Carceri, il Consiglio d'Europa loda l'Italia

Il segretario generale del Consiglio d'Europa Jagland loda le misure del governo contro il sovraffollamento: esempio italiano. Ma è davvero così?

Il segretario generale del Consiglio d'Europa Thorbjorn Jagland ha incontrato oggi pomeriggio il ministro della giustizia italiano Andrea Orlando, incontro formale per parlare dei risultati ottenuti in quest’ultimo anno dall’Italia con le iniziative prese per risolvere i problemi del sovraffollamento carcerario, della velocizzazione dei processi e dei risarcimenti a chi ha subito i processi eccessivamente lenti regolati dalla legge Pinto.

Già un anno fa sia la Corte di Giustizia UE che il Comitato dei ministri avevano dato plauso all’Italia per il miglioramento della questione del sovraffollamento carcerario per mezzo del decreto "svuotacarceri" (che, di fatto, non svuotava granchè). Al termine dell'incontro di oggi il norvegese, che è stato primo ministro ad Oslo per molti anni, ha ulteriormente lodato le misure messe in campo dall'Italia per fronteggiare il problema del sovraffollamento:

"Sulle risposte da dare per risolvere la questione del sovraffollamento carcerario l'Italia è diventato un esempio di buone pratiche per diversi altri Stati membri [...] Apprezziamo molto tutti gli sforzi messi in campo dall'Italia per quanto riguarda la questione del sovraffollamento carcerario. [...] Il ministro mi ha informato delle interessanti iniziative messe in campo, che potrebbero diventare anche queste, esempi di buone pratiche per altri Paesi".

Per contestualizzare il personaggio Jagland, occorre sapere che è stato lungamente Presidente del Comitato dei Nobel, costretto a dimettersi lo scorso marzo ed retrocesso al grado di semplice membro, in una bufera di polemiche per l'assegnazione di premi Nobel piuttosto controversi (da quello sulla fiducia a Barack Obama a quello al dissidente cinese Xiaobo). Folklore a parte, il ministro Orlando oggi ha incassato complimenti profusi e addirittura rientra a Roma con il certificato di "esempio europeo" nonostante la situazione di vivibilità nelle carceri italiane sia ancora fuori dalla legge. E la situazione generale della giustizia, in merito alla durata dei processi, resta fuori da ogni logica di tolleranza.

Per questo motivo lo stesso ministro Andrea Orlando ha definito clamorosamente "criminogene" le carceri italiane, termine molto caro a uno come Marco Pannella: non si spiega dunque come sia possibile che un sistema "criminogeno" sia anche "un esempio" da esportare. Secondo Strasburgo dunque il Paese è chiamato a dimostrare che le soluzioni trovate sono durature.

Come stanno la giustizia in Italia?

Palermo holds the 23rd anniversary of Capaci massacre.

Chi in Italia tiene con attenzione il polso delle carceri, i Radicali, reagisce con sdegno ai complimenti del Consiglio d'Europa:

"Thorbjorn Jagland sa qualcosa dell'irragionevole durata dei processi in Italia? Il fatto che (con incredibile ritardo) paghiamo gli indennizzi della legge Pinto (da verificare, comunque, se sarà efficace l'accordo con la Banca d'Italia) non significa che i processi siano di una durata "ragionevole" ma che lo Stato italiano "paga" cifre spaventose (oggetto peraltro di una nostra denuncia per danno erariale confezionata da Deborah Cianfanelli della Direzione di Radicali italiani) per violare sistematicamente la costituzione italiana (art. 111) e la convenzione europea (art. 6)."

dichiara in una nota la segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini, una persona che settimanalmente si reca in visita nelle varie carceri italiane e che quotidianamente e costantemente è in contatto con la realtà carceraria nazionale.

Memoria Radicali - Torregiani

In questa memoria, depositata da Radicali Italiani (l’unica organizzazione che ha presentato memorie al Consiglio d’Europa sulla sentenza Torreggiani) agli atti dello stesso Consiglio il 5 maggio scorso: la situazione descritta nella memoria è ben lontana dal meritarsi lodi e addirittura la titolarità di "esempio europeo".

Nonostante la diminuzione di qualche migliaio di persone della popolazione detenuta in Italia in 58 istituti vi è ancora un sovraffollamento che va dal 130 al 200 per cento, oltre che un tasso drammatico di suicidi e continue e quotidiane violazioni dei diritti umani dei detenuti (mancato accesso a cure mediche, carenze igienico-sanitarie delle strutture detentive, pene alternative cui ha accesso solo il 20-30% dei detenuti). Gli oltre 4.600.000 procedimenti penali pendenti e gli oltre 10 milioni di processi civili ancora in corso fotografano una situazione generale tutt'altro che virtuosa.

"Il carcere costituisce il grande rimosso della coscienza nazionale. Il carcere è il luogo del male, il luogo dove il male viene simbolicamente rappresentato e dove viene materialmente imprigionato. Siccome il male è una tentazione di tutti gli esseri umani, non è facile pensarlo quel luogo: è più facile rimuoverlo. Tutto qui." dice il Presidente della Commissione Diritti Umani Luigi Manconi. Forse non a torto.

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