Grecia, crisi: Varoufakis ha rassegnato le dimissioni

Dopo il referendum, l'agenda della crisi della Grecia (e dell'Unione Europea)

6 luglio 2015, ore 7:55 - Il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha presentato le sue dimissioni. Lo ha annunciato lo stesso Varoufakis con un post sul suo blog. Ha spiegato che alcuni membri dell'eurogruppo avrebbero gradito la sua assenza nei prossimi meeting, un'idea che il primo ministro Tsipras ha considerato "potenzialmente d'aiuto" nel raggiungimento di un nuovo accordo. Lascia dunque per aiutare la Grecia e i greci a trarre il massimo dai risultati dello storico referendum di ieri. Si avranno più dettagli nel corso della mattinata.


6 luglio 2015: la Grecia ha detto NO all'austerità.

Al referendum voluto da Tsipras e Varoufakis, gli elettori hanno risposto in maniera chiarissima e uniforme su tutto il territorio nazionale: il NO vince ovunque. È un "no" alle misure di austerità chieste dai creditori, non all'euro. Lo hanno più volte fatto notare in Syriza. La questione è stata più volte travisata dai media.

Adesso cosa succede?

Vediamo il calendario degli eventi previsti nei prossimi due giorni.

Fra il 5 luglio e il 6 luglio, il Presidente della commissione Europea Juncker si consulta con i 18 leader degli altri stati membri dell'Eurogruppo. Sempre il 6 luglio Juncker sente Tusk (Presidente dell'Euro summit), Dijsselbloem (Presidente dell'Eurogruppo) e Draghi (BCE).

Il 6 luglio si incontrano privatamente Angela Merkel e Hollande.

7 luglio, agenda fittissima. Juncker dovrebbe riferire in Parlamento Europeo
Si riunisce l'Eurogruppo.
Si riunisce anche un Eurogruppo dei ministri delle finanze.

Grecia, crisi. Tsipras: «Diciamo NO a gli ultimatum»

Domenica 5 luglio - Arrivano i primi dati che danno in vantaggio il no e da Berlino arriva la notizia dell’incontro, previsto per domani, fra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, un incontro che avrà come oggetto il risultato del referendum greco.

Secondo quanto pubblicato dal settimanale Spiegel, Merkel avrebbe definito la politica di Tsipras come “rigida e ideologica” e la sua scelta di indire il referendum come una mossa autolesionistica. Una cancelliera che, secondo le fonti presenti a una riunione del suo partito tenutasi lunedì scorso, avrebbe parlato in termini molto aspri della Grecia, come di una Paese che “viola i principi della collaborazione” e che “non si attiene ai principi dell'Europa”.

Intanto, Gabriel Sakellaridis ha fatto sapere che la Grecia è intenzionata a riavviare i contatti internazionali immediatamente per raggiungere un accordo. Dopo che le prime indiscrezioni hanno pronosticato una vittoria del no, Sakellaridis ha dichiarato che “i negoziati che ripartiranno dovranno essere conclusi rapidamente, anche in 48 ore”. Un funzionario del ministero delle Finanze di Atene ha detto che il ministro incontrerà i banchieri già in serata.

Sabato 4 luglio 2015 - Siamo alla vigilia del referendum tanto atteso, non solo in Grecia, ma praticamente in tutto il mondo, vista l'influenza che la situazione greca sta avendo anche sui mercati che non fanno parte del nostro continente. Ieri sera Alexis Tsipras ha parlato in piazza e ha twittato per tranquillizzare la popolazione ellenica sulle conseguenze di un'eventuale vittoria del "no", che è ciò che il suo partito Syriza spera. Il Premier greco ha detto:

"Domenica manderemo un messaggio di democrazia e dignità all'Europa e al mondo. Non lasciamo l'Europa nelle mani di coloro che vogliono soffocare la sua tradizione di democrazia. Ci sono stati molti casi nel corso della storia in cui il popolo greco ha respinto gli ultimatum. Facciamo la storia insieme, ancora una volta. Vi invito a dire un grande e orgoglioso no agli ultimatum questa domenica. La nostra gente sta combattendo senza spade o proiettili. Hanno qualcosa di più forte dalla loro parte: la giustizia. Abbiamo la giustizia dalla nostra parte e avremo successo con integrità, audacia e libertà"

Tsipras: "Non è referendum su permanenza nell'euro"


Venerdì 3 luglio 2015

ore 15.27 - Il voto di domenica non sarà un voto sulla permanenza nell’euro. Questo è quanto il premier Alexis Tsipras ha tenuto a sottolineare in un discorso tenuto in diretta televisiva:

Chiedo ai greci di votare con calma senza accettare ultimatum. Il posto della Grecia è in Europa. Il report del Fmi conferma gli argomenti del mio governo: il debito non è sostenibile.

Intanto il presidente dell'Eurogruppo, Jeroren Dijsselbloem, ha affermato che la’ffermazione di Varoufakis, secondo la quale Grecia e Commissione europea sarebbero a un passo dall’accordo è “assolutamente falsa”.

venerdì 3 luglio, ore 11.42 - Secondo Fmi sono 50 i miliardi di euro necessari alla Grecia per far fronte a un debito fattosi insostenibile. Il referendum di domenica non sarà soltanto sulla permanenza nell’euro, ma si trasformerà, automaticamente, in un voto di fiducia a Tispras e a Varoufakis. È probabile che i due si dimettano in caso di vittoria del sì. Il ministro dell’Economia greco ha fatto sapere, in un’intervista rilasciata a una radio irlandese, che “un accordo è in vista” qualunque sia l’esito referendario. La differenza fra il sì e il no è che la seconda ipotesi porterà a un accordo che includerà la ristrutturazione del debito.

Secondo gli ultimi sondaggi locali il fronte del sì sarebbe al 44,8%, quello del no al 43,4%, mentre gli indecisi si asseterebbero intorno al 12%. Ma il dato più significativo è che il 15% dei greci voglia tornare alla dracma, mentre il 74% preferirebbe restare nell’euro. Secondo Bloomberg, invece, il fronte del no sarebbe al 43%, contro il 42,5% dei sì e il 14,5% degli indecisi.

Tsipras ha detto di non voler trasmettere allarmismo, ha spiegato che “quanto più forte sarà il no, migliore sarà l’accordo” e che se dovesse vincere il sì l’accordo non sarà sostenibile e lui avvierà “i procedimenti previsti dalla Costituzione”.

17.15 - La società privata, esperta in ricerche finanziarie, Standard & Poor's rende noto che una uscita dalla Grecia dall'euro costerebbe all'Italia 11 miliardi di euro di maggiori oneri sul debito pubblico. Il nostro paese dovrebbe subire l'aumento di oneri "più grande in assoluto" all'interno dell'Eurozona, a cui l'addio di Atene potrebbe costare in tutto 30 miliardi nel periodo 2015-2016.

Non mettiamo in discussione la previsione. Tuttavia, ricordiamo che l'agenzia di rating, sebbene venga citata spesso dagli organi di stampa come una delle fonti più autorevoli, ha emesso pareri clamorosamente errati in passato. Il caso più famoso di valutazione sbagliata è quello inerente ai titoli garantiti da mutui subprime, che sarebbero stati gonfiati prima del crac finanziario del 2008. Per queste accuse, ha scelto di patteggiare una sanzione con il Dipartimento di Giustizia Usa da 1 miliardo di dollari.

11.00 - Il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, fa sapere che, in caso di vittoria del si al referendum di domenica, il governo Tsipras potrebbe dare le dimissioni. Ecco cosa ha detto nello specifico alla radio australiana Abc: "Sì, potremmo benissimo dimetterci. Ma lo faremmo in spirito di collaborazione con chi dovesse succederci".

2 luglio 2015 - Il fronte del sì al referendum greco, riunitosi nel movimento "Menoume Evropi" (Restiamo in Europa,) lancia una nuova manifestazione. Dopo aver portato in piazza quasi 30.000 persone martedì sera, provano a tenere alta l'attenzione sulle loro motivazioni per rimane nella Ue e nell'euro.

La pagina Facebook della campagna per il sì invita gli ateniesi a recarsi venerdì sera al stadio Kallimarmaro. I leader del movimento, appoggiato dai conservatori di Nea Dimokratia, dell'ex premier Samaras, dai socialisti del Pasok e dai centristi di To Potami, esortano sul sito: "Uniamo le nostre voci, manteniamo vivo il Paese: sì".

Tsipras chiede ai greci di votare "No" al referendum di domenica


18:40

- Nel pomeriggio Alexis Tsipras ha parlato alla nazione con un discorso trasmesso in diretta dalla tv di stato Ert. Il premier greco ha voluto prima di tutto rassicurare i suoi connazionali dicendo che le loro pensioni, i loro stipendi e i loro risparmi sono al sicuro. Poi ha invitato ancora una volta i greci a votare no al referendum di domenica, specificando però che un voto negativo non significa in alcun modo che la Grecia uscirà dall'Euro. Ha spiegato che serve solo a tornare al tavolo delle trattativa con la possibilità di ottenere condizioni migliori. Non è mancato l'attacco diretto all'Europa e alle sue istituzioni: "Non mi aspettavo che un’Europa democratica non volesse dare spazio e tempo per organizzare il referendum. È una vergogna, perché hanno chiuso le banche proprio dopo che abbiamo scelto di dare la parola al popolo". Alla fine la promessa di risedersi al tavolo delle trattative subito dopo il referendum con l'obbiettivo di trovare una soluzione rapida ai problemi che hanno fatto sprofondare il paese nel baratro del default.

14:16 - Il Consiglio d'Europa, la massima istituzione a difesa dei diritti umani e della democrazia, boccia seccamente il referendum greco che, se si svolgerà così com'è stato detto domenica, non rispetterebbe gli standard internazionali. A dirlo è il segretario generale Thorbjorn Jagland ha spiegato all'Associated Press che sono un paio i punti che più lasciano perplessi. Il primo riguarda la tempistica con la quale il referendum è stato indetto, sono troppo pochi meno di dieci giorni di preavviso, ne servirebbero almeno 15. Un altro problema è rappresentato dalla scarsa chiarezza dei quesiti, in particolare non è chiaro se il "no" chiesto dal governo possa effettivamente portare all'uscita dall'Euro.

12:10 - Con una lettera inviata ieri sera (qui il testo completo) a Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, Mario Draghi, presidente della BCE, e Christine Lagarde, direttore del FMI, Alexis Tsipras ha fatto sapere che al Grecia è pronta ad accettare il pacchetto di proposte pubblicato il 28 giugno sul sito della Commissione Europea. La lettera è stata diffusa dal Financial Times. Questo quando mancano quattro giorni al referendum con cui i cittadini greci si devono esprimere per decidere se accettare o meno i diktat dell'Europa. L'apertura del governo greco potrebbe essere tardiva e comunque non soddisfare i leader di stato europei visto che vengono poste delle condizioni.

Uno degli argomenti più spinosi riguarda l'Iva, Tsipras chiede di poter mantenere un regime speciale per le isole e per le zone più remote e isolate del paese, il 30% di sconto. L'obbiettivo principale dei creditori era però quello di una semplificazione del sistema di Iva che in Grecia è alquanto complicato. Un altro punto caldo è la riforma delle pensioni. Tsipras chiede che la riforma del 2012 entri in vigore da ottobre e non immediatamente come richiesto. Riguardo alle pensioni di solidarietà, per le fasce di popolazione più povera, l'Europa è venuta incontro alla Grecia chiedendo che il 20% degli aventi diritto ne vengano esclusi a partire dal 2019 e non dal 2017 come richiesto in principio, il governo greco è d'accordo con la scadenza fra quattro anni, ma chiede che questo processo di esclusione avvenga più lentamente.

Ci sono poi altre questione di minore importanza, una però ha un forte valore simbolico: Tsipras fa sapere che è pronto a tagliare le spese militari di 200 milioni nel 2016 e del doppio nell'anno successivo, mentre i creditori chiedevano che il taglio di 400 milioni fosse immediato. I ministri economici dei paesi dell'Euro si riuniranno in video conferenza questo pomeriggio alle 5:30 per discutere le nuove proposte del premier greco, chissà se saranno sufficienti per arrivare ad una riapertura del dialogo e soprattutto se influenzeranno il referendum di domenica.

Grecia insolvente nei confronti dell'FMI

1 luglio 2015 - 00.01 – La Grecia è tecnicamente in default nei confronti del Fondo Monetario Internazionale.

23.20 - Nelle stesse ore in cui l’Eurogruppo stava valutando la contro-proposta presentata da Tsipras, i cittadini greci sono scesi in piazza ad Atene. Non tutti, però: se ieri si erano riuniti i sostenitori del No al referendum di domenica, oggi è stata la volta dei sostenitori del sì, un numero decisamente maggiore come i sondaggi avevano rivelato.

Migliaia di cittadini hanno affrontato la pioggia e si sono ritrovati in piazza Syintagma per mostrare all’Europa - e a Tsipras, il cui governo sostiene il NO - che il Paese non vuole uscire dall’euro e della UE.

22.00 - Il referendum in programma per domenica 5 luglio potrebbe essere cancellato. A rivelarlo questa sera è stato il vice primo ministro del governo greco Yannis Dragasakis, che parlando in Tv ha lasciato aperta la possibilità di una decisione politica in grado di sospendere il referendum, anche se al momento non è chiaro come si possa fare.

Il Ministro delle finanze Yanis Varoufakis, intanto, ha annunciato che domani, in occasione del nuovo incontro dell’Eurogruppo, in programma per le 11.30, ora italiana, presenterà nel dettaglio le misure che la Grecia adotterebbe in cambio del terzo salvataggio proposto oggi da primo ministro Tsipras.

20.35 - Mentre in Grecia sono scesi in piazza i cittadini che sostengono il sì al referendum di domenica, e quindi il proprio accordo alle regole dettate dell’UE, da Bruxelles non arrivano segnali troppo positivi, come ci si aspettava.

La riunione straordinaria dell’Eurogruppo, iniziata alle 19 di oggi, si è conclusa senza il raggiungimento di un accordo ed è stata riaggiornata a domani.

Nuova proposta di Tsipras: “Due anni di aiuti e riduzione del debito”

17.02 - La proposta di Tsipras è arrivata a destinazione e sarà discussa tra una paio d’ore nel corso di una teleconferenza straordinaria dell’Eurogruppo, annunciata via Twitter Jeroen Dijsselbloem per le 19 di oggi.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, intanto, si sarebbe rifiutata di discutere questa terzo pacchetto di salvataggio della Grecia prima di conoscere i risultati del referendum di domenica.

Tsipras, ne danno conto fonti del governo italiano, ha sentito brevemente al telefono il premier Matteo Renzi nel pomeriggio di oggi, dopo aver inoltrare la proposta a Bruxelles.

Pensionati in fila fuori dalle banche

16.10 - Alla proposta di Juncker ha fatto seguito poco fa una contro-proposta di Tsipras che prevede l'avvio di un programma di salvataggio da parte del Meccanismo europeo di stabilità della durata di due anni e una ristrutturazione del debito.

Nel documento firmato da Tsipras e indirizzato a Jeroen Dijsselbloem, Presidente dell'Eurogruppo e Presidente del consiglio dei governatori del Meccanismo europeo di stabilità, si legge:

La Grecia richiede un supporto di stabilità finanziaria da parte dell’ESM sotto forma di un prestito di due anni visto che vengono rispettate tutte le condizioni previste dell’Articolo 13 del trattato dell’ESM e dall’articolo 2 delle linee guida.

E, ancora:

La Grecia richieste che il debito EFSF sia ristrutturato e riprofilato nello spirito delle proposte fatte dalla Commissione Euroea al fine di assicurare che il debito della Grecia diventi sostenibile e in salute sul lungo termine.

La proposta di Tsipras è appena arriva a Bruxelles.

30 giugno 2015 - Scade oggi il termine per il rimborso di 1,6 miliardi di euro che la Grecia deve al Fondo Monetario Internazionale e le ore che ci separano dalla mezzanotte potrebbero essere decisive per il raggiungimento di un accordo.

L’esecutivo del Paese ellenico ha ribadito a più riprese di non avere alcuna intenzione di pagare, ma è ormai certo che dal Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker sia arrivata all’ultimo minuto un’offerta ad Atene.

La conferma è arrivata in mattinata da un portavoce dello stesso Juncker, secondo il quale si tratterebbe di un “tentativo dell'ultimo minuto che potrebbe essere fatto ed approvato all'Eurogruppo”. Tsipras, dopo il rifiuto iniziale, starebbe riconsiderando l’offerta.

Margaritis Schinas, portavoce della Commissione, ha sottolineato poco fa che l’esecutivo lavorerà per una soluzione fino all’ultimo minuto, la mezzanotte di oggi:

Come il presidente Juncker ha detto, la Ue non abbandonerà il popolo greco e la porta resta aperta ma il tempo sta scadendo.

Grexit o no? Tsipras chiede una proroga. Vertice straordinario UE

16:56 - Il Parlamento Ue ha detto sì a un vertice straordinario sulla Grecia che si dovrebbe svolgere oggi stesso.

12:58 - Secondo notizie che trapelano in questi minuti, ieri Alexis Tsipras avrebbe scritto una lettera ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell'Eurozona chiedendo una proroga di un mese ai piani di aiuti. Inoltre il Premier greco ha difeso la decisione di indire il referendum come diritto democratico del popolo ellenico.

Lunedì 29 giugno 2015 - Il quotidiano greco Kathimerini ha spiegato che un numero limitato di filiali delle banche greche oggi apriranno per pagare le pensioni ai loro clienti che non sono in grado di usare carte di credito e bancomat per i prelievi. Nel corso della giornata le banche riferiranno quali succursali apriranno.

Intanto il portavoce del governo tedesco ha detto che Berlino ha preso atto delle scelte di Atene e rispetterà l'esito del referendum del 5 luglio, tuttavia l'interruzione del negoziato è avvenuta in modo unilaterale da parte del governo ellenico e a sorpresa, mentre Berlino è ancora disponibile a continuare i colloqui.

Borsa di Atene e banche chiuse


Domenica 28 giugno 2015
Grecia

19:41 - Secondo alcune "fonti finanziarie" greche riportate dalle agenzie stampa del paese da lunedì tutte le banche greche e la Borsa di Atene resteranno chiuse: la Borsa di Atene potrebbe non aprire fino a dopo il referendum sul piano di aiuti in agenda domenica prossima e così anche gli sportelli bancari.

Lo ha deciso il governo Tsipras in una riuione straordinaria dell'esecutivo di oggi pomeriggio.

28 giugno 2015, ore 15:25 - Dopo l'approvazione del referendum sull'Euro da parte del Parlamento di Atene, e proprio durante il bailamme di dichiarazioni assolutamente contrastanti tra le varie filosofie di pensiero, è tempo di parlare di cose più concrete ed a farlo è la Banca Centrale Europea: in una nota il suo Consiglio direttivo "ha deciso di mantenere il massimale per la concessione di liquidità di emergenza (Ela) alle banche greche a livello deciso venerdì 26 giugno. [...] Continuiamo a lavorare a stretto contatto con la Banca di Grecia e con forza sosteniamo l'impegno degli Stati membri ad agire per affrontare le fragilità delle economie dell'area dell'euro", dice Mario Draghi, governatore della Bce, in un comunicato diffuso dall'Istituto di Francoforte al termine del Consiglio dei governatori.

Una notizia, questa, che certamente alleggerisce il carico sul governo di Atene: la BCE ha infatti il diretto potere di vigilanza sulle quattro maggiori banche del Paese, la Alpha Bank, la Banca del Pireo, la Banca Nazionale di Grecia e la Eurobank. La decisione di mantenere la solvibilità di queste banche serve a calmare in particolare gli umori dei cittadini greci, che sono accorsi ai bancomat nelle ultime ore, e non scatenare il panico nei marcati azionari che apriranno domani mattina.

17:27 - Anche il Premier greco Alexis Tsipras oggi ha parlato delle proposte che sono state avanzate al suo governo dai creditori alla riunione di ieri dell'Eurogruppo e ha commentato:

«I principi fondanti dell'Unione europea sono democrazia, eguaglianza, solidarietà e mutuo rispetto. Non si basano invece sul ricatto e gli ultimatum. Nessuno ha il diritto di mettere in pericolo questi principi»

Tsipras era stato invitato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel ad accettare in fretta "la generosa offerta" dei creditori.

26 giugno 2015 – L'accordo sulla Grecia non si è ancora concretizzato. E il Ministro dell'Economia greco Varoufakis ha deciso di esternare.

Per prima cosa ha ribadito la determinazione della Grecia a restare nella zona euro. Secondo: ha definito «strane» le richieste dei creditori. Terzo: ha ricordato che Atene non è disposta ad accettare soluzioni che riterrà «impraticabili».

Grecia-Eurogruppo: ancora un nulla di fatto


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Giovedì 25 giugno 2015

17.10 - Nulla di fatto. L’Eurogruppo si è concluso poco fa senza che venisse raggiunto alcun accordo, ma stando a quanto si è appreso ci si riproverà sabato mattina con un nuovo incontro coi ministri delle finanze dei Paesi dell’euro zona.

Dijsselbloem, in conclusione dell’incontro odierno, ha spiegato che la porta per la Grecia è ancora aperta e che il Paese fa ancora in tempo ad accettare le proposte avanzate dai suoi creditori.

Lo stesso presidente dell'Eurogruppo ha aggiunto i leader europei, in vertice oggi a Bruxelles, saranno prontamente informati sullo stato della trattativa, anche se come confermato oggi dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, durante il Consiglio Europeo non si parlerà della Grecia.

14.00 - Dopo le fonti greche, che parlavano di un nulla di fatto ma di segnali tutto sommato positivi, ecco arrivare precisazioni dalla controparte. Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo, ha dichiarato:

Non ci sono ancora abbastanza progressi.

Più dure le parole del ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, che si è detto tutt’altro che ottimista, precisando come la Grecia si sia mossa all’indietro e smentendo di fatto il piccolo passo verso l’intesa:

C’è sempre speranza ma non abbiamo fatto molti progressi.

14.00 - L’accordo ancora non c’è, ma le trattative di questa mattina avrebbero fatto dei passi in avanti.

Sono fonti greche a dichiararlo, sostenendo che la proposta greca, aggiornata con nuovi particolari, sarebbe stata accettata come base di lavoro e che sarà discussa oggi pomeriggio in Eurogruppo, dai ministri dell’Economia e delle Finanze di tutti i Paesi della zona euro, a cominciare proprio dal greco Yanis Varoufakis.

25 giugno 2015 - Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha ripreso questa mattina le trattative con i massimi rappresentanti di Commissione europea, della Bce e del Fondo monetario internazionale.

I colloqui tecnici tra i negoziatori sono ricominciati dalle 6 del mattino, mentre dalle 9 sono ripresi quelli tra lo stesso Tsipras e i principali interlocutori della Grecia, il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente della Bce Mario Draghi e il direttore generale dell'Fmi Christine Lagarde.

Ieri non si è arrivati a un accordo, ma la speranza è che oggi si arrivi a qualcosa di concreto in vista della ripresa, alle 13 di oggi, dalla riunione straordinaria dei ministri delle Finanze dell'area euro, chiusa intorno alle 21 di ieri con la promessa di ritrovarsi nel primo pomeriggio di oggi.

22.00 - Ul presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, appena uscendo dalla riunione straordinaria dei ministri dell'area euro sulla Grecia, ha confermato la riunione indetta per domani alle ore 13:

"Non abbiamo ancora raggiunto un accordo. Siamo pronti a lavorare nella notte e a rivederci domani"

18:03 - Martin Jaeger, portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, prima dell'atteso Eurogruppo sulla Grecia ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa che lasciano intendere come la strada da percorrere per un accordo con la controparte greca sia ancora lunga.

"Ovviamente un accordo non c'è, altrimenti il meeting di stasera non sarebbe necessario"

ha detto laconicamente Jaeger, affermando anche di avere grandi aspettative dal vertice di questa sera.

13.51 – Il premier greco fa sapere che ci sono ostacoli a un accordo da parte di alcuni "creditori".

Sulla crisi greca siamo di fronte, a questo punto, a un braccio di ferro fra Tsipras e il Fondo Monetario Internazionale.


Politico spiega perché
ci si trova in una situazione di "stallo" e Christine Lagarde vuole affrontare le proposte della Grecia a muso duro.

12:09 - Il ministro delle Finanze greco Yannis Varoufakis si dice ottimista sull'esito dell'Eurogruppo di stasera: "I negoziati tra la Grecia e i creditori internazionali sono alla stretta finale e si potrebbe a breve arrivare a un accordo".

Varoufakis ha definito il possibile accordo "più equilibrato" rispetto alle bozze delle scorse settimane.

24 giugno, 10.04 - Il ministro dell'Economia greco George Stathakis ha spiegato, a margine della riunione di questa mattina, che restano ancora "due o tre" punti su cui trovare un'intesa coi creditori internazionali:

"Credo questo accordo, che è equilibrato, possa essere difeso da Syriza, e dalla stessa società greca"

ha detto il ministro specificando che tra i punti in sospeso ci sono uno sconto sul debito a lungo termine e l'esenzione dall'Iva nelle isole greche, un tema caro alla formazione di destra 'Greci indipendenti' che governa con il premier Alexis Tsipras. Stando a quanto riporta l'agenzia Reuters Stathakis ha detto di essere fiducioso che l'accordo possa essere raggiunto al summit dell'Unione europea in agenda per domani con il sostegno di Syriza, nonostante le critiche mosse da alcuni esponenti nel partito.

Parlando questa mattina in Senato anche il premier italiano Matteo Renzi si è detto fiducioso per una risoluzione positiva del braccio di ferro Bruxelles-Atene, anche se "la soluzione non arriverà prima della fine del mese" alla quale manca una settimana. Oggi i greci incontreranno a Bruxelles anche un inviato dal FMI, un funzionario voluto da Christine Lagarde in persona che tuttavia non avrebbe potere decisionale e sarebbe semplicemente una sorta di sherpa inviato in Belgio per monitorare l'accordo, che non convince Lagarde. Ieri la BCE ha offerto altra liquidità d'emergenza alla Grecia portando il totale a quota 89 miliardi. I denari servono per coprire la fuga dei capitali, i 5 miliardi ritirati in pochi giorni.

"I greci devono convincere Ue, Bce e Fmi della bontà del loro piano di riforme per sbloccare l’estensione al 30 giugno del secondo programma di salvataggio e incassare i 7,2 miliardi necessari per non fallire. Il dilemma è che, con questi soldi, arrivano a mala pena a metà luglio"

scrive La Stampa questa mattina.

23 giugno, 8.50 - Grexit o no? La domanda si rinnova anche oggi. Risposte certe ancora non ce ne sono: gli incontri di ieri sono terminati con un certo ottimismo ma anche con i soliti dubbi. In attesa di capire cosa succederà nel corso del resto della settimana, vanno registrati i commenti dei leader europei al termine della lunga giornata di ieri.

"C'è ancora molto, moltissimo da fare", ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale. "Dobbiamo trovare un accordo questa settimana semplicemente perché non abbiamo i tempi supplementari", le parole del presidente della Commissione Jean Claude Juncker. Il suo vice Valdis Dombrovskis ha dichiarato: "Le proposte greche sono un passo accolto con favore ma serve altro lavoro con le istituzioni". Matteo Renzi si è limitato a dire: "Si sta lavorando", mentre Angela Merkel ha commentato le misure presentate da Atene: "E' una buona proposta ma bisogna lavorarci su e ci resta molto poco tempo".

La nuova riunione dell'Eurogruppo è fissata per mercoledì sera.

Bild: «Lasciamo andare la Grecia»

Crisi Greca: Grexit?

15.30 - Per la prima volta un editoriale di un giornale tedesco invita a lasciare che la Grecia esca dall'Euro. Si tratta di un pezzo pubblicato da Bild, firmato dalla redazione. Bild ha una tiratura di 2,5 milioni di copie al giorno e raggiunge, considerato anche il web, 12 milioni di utenti al giorno. Da sempre ha mantenuto una linea editoriale molto dura contro la Grecia. Il pezzo si schiera chiaramente a favore del Grexit. «Un altro accordo con la Grecia non risolverebbe il problema, lo posticiperebbe di qualche mese ancora», si legge nel'articolo.

15.10 - E' terminato pochi minuti fa l'Eurogruppo, che tornerà a riunirsi ancora una volta nei prossimi giorni. "Le proposte greche sono un passo accolto con favore ma serve altro lavoro con le istituzioni. L'Eurogruppo si riunirà di nuovo in settimana, ci serve un accordo nei prossimi giorni", ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

13.30 - Continuano gli incontri che ruotano intorno all'Euroguruppo. Le voci si susseguono, ma è difficile dire se oggi si arriverà ad un'intesa definitiva. Il portavoce della Commissione europea ha da poco rilasciato una dichiarazione, che lascia intendere che il piano Tsipras è preso molto sul serio dalle istituzioni. Ecco cosa ha detto Margaritis Schinas alla stampa: "si sta valutando una sola proposta, che è quella che porta la firma del premier greco".

Intanto, da Berlino, il portavoce del governo Merkel, ha spiegato che "solo un accordo con le tre istituzioni (Ue, Bce, Fmi ndr.) può essere la base per una decisione".

Aggiornamento ore 12.00 - Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, è prudente sull'esito dell'Eurogruppo di oggi. A margine di un incontro con il premier ellenico, Alexis Tsipras, il politico lussemburghese ha dichiarato: "Sono stati compiuti progressi nei giorni scorsi, ma ancora non ci siamo. Non so se arriveremo a un accordo oggi".

La crisi greca è giunta davvero al suo capolinea? Si raggiungerà un accordo? E per quanto tempo? Il grexit è un'opzione plausibile e vicina?

Secondo voci che sono arrivate a Blogo da ambienti vicini alla diplomazia greca, non si tratterebbe di un'ipotesi peregrina. Anzi: in Grecia si starebbero preparando alla cosa. Ma è anche vero che di questi tempi, qualsiasi voce sull'uscita della Grecia dall'Euro e dall'Unione Europea è più simile al gossip che alla politica. E quindi ci limitiamo a riportare queste poche righe, ben sapendo che altri ci farebbero i titoloni.

Nel frattempo, i bookmakers hanno riaperto le scommesse sul tema. La BBC ha dedicato alla crisi greca un ottimo speciale che illustra la situazione. Ma non ha risposte definitive. Il rebus sembra di difficile soluzione, anche giornalisticamente, perché ormai ci sembra normale parlare di accordi fra governi nazionali e il potere monetario, e diventa difficile uscire dalla narrazione. Perché la trojka mica ce l'hanno insegnata a scuola nelle ore di educazione civica (quando si studiava, perlomeno). E allora diventa difficile anche solo capirla e spiegarla.

Ma torniamo alla Grecia.

Secondo Politico, Tsipras scommette tutto sul fatto che la decisione di non raggiungere un accordo ora è nelle mani di Merkel, Hollande e compagnia: non potranno nascondersi dietro la trojka.

E dunque, il leader di Syriza spera che tedeschi e francesi bon abbiano il coraggio di assumersi la responsabilità del Grexit. Perché in definitiva non lo vuole nemmeno lui. Un'altra lunga e interessantissima analisi di Politico spiega – ma era già chiaro ai più – come ci siano svariate anime in Syriza. Anime che hanno trovato in Tsipras una crasi pragmatica e coagulante, per il momento, in una posizione politica relativamente moderata, checché se ne dica in giro. Quella di chi si dice convinto che sia possibile rimanere nell'Euro e contemporaneamente porre fine alle politiche di austerità (per capire per quale motivo ciò sembri del tutto irrealistico e privo di fondamento, citofonare Bagnai).

Mettiamo che la scommessa di Tsipras sia corretta. Questo significherebbe che si raggiungerà un accordo, non certo per la cancellazione del debito greco, ma per una sua riduzione. La terza.

Funzionerà? Secondo qualsiasi previsione sì, ma a tempo determinato. Fino a quando, cioè, in assenza di politiche anti-austerità, la Grecia non finirà di nuovo i soldi e dovrà chiedere una nuova rinegoziazione del debito. In una spirale che, a meno di strappi, per il momento sembra non lasciar intravedere vie d'uscita.

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