Ue: Approvata bozza sul ricollocamento dei 40mila migranti

La bozza prevede 5 punti. Entro fine luglio, gli Stati dovranno trovare un'intesa sul meccanismo di distribuzione “temporaneo e eccezionale”

Lunedì 22 giugno 2015 - L'Unione Europea ha dato l'ok alla bozza di ricollocazione dei 40mila migranti. L'accordo riguarda solo i rifugiati "in chiara necessità di protezione internazionale" (presenti in Italia e Grecia). Entro la fine di luglio, gli Stati dovranno trovare un'intesa sul meccanismo di distribuzione “temporaneo e eccezionale”.

Nella bozza è messo nero su bianco che il Consiglio europeo ha concordato cinque punti “alla luce della corrente situazione di emergenza e dell’impegno a rafforzare solidarietà e responsabilità” sul tema dell’immigrazione.

Il punto A stabilisce la ricollocazione dei migranti. Al punto B si indica la “rapida azione da parte del Consiglio per una Decisione che imposti un meccanismo temporaneo ed eccezionale”, al fine di arrivare alla ricollocazione, e che a questo scopo “gli stati membri concorderanno entro la fine di luglio sulla distribuzione” dei 40mila profughi con diritto d’asilo.

Il punto C indica l' “impostazione di zone di frontiera strutturate e di strutture negli stati membri in prima linea, con l’attivo supporto di esperti degli stati membri e dell’Easo, di Frontex e Europol per assicurare la pronta identificazione, registrazione e presa di impronte dei migranti”. Al punto D si dispone “l’immediata fornitura di aumentata assistenza finanziaria agli stati in prima linea per aiutare ad alleviare i costi” di accoglienza e trattamento delle domande per la protezione temporanea".

Infine, al punto E si afferma che il vertice ha concordato sul “principio che tutti gli stati membri parteciperanno al ‘resettlement‘ di 20mila persone in chiara necessità di protezione internazionale”, con riferimento ai profughi nei campi nei Paesi terzi.

Ventimiglia: la Francia allenta i respingimenti dei migranti


Sabato 20 giugno

- Secondo le stime della Croce Rossa Italiana, i migranti che si trovano da una settimana sulla scogliera a Ponte S.Ludovico sarebbero circa 170 persone le quali, riportano le agenzie stampa, avrebbero trascorso una "nottata tranquilla". Intanto la città di Ventimiglia si sta preparando per la manifestazione dei centri sociali, che si terrà oggi alle 14 alla stazione. In mattinata si terrà un briefing in questura a Ventimiglia per gli ultimi particolari tecnici ma, secondo quanto appreso, la manifestazione non dovrebbe spostarsi dal centro cittadino.

Venerdì 19 giugno - La Francia avrebbe allentato i respingimenti dei migranti che attendono di riuscire a entrare nel paese alla frontiera di Ventimiglia. La polizia francese ha lasciato andare 4 dei migranti fermati alla stazione di Mentone-Garavan. I quattro, adesso, sono liberi di circolare in territorio francesi. Altri migranti sarebbero invece stati trasportati in Francia con una camionetta. La polizia francese non ha invece voluto commentare la notizia secondo cui questi migranti sarebbero privi di documenti.

Questo, però, non significa che la Francia abbia cambiato la linea. Stando alle parole di un funzionario della prefettura, infatti, "la nostra posizione non cambia". Da quello che si capisce l'ingresso di questi migranti in Francia sarebbe dovuto a situazione contingenti e non a un cambio di linea effettivo.

Giovedì 18 giugno 2015 - Il numero di migranti a Ventimiglia torna a salire. Oggi nei pressi della stazione ferroviaria, dove è stato creato un centro di prima assistenza, ci sono 450 persone e altre 180 sono sulla scogliera di Ponte San Ludovico.
Alla frontiera di Ponte San Luigi proseguono le riammissioni: finora sono stati riammessi 15 migranti e quattro lavoratori di origini bosniache.

Cameron: "UK metterà a disposizione uomini e risorse"


Mercoledì 17 giugno 2015

19.40 - Mentre si attende una posizione dell’Europa sull’emergenza immigrazione, con l’alternativa al sistema di quote non ancora trovata, il premier britannico, David Cameron, intervento a Expo 2015 insieme a Matteo Renzi, ha illustrato la propria posizione sul problema:

C'è bisogno di un approccio globale, ci vuole un nuovo governo in Libia che dia la caccia alle gang criminali, un approccio globale per lavorare con voi, con i vostri servizi di intelligence in Sicilia, dove noi metteremo gente e risorse per cercare di rompere il collegamento.

Cameron ha spiegato chiaramente che il problema non è soltanto italiano, ma si è detto contrario al sistema di quote, rimandando tutto alla decisione che sarà presa a fine mese:

Ci sono posizioni anche diverse sulle scelte da adottare e che adotteremo nel prossimo Consiglio europeo. Le modalità con le quali affronteremo questo tema sono oggetto di discussione in queste ore partendo dalla prima necessità che è affrontare il problema in Africa.

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Ventimiglia: "sgombero riuscito al confine". Un centinaio resistono sugli scogli

17 giugno 2015 - Prosegue per il quinto giorno consecutivo la protesta di un gruppetto di migranti sulla scogliera di Ponte S.Ludovico a Ventimiglia, a due passi dal confine italo-francese. Il gruppetto si è ridotto queste mattina, quando circa una ventina di persone hanno chiesto di potersi recare alla stazione di Ventimiglia ed essere sottoposti alle visite mediche di rito.

La maggior parte, però, sta resistendo e continua non soltanto a restare sugli scogli, ma anche a digiunare in segno di protesta.

Intanto la Francia ha intensificato i controlli anche alla stazione di Menton-Garlaven: tutti i treni vengono fermati e controllati da cima a fondo. Eventuali immigrati presenti a bordo vengono fatti scendere e rimandati nel nostro Paese.

Non solo. Secondo quanto riferito dalla polizia francese, sarebbe stato disposto un rilevatore acustico sui binari all’altezza del valico di confine di Ponte San Ludovico, in località Balzi Rossi, che segnalare eventuali passaggi a piedi lungo la strada ferrata.

14.30 - Mentre dal vertice Ue di Lussemburgo sull'immigrazione Alfano definisce le immagini di Ventimiglia "un pugno in faccia all'Europa", si rende noto che lo sgombero sarebbe riuscito nel 98% dei casi.

Secondo fonti della polizia, l'opera di persuasione di mediatori culturali, Croce rossa e polizia ha avuto successo "nel 98% dei casi. Solo alcuni hanno deciso di fare resistenza e si sono opposti al trasferimento verso il corridoio umanitario creato alla stazione ferroviaria di Ventimiglia. Due agenti hanno riportato contusioni e lievi ferite quando hanno provveduto a sollevare di peso un ragazzo che ha opposto resistenza tirando qualche calcio".

Per quanto riguarda i migranti che sono rimasti sugli scogli, circa un centinaio, pare che non sia possibile nessun intervento. Secondo alcune indiscrezioni, avrebbero minacciato di buttarsi in mare, nel caso in cui si tentasse di portarli via con la forza.

Martedì 16 Giugno 2015 - Polizia e carabinieri hanno dato il via allo sgombero dei migranti fermi da qualche al giorno al confine con la Francia sugli scogli dei Balzi Rossi, nella zona Ponte San Ludovico.

La tensione tensione tra migranti e forze dell'ordine è alta: alcuni giovani sarebbero stati portati via di peso e ci sarebbe stato qualche tafferuglio. I profughi starebbero ora salendo su dei pullman della Croce Rossa.

Per parte sua, il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, ha dichiarato di non essere stato avvisato del blitz e ribadisce che è necessaria una soluzione politica. Inoltre, secondo quanto riportato da Repubblica, il primo cittadino della città ligure ha chiesto ieri alla Regione l'intervento di una decina di operatori della Protezione Civile. Ma Giovanni Toti, visto le posizioni già espresse sulla questione con Zaia e Maroni, ha rifiutato.

Immigrazione, Renzi a Cazeneuve: "La sua posizione muscolare non aiuta a risolvere il problema"


15:15

- E' arrivata la reazione piccata di Matteo Renzi alle parole del ministro francese Bernard Cazeneuve. "L'Europa deve farsi carico di risolvere tutti insieme il problema - ha detto Renzi - ed è evidente che le posizioni muscolari che alcuni ministri dei nostri Paesi amici stanno avendo vanno nella direzione opposta".

Il premier italiano ha aggiunto: "Noi pensiamo che l'Italia debba farsi carico di tante questioni e se ne sta facendo carico. Abbiamo salvato centinaia di vite nel Mediterraneo e continueremo a farlo. Mi sembra ovvio, naturale e doveroso. Che senso ha che l'Europa ci dice tutto sui vincoli economici e poi lascia morire le persone per chiudere le frontiere? Se così sarà ne prenderemo atto, muovendoci in autonomia come Italia, ma sarebbe una sconfitta per tutta l'Europa. L'Italia non può consentire a nessuno, alla Francia come nessun altro, di avere navi nel Mediterraneo e lasciarle lì".

15:15 - Si sono fatte attendere ma alla fine sono arrivate le prime parole ufficiali dei paesi confinanti con l'Italia sulla questione immigrati. Il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve intervistato da una radio francese ha spiegato che è importante fare distinzione tra "migranti economici" e rifugiati, aggiungendo come i primi devono essere rispediti nei loro paesi di origine. Assicura però che la Francia non ha chiuso le frontiere. Secondo Le Mondo il piano dei francesi è quello di convincere l'Italia e la Grecia a ospitare sul proprio territorio campi profughi gestiti direttamente dalla Ue dove gli immigrati verrebbero distinti tra quelli che hanno diritto all'asilo e quelli che non lo hanno. L'Austria ha invece fatto sapere, attraverso il portavoce del governo Karl-Heinz Grundboeck, che i controlli non riguardano la frontiera ma lo "spazio alla frontiera". In pratica se nei confini austriaci viene ritrovato un immigrato senza permesso di soggiorno viene rispedito al paese d'origine, in questo caso l'Italia. Quindi il problema sarebbe del nostro paese che non impedisce a persone sprovviste di documenti il transito attraverso i propri confini con altri paesi Ue.

13:48 - La portavoce del Commissario Ue all'immigrazione, la belga Natasha Bertaud, ha dichiarato che la Commissione è al corrente "dei controlli alle frontiere di Francia, Austria e Svizzera" e che la situazione è monitorata. Ha ricordato inoltre l'obbligo per i paesi europei di rispettare gli accordi di Schengen e le regole del sistema di asilo della Comunità. Rispondendo ad una domanda su Matteo Renzi ha detto che l'Europa non è a conoscenza di nessun "piano B" da parte dell'Italia. Domani sul tavolo dei ministri degli Interni europei ci sarà la nuova proposta di ripartizione dei migranti che a Bruxelles vogliono sia obbligatorio, c'è intanto fiducia sulla bontà del nuovo equilibrio trovato e che sarà appunto presentato tra 24 ore.

15 giugno - I migranti hanno passato la loro seconda notte a Ventimiglia, chi sugli scogli, chi nella sala d'attesa della stazione messa a disposizione dal comune, un'ottantina circa e tra di essi ci sono molte donne e bambini. Intanto il ministro degli Interni Angelino Alfano è intervenuto in maniera dura sulla questione criticando l'atteggiamento della Francia nel corso della trasmissione Agorà su Rai Tre:

Le immagini di Ventimiglia sono un pugno in faccia all'Europa: quelle persone vogliono andare in Europa, non in Italia e domani quelle immagini me le porterò dietro al vertice dei ministri dell'Interno Ue a Lussemburgo. Se l'Ue non accetta di accogliere i migranti arrivati qui, l'Europa si troverà la stessa Italia davanti, non sarà l'Italia solidale che è stata fin qui, ma ricambieremo lo stesso atteggiamento. I migranti non vogliono farsi identificare qui, altrimenti, per il regolamento di Dublino, dovrebbero restare nel nostro Paese. E quando un poliziotto si trova di fronte un eritreo di due metri che non vuole farsi mettere il dito nella macchina per le impronte, non può spezzargli la falange, ma deve rispettare i diritti umani.

Dal canto loro i francesi si difendono dicendo che non c'è stata nessuna sospensione di Schengen né tanto meno una chiusura delle frontiere, anche il Viminale aveva ritrattato su questo punto insistendo però sul fatto che la Francia aveva reintrodotto i controlli fissi alla frontiera non previsti dal trattato. Non ci sono commenti ufficiali da parte dei ministri transalpini, ma la prefettura delle Alpes- Marittimes ha ribadito che l'unica chiusura di un paio d'ore si è avuto sulla litoranea tra Ventimiglia e Mentone per permettere lo sgombero dei migranti, misura che sarebbe stata chiesta dalle autorità italiane, per il resto la circolazione al confine resta libera per tutti i cittadini UE che ne hanno diritto. La Francia per giusitificare i blocchi di questi giorni si sta avvalendo dei trattati di Chambéry siglati dai due paesi nel 1997.

Immigrazione, i francesi chiudono anche il passaggio di Monte

14 giugno - Rimane chiusa ai migranti la frontiera francese di Ventimiglia, ma la gendarmerie ha bloccato con delle pattuglie anche il passaggio sul Mont de Triangle per impedire ai migranti di passare dai sentieri e dalle colline. Croce Rossa e polizia italiana stanno assistendo i profughi, circa un centinaio, che hanno passato la notte a Ventimiglia, offrendo teli termici a quelli che hanno trascorso la notte sugli scogli a Ponte San Ludovico, in segno di protesta contro la chiusura della frontiera.

Immigrazione: sgomberata la stazione di Milano

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20.00 - Dopo l’avvio dell’allestimento del campo temporaneo a Roma, anche Milano ha risposto proponendo una soluzione immediata all’emergenza migranti che ha provocato in queste ore non pochi disagi alla stazione centrale.

Questa sera il Prefetto Francesco Paolo Tronca ha annunciato di aver trovato due locali commerciali attualmente vuoti all’interno della stazioni pronti per essere adibiti all’accoglienza momentanea dei migranti.

I due locali dovrebbero fungere da rifugio temporaneo in attesa che venga trovato, grazie anche alla collaborazione di Ferrovie Dello Stato, un locale attiguo alla stazione centrale. Intanto da giovedì dovrebbero dovrebbero venir recuperati 300 posti letto al Cie di via Corelli che al momento sta ospitando circa 200 persone.

18.00 - Anche a Roma si tenta di arginare l’emergenza immigrazioni, con soluzioni momentanea che sembrano più riuscite rispetto a quanto sta accadendo a Milano. Oggi il Campidoglio ha iniziato ad allestire un sito provvisorio con posti letto, cucine da campo e bagni chimici per far fronte all’ondata di migrati che nelle ultime ore si è accampata nella stazione Tiburtina.

Il campo temporaneo, con 150 posti letto, è stato allestito proprio in zona Tiburtina-Ponte Lanciani, come annunciato oggi dall’assessore al Sociale Francesca Danese:

In attesa di una struttura che si sta allestendo e che sarà definitiva si sta predisponendo un sito per alleggerire la presenza al Baobab e dare agli immigrati una soluzione più comoda data la portata dei numeri.

La tendopoli sarà gestita anche dalla Croce Rossa, in attesa che venga trovata una struttura idonea.

13 giugno 2015 - Alle polemiche sollevate ieri dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha fatto seguito questa notte l’intervento della polizia nella stazione centrale di Milano.

I migranti che da giorni era accampati nei due mezzanini sono stati sgomberati e gli spazi occupati fino a poche ore prima sono stati chiusi con delle reti che rendono impossibile il passaggio, e quindi l’accampamento.

A poche ore dallo sgombero, il sindaco di Milano Giuliano Risappia ha applaudito l’intervento delle autorità:

Si stanno facendo dei passi avanti, intanto la stazione ha ritrovato la dignità e stiamo cercando di ripulirla. C’è chi parla e c'è chi opera. Noi stiamo lavorando

Il problema è tutt’altro che risolto, visto che i migranti sono stati allontanati dai mezzanini senza vedersi offerta una soluzione alternativa. Proprio per questo, cacciato dall’area ormai delimitata da reti, il gruppetto di migranti si è spostato nell’androne esterno della stazione mentre volontari e associazioni si stanno adoperando per fornire loro assistenza e cibo.

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In queste stesse ore si stanno registrando momenti di tensione a Ventimiglia, al confine con la Francia, dove l’emergenza che stiamo vivendo in Italia ha spinto un ricco gruppo di migranti a tentare il passaggio in Francia.

Le autorità francesi, però, stanno letteralmente facendo muro con camionette e agenti pronti a bloccare chi oltrepassa il confine e tenta l’ingresso nel Paese. La situazione è drammatica, con decine di migranti impegnati in un sit-in reso difficile dalle condizioni atmosferiche non proprio favorevoli.

Le proteste vanno avanti ormai da giorni e chi riesce a passare viene rimandato in Italia a tempo record. Sono i dati della polizia francese a confermarlo. Negli ultimi 7 giorni sono stati rispediti nel nostro Paese oltre mille migranti:

Comprendiamo perfettamente le loro difficoltà, ma non è qui che si può risolvere questi problemi. E il problema impossibile da aggirare è il regolamento di Dublino: lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo è lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell’Ue.

Enrico Ioculano, il sindaco di Ventimiglia, mentre si attendono prese di posizione da parte dell’Europa, continua a sottolineare lo stato di emergenza:

Si tratta di 180-200 immigrati, ci sono anche famiglie con bambini. La situazione è delicata e sta diventando un caso diplomatico perché un gruppo di migranti, mostrando il biglietto del treno Nizza-Parigi, dice di essere stato prelevato a Nizza e riportato a Ventimiglia. Ieri sera in stazione c’erano 230 migranti mentre questa mattina sono un centinaio: questo vuol dire che, per fortuna una parte di loro è riuscita a passare il confine, alla spicciolata.

Maroni: "Militari nelle stazioni e se è necessario sparino pure"

Italian Interior Minister Roberto Maroni

12 giugno - Il tema dell'immigrazione è sempre molto caldo in Italia e oggi a tenere banco sono ancora i casi dei profughi accampati alle stazioni di Milano e Roma e l'aggressione con un machete ai danni di un capotreno nella stazione di Villapizzone nella periferia di Milano. Si tratta in realtà di avvenimenti completamente diversi tra di loro e anche di persone con nazionalità e storie agli antipodi, tuttavia soprattutto gli esponenti della Lega continuano a sfruttare questi argomenti senza alcuna distinzione. Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, oggi ha detto:

"La paura c'è e deriva da fatti concreti, non da chiacchiere: il governo deve intervenire e non so che cosa aspetta. Penso che non sia una gestione da paese civile quella attuale, l'ho detto anche a Renzi. Dove vanno messi gli immigrati? In luoghi idonei, non lasciati a bivaccare nelle stazioni"

poi sul caso dell'aggressione al capotreno ha detto:

"Chiederemo di mettere i militari e la polizia per contrastare questi fenomeni"

e ha detto che si può anche arrivare a sparare perché sarebbe per legittima difesa:

"Voglio qualcuno che impedisca queste cose e se è necessario sparare, spari"

11 giugno - Il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni è stato oggi ascoltato alla Camera dal comitato Schengen. La questione migranti e la loro ripartizione tra le regioni continua a generare polemiche, Maroni ha fatto sapere di aver scritto una nuova lettera ai prefetti con la quale chiede delucidazioni sui nuovi arrivi, di cui dice di aver avuto notizie attraverso la stampa: "Ho appreso dalla stampa del trasferimento in Lombardia di ulteriori 500 migranti e dunque ho chiesto ai prefetti di sapere se tale notizia corrisponde al vero, le date di arrivo, in quali comuni e in quali strutture andranno i migranti". Questo per permettere alle Asl di verificare se nei centri preposti ci sono le condizioni sanitarie per ospitare altre persone.

Maroni ha poi attaccato il governo definendolo inadempiente nei confronti delle regioni. Ha definito improvvisata da parte del Viminale la gestione della ripartizione dei migranti fra le regioni, accusandolo per la mancata organizzazione degli hub regionali. Ha poi ricordato come la Lombardia, dopo Sicilia e Lazio, sia la terza regione in quanto a numero di migranti ospitati, per questo ritiene impensabile che vi siano nuove assegnazioni nei comuni lombardi se prima non viene riequilibrata la situazione su tutto il territorio nazionale.

La soluzione proposta dal presidente della Lombardia è quella di creare dei centri di accoglienza in Libia e impedire che i barconi carichi di migranti partano dalle coste nordafricane attraverso un blocco navale. Per questo però chiede l'intervento dell'Europa e dell'Onu. Riguardo alla sospensione di Schengen caldeggiata da Beppe Grillo, Maroni sostiene di averne parlato già a gennaio anche se in quell'occasione lo aveva fatto per la sicurezza dell'Expo e non per la questione migranti. Lancia una frecciatina alla Francia sostenendo che con i suoi controlli alle frontiere di fatto ha già in qualche modo sospeso Schengen.

Immigrazione, Maroni scrive ai prefetti: "Stop alle assegnazioni"

15.20 - L'aveva detto che non avrebbe ceduto di un millimetro, e in effetti il governatore della Lombardia Maroni continua a picchiare duro sul tasto dell'ospitalità (negata) dei migranti e dei profughi: "Vi chiedo di sospendere le assegnazioni nei Comuni lombardi in attesa che il Governo individui soluzioni di accoglienza temporanea più eque, condivise e idonee, che garantiscano condizioni reali di legalità e sicurezza", ha scritto ai prefetti lombardi, ricordando anche come "la Lombardia è la terza regione italiana, dopo Sicilia e Lazio, come percentuale di presenze di immigrati nelle strutture di accoglienza".

La risposta dei prefetti però è arrivato a stretto giro: "I prefetti della Lombardia non rispondono certo al governatore, con tutto il rispetto per Maroni. La materia è di competenza dello Stato e i prefetti si attengono alle direttive del ministero dell'Interno e del governo. La materia è complessa, i problemi ci sono, ma noi li stiamo affrontando".

9 giugno - Il nuovo piano del governo Renzi per l'accoglienza dei profughi sarà messo a punto nel prossimo consiglio dei ministri , ma già è noto quali saranno i punti cardine: "premi" sotto forma di maggiore elasticità del patto di stabilità interno per i comuni virtuosi che si daranno da fare con l'accoglienza e "misure compensative" per i comuni in rosso che faranno altrettanto. In particolare, ci sarà la possibilità di scomputare dal patto di Stabilità interno i fondi necessari all'accoglienza dei profughi e di vedere il proprio tesoretto (il bilancio in attivo trattenuto dal governo) sbloccato. Per quanto invece riguarda le misure compensative per i comuni in rosso, bisognerà attendere qualche specifica in più.

Nel frattempo, i governatori ribelli non cedono. Maroni, che da ministro degli Interni ha dato il via alle regole contro le quali oggi si ribella, in un'intervista a Libero afferma: "È giusto che le Regioni accolgano gli immigrati, ma solo su base volontaria e rispettando le giuste proporzioni. La Lombardia oggi ospita il 9% dei profughi presenti in Italia. L'Umbria è ferma al 2%, la Toscana al 5%. Io voglio solo che tutte le regioni abbiano il nostro stesso carico. Non ho capito perché Renzi può incentivare mentre io non posso disincentivare. È la solita doppia morale della sinistra. La verità è che queste trovate dimostrano che il governo non sa come affrontare la questione. Io intanto non mollo di un millimetro".

Immigrazione, Salvini: "Occupiamo le prefetture"

8 giugno, 18.00 - Il primo ministro Matteo Renzi è intervenuto dal G7 in Germania sulle polemiche politiche che divampano in Italia: "La scelta di dividere i profughi in diverse regioni è una decisione di Maroni, che adesso si è svegliato e dice il contrario. Ma diciamo la verità, non ci interessa che su questo tema si faccia battaglia tra i partiti, non ha senso. Per tanti anni la politica italiana ha pensato di fare da sola, dalla Bossi-Fini all'accordo di Dublino, fino ad una iniziativa molto nobile come Mare nostrum, ma non è possibile che il fenomeno sia gestito come fatto sino ad oggi".

15.30 - Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, non solo fa sua l'iniziativa dei Governatori del nord sul tema dei profughi, ma annuncia clamorose azioni di protesta: "Siamo pronti a bloccare le prefetture -ha detto- e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini". Ed ha aggiunto: "Se Renzi e Alfano pensano di prendere il Nord come soggiorno per i clandestini hanno sbagliato tutto".

13.50 - Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, risponde duramente a Maroni, Zaia e Toti. In conferenza stampa al Viminale ha detto: "E' un atteggiamento insopportabile di odio verso il Sud dire ad alcune Regioni 'sbrigatevela da soli'". Ed ha aggiunto: "Chiediamo un'equa distribuzione dei migranti in Italia, così come in Europa".

Anche il Presidente della Camera, Laura Boldrini, interviene, a margine di un convegno all'università La Sapienza, sul caso dei "Governatori ribelli del Nord". In particolare, la terza carica dello Stato richiama il Presidente della Regioni Lombardia a un maggiore senso di responsabilità: "Chi ha ruoli istituzionali deve agire sempre con senso di responsabilità [...] Nei momenti difficili tutto il Paese deve saper rispondere e questo significa fare sistema".

11.50 - A margine dell'assemblea di Confcommercio, il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ha commentato la presa di posizione del Presidente della Regione Lombardia riguardo al tema dei profughi: "Io non ho ricevuto nulla, alcuna lettera o indicazione, comunque sono vicende di carattere politico che non spetta al prefetto valutare". Ed ha aggiunto: "Milano attende le direttive e gli invii che il governo effettuerà e risponderà secondo i criteri generali".

Il Prefetto non entra direttamente nel merito della presunta "diffida" di Maroni, ma ci tiene a precisare che, sebbene "i centri di accoglienza sono abbastanza pieni", la provincia di Milano "è sempre pronta a fare la sua parte in termini di solidarietà"

11.20 - Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, dopo la presa di posizione sulle quote di accoglienza dei profughi, ha attaccato il viminale sugli sbarchi: "Il ministro Alfano dice che sull'immigrazione vuol fare come me: bene, cominci a fermare gli sbarchi, come avevo fatto io nel 2011 dopo la Primavera Araba".

08.30 - Anche la Governatrice del Friuli Venezia-Giulia, Debora Serracchiani, prende posizione sull'iniziativa congiunta dei governatori di Lombardia, Veneto e Liguria. L'esponente del Partito Democratico, al Corriere della Sera, ha detto che non si farà carico dei profughi che altre Regioni non vogliono: "No che non li prendiamo, devono prenderseli loro. Noi, come Friuli Venezia-Giulia, abbiamo circa 2600 profughi, a cui vanno aggiunti 200 minori non accompagnati".

E sulla minaccia di Maroni sulla riduzione dei trasferimenti ai sindaci, ha dichiarato provocatoriamente: "Rispetto alle quote stabilite a luglio 2014, la Lombardia ospita il 40% in meno dei migranti che le spettano. E il Veneto il 50%. Vorrà dire che alla Lombardia trasferiremo il 40 e al Veneto il 50 per cento di risorse in meno per Sanità e Tpl, il trasporto pubblico locale".

8 Giugno 2015 - A Matteo Renzi non è piaciuta l'iniziativa del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Sul tema dello stop all'accoglienza dei migranti, il premier ha detto: "mi piacerebbe che tutti riconoscessero che il problema dell'immigrazione è una sfida di tutto il paese e cercassero di aiutare a risolvere il problema invece di lucrare mezzo voto. Noi siamo disponibili a cercare una soluzione anche con chi fa demagogia".

Il Primo Ministro ha ribadito che le misure Ue "sono insufficienti", ma ci ha anche tenuto a specificare che i Governatori dovrebbero tenere un atteggiamento istituzionale, visto che "qualcuno di loro era al governo quando si sono scritte le regole che non stanno funzionando".

Secondo il quotidiano Repubblica, il ministero degli Interni sarebbe pronto a prendere iniziative contro i Governatori ribelli. Angelino Alfano dovrebbe fare il punto sul tema con Prefetti, Anci e Conferenza delle Regioni, convinto che Maroni, Zaia e Toti non abbiano i poteri per bloccare l'accoglienza. Ricordiamo che l'introduzione delle quote regionali fu un'idea dello stesso Maroni quando era ministro.

Immigrazione, Maroni, Zaia e Toti: "Stop a nuovi arrivi nelle nostre Regioni"


Il problema profughi, per ora, non ha avuto risposte efficaci dall'Unione Europea. E se davanti all'incremento degli sbarchi Bruxelles non dà segnali di collaborazione, lo stesso accade a livello nazionale: il Nord, se ne lava le mani e rimanda il problema al governo centrale e al Mezzogiorno.

I governatori di Lombardia, Liguria e Veneto, sebbene ci siano 1500 migranti in attesa di soccorso e altri 500mila (secondo The Guardian) pronti a partire dalla Libia, non vogliono sentire ragioni sul tema.

Chi ha preso l'iniziativa più drastica è stato Roberto Maroni (Lega Nord). Il Presidente "padano" è arrivato addirittura a minacciare sindaci e prefetti.

Alla stampa, l'ex ministro degli Interni ha detto:

"Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli. Ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza"

Non pago, poi, ha trasformato un problema così delicato in un sondaggio da social, proprio lui che ha distribuito ai Comuni migliaia di richiedenti asilo:


Dello stesso avviso è il da poco rieletto governatore del Veneto, Luca Zaia. Al Corriere della Sera, in un'intervista, ha dichiarato senza troppi giri di parole:

"Siamo alla follia, con un governo inadeguato che sui documenti ufficiali ci invita a gestire 'la fase acuta' dell'immigrazione. Quando invece sappiamo tutti che non è acuta, è cronica. In Veneto abbiamo 514 mila immigrati regolari, pari a quasi l'11% della popolazione. Di questi, 42 mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti. Basta"

Infine, ad allinearsi sulle posizioni di Maroni è arrivato anche Giovanni Toti. A tale riguardo, il Presidente della Regione Liguria ha detto a Sky Tg24:

"Noi non accoglieremo altri migranti come fanno Lombardia, Veneto e Valle d'Aosta [...] Il provvedimento di Maroni di oggi è legittimo. Io non lo posso ancora fare perché non sono ancora in carica"

I problemi in campo rimangono sempre gli stessi: l'incapacità europea di giungere ad una equa ripartizione sulle quote, il contrasto al business illegale delle partenze, il ripensamento dei rapporti Ue con gli stati africani e mediorientali (punto, quest'ultimo, su cui non c'è nessuna discussione vera in atto). E noi, come paese mediterraneo più colpito dal dramma dei profughi, come ci stiamo comportando davanti a queste sfide? Al di là delle chiacchiere, ci tocca prendere atto del grande ritardo accumulato dal Governo Renzi che, inevitabilmente, va di pari passo con le dichiarazioni fascistoidi e i provvedimenti roboanti della destra di Matteo Salvini.

La verità è che dotarsi degli standard umanitari minimi di accoglienza e mettere in campo un'azione più decisa in ambito europeo sono due priorità che debbono viaggiare insieme in questo momento. E per farlo necessitiamo di una classe dirigente, a livello locale e nazionale, all'altezza del compito.

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