Ue, Approvata EuNavFor: la missione anti-scafisti

EuNavFor parte la prossima settimana. Ma per distruggere i "barconi" dei trafficanti sarà necessaria l'approvazione dell'Onu

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Approvata, dai ministri degli Esteri Ue, la prima fase della missione navale nel Mediterraneo contro i trafficanti di uomini. La missione, che ha preso il nome di EUNavfor Med, contempla per il momento scambio di informazioni, pattugliamento in mare e vigilanza rafforzata. I primi mezzi saranno dispiegati in una settimana, tuttavia manca una risoluzione Onu a giustificare la totalità dell'operazione, che dunque sarà per il momento limitata.

Federica Mogherini ha accolto con soddisfazione la decisione, che è stata ratificata come "punto A" (senza discussione all'unanimità). A tale riguardo, l'Alto rappresentante Ue ci ha tenuto anche specificare che "l'obiettivo del piano sono i trafficanti, non i migranti". Sulla stessa lunghezza d'onda il nostro ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che, al suo arrivo a Bruxelles, ha definito EuNavFor: "un tassello dell'iniziativa europea".

Le navi, i droni e sottomarini dovrebbero essere dispiegati nel giro di una settimana. Lo scopo ultimo della missione è quello di distruggere i "barconi" nelle acque libiche, ma perché ciò avvenga bisognerà attendere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza. E per arrivare ad una soluzione del genere sarà necessario anche il beneplacito della Russia, con cui però i rapporti dell'Unione Europea sono molto tesi- Ricordiamo che proprio oggi è stato ratificato il prolungamento delle sanzioni, decise con il deflagrare della crisi in Ucraina.

EUNavfor prevede tre fasi. La prima è orientata alla raccolta di informazioni attraverso satelliti droni, intercettazioni elettroniche, agenti sul campo. In questo primo step, la missione sarà incentrata sulla preparazione delle due fasi fasi successive, anche se non sono escluse operazioni di salvataggio.

Le fasi successive sono inerenti alla caccia attiva ai trafficanti, e sarà necessaria di volta in volta un pronunciamento politico della Ue. La seconda riguarda la cattura in acque internazionali, mentre la terza in acque territoriali e interne della Libia (senza escludere azioni sulla costa). Per attivare quest'ultimo stadio, dovrebbe essere imprescindibile non solo una risoluzione dell'Onu, ma anche l'assenso di un governo di unità nazionale libico, la cui formazione non sembra però essere dietro l'angolo.

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