosi e nazionalisti.

La Grande assemblea nazionale turca viene nominata ogni quattro anni, con sistema proporzionale a lista chiusa. I parlamentari sono eletti per distretto, tranne che per i casi di Istanbul, Ankara e Smirne. A ciascun distretto corrisponde una provincia. Tra le 81 province, Istanbul, la più densamente popolata, nomina il maggior numero di eletti: 88 deputati, distribuiti sui suoi tre distretti.

Per sedere in parlamento, un partito deve superare la soglia elettorale del 10%. Se non dovesse farcela, i suoi voti vengono divisi, a livello distrettuale, tra gli altri partiti che sono riusciti a superare lo sbarramento.

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