Il Premier Silvio Berlusconi tace. Almeno per ora.
C’è chi dice che fa il Ponzio Pilato perché non sa come sciogliere questo nuovo nodo dei lavoratori italiani “rifiutati” dagli inglesi. I lavoratori italiani dell’azienda siracusana Irem (la ditta siciliana ha vinto un appalto per ripulire il petrolio dallo zolfo della raffineria Total) sono come segregati in una chiatta.
Gli operai inglesi sono contro gli “Its”, cioè contro gli italiani che “portano via lavoro”. E la protesta anti italiani si è allargata oggi con i dipendenti di due centrali nucleari di Sellafield e Haysham che hanno dato manforte a chi vuole cacciar via i “nostri”.
Quindi, la storia si ripete. Oltre Manica siamo noi italiani ad essere “immigrati”.
Il primo Ministro Gordon Brown ha bocciato la protesta dei “suoi”, definendola “indifendibile”. Se Berlusconi non prende posizione, il governo e la maggioranza sbandano offrendo un brutto spettacoli, con segnali schizofrenici.
Ognuno va per proprio conto, rinchiudendosi a riccio nelle convinzioni personali o in quelle dei rispettivi partiti. Come se i lavoratori italiani in terra inglese fossero figli di nessuno.
Frattini sbraita e Sacconi minaccia: “La libera circolazione dei lavoratori è un principio fondante della Eu che non può essere messo in discussione, pena la crisi del patto comunitario di Shenggen”.
Di tutt’altro parere il ministro Calderoli: “Di fronte a una crisi internazionale che mette a rischio i posti di lavoro va valutata una sospensione di ingressi di nuovi immigrati e della libera circolazione in Europa”.
E il presidente della Camera Fini: “I lavoratori straniere in Italia danno un contributo fondamentale per il nostro sistema produttivo. Non possiamo permetterci di tollerare forme anche velate di discriminazione”.
Insomma, tutto e il contrario di tutto. Cosa aspetta il governo italiano a esprimersi ufficialmente con una unica posizione e a protestare contro l’Inghilterra, richiamando l’Europa alla coerenza?
(Xanderoby)
02 feb 2009 - 17:47 - #1La Lega, costretta alla coerenza, circumnaviga la notizia non parlando di italiani o padani, bensì di immigrati e globalizzazione.
Finita tutta la spocchia, quando gli immigrati bruciati nelle piazze siamo noi.
Mr. Mutanda, pardon, l’eroico difensore del nulla che affolla la sua mente, al secolo Frattini, con tutto il resto dei colleghi s’appellano al trattato di Schengen ed alla rinomata accoglienza che diamo ai nostri immigrati: bastan 3 minuti a Verona o Treviso per vedere che fine fai.
Ci sappiamo vendere proprio bene.
Il Barzelletta, quello che ha sempre qualcosa da dire a sproposito, sugli stupri, sugli agguati razzisti, sul nuovo vento del Nord non ha, stranamente, nulla da dire.
A dormire 3 ore a notte i nodi poi vengono al pettine (vabbè, lui non ne ha bisogno, vista la penuria..).
Che bella questa farsa: io li avrei fatti governare anche nel 2006/7, per altri 10 anni. Sono l’unico rimedio a se stessi.
XD
Despota
02 feb 2009 - 17:57 - #2ecco l’esempio del solito teatrino Xanderboy…per niente volutamente rissoso…
MetalSho
02 feb 2009 - 18:12 - #3Non capisco perché se lo stesso problema si presenta in Italia ci danno dei fascisti, mentre se lo fanno nel resto d’Europa è un problema come un altro…
antoniovoto
02 feb 2009 - 18:13 - #4scusa despota, ma non ha torto.
rispondi a tono invece di dire in maniera vaga che è rissoso altrimenti facciamo come berlusconi: quando qualcuno lo contesta, lui dice che il contestatore è rissoso.
iononhovotatoberlusconi
02 feb 2009 - 18:14 - #5Qualunque sentimento che abbiate avuto per questa notizia, pensate che è quello che provano gli immigrati che vengono da noi in Italia per lavorare.
Non bisogna permettere che la crisi funga da piattaforma per nuovi regimi fascisti e nazisti.
MetalSho
02 feb 2009 - 18:21 - #6#5
Il problema in Italia c’è con gli immigrati extracomunitari e quelli irregolari (non che questo li giustifichi in toto sia chiaro), ma con gli immigrati comunitari non ci sono mai stati problemi (tranne che per quegli ingrati dei leghisti).
Charles Dexter Ward #2
02 feb 2009 - 18:21 - #7appunto, la ragione è tutta degli inglesi
non cpisco come si possa dar contro all’immigrato che “ruba il lavoro agli italiani” e poi parteggiare per i lavoratori del its nel regno unito.
berlusconi, semplicemente, non si esprime perché non vuol sputare nel piatto dove mangia. calderoli qui ha assolutamente ragione (lo so che sembra un ossimoro), i posti di lavoro degli inglesi vanni tutelati, specialmente durante questa crisi economica. come del resto dovrebbe succedere anche in italia.
iononhovotatoberlusconi
02 feb 2009 - 18:31 - #8 (nascondi)La Lega non c’ha ragione proprio per niente. Dice così solo per non contraddirsi da sola.
Non si può permettere una situazione del genere perché potrebbe degenerare irrimediabilmente.
Se tutti incominciasero a fare così cosa succederebbe?
E’ facile discriminare, finchè poi non ci si trova dall’altra parte.
(Xanderoby)
02 feb 2009 - 18:37 - #9 (nascondi)Despota: forse non sono riuscito a renderlo, ma se noti le 3 strofe sono, in qualche modo, un dato oggettivo.
La riga che segue ciascuna è blanda ironia da bar.
Dovrai darmi atto di una cosa: io li vorrei al governo per almeno un decennio consecutivo, se non di più.
Questa stessa frase, insieme alla solita mancanza d’autocritica, non la sentirò mai da quelli dell’altra fazione politica.
P.S.: ieri sera, tra tutte le fregnacce televisive, c’era Presa Diretta, che dava una misura del fenomeno immigrazione e delle cojonate fatte dal centrodestra per cacciare la forza lavoro.
“Vogliono le braccia, non gli uomini”: chiudeva con un servizio sugli italiani immigrati in Svizzera, fino ai ‘90 soggetti ad un regime di controllo con qualche affinità al nostro.
C’è un però: nonostante tutti i referendum, in 30 anni, dei partiti oltranzisti Lega-style, gli svizzeri si son sempre opposti con quote dell’80% alla cacciata degli italiani.
A farlo oggi quel referendum, in Italia, le percentuali bulgare sarebbero l’inverso.
Come vedi c’è una parte dei popoli che è degna di definirsi civile, un’altra che è degna di essere sterminata coi loro stessi mezzi.
A te decidere quale.
;)
antonio's
02 feb 2009 - 18:40 - #10In Italia c’è il rischio che qualche posto di lavoro italiano venga “rubato” da migranti? Penso di no. Almeno dalle mie parti quest’ultimi si inseriscono in quei settori occupazionali lasciati liberi dagli italiani(muratore,coltivatore ecc) mentre le donne tappano il buco lasciato dal welfare state italiano(assistenza anziani e non autosufficienti).
Charles Dexter Ward #2
02 feb 2009 - 18:48 - #11“La Lega non c’ha ragione proprio per niente.”
perché no? spiega
“E’ facile discriminare, finchè poi non ci si trova dall’altra parte.”
non si tratta di discriminazione, si tratta di tutela, che è ben diverso
(Xanderoby)
02 feb 2009 - 18:49 - #12A parte che i posti di lavoro non possono essere “rubati”: si guadagna sul campo la possibilità di spaccarsi la schiena.
A parte questo ed il fatto che molti datori di lavoro sono patrioti solo quando si tratta di prendere finanziamenti, la prima generazione solitamente fa lavori manuali, la seconda generazione, che spesso è italiana, fa lavori di grado superiore, e via col passar delle generazioni, contesto permettendo.
La “soluzione”? Non essendovi un problema non v’è una soluzione da trovare.
Se non si vuole l’immigrato (in Italia, paese storicamente di emigranti ed immigrati, chissà a quale purezza della razza anelano..) si riprendono i nostri nel mondo, e si lascia il gas libico, quello russo, ed il petrolio musulmano.
Tempo 2 settimane è guerra civile.
;)
(Xanderoby)
02 feb 2009 - 18:52 - #13Ewan: si chiama concorrenza, non tutela.
Lea
02 feb 2009 - 18:55 - #14bisogna vedere i termini dell’appalto. se questo non prevedeva esplicitamente l’impiego di forza lavoro locale, il problema è degli inglesi e non dell’azienda italiana. quindi non è il ns governo a rispondere ma quello inglese, semmai. e mi pare che Gordon Brown la risposta l’abbia già data.
questo blog è sempre più una buffonata.
antonio's
02 feb 2009 - 19:04 - #15#12
o usato il termine rubato tra virgolette…
iononhovotatoberlusconi
02 feb 2009 - 19:04 - #16Sbaglio o è una impresa italiana ad aver vinto l’appalto? Se porta un po’ di operai italiani non vedo quale sia il problema. Spero che molte altre imprese italiane possano perseguire l’obiettivo di internazionalizzazione.
Ultretutto nell’Unione Europea vige la libera circolazione di persone e merci. Quindi, se io, o qualunque altra persona, volesse andare a lavorare all’estero, questo non può essere impedito.
iononhovotatoberlusconi
02 feb 2009 - 19:07 - #17“questo blog è sempre più una buffonata
Allora significa che assomiglia al governo italiano!
Charles Dexter Ward #2
02 feb 2009 - 20:17 - #18“Ewan: si chiama concorrenza, non tutela.”
ma normalmente sarei d’accordo con te, però qui nessuno si sofferma sul fatto che l’inghilterra sta affrontando la peggiore crisi economica della sua storia, da cui un po’ di protezionismo, spiace quasi dirlo, non può che far bene
che poi il caso della lega con l’italia sia in parte diverso, in quanto la lega tutela i lavoratori italiani perché spesso e volentieri le loro controparti straniere sono assunte in nero, non cambia il con cetto di fondo
Bud Spencer
02 feb 2009 - 20:36 - #19gli inglesi non vogliono lavoratori ITALIANI, perchè al confronto, le prendono nettamente sulle orecchie.
Uno di noi, fa il lavoro che fanno 10 inglesi, siamo più efficienti, e non andiamo a birra e whiskey, ma a spaghetti e acqua gasata.
Naturalmente, le proporzioni variano a favore inglese, se gli italiani in causa sono xander e il resto dei sinistri….
Chico Mendez
02 feb 2009 - 21:06 - #20Bud per te problemi di competizione non ve ne sono, per il ruolo di trichechi sei l’unico abile ed arruolato, la peculiarità sta che come straparli tu nessuno mai……
Lea non è questione di appalto, per lavorare in un impianto petrolchimico sei tenuto ad avere dei requisiti particolari, se Total ti qualifica come contractor per uno specifico lavoro (in questo caso montaggi) molto probabilmene sei tenuto a saldature particolari seguendo le normative (le ASTM o le API) per le quali poi devi certificare il lavoro svolto, ed è normale che tu lo faccia eseguire da personale tuo qualificato, solitamente i “saldatori” hanno qualifiche personali di abilità, sono sottoposti a test di qualifica. Questo avviene per tutti i site petrolchimici, la contestazione da parte degli inglesi ha anche un fondamento particolare, quell’appalto normalmente se lo prende una societaà vicina alla foster wheeler (non mi stupirei se FW fosse il PMC del progetto), probabilmente causa la crisi i costi o cmq la quotazione per irem è stata migliore sotto molti aspetti……..quindi il problema è di crisi per le società inglesi (ad esempio FW ha person un contrattone come pMC per una iniziativa ad ABu dhabi, casualmente quella che sto seguendo io——-) in pratica i sindacati inglesi chiedono un’azione al governo inglese di aiuto per le società nazionali e di blocco per le altre per questi tipi di appalti li nel mar del nord ve ne sono parecchie di isole di trivellazione…..tutto qui, solo che in questa fase fa molto comodo far scontrare disperati inglesi contro alcuni fortunati italiani……
(Xanderoby)
02 feb 2009 - 21:06 - #21Stavamo cantando tutti: “ci manca il verme..” chiedendoci che fine avessi fatto, et voilà, eccoti qua, con la tua solita retorica fascista dell’uomo italico, che tromba come un Dio greco, che ha la forza di 1000 uomini, e una baldanza che nessuno al mondo può neanche immaginare.
Ecco, quello che vi manca, uomini italici, è il cervello: ma si sa che l’uomo fascio non ha bisogno di cervello, tanto ha il capo, ovvero il caprone tra le capre, che decide per lui.
Grazie di esistere Ginetta, senza te e quelli come te non avremmo in caprio espiatorio a questo mondo, e dovremmo prenderci noi le vostre colpe.
;)
@ Ewan: sapevo che avresti risposto così, ma da buon capitalista ( XD ) non faccio sconti.
E’ legittima concorrenza.
Se vogliono un lavoro possono espatriare, come si diceva non più di un lustro fa: “ora il lavoratore italiano potrà lavorare in Inghilterra come in Grecia, ed il Greco in Germania come in Francia, perché questo è il vero Libero Mercato del Lavoro”.
Il libero mercato lo ritrovi una mattina spiaccicato dentro ad un fosso, passata la sbronza con gli amici nel vano tentativo di sentirsi libero.
Bud Spencer
02 feb 2009 - 21:17 - #22volevo ricordare ai 2 scimmiotti di cui sopra, che non sono fascista, mi riconosco benissimo invece nel tricheco, animale che adoro.
Volevo altresì ricordare, che noi ITALIANI, viviamo da sempre con aziende dove la perizia della manodopera indigena la fa da padrone, al contrario degli imperialisti inglesi.
Non essendo la nostra penisola ricca di materie prime, da sempre ci diamo da fare sfruttando le nostre immense qualità.
Anche a fare i mafiosi siamo i numeri uno, l’unica categoria che ci $putt@n@ nel mondo, sono quei maiali dei sindacalisti, e al 20 ne abbiamo un pen@s@ esempio.
Grazie di tutto.
(Xanderoby)
02 feb 2009 - 21:28 - #23Della “perizia della manodopera indigena” è andata perduto l’ultimo baluardo quando abbiamo iniziato a delocalizzare senza ritegno, quando da piccoli artigiani ci siamo trasformati in cumenda dei salotti buoni, quando abbiamo iniziato a svendere orgoglioni e boriosi il nostro “essere italiani”.
Ehi, ma è il Capitalismo, baby! Sono affari.
Ecco, bell’affare.
Nel frattempo la manodopera indigena specializzata è diventata quelle immigrata, che ha coperto ruoli lasciati scoperti o che “ehi, con loro posso contenere i costi” del solito cumenda patriota italico, quello di cui sopra.
Bella la retorica: è sempre la stessa.
Bud Spencer
02 feb 2009 - 21:56 - #2423
probabilmente sei male informato, e non mi stupisce per nulla che tu non sia aggiornato sul mondo del lavoro.
I posti dove la professionalità dev’essere al top, son tutti occupati da operai italiani, sono i lavori meno impegnativi che possono essere svolti da altri.
Vero poi, che tantissime aziende siano andate all’estero per abbattere i costi, ma oggi, Armani stesso, si è reso conto che deve riportare tutto in Italia, onde evitare di sfasciare le aziende.
Utan
02 feb 2009 - 22:10 - #25Lea
post 14-
Non ci capisci molto te per prima:
in Europa la circolazione di lavoratori comunitari è libera per statuto, non puoi ostacolare lavoratori comunitari per favorire i tuoi nazionali in quanto commetteresti un reato che andrebbe contro i diritti di libera circolazione sanciti dalla UE…
Utan
02 feb 2009 - 22:17 - #26PS
Berlusconi tace perchè sa che qualunque cosa dicesse scontenterebbe una buona parte di suoi elettori.
Come si dice quando c’è un pericolo evidente è meglio aver paura che buscarne
V.o.m.i.t.u.s Ω M.a.x.i.m.u.s.
02 feb 2009 - 23:31 - #27Che dovremmo dire?
Il governo inglese si è già espresso: se i lavoratori inglesi protestano è perché in questo periodo per loro butta male, peggio che a noi.
Fa dispiacere che accadano queste cose certo, ma ognuno pensa alla sua di famiglia, non mi sento di dare addosso agli inglesi, è la loro terra e noi siamo ospiti, anche se regolarissimi.
MetalSho
03 feb 2009 - 04:52 - #28@Vomitus
” è la loro terra e noi siamo ospiti, anche se regolarissimi.”
Se lo avessi detto in Italia ti avrebbero dato del leghista…
(scusate se mi ripeto ma proprio non me ne capacito…)
Chico Mendez
03 feb 2009 - 07:53 - #29Bud quello che del mondo del lavoro sa poco quello sei tu, ovvio che tu abbia una limitata visione delle cose, ma in questo momento chi spopola a livello di specializzazioni è la Corea che mantiene bassi costi di lavoro con alta professionalità, altrimenti non si capirebbe la penuria di contratti per i vari contractors italiani (Snam o meglio saipem, Technip, Kti, Tecnimont), i quali devono costantemente affidarsi a partnership cpn Daewoo, Skek e altri coreani pur di avere uno straccio di contratto, il caso in questione è solo ed unicamente dato da una migliore bid fatta dalla società italiana per un piccolissimo lavoro specifico infatti il contratto è per un piccolo revamping di una zona dell’impianto, nei montaggi morta la Belleli siamo considerati terzo mondo……..
Bud Spencer
03 feb 2009 - 08:08 - #30bravo mendez, vai avanti a capire quello che vuoi tu…
Pigi
03 feb 2009 - 08:14 - #31Sono i leghisti di casa loro che protestano, e non c’è da stupirsi che trovino una sponda nei leghisti di casa nostra.
Sono i perdenti che fanno sentire la loro voce, ma a costoro può essere solo garantita la sussistenza, gli ammortizzatori sociali, non altro.
Il ragionamento del lavoro britannico (o italiano, o altro) che deve vincere per legge gli appalti, anche se sono meno convenienti, non deve meritare altro che la repressione dura.
Ce lo immaginiamo se noi dovessimo chiudere le filiali delle banche britanniche o olandesi, magari bloccare le navi delle auto costruite in Inghilterra in una catena che non finisce più? Torneremmo indietro di secoli.
La Gran Bretagna ha vissuto per troppi anni di castelli di carta finanziari, tralasciando l’industria.
Tornare indietro è durissima, ma il loro atteggiamento è controproducente:dovendo recuperare il tempo perso dovrebbero favorire i contatti con le maestranza qualificate che sono più avanti, e imparare da loro.
Impedendoli cosa sperano di fare? Anche le imprese committenti, essendo costrette ad affidare gli appalti a chi è meno conveniente, perderanno competitività, troveranno conveniente chiudere le sedi in quel paese ed andare all’estero.
I leghisti di ogni latitudine ottengono solo un risultato: fare scappare le imprese, e mi pare che anche al nord Italia i risultati di questa mentaliltà incomincino a farsi sentire.
waghindestroyer
03 feb 2009 - 09:19 - #3231
sulle imprese del Nord, ti sbagli alla grande, anzi, le aziende che hanno tenuto alto il tasso di professionalità sono in forte espansione, soprattutto le farmaceutiche.
Per il resto son d’accordo con il discorso dell’effimera economia inglese, in netto crollo e dopo aver subito lo smacco di aver venduto 2 loro gloriosi marchi come Land Rover e Jaguar agli indiani, loxo ex colonia, si ritrovano a perdere appalti su appalti.
Gli sta bene, tiè
Chico Mendez
03 feb 2009 - 09:51 - #33….le farmaceutiche?…o bella, tra fusioni svendite e il resto e’ scomparsa la ricerca nelle industrie (chiamole piccole officine come si diceva una volta) farmaceutiche italiche e tu dici che e’ un settore trainante?…..a me pare che assochimica, il sindacato delle industrie farmacutiche abbia dei dati molto differenti….
Per BUD: caro non e’ questione di capirci ma di lavorarci dentro a quei settori, non scordarlo mai che uno dei dati principali delle aziende di impiantistica o di progettazione italiane private e’ quello di aver societa’ partecipate in India o in altri paesi quali Ucraina o Polonia dove far fare ingegneria di dettaglio, mentre per costruzioni montaggi e quant’altro ci sono societa’ di recruitment o di scout quali la Velosi (inglese) che utilizzano solo ed esclusivamente operai specializzati indiani o filippini…….
domics
03 feb 2009 - 11:04 - #34come fa brown a bocciare questa protesta se è stato lui il primo a dire di dare lavoro in primo luogo agli inglesi!
Lea
03 feb 2009 - 11:22 - #35Utan #25
CHI NON CAPISCE SEI TU. proprio xché c’è la libera circolazione delle persone (e non solo), un Paese della UE non può obbligare un’azienda straniera ad assumere forza lavoro locale. evidentemente l’azienda di siracusa ritiene che certe specifiche competenze sono da trovarsi nei lavoratori siciliani e non inglesi. e mi sembra che anche Bud abbia detto la stessa cosa. ma tu sai niente di gestione aziendale? pensa: magari i “capi mastri” o manager sono italiani e non parlano Inglese x cui ci vuole mano d’opera italiana. oppure l’azienda punta a qualificare la sua forza lavoro d’origine, con un’esperienza all’estero.
Azurik
03 feb 2009 - 17:14 - #36Io penso che il nostro governo potrebbe fare una cosa ancora più bella che prendere una ferma posizione in merito, ovvero domandarsi per quale motivo ancora oggi, così tanti Italiani sentono la necessità di dover andare all’estero, lontani dalle proprie case e dalle proprie famiglie, per trovare lavori onestamente retribuiti e con contratti che non siano di mese in mese. Se i nostri “leader” ci preparassero un terreno per condizioni lavorative adeguate alle esigenze della società allora non saremmo nemmeno qui a parlare di queste cose. E’ nella nostra storia, noi Italiani siamo sempre ovunque per cercare di trovare qualcosa che qui non troviamo, basti pensare anche alla vicina Svizzera, quanti nostri connazionali ha sempre ospitato e tutt’oggi ospita.
Come gli Inglesi rivendicano il loro diritto al poter usufruire con qualche priorità alle risorse lavorative del loro paese, parallelamente dovremmo rivoltarci anche noi, contro chi in Italia non mette a disposizione dei lavoratori contratti di lavoro dignitosi.