Grecia, ultime notizie: oggi lo sciopero generale, tensioni in piazza | Foto e Video

Grecia, ultime notizie. Sciopero generale contro il governo Tsipras, le tasse e la riforma delle pensioni. Le foto e il video.

12 novembre 2015 - Sciopero generale in Grecia contro l'aumento delle tasse e la riforma delle pensioni, misure austere richieste al governo ellenico dalla Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale che ne stanno verificando l'attuazione per vedere se l'esecutivo Tsipras sta mantenendo le promesse in cambio del piano di salvataggio negoziato nei mesi scorsi.

Per il governo Tsipras è il primo sciopero generale da quando è stato eletto, ma c'è da dire che anche il partito del premier, Syriza, ha invitato i greci a partecipare alle proteste contro l'austerità. E così, per 24 ore, si sono fermati i servizi pubblici inclusi trasporti, scuole, musei, negli ospedali il personale è ridotto, sono stati annullati anche alcuni voli domestici, le banche e le farmacie sono rimaste chiuse e anche la stampa ha aderito allo sciopero indetto dai sindacati. Ad Atene migliaia di persone sono scese in strada per manifestare, dirette a piazza Syntagma, e non sono mancati gli scontri con le forze dell'ordine e l'uso di lacrimogeni.

Il nuovo governo Tsipras e il piano di salvataggio


Grecia Ultime Notizie 12 ottobre 2015

12 ottobre 2015 - Il Presidente della BCE Mario Draghi ha rilasciato ieri un'intervista al quotidiano Kathimerini nel corso della quale ha detto che la Grecia per uscire dalla crisi dovrà pensare a una forma di ristrutturazione del debito, ma per essere credibile deve prima portare avanti il piano di salvataggio che ha concordato con i creditori.

8 ottobre 2015 - Il secondo governo Tsipras ha ottenuto la fiducia con 155 voti a favore su 300. Il Premier ha detto:

"La nostra priorità è di finire entro novembre la prima valutazione del programma di salvataggio per ottenere la ricapitalizzazione delle banche fino alla fine dell’anno e avviare negoziati per la riduzione del debito, poi sarà possibile tornare a crescere, riguadagnando la fiducia degli investitori, e uscire sul mercato nei primi mesi del 2017"

Il governo Tsipras II


23 settembre 2015 - Si è insediato il nuovo governo guidato da Alexis Tsipras. I componenti sono: Ioannis Dragasakis (Vice Primo Ministro), Panayotis Kouroumblis (Interno), Gergios Stathakis (Sviluppo economico), Panagiotis Kannenos (Difesa), Nikos Filis (Istruzione), Nikos Kotzias (Esteri), Nikos Paraskevopoulos (Giustizia), Georgios Katraougalos (Lavoro), Andreas Xanthos (Sanità), Aristidis Baltas (Cultura), Euclide Tsakalotos (Finanze), Panos Skourletis (Ambiente), Christos Spirtzis (Infrastrutture e Trasporti), Thodoris Dristas (Affari marittimi), Evangelos Apostolos (Sviluppo rurale). Sono tutti membri di Syriza eccetto Panos Kammenos che è il leader di Anel (Greci indipendenti).

22 settembre 2015 - Slitta a domani il giuramento del nuovo governo greco, la cui composizione sarà annunciata stasera: a riportare l'informazione ai media ellenici è stato l'ex ministro dell'Interno di Syriza, Nikos Voutsis: non tutti gli incarichi del nuovo esecutivo sarebbero infatti stati decisi.
In particolare, spiegano i media greci, Tsipras vorrebbe riportare Euclid Tsakalatos (firmatario degli accordi del terzo memorandum al posto di Yanis Varoufakis) al ministero delle Finanze ma questi sarebbe però riluttante, e al suo posto potrebbe quindi andare l'ormai ex ministro delle Finanze ad interim Giorgos Chouliarakis.

21 settembre 2015 - Alexis Tsipras ha giurato sulla Costituzione e ha formalmente assunto il nuovo incarico di Governo. Domani presenterà i ministri del suo esecutivo.

20 settembre 2015 – Le nuove elezioni politiche in Grecia (le seconde del 2015. In tutto è la terza volta che i greci sono chiamati alle urne, visto che va conteggiato anche il referendum di luglio), con i loro risultati, fanno ricominciare tutto da dove era finito.

Sì, perché ha vinto Alexis Tsipras con Syriza. Esattamente come a gennaio ma, probabilmente, un po' più al centro.

Risultato molto deludente, invece, per i fuoriusciti di Unità popolare.

Grecia, ultime notizie: i risultati delle elezioni 2015

19 settembre - Si terranno domani le elezioni in Grecia. La sfida alle urne sarà un testa a testa tra Meimarakis e Tsipras, dati quasi alla pari in tutti gli ultimi sondaggi. Determinante sarà anche il fattore dell'astensionismo.

Alexis Tsipras ha rilasciato anche una dichiarazione relativa all'Italia: "Se mi candidassi alle elezioni in Italia probabilmente otterrei un risultato migliore che in Grecia: auguro il meglio ai miei compagni lì. Abbiamo un futuro comune per il quale dobbiamo combattere", ha detto a SkyTg24.

Presente ad Atene anche il leader del partito spagnolo Podemos, Pablo Iglesias: "I greci sono chiamati a scegliere tra un leone e un coniglio: per me eleggeranno ancora il leone Alexis. Dobbiamo lottare fino in fondo per avere un'Europa più democratica e più sociale. I popoli hanno capito che bisogna avere rappresentanti pubblici che difendano la gente ma, purtroppo, la signora Merkel non vuole il cambiamento".

Grecia, ultime notizie. Disoccupazione scende al 24,6%


Ultime notizie Grecia 17 settembre 2015

18 settembre - Mentre anche l'FMI comunica che, indipendentemente dall'esito del voto di domenica, gli aiuti verso Atene non saranno interrotti, così come anche la collaborazione per risollevarne le sorti economiche, ulteriori segnali di normalizzazione, scrive Euronews, sono arrivati dal settore finanziario: su richiesta della banca centrale greca, la Bce ha abbassato a 88,9 miliardi di euro il tetto della liquidità di emergenza ELA.

È la seconda volta da fine giugno, quando gli istituti di credito ellenici erano stati chiusi a causa della fuga dei depositi e tenuti in vita proprio dai fondi della Banca centrale europea.

17 settembre - Mancano tre giorni alle elezioni in Grecia. I sondaggi continuano a indicare una sostanziale parità tra Nea Dimokratia e Syriza, potrebbero essere determinanti i comizi che terranno i rispettivi leader Meimarakis e Tsipras stasera e domani sera.

Nel frattempo, arrivano i nuovi dati sulla disoccupazione in Grecia: il tasso di disoccupati è sceso nell'ultimo trimestre dal 26,6% al 24,6%. Il dato è più basso rispetto allo stesso periodo del 2014, quando il tasso di disoccupazione era del 26,6%.

16 settembre -Vitor Constancio, vicepresidente della Bce, ha dichiarato all’agenzia Reuters che “il periodo è favorevole per smantellare gradualmente i controlli sui capitali in atto in Grecia” dallo scorso mese di giugno. La decisione presa da Tsipras ne ha minata la popolarità che era giunta al 70% e che ora vede il suo partito, Syriza, superato da Nea Demokratia in vista delle elezioni di domenica. Il controllo dei capitali ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla piccola manifattura locale che vive proprio di acquisto di materie prime e semilavorati da esportare. La coincidenza di tempi fra la dichiarazione del numero 2 della Bce e il sorpasso dei conservatori nei sondaggi, non è che l’ulteriore conferma di come la democrazia e la sovranità della Grecia siano nelle mani delle principali istituzioni economiche mondiali, anche se domenica si svolgeranno le seconde elezioni di questo tribolatissimo 2015.

14 settembre - Il Commissario agli Affari economici dell'Unione Europea Pierre Moscovici ha detto che i risultati delle elezioni in Grecia che si terranno ormai tra meno di una settimana non lo preoccupano perché la maggioranza dei partiti appoggia gli accordi raggiunti tra il governo Tsipras e i creditori lo scorso luglio e ci sono possibilità troppo ridotte che ad affermarsi sia uno dei piccoli partiti contrario a tale accordo.

Attesa per il rating S&P

11 settembre 2015 -

Cresce l’attesa per il pronunciamento di Standard & Poor's sulla Grecia. Nel mese di luglio l’agenzia di rating aveva alzato il merito di credito ellenico a CCC+, ma le elezioni in programma per il prossimo 20 settembre rischiano di mettere in discussione la stabilità dell’outlook.

Intanto, secondo il quotidiano ellenico Kathimerini, la Commissione Europea starebbe per stanziare 11 milioni di euro per aiutare la Grecia nella complessa gestione dei flussi migratori provenienti da Turchia, Medio Oriente e Nord Africa. Gli 11 milioni di euro dovrebbero essere così tripartiti: 2,5 milioni di euro alla polizia, 4 milioni di euro alla Guardia Costiera, 4,5 milioni di euro alle strutture di accoglienza.

Varoufakis: "Non sono d'accordo con alcun programma"


Grecia ultime notizie - Varoufakis sui programmi dei candidati

7 settembre 2015 - In occasione della sua partecipazione al Forum Ambrosetti di Cernobbio, l'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha parlato delle imminenti elezioni in Grecia ai microfoni di RaiNews24 e ha ribadito che non sosterrà Alexis Tsipras e Syriza, ormai suo ex partito. L'economista ha detto:

"Non è una questione di alternative. La mia tragedia personale è che non sono d'accordo con nessuno dei programmi politici che ho davanti a me. Tsipras è stato ricattato a luglio ad accettare un progetto che tutti, Schaeuble, Fmi eccetera, sapevano che non poteva funzionare. È stata una sconfitta per la Grecia e per l'Europa. Gli elettori greci si trovano di nuovo davanti a programmi destinati a fallire"

Varoufakis ha anche parlato del problema dei profughi dicendo che l'Europa sta mancando di credibilità e sta fallendo nel fronteggiarlo.

Papandreou non si candida alle elezioni


Grecia ultime notizie - 2 settembre 2015 - Papandreou non si candida

2 settembre 2015 - George Papandreou, ex primo ministro greco e leader del Pasok, ha annunciato oggi che, per motivi finanziari, il suo Movimento dei socialisti democratici (Kidiso) non si candiderà alla elezioni anticipate del 20 settembre.

Da quasi un secolo c'è sempre un membro della dinastia dei Papandreou che si candida alle elezioni, questa è dunque la prima volta in molti anni che non si presenterà nessuno di loro. Ricordiamo che alle elezioni di gennaio vinte da Syriza il movimento di Papandreou prese soltanto il 2,5% dei voti non ottenendo dunque neanche un seggio in Parlamento a causa della soglia di sbarramento posta al 3%.

Si vota il 20 settembre


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28 agosto 2015 - Il presidente della Repubblica greca Prokopis Pavlopoulos ha firmato oggi il decreto che scioglie il Parlamento e ha fissato la data delle elezioni anticipate, che come previsto si terranno domenica 20 settembre.

È di oggi il giuramento della presidente della Corte Suprema ellenica, Vassiliki Thanou, 65 anni, nominata ieri capo del governo ad interim. In alto una foto della cerimonia di giuramento.

Vassiliki Thanou presidente del consiglio ad interim


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27 agosto 2015 - Panagiotis Lafazanis ha riconsegnato oggi il mandato esplorativo ricevuto tre giorni fa dal presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos. La Grecia si avvia alle nuove elezioni - domani dovrebbe arrivare l'annuncio della data - e lo fa con un nuovo primo ministro che assume ad interim l'incarico fino all'insediamento del nuovo governo.

Per la prima volta nella storia della Grecia, il capo del governo (seppur per un solo mese) è una donna: Vassiliki Thanou, presidente della Corte Suprema ellenica. Confermate dunque le indiscrezioni delle ultime ore che vedevano proprio il nome di Thanou favorito per l'interim.

In settimana l'annuncio sulla data delle elezioni

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26 agosto 2015 - È atteso per venerdì l’annuncio delle elezioni in Grecia da parte del presidente Prokopis Pavlopoulos. A rivelarlo è Reuters è stata una fonte ufficiale della presidenza, secondo la quale Pavlopoulos sarebbe intenzionato a nominare un premier ad interim, il giudice della Corte Suprema Vassiliki Thanou, che guiderà il Paese fino al giorno delle elezioni.

La fonte ha precisato all’agenzia di stampa che il calendario potrebbe cambiare nelle prossime ore, ma che l’intenzione del presidente Pavlopoulos è quella di arrivare quanto prima alle elezioni. La data papabile resta quella già emersa a più riprese, il 20 settembre prossimo.

Lafazanis destinato a fallire

Grecia, ultime notizie, 25 agosto 2015

21.35 – Nonostante il tentativo, anche Lafazanis sarà costretto a rimettere il mandato esplorativo nelle mani del Presidente della repubblica ellenica. Dovrà farlo giovedì 27 agosto ed è scontato che fallisca nel tentativo di forare un nuovo esecutivo.

D'altro canto, Tsipras ha rifiutato di andare a colloquio con l'ex compagno di partito, e i numeri sono ancora tutti dalla parte dell'ex Primo ministro.

Non solo: ci saranno, formalmente, anche i tempi tecnici per andare alle urne il 20 di settembre.

Si dimette il segretario di Syriza Tasos Koronakis

Grecia ultime notizie 25 agosto 2015

Martedì 25 agosto 2015 - Tasos Koronakis, segretario di Syriza, si è dimesso dal suo incarico perché si oppone alla linea ufficiale del partito. Nella lettera con cui ha annunciato le dimissioni ha criticato la decisione di Alexis Tsipras di andare a nuove elezioni senza discutere la questione in sede al partito e senza tenere in considerazione quando stabilito dal Comitato Centrale.

Secondo Koronakis le recenti decisioni stanno indebolendo il partito e la strategia negoziale ha fallito. Ma lecritiche riguardano anche Panagiotis Lafazanis e gli altri rappresentanti dell'ala più radicale che hanno lasciato Syriza per fondare Unione Popolare, su di loro Koronakis scrive:

"Sembravano pronti a questo scontro - spesso con comportamenti disdicevoli per il nostro partito - e in ultima analisi a finalizzare la rottura"

Ora ci chi parla di una possibile scissione di Syriza in tre partiti.

Tsipras: "Punto a mandato di 4 anni"


Lunedì 24 agosto 2015

16.30 il leader di Syriza, Alexis Tsipras, in una riunione della segreteria del partito, ha detto che punta "a un chiaro mandato di quattro anni", dopo le probabili prossime elezioni anticipate.

Come riferiscono fonti dell'agenzia ateniese ateniese Ana-Mpa, Tsipras ha aggiunto che è necessario per Syriza "incontrare la società" e che la prossima campagna elettorale non deve trasformarsi in una "guerra civile" all'interno della sinistra. L'obiettivo, per l'ex premier, "è quello di guadagnare la fiducia della gente per attuare un programma di cambiamento progressivo per una graduale uscita del Paese dai controlli e dai memorandum".

Mandato esplorativo a Lafazanis


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24 agosto 2015 – Come prevedibile, Mandato a Meimarakis, Nuova DemocraziaNuova Democrazia ha fallito nel tentativo – più formale che altro – di formare un nuovo governo.

Adesso la legge greca prevede che il Presidente faccia un altro tentativo. E siccome la nuova formazione, Unità popolare, è la terza forza in Parlamento, Prokopis Pavlopoulos dovrà dare il mandato esplorativo a Panagiotis Lafazanis, già Ministro del settore energetico nel governo Tsipras e leader della nuova formazione a sinistra.

Anche questo è un tentativo formale: nessuno scommetterebbe sulla possibilità di Lafazanis di formare un esecutivo. Il voto anticipato è pressoché scontato. L'unico vero dubbio, ora, è sulla data: 20 settembre o 27?

Nel frattempo, Yanis Varoufakis ha fatto sapere che non sarà con Tsipras alle prossime elezioni, non chiarendo però se intenda partecipare come candidato alla tornata elettorale o se invece opterà per un ritorno al mondo accademico.

Mandato a Meimarakis, Nuova Democrazia

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21 agosto 2015, ore 10:03 - Il presidente greco Prokopis Pavlopoulos ha incaricato ieri sera Evangelos Meimarakis, leader di Nuova Democrazia, principale partito di opposizione, di formare un nuovo governo, dopo che il primo ministro Alexis Tsipras ha rassegnato le sue dimissioni. La richiesta presidenziale sarebbe arrivata al leader dell'opposizione via mail poco dopo la mezzanotte ora locale, stando a quanto riferisce l'agenzia stampa ellenica Ana, e Meimarakis si recherà questa mattina al palazzo presidenziale per ritirare l'incarico in forma ufficiale. E' possibile che Memarakis si rivolga anche ai Greci Indipendenti (Anel), alleato di governo di Syriza, il partito del premier dimissionario.

Secondo Ekathimerini il conferimento dell'incarico potrebbe spostare in avanti la data delle elezioni, per ora previste al 20 settembre prossimo.

Le dimissioni di Tsipras

Grecia ultime notizie 20 agosto 2015

19:37 - Alexis Tsipras ha tenuto il suo discorso alla nazione annunciando le dimissioni. Potete leggerlo qui.

15:41 - In questi minuti si è diffusa la notizia delle dimissioni di Alexis Tsipras che porteranno la Grecia a nuove elezioni già il 20 o addirittura il 13 settembre. A riportare queste novità è sia il sito Ekathimerini, sia la tv di Stato Ert, secondo la quale a breve il Premier dovrebbe dare l'annuncio.
Le dimissioni di Tsipras sarebbero la rispota alla spaccatura che si è creata nel suo partito, Syriza, dopo che il terzo piano di salvataggio è stato approvato con i voti dell'opposizione.

20 agosto 2015 - La Grecia ha versato alla Banca Centrale Europea i 3,4 miliardi di euro che doveva restituire entro oggi. Atene ha ottenuto i soldi grazie al terzo piano di aiuti e ha già ricevuto la prima tranche, da 26 miliardi, di un totale di 85 miliardi in tre anni. I ministri delle Finanze dell'Eurozona hanno deciso di erogare subito la prima parte proprio per permettere alla Grecia di saldare il debito che scadeva oggi. I fondi sono stati versati dal Meccanismo Europeo di Stabilità che ieri sera ha approvato l'accordo tra il governo ellenico e i creditori.

La Germania approva il terzo piano di aiuti


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12:30 - Con un’ampia maggioranza il Parlamento tedesco ha approvato il terzo piano di aiuti per la Grecia. A votare a favore sono stati 454 parlamentari, mentre in 113 hanno votato contro e 18 hanno preferito astenenersi.

19 agosto 2015 - Oggi tocca alla Germania. Dopo l’approvazione da parte del parlamento spagnolo del terzo piano di aiuti alla Grecia, oggi sarà la volta del parlamento tedesco. Questa mattina il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha iniziato a introdurre il voto odierno parlato di un “ottimo piano per la Grecia e per l’Europa”.

Il ministro ha spiegato in parlamento che non ci sono garanzie che il piano di aiuti funzionerà, ma che sarebbe da irresponsabili non utilizzare questa opportunità per un nuovo inizio, sottolineando la visione unanime dell’Eurogruppo sul cambiamento in corso in Grecia.

Se la Grecia utilizzerà o meno questa opportunità dipenderà soltanto dai Greci stessi.

All’apertura di Schäuble sta seguendo in queste ore il dibattito in Parlamento, al termine del quale si procederà col voto.

Terzo piano di aiuti approvato dagli spagnoli


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19:30 - Il parlamento spagnolo ha approvato il terzo piano di aiuti alla Grecia che prevede un prestito di 85 miliardi di euro in tre anni. Hanno votato sì sia i conservatori sia i socialisti. Domani voterà il parlamento tedesco: il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha chiesto ai cristianodemocratici di approvare il piano, ma pare che più di un quarto di deputati della Cdu siano intenzionati a opporsi.

18 agosto 2015 - Oggi il governo di Alexis Tsipras ha firmato la prima privatizzazione: in realtà di tratta di un'operazione che era già stata definita dal governo precedente e che Tsipras, dopo la vittoria delle elezioni, aveva congelato. Ora è arrivata l'ufficializzazione: 14 aeroporti regionali sono stati venduti al consorzio tedesco formato da Fraport e Slentel per un ammontare di 1,23 miliardi di euro.

Sempre oggi il segretario del sindacato Genop, Giorgios Adamidis, ha fatto sapere che l'ammontare delle bollette elettriche scadute in Grecia è di due miliardi di euro e di questi un miliardo e mezzo è dovuto da famiglie, mentre le grandi imprese devono alla Ppc (Public Power Corporation) 280 milioni di euro e lo Stato 220 milioni. Ci sono anche le famiglie che hanno cambiato fornitore e che devono altri 300 milioni in bollette scadute alla Ppc. Quest'ultima ha chiesto alla Rae, l'Autorità di regolamentazione del settore energia, di vietare ai clienti di passare ad altri fornitori se prima non hanno pagato tutti gli arretrati.

15 agosto, cosa succede dopo l'accordo?


15 agosto 2015 – «Con queste basi, la Grecia è e rimarra irreversibilmente un membro dell'Eurozona». Lo ha detto Juncker, dopo che l'Eurogruppo di ieri ha approvato l'accordo sugli 86 miliardi di euro in cambio di ampie concessioni e cessioni di autorità da parte del governo greco.

Cosa significhi per i posteri questa affermazione è decisamente difficile da comprendere.

Sappiamo bene che anche il Fondo Monetario Internazionale ha giudicato insufficiente il piano senza un taglio del debito greco. Taglio che, per il momento, è subordinato alle "riforme" che deve fare la Grecia per volere dei suoi creditori. Uso le virgolette, perché è il caso di evidenziare una volta per tutte la parola "riforme", giacché per troppo tempo il marketing politico le ha attribuito una connotazione positiva a prescindere.

Sappiamo anche che la Grecia dovrà agire nel campo delle tassazioni, delle pensioni, delle privatizzazioni, e che tutto questo fa parte integrante del progetto di austerità che si è rivelato l'unico compatibile con l'Unione Europea così come è stata concepita.

E sappiamo che il Paese ha di fatto ceduto la propria sovranità – in maniera "irreversibile" direbbe forse Juncker – ai propri creditori. Il che dimostra, una volta di più, che l'Euro è uno strumento politico. Non una moneta. E che non può esistere altra politica all'infuori di quella dell'austerità, dentro all'Euro. In altre parole, che l'Euro non è compatibile non solo con politiche di sinistra ma anche con politiche diverse da quelle di austerità. Cioè: tagli allo stato sociale, ai servizi pubblici e via dicendo (mascherati da quella retorica del "non si può vivere sopra le proprie possibilità" che, con la sua banalizzazione mistificatoria, convince quasi tutti).

Queste considerazioni valgono non solo per la Grecia, ma anche per il resto dell'Europa.

Internamente, Tsipras dovrà fare i conti con la fine di Syriza, perlomeno tripartita (i fedeli al primo ministro, l'ala radicale, la terza via di Varoufakis). Il che significherà, con ogni probabilità, elezioni anticipate, giacché il governo, oggi, non ha più la maggioranza e se Tsipras chiederà il voto di fiducia dopo il 20 agosto, come annunciato, verrà, sempre con ogni probabilità, sfiduciato.

La parabola di Syriza dimostra ulteriormente, se ce ne fosse ancora bisogno, che sinistra e Euro non sono compatibili.

Resta da chiedersi quando il dibattito si amplierà per uscire dai binari manicheisti sui quali è stato condotto fino a ora. E quando, dunque, da sinistra in Europa, si comincerà a prendere in considerazione la dissoluzione concordata come un punto di programma politico.

Quanto al piano, in molti sono convinti che, semplicemente, non funzionerà.

14 agosto, l'Eurogruppo approva il piano

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22.30 - C'è l'accordo. L'Eurogruppo ha approvato il terzo piano di "aiuti" nei confronti della Grecia.

Adesso, come ha sottolineato anche il Ministro delle Finanze francese e come più volte ribadito dal FMI, sarà necessario ristrutturare il debito greco.

A che prezzo Atene ottiene questa iniezione da 86 miliardi di euro in tre anni? Semplice: cedendo autorità ai propri creditori. Ogni misura politica che possa in qualche modo riguardare il raggiungimento degli obiettivi individuati dalla Troika – viste le premesse, praticamente qualsiasi tema politico rilevante – dovrà essere discussa con la Commissione europea, la Bce e il FMI.

Inoltre si parla di riforme della sanità, dello stato sociale, del sistema pensionistico e delle tassazioni e di uno schema di privatizzazioni. Cosa sarà della Grecia dopo questi tre anni? Staremo a vedere.

19:50 - Secondo alcune fonti greche citate dalle agenzie di stampa al termine della riunione dell'Euro Working Group che ha preparato l'Eurogruppo, se i ministri troveranno l'accordo la Grecia dovrebbe ricevere 13 miliardi di euro come prima tranche del terzo programma di aiuti, seguiti da poi altri 10 miliardi per le banche.

Sembra comunque che vi siano resistenze da parte di alcuni, in particolare sul funzionamento del fondo per le privatizzazioni, i cui target sarebbero considerati troppo bassi.

15:59 - Con una nota la Commissione Ue e la Banca centrale europea hanno sottolineato come il pacchetto di riforme varato stanotte dal Parlamento greco:

"La condizionalità sarà rivista su base trimestrale, prendendo in considerazione i progressi raggiunti. L'accordo è in linea con la dichiarazione dell'Eurosummit del 13 luglio, deve ancora essere approvato al livello politico, ratificato degli Stati, ed avallato dall'Esm"

Il voto di Atene sblocca così aiuti per 85 miliardi di euro, soldi che la Germania vorrebbe venissero amministrati dal FMI, proposta bocciata ed anzi respinta non solo da Atene. C'è da dire che in campo internazionale per Tsipras le cose sembrano andare decisamente meglio.

14 agosto 2015 - Via libera del Parlamento greco all'accordo con i creditori sul terzo piano di salvataggio, da 85 miliardi di euro, dopo una lunga maratona notturna.

Il Parlamento di Atene ha espresso il proprio voto favorevole al piano di aiuti anche grazie al benestare delle opposizioni al governo Tsipras, che ieri sera aveva espressamente chiesto alle Camere di votare il pacchetto di aiuti, mentre il presidente del Parlamento, Zoe Konstantopoulou, era fermamente contrario al piano di aiuto europeo che per la Grecia, che a suo dire prevede nuove misure di austerità.

Yanis Varoufakis ha votato contro il nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia: intervenendo in aula prima del voto, l'ex titolare delle Finanze aveva annunciato di non poter esprimere il proprio appoggio al nuovo piano di salvataggio perchè pensa non possa funzionare in alcun modo, rimettendo nelle mani di Tsipras anche il suo mandato parlamentare.

La palla si sposta ora all'Eurogruppo, in programma oggi alle ore 15: la Germania chiede di far valere le proprie ragioni, ribadendo la disponibilità di un prestito ponte ad Atene, proposta respinta dal premier greco che paventa l'ennesimo baratro recessivo qualora accettasse una cosa del genere.

22.00 - Fonti locali hanno anticipato che il dibattito plenario che anticiperò le operazioni di voto non inizierà prima di mezzanotte.

13 agosto 2015 – La tensione fra la Grecia e la Germania continua, e ci sarebbero state addirittura urla al telefono fra Merkel e Tsipras, secondo la Bild. La cancellera continuerebbe a voler un prestito ponte, prima degli aiuti. E comunque, la germania continua a insistere sul fatto che non ci sarà alcun "taglio del debito". Ormai è una questione di principio, sembra.

Quel che si sa per certo è che oggi il Parlamento greco deve votare per il terzo "salvataggio" che dovrebbe consentire i pagamenti del 20 agosto e quindi l'attuazione del piano concordato nel famigerato Euro Summit del "waterboarding mentale".

Dopodiché, domani l'Eurogruppo ratificherà – salvo sorprese dai falchi tedeschi. Diciamolo pure: improbabili – e per un po' la situazione dovrebbe stabilizzarsi.

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12 agosto - Secondo il portavoce del governo tedesco, Steffen Siebert, l'accordo raggiunto in settimana tra la Grecia e i creditori internazionali "va nella giusta direzione". Berlino dovrebbe far conoscere entro il weekend la propria posizione, ma Seibert ha aggiunto che

il governo greco è stato costruttivo e orientato al risultato nei colloqui con le istituzioni. I negoziati sono avvenuti in un'atmosfera mai vista nei mesi precedenti.

Da parte sua Alexis Tsipras si è detto fiducioso riguardo all’accordo raggiunto ieri. Il premier greco ha parlato dopo la presentazione al Parlamento della bozza di intesa con Ue, Bce, Fmi ed Esm e non ha mancato di sottolineare il fallimento di coloro che avevano “un piano nascosto per ristrutturare l'eurozona servendosi della Grecia”.

11 agosto 2015 – Grecia e creditori hanno raggiunto un accordo. Dopo una lunga maratona di 23 ore

«finalmente abbiamo una fumata bianca», ha spiegato un funzionario del ministero delle finanze. «È stato raggiunto un accordo, mancano solo alcuni dettagli minori».

Secondo gli scenari previsti, il deficit primario di bilancio dovrebbe essere lo 0,25% del PIL nel 2015, poi ci dovrebbe essere un surplus dello 0,5% nel 2016, dell'1,7% nel 2017 e del 3,5% nel 2018.

Verrà creato un fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi di euro (verrà utilizzato per ricapitalizzare le banche e ridurre il debito) e si è trovato un accordo per deregolare il mercato del gas naturale in Grecia.

Il parlamento greco dovrà approvare i termini dell'accordo giovedì. Venerdì, quindi, dovrà esserci un Eurogruppo per ratificare l'accordo in tutta l'eurozona.

Grecia, 10 agosto: si tratta per l'accordo

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18.00 - Mentre l’accordo tra Atene ed ex Troika rischia di non arrivare nemmeno nella giornata di domani, l'Halle institute for economic research (Iwh), diffonde uno studio in cui si sostiene che la Germania si è ampiamente giovata della crisi ellenica.

Secondo, l’istituto tedesco i conti pubblici tedeschi sono in ottima salute perché 100 miliardi di euro di risparmi sono stati ottenuti, tra 2005 e 2010, grazie al calo dei tassi di interesse prodotto alla crisi del debito.

Per l’Iwh, gli investitori preferiscono andare sul sicuro. Per questa ragione hanno acquistato in massa titoli di Stato tedeschi, determinando una flessione dei rendimenti: “Ogni volta che ci sono state cattive notizie sulla Grecia, i rendimenti sui titoli tedeschi scendevano”.

I minori esborsi per le casse di Berlino sono stati così pari ad una somma di oltre il 3% del pil. Risparmi, questi, che superano gli 86 miliardi necessari per il terzo salvataggio di Atene. Dunque, gli esborsi compenserebbero di gran lunga le perdite che si avrebbero nel caso in cui la Grecia non riuscisse a ripianare i debiti.

Si legge dallo studio: “Il pareggio di bilancio tedesco si deve in gran parte al risparmio sui tassi interesse dovuto alla crisi del debito”. Ecco che allora è lecito affermare che “la Germania in ogni caso ha tratto vantaggio dalla crisi greca”.

10 agosto - La Germania frena sull’accordo tra Grecia e creditori internazionali. Come riportato da Reuters, Steffen Seibert, portavoce della Cancelliera Angela Mekel, ha sostenuto che la priorità non è chiudere rapidamente, ma in maniera opportuna.

A tale riguardo Seibert, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato che “un accordo completo è più importante di un accordo veloce. Una conclusione rapida dei negoziati sarebbe auspicabile, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di un programma di tre anni. Pertanto la completezza supera la rapidità".

Tuttavia i tempi stringono, perché l’accordo andrà ratificato da alcuni paesi europei, tra cui Germania e Grecia. Così, come pronosticato dal quotidiano Kathimerini, l’idea del premier ellenico, Alexis Tsipras, potrebbe essere quella di portare il piano in Parlamento al massimo il 18 agosto; e di ricevere l’approvazione entro il 20 (data in cui scade la prossima rata del debito). Il governo dovrà fare leva anche sui voti dell’opposizione, visto che Syriza rimane spaccata.

Il testo che giungerà in Parlamento contemplerà due articoli. Il primo sarà inserente al contratto di mutuo e al memorandum d'intesa, mentre il secondo conterrà le azioni precedenti.

Intanto, secondo fonti di Atene, un vertice dei ministri delle Finanze dell’Eurozona sarebbe stato fissato per venerdì 14 agosto, con lo scopo di "convalidare" il risultato delle negoziazioni.

9 agosto - Il governo greco punta a chiudere entro martedì l'accordo con i creditori sul pacchetto di aiuti. A riferirlo è Bloomberg che cita funzionari vicini alle trattative. Se si riuscisse a chiudere entro le prossime 48 ore, ci sarebbe abbastanza tempo per i Parlamenti dei singoli Stati per ratificare l'intesa prima della scadenza del 20 agosto del prestito Bce. Le trattative tra Atene e i creditori avrebbero fatto passi avanti in questi ultimi giorni e si starebbe definendo il pacchetto di riforme per confermare gli aiuti.

8 agosto - I creditori della Grecia hanno trovato un accordo su un pacchetto di riforme che Atene deve attuare nei prossimi tre anni per sbloccare il prossimo pacchetto di aiuti. A darne notizia è la tedesca Faz, che spiega come l'intesa verrà discussa con il governo greco nel fine settimana e sarà poi presentata ai vari stati dell'Unione Europea. Questo accordo è quello che dovrebbe consentire lo sblocco degli aiuti dal 20 agosto, anche se è noto come ci siano parecchie riserva da parte della Germania.

7 agosto - Per la seconda seduta consecutiva la Borsa di Atene ha chiuso in leggero rialzo: l'indice principale ha segnato un aumento finale dell'1,45%% con il settore del credito ancora debole (Eurobank -8%). Qualche tensione sui titoli di Stato: il rendimento del bond a due anni sale di 30 punti base, quello a dieci anni di 4 'basis point'.

Intanto Alexi Tsipras ha lanciato un appello all’Ue sul tema dell’immigrazione. Nel solo mese di luglio sono arrivati in Grecia quasi 49.550 migranti, una cifra record superiore ai 41.700 giunti in tutto il 2014. In totale sono 130.500 gli arrivi nei primi sette mesi dell’anno. “È l'Ue della solidarietà o quella che cerca di proteggere i suoi confini?” ha chiesto provocatoriamente il premier greco.

Prende piede l'ipotesi di elezioni anticipate

17.35 - Per il primo giorno dopo la riapertura dei mercati, la borsa di Atene ha chiuso in rialzo, del 3,6%. Un bel passo in avanti rispetto al -19% medio degli ultimi tre giorni. Rimbalzo per alcuni titoli bancari (National Bank +27%, Eurobank +17%).

6 agosto - Prende piede l'ipotesi di elezioni anticipate in Grecia, stante la situazione ormai ingestibile della maggioranza Syriza-Anel in parlamento. Una maggioranza che di fatto non c'è più, visto anche che l'ala sinistra del partito di Tsipras ha affermato di voler votare "no" anche al nuovo accordo da prendere con la Troika entro lunedì prossimo, per ottenere il nuovo prestito dopo il 20 agosto.

Accordi che saranno sicuramente siglati dall'asse Syriza (una parte), To Potami, Pasok e ND. Ma questa non può essere una maggioranza organica di governo, e dal momento che i sondaggi continuano a dare Syriza attorno al 40% l'ipotesi di andare a elezioni anticipate in autunno sembra sempre più concreta.

Intanto Tsipras prova la missione più difficile: spargere un po' di ottimismo. "L'accordo con l'ex troika è in dirittura di arrivo e permetterà di mettere fine alle incertezze sul futuro del paese e dell'eurozona. Il Fmi ha però fatto sapere che fino all'autunno non si prenderanno decisione riguardo una nuova partecipazione dell'ente al piano di salvataggio.

L'accordo Grecia-Troika entro lunedì

18.00 - Anche Alexis Tsipras interviene sulla questione della fine dei negoziati. A tale riguardo ha dichiarato: “I negoziati tra la Grecia e i creditori sono sul rettilineo finale. E la loro conclusione positiva servirà a riportare serenità ad Atene e nell'Eurozona".

Intanto il tempo rimasto a disposizione è poco. Ricordiamo che il 20 agosto scade il prestito da 3,5 miliardi della Bce, e senza nuovi aiuti finanziari Atene andrebbe incontro a sicuro default.

Il piano a cui sta lavorando l’esecutivo greco con l'ex Troika prevede una lunga serie di riforme in cambio di prestiti per 86 miliardi (di cui 25 da sbloccare celermente). Buona parte di questa somma serve a ricapitalizzare le banche, che anche oggi stanno perdendo il 20% in Borsa.

Facciamo presente che l’intesa tra Ue,Fmi,Bce e Atene deve essere raggiunta entro il prossimo lunedì, perché è necessaria l’approvazione di alcuni Parlamenti europei. Tra questi ci sono anche quello ellenico e quello tedesco.

Molto probabilmente Tsipras, per ottenere l’ok del Parlamento, sarà costretto ad appoggiarsi nuovamente ai voti dell’opposizione. Ciò avvicina le elezioni anticipate, come ribadito dal portavoce del governo ieri: "in autunno il paese potrebbe andare alle urne”.

5 agosto 2015 - Il ministro delle Finanze ellenico, Euclid Tsakalotos, ha detto che i negoziati fra Atene ed i creditori devono chiudersi entro questa settimana. L’economista subentrato a Varoufakis lo ha ribadito dopo la seconda tornata di colloqui sulla ricapitalizzazione degli istituti di credito.

Il governo Tsipras ha presentato ai rappresentanti della ex Troika e del Esm (Fondo Salva Stati) la propria proposta circa la questione dei crediti inesigibili, sia per i prestiti commerciali che per i mutui. L'obiettivo è la stabilizzazione del sistema bancario.

Intanto, però, gli istituti di credito greci registrano in borsa un nuovo avvio di giornata molto negativo: il listino principale cede il 2%, Alpha bank perde 29,5%, Pireus 27,5%, Eurobank 15,4%.

La borsa di Atene chiude col -1,20%


4 agosto- Anche il secondo di contrattazioni della Borsa di Atene dopo la chiusura di cinque settimane si è aperto con un forte passivo: ieri l’indice Ase aveva chiuso con un –16%, oggi l’apertura è stata al –4,62% e la chiusura al -1,20%. Le banche hanno fatto registrare un – 30%, un valore simile a quello registrato ieri.
La Banca Nazionale Greca capitalizza ormai meno della sua controllata turca, mentre l’unica sorpresa è rappresentata dai titoli di stato ellenici.

Intanto i tecnici finanziari greci puntano a raggiungere un accordo definitivo con i creditori internazionali entro il 18 agosto, in modo che si possa firmare il nuovo Memorandum entro il 20 dello stesso mese. A riferirlo è il quotidiano To Vima che cita fonti governative.

La Borsa di Atene dopo cinque settimane riapre con un - 16%

3 agosto, 17.28 - La borsa di Atene ha chiuso la prima giornata di riapertura in negativo del 16 per cento. Si tratta di un nuovo record negativo dopo che all’inizio della giornata il calo era stato del 23 per cento. A perdere è stato soprattutto il comparto bancario, che ha perso il 30%, il massimo possibile. Un nuovo piano di salvataggio dovrà essere messo a punto tra governo e troika entro il 20 di agosto.

3 agosto - Riaprono le borse in Grecia e non sembra esserci alcun ottimismo sui mercati per quanto riguarda la situazione in cui versa Atene. A cinque settimane dalla chiusura, la borsa ha fatto segnare un calo record del 23%, ribassi soprattutto sui titoli bancari come Piraeus Bank e National Bank of Greece che perdono il 30%. Stando a quanto si legge sul Sole 24 Ore, il crollo dei bancari è causata dalla loro necessaria ricapitalizzazione per 25 miliardi. Fondi da trovare con le privatizzazioni e nei confronti delle quali, evidentemente, non c'è molto fiducia.

Nel frattempo il Corriere della Sera parla della "riapertura più surreale della storia del capitalismo".

Oggi finalmente il listino torna a funzionare, ma lo farà entro una sorta di campana di vetro. I greci potranno comprare e vendere azioni di società quotate ad Atene, ma non trasferire fondi dai propri conti bancari ellenici per acquistare titoli sulla Borsa del loro Paese. Solo a chi opera dall’estero sarà permesso di muoversi liberamente, per tutti gli altri investitori vale invece un vincolo più serrato di quello in vigore sul resto dell’economia: persino ora, in pieno regime di controlli di capitale, i greci possono comunque pagare un prodotto nazionale, una prestazione di lavoro o le tasse tramite un bonifico via Internet.

Grecia, ultime notizie: per Varoufakis "la Troika arriverà a Parigi"

2 agosto - Non finisce di far parlare di sé Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle Finanze greco secondo il quale Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, avrebbe intenzione “di imporre dovunque la troika: a Madrid, a Roma, ma soprattutto a Parigi”. Secondo Varoufakis, intervistato da El Pais, l’ambizione del “falco” Schaeuble è quella di escludere la Grecia dall’Eurozona e, in un secondo tempo, vincolare Spagna, Italia e Francia ai diktat che Bce, Fmi e Commissione Ue hanno imposto solamente ai Paesi in crisi. Secondo Varoufakis l’accordo dell’Eurosummit del 12 luglio è programmato per fallire e il piano di Schaeuble prevede la Grexit come tappa imprescindibile per riuscire a incutere timore e portare la Troika a Madrid, Roma e alla “destinazione finale”, Parigi.

1 agosto - La borsa di Atene riaprirà lunedì 3 agosto, dopo un mese e una settimana di chiusura. La riapertura non sarà però completa, visto che ci sarannO delle limitazioni per gli investitori locali. Secondo la portavoce della borsa di Atene non ci sarà alcun limite sulle transazioni operate per gli investitori stranieri. La soglia oltre la quale scatterà la sospensione per eccesso di rialzo o di ribasso verrà inoltre abbassata rispetto al precedente 30%.

31 luglio - Dopo le polemiche innescate da Varoufakis, Alexis Tispras ha detto di non avere mai avuto piani mirati a portare la Grecia fuori dall’euro, ma ha preparato un piano di emergenza qualora fossero falliti i negoziati con i creditori. Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha confermato quanto era nell’aria, vale a dire che non parteciperà al nuovo salvataggio senza un accordo sulla ristrutturazione del debito.

La cifra del terzo pacchetto d’aiuti era stata fissata tra 82 e 86 miliardi di euro, ma comprendeva anche la partecipazione del FMI che si è chiamato fuori. La cifra potrebbe quindi essere rivista al ribasso.

Intanto Tsipras ha chiesto un congresso straordinario di Syriza per settembre, in modo da stabilire una linea da proporre ai creditori. È saltato, invece, il referendum di domenica che Tsipras avrebbe voluto all’interno del proprio partito, per valutare i favorevoli e i contrari all’accordo con l’Ue.

30 luglio, 21.04 - Il Fondo monetario internazionale continua a insistere sulla necessità di ristrutturare il debito greco, compito che spetta ai paesi dell'area euro. Stando a quanto riporta Bloomberg, un funzionario del Fmi ha sostenuto come il board non possa finanziare la Grecia senza un taglio del debito, ma che sia necessario renderlo sostenibile sul medio termine. Per questo sono necessarie anche ulteriori riforme da parte del governo.

30 luglio - Tsipras potrebbe tentare di nuovo la strada del referendum, questa volta però a essere interpellati non saranno i cittadini greci ma gli esponenti del partito. L'obiettivo è quello di ricompattare Syriza, provata dalle drastiche misure imposte dalla Troika: "Propongo di convocare un Congresso straordinario per discutere la strategia da seguire, come partito di sinistra al governo, di fronte alle condizioni imposte dal salvataggio. (...) Le posizioni di chi non accetta l'analisi del governo sono rispettate, in questo caso suggerisco al partito di fare un referendum su questa questione cruciale".

Varoufakis: "Il software dell'Agenzia delle Entrate era sotto il controllo della Troika"


14.30- Specifichiamo che rispetto alla vicenda del metodo di pagamento parallelo, che Yanis Varoufakis avrebbe pensato di attuare nel caso in cui il sistema bancario fosse stato chiuso durante le trattative a Bruxelles, emergono nuovi particolari.

Nella telefonata pubblicata da khatimerini, nella quale l’ex ministro delle finanze ellenico parla della sua strategia per uscire dalla moneta unica, viene ribadito che quando un esperto di informatica prova ad entrare nel sistema delle agenzie delle Entrate (dove sono presenti i conti correnti di tutti i cittadini greci) si rende conto che si può intervenire sull'hardware, ma non sul software. Per quale motivo? A detta di Varoufakis, il secondo sarebbe di proprietà della Troika.

Ci troveremmo, dunque, difronte ad una enorme violazione di sovranità, capace di inficiare la trattativa sin dall’inizio, così come l’elaborazione di un eventuale “piano B” per uscire dalla moneta unica. Ed ecco anche spiegato perché si sarebbe dovuto hackerare segretamente le password utilizzate dai greci per accedere agli account fiscali online.

Varoufakis , se il Parlamento voterà a favore, potrebbe venire processato dalla Corte Suprema per aver tentato di violare il sistema delle Entrate dello Stato greco. Il procuratore ha già inoltrato una richiesta di citazione in giudizio. Ma se fosse vero quello che lui stesso afferma, e che ha fatto in modo di diffondere, un eventuale procedimento a suo carico potrebbe diventare un caso internazionale. E forse ciò non converrebbe a nessuno, visto anche la situazione di grande incertezza in cui versa il paese.

Intanto, da Bruxelles, la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, si è limitata a dire che ciò che sostiene Varoufakis: “E’ falso, infondato”.

Comunque, nello specifico, ecco cosa dice l’ex ministro nella telefonata:

"Ma la lascia che ti racconti – questa è una storia parecchio storia affascinante – quali difficoltà mi sono trovato davanti. Il Segretariato Generale delle Entrate Pubbliche del mio ministero è controllato completamente e direttamente dalla Troika. Non era sotto il mio controllo di ministro, né del mio ministero.. Era controllato da Bruxelles. Il Segretariato Generale è infatti rigidamente impostato da un dispositivo controllato dalla Troika. È come se le entrate fiscali della Gran Bretagna fossero controllate da Bruxelles [...] Ho chiamato un vecchio amico, un amico di infanzia, ora professore all IT della Columbia University, perché mi fidavo di lui e pensavo che lui potesse farcela. Ad un certo punto, una settimana dopo, mi chiama e mi dice “ Sai cosa? Io controllo le macchine, controllo l'hardware, ma non il software... il software appartiene alla Troika. Che si fa?” Quindi ci siamo visti e lui mi ha detto “Senti, se chiedo a loro il permesso per implementare il programma, la Troika saprà subito che stiamo pensando ad un piano parallelo”. Ed io “ no, non possiamo svelare il piano in questa fase [...] Quindi abbiamo deciso di entrare come un hacker nel mio ministero per copiare il codice del programma dei sistema di pagamento delle tasse e trasferirlo nel suo ufficio per studiarlo e implementare il sistema parallelo. Ed eravamo pronti ad avere l'autorizzazione dal primo ministro quando le banche sono state chiuse

29 luglio 2015 - Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, si è detto ottimista sulle discussioni sul terzo salvataggio per la Grecia e ha spiegato alla radio Europe 1 che le condizioni sono buone e che il rischio che la Grecia esca dall’eurozona è ormai svanito.

Ci siamo lasciati Grexit alle spalle.

Grecia, Bloomberg: "La borsa potrebbe riaprire domani"

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17.00 - Secondo le indiscrezioni di stampa raccolte dall'agenzia Bloomberg, la Bce avrebbe dato l'assenso alla riapertura della Borsa di Atene, chiusa dal 29 giugno, in conseguenza alle misure sul controllo dei capitali.

Ora toccherebbe al ministero delle Finanze presentare un decreto per riattivare le contrattazioni con restrizioni per gli investitori locali. Queste notizie ovviamente vanno prese con le molle, visto la situazione generale in Grecia.

Il Piano Segreto di Varoufakis


14.00 - Secondo quanto riportato dal giornale greco Kathimerini, il capo del segretariato generale per i Servizi informatici (Gsis) del ministero delle Finanze greco, Michalis Hatzitheodorou, ha smentito qualsiasi coinvolgimento nel piano dell’ex ministro Varoufakis per elaborare a un sistema di pagamenti parallelo.

In una nota diffusa dal Gsis, si nega qualsiasi intervento e viene ribadito che sono state sempre messe in atto tutte le procedure che tutelano la sicurezza dei dati personali degli utenti.

28 luglio 2015 - In un audio pubblicato sul sito dell’Official Monetary and Financial Institutions Forum (OMFIF), si apprende che l'ex ministro delle finanze ellenico, Yanis Varoufakis, aveva "un piano B" . Ovvero, introdurre un metodo di pagamento parallelo, che prevedeva l'assegnazione di un codice bancario e fiscale ad ogni contribuente e società per gestire il passaggio ad una nuova moneta. Ciò sarebbe stato necessario nel caso in cui il sistema bancario fosse stato chiuso.

Varoufakis ha spiegato, con tono accademico, la sua strategia ad un gruppo di fund manager di Londra. Nell'audio viene anche confermato che Alexis Tsipras era d'accordo con questa ipotesi:

"Il primo ministro, prima che vincessimo le elezioni, mi aveva dato il disco verde per formulare un piano B. Io ho messo in piedi un piccolo team che avrebbe dovuto lavorare sottotraccia per ovvie ragioni"

A capo del gruppo anonimo, secondo quanto riferito da Voroufakis, c'era il noto economista statunitense keynesiano, James Kenneth Galbraith. Quest'ultimo, insieme all'allora ministro delle Finanze greco, aveva pensato a un sistema di pagamento ombra, nel caso in cui i bancomat non avrebbero più funzionato. In poche parole, l’agenzia delle entrate avrebbe reso possibile, attraverso un pin fornito a chi era debitore di denaro (Stato o soggetti privati) di trasferire le somme in “formato digitale” (nominalmente in euro).

Sul sistema di pagamento parallelo l'ex ministro ha aggiunto:

"Avremmo potuto estendere il sistema agli smartphone con un’app e sarebbe potuto diventare un funzionale meccanismo finanziario parallelo: al momento opportuno sarebbe stato convertito nella nuova dracma"

Galbraith, per parte sua, in un post apparso sul blog blog di Varoufakis ha confermato tutto: "Ho lavorato cinque mesi, da febbraio ai primi di luglio, a stretto contatto con Varoufakis ed ero parte del gruppo che ha elaborato piani alternativi contro tentativi di asfissiare il governo greco, compreso azioni aggressive per spingere il Paese ad abbandonare l’euro".

Le registrazioni, pubblicate con il consenso di Varoufakis, hanno scatenato le proteste di tutti i partiti di opposizione che ora chiedono un immediato chiarimento in Parlamento.

Avviati nuovi colloqui con i creditori


Grecia, ultime notizie di lunedì 27 luglio 2015

13:30 - Aveva ragione l'agenzia AFP: i nuovi negoziati tra la Grecia e i suoi creditori sono cominciati oggi. Una portavoce della Commissione europea ha comunicato che i rappresentanti di UE, FMI, BCE ed ESM sono già ad Atene per discutere il memorandum relativo al terzo pacchetto di aiuti. La portavoce ha anche detto che la Commissione si aspetta più riforme per consentire un rapido esborso della prima tranche del nuovo pacchetto di aiuti.

27 luglio 2015 - La Grecia si prepara ad affrontare i nuovi colloqui con i creditori sul terzo piano di salvataggio da 86 miliardi. Tra oggi e domani sono attesi ad Atene i funzionari di Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e fondo salvastati. Secondo l'agenzia francese AFP i colloqui potrebbero cominciare già oggi, invece Bloomberg pensa che l'avvio sia fissato per domani. In ogni caso l'accordo raggiunto con le istituzioni europee dovrà essere votato dal Parlamento greco e da quello di altri sette Paesi dell'Eurozona e tutto deve avvenire entro il 20 agosto, data fissata per il pagamento da 3,2 miliardi di euro della Grecia alla BCE.

Intanto la Borsa di Atene, che avrebbe dovuto riaprire i battenti oggi, resta chiusa perché la BCE ha respinto la richiesta di riaprire il listino senza restrizione per i trader greci e stranieri. Secondo Bloomberg nelle prossime ore sarà firmato un decreto ministeriale con le indicazioni su alcune restrizioni temporanee sull'uso del denaro dai conti bacari greci per gli scambi in Borsa.

Ricordiamo che la Borsa di Atene è chiusa dal 29 giugno, stesso giorno in cui furono chiuse anche le banche greche che però hanno riaperto una settimana fa.

Il prossimo passo della Germania: equilibri difficili per Angela Merkel


grecia-ultime-notizie-24-luglio-2015

24 luglio 2015 - Sono passate più di 24 ore dal voto del parlamento greco sul secondo pacchetto di misure concesse ai creditori europei.

Il sito Politico.eu racconta che, dopo tanti giorni convulsi, anche in Germania è il momento dei commenti sulla strategia tenuta da Angela Merkel nei confronti della Grecia. La cancelliera si concede le vacanze estive dopo aver dovuto fare da arbitro tra Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze, e Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e ministro dell'economia.

Il voto del Bundestag sulla Grecia ha visto diversi colleghi di partito di Angela Merkel (ben 65) voltarle le spalle. Gabriel, che è anche il leader del Partito Socialdemocratico, ha accusato Schäuble di aver presentato il piano di "Grexit temporaneo" senza l'approvazione del partito. Insomma, la delicata situazione tedesca potrebbe condizionare i prossimi passi della negoziazione col governo Tsipras.

Sarà ancora Wolfgang Schäuble a giocare un ruolo decisivo: in Germania, stando ai sondaggi, è più apprezzato della stessa Merkel. Approfittando di questa posizione vantaggiosa, Schäuble ha fatto capire che potrebbe arrivare a dimettersi nel caso non riuscisse a portare avanti il suo piano: il ministro delle finanze si oppone nettamente alla possibilità di altre concessioni alla Grecia. Merkel sarà dunque a breve chiamata a gestire una situazione molto complessa, con gli occhi puntati dei suoi cittadini, del partito, degli interlocutori internazionali e ovviamente della Grecia.

Il Parlamento vota sì al secondo pacchetto di misure

Grecia, ultime notizie, 23 luglio 2015

23 luglio 2015 - E' arrivato alle 3.20 di questa notte (ora italiana) il secondo voto del parlamento greco sulle misure di austerity: dopo un lungo dibattito in aula, i deputati hanno votato sì al secondo pacchetto di riforme richiesto dai creditori europei. I "sì" sono stati 230, i "no" 63. Per Alexis Tsipras l'ennesima conferma delle difficoltà di avere una stabile maggioranza all'interno del suo partito: questa volta sono stati 36 i membri di Syriza a votare contro il pacchetto di riforme. Così come è accaduto per il primo voto, quello del 15 luglio, la vittoria del "sì" è stata larga solo perché i partiti all'opposizione hanno votato a favore delle misure di austerità.

Grecia, il dibattito in Parlamento prima del secondo voto

Grecia, ultime notizie, 22 luglio 2015

21.30 - La discussione in Parlamento prosegue a rilento e stando a quanto riferisce l’agenzia greca Athens News Agency, il voto non arriverà prima delle 2 del mattino, le 3.00 in Grecia.

Zoi Konstantopoulou, Presidente del Parlamento ha precisato che una lettura sommaria delle riforme in esame richiederebbe oltre 32 ore di tempo. Ci si aspetta, invece, un voto nel giro di una manciata di ore.


21.00 - Il dibattito è iniziato.

19.50 - La discussione in Parlamento che anticipa il voto sulle seconda serie di riforme economiche non è ancora iniziata e a questo punto non è chiaro se la votazione slitterà o a domani o se si riuscirà a fare tutto in serata.

Intanto decine e decine di persone si sono riunite in piazza Syntagma ad Atene, davanti al Parlamento, per manifestare contro l’austerità e le riforme imposte dall’Europa.





14.35 - Le ultime indiscrezioni in arrivo dalla Grecia anticipano che il Parlamento inizierà il dibattito finale non prima delle 19.00, ora italiana. Il voto, quindi è atteso qualche ora dopo, probabilmente verso mezzanotte come già anticipato questa mattina.

Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e monetari, si è detto fiducioso che questo secondo pacchetto legislativo venga approvato entro stasera, anche se visto lo slittamento della discussione finale il rischio di un rinvio a domani, nonostante i tempi molti stretti, sembra molto probabile.

22 luglio 2015 - A poche ore dal voto di oggi sul nuovo codice di procedura civile e sull'applicazione della BRRD, dalla Germania arriva un nuovo monito ad Atene. Gunther Krichbaum, presidente della Commissione Affari dell'Unione europea del parlamento tedesco, ha dichiarato al Bild:

Stiamo guardando con attenzione al fatto che Atene non soltanto adotti le riforme, ma che le implementi. La Grecia deve onorare le condizioni, altrimenti i soldi non potranno circolare.

Questa mattina sono iniziate le discussioni in vista del voto, discussioni che continueranno fino al dibattito finale in programma per stasera. Il voto, secondo la stampa locale, dovrebbe tenersi intorno alla mezzanotte, ma tutto dipenderà dalla piega che prenderanno le discussioni odierne.

Due, come dicevamo in apertura, le misure al voto oggi: l’adozione di un nuovo codice di procedura civile al fine di velocizzare i processi e ridurre i coste e l’inserimento della Bank recovery and resolution directive (BRRD) nel sistema legislativo greco.

Grecia, verso il voto di mercoledì

Grecia, ultime notizie, 21 luglio 2015

21 luglio 2015 – La Grecia ha pagato le rate dovute (3,5 miliardi alla BCE e 2 miliardi di euro all'FMI), grazie al prestito ponte. Il voto di domani riguarda il nuovo codice di procedura civile e l'applicazione della BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive).

Questo significa che sono state stralciate, per il momento, e che saranno sottoposte a votazione successiva, le nuove misure sulle tasse e sulle pensioni. La mossa è chiaramente stata fatta per evitare che il governo patisca nuove defezioni e per contenere il dissenso interno a Syriza.

Successivamente, si dovrà parlare con i rappresentanti di FMI, BCE, Commissione Europea e ESM che, secondo Kathimerini, sono già ad Atene. L'obiettivo è quello di chiudere la pratica delle trattative in tempo per la nuova rata del 20 agosto (3,7 miliardi di euro dovuti alla BCE).

Sarà un mese molto caldo, anche se l'attenzione mediatica è andata scemando.

Grecia, ultime notizie

19 luglio 2015 – Un'altra domenica greca con la prospettiva di un lunedì a banche chiuse. Tsipras dovrà fronteggiare la parte più seria delle votazioni in parlamento. Mercoledì 22 luglio bisogna iniziare ad approvare le riforme imposte dall'accordo dell'Euro summit.

La sinistra di Tsirpas è ancora in pressing sul premier perché questi non implementi le misure d'austerità. Lo ritengono ancora possibile e doveroso.

Ma è altamente improbabile che ciò accada.

18 luglio 2015 – Il Grecia, rimpasto di governo «è stato limitato, e la reazione di Tsipras nei confronti dei dissidenti minima perché le elezioni sono inevitabili», ha detto Pavlos Haikalis (deputato dei Greci indipendenti, diventato vice ministro della sicurezza sociale) al Guardian. «Ora è ostaggio dei dissidenti da una parte e delle opposizioni politiche che hanno supportato il voto al programma dall'altra. È una cosa che non può durare a lungo».

Sul fronte europeo, invece, approvato ipl prestito ponte da 7 miliardi che Atene userà per ripagare le rate non onorate all'FMI e per restituire i soldi già dovuti alla BCE (la frase meriterebbe un commento circa l'opportunità di rompere questo circolo vizioso), ci si prepara a trattare ufficialmente per il piano di "salvataggio" da 86 miliardi di euro. Come dicevamo, è tutto appena cominciato.

C'è una domanda un po' provocatoria che va fatta: come potrà incidere, un eventuale nuovo governo dopo elezioni, se le politiche sono comunque imposte dall'Eurogruppo?

Grecia, rimpasto di governo

Grecia ultime notizie - Tsipras, rimpasto di governo

17 luglio 2015 – Si è comsumato il rimpasto di governo in Grecia.

Tsipras. Di fatto, Panagiotis Lafazanis è stato sostituito con l'ex ministro del lavoro, Panos Skourletis. E la dimissionaria Nadia Valani (vice-ministro delle finanze) è stata sostituita da Trifon Alexiadis.

George Katrougalos, già alle riforme amministrative, diventa il nuovo Ministro del lavoro.

Christoforos Vernardakis diventa il nuovo vice ministro della difesa. Olga Gerovassili è la nuova portavoce del governo.

Niente di stravolgente, se non fosse che Lafazanis era il leader dell'ala più radicale di Syriza: i rappresentanti di quei 32 "ribelli" che hanno votato no all'accordo dell'Euro summit sono dunque fuori dal governo.

Nel frattempo, in Germania, la Bundestag ha approvato l'accordo emerso dall'Eurogruppo: 439 i voti in favore, 119 quelli contrari. È aumentato il dissenso in casa Merkel: sono 64 i parlamentari della Cdu-Csu che hanno votato contro. Quelli appartenenti all'ala più conservatrice del partito della Cancelliera Angela Merkel.

I parlamenti europei che devono approvare l'accordo sono 7, olte a quello greco. Con i tedeschi, sono 5 quelli che hanno già dato il via libera (gli altri sono Francia, Finlandia, Austria e Estonia). Mancano la Lettonia e la Slovacchia (quest'ultima votò contro al secondo "bailout").

Crisi in Grecia: e adesso?

21.30 – La Grecia ha approvato l'accordo, l'Eurogruppo parte col nuovo prestito, Draghi dà il via libera alle grandi manovre e lunedì dovrebbero riaprire le banche. Tsipras dovrà fare un rimpasto di governo, poi le riforme, poi tutto a posto. Questa, più o meno, è la tesi che emerge dalla progressiva discesa delle questioni che riguardano la Grecia in seconda, terza, quarta posizione o più giù nelle homepage delle principali testate italiane. Di più importante ora c'è il caso Crocetta. Il fatto che d'estate fa caldo. Berlusconi. Altro. Se si parla di Grecia come taglio alto, c'è l'italiano fermato, oppure "il prestito è cosa fatta").

Cosa succederà adesso dovrebbe essere, invece, una questione da tenere d'occhio per tutti, in Italia e in Europa. Ragion per cui, su Blogo terremo sempre una finestra aperta sulla Grecia, su questo lungo pezzo che racconta le ultime settimane.

Perché? È molto semplice. La sensazione è che si sia solamente all'inizio. C'è una questione politica che deve risolvere la Grecia, chiaramente. Ma l'ingerenza europea è tale per cuii l paese è sostanzialmente commissariato.

E allora, una domanda che ci si dovrebbe fare in virtù dei prossimi appuntamenti nazionali ma europei – le elezioni in Spagna, il referendum UK, per citarne due – è: cosa bisogna imparare da questa situazione?

Grecia crisi ultime notizie

L'Europa così come è stata pensata è compatibile con politiche di sinistra? Attenzione, perché se la risposta dovesse essere no – come fatti e numeri sembrerebbero dimostrare – saremmo di fronte a un piccolo problema. Non solo l'Euro si rivelerebbe come uno strumento di governo, ma anche come uno strumento di governio selettivo, per politiche di destra, neoliberiste.

Quel che hanno di fronte le sinistre europee è un bel dilemma. Continuare come Tsipras a credere di riuscire a fare fronte comune restando nell'Euro ma opponendosi alle misure di austerità (con che successo l'abbiamo visto in Grecia)? Oppure fare della dissoluzione controllata un punto su cui costruire un'internazionalizzazione del dissenso alle politiche d'austerità?

I recenti accadimenti suggerirebbero questa seconda strada.

Lasciare il pallino del "no Euro" all'antieuropeismo nazionalista e populista di destra è pericolosissimo e genera "mostri" neonazisti come Alba Dorata.

Cosa farà su questo tema Iglesias in Spagna? E in Italia ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di affrontare il tema a viso aperto senza paura di essere linciato, spiegando per filo e per segno le ragioni, la storia dell'Euro, l'evidenza delle problematiche ad esso indissolubilmente connesse? Si riuscirà a scardinare la narrazione tossica Euro = pace e fratellanza (la Germania ha dato una grossa mano, ma è ancora molto presente, nel pensiero comune il: «i Greci se la sono cercata, non vogliono lavorare né pagare»)?

Sono domande importanti.

Come è importante capire che la situazione in Grecia, dopo il "terzo salvataggio" che dovrebbe partire a breve, non è in via di risoluzione. Duole dirlo ma la crisi è appena iniziata. Politicamente, è una crisi dell'Unione Europea. Economicamente, è una crisi dell'Euro. Globalmente, è una crisi del capitalismo.

In assenza di un discorso politico – e giornalistico – più ampio ci troveremo a riparlare di Grecia a breve. E la sensazione è che la narrazione imperante quando accadrà sarà di nuovo un dito puntato contro i greci: «nemmeno il terzo aiuto è servito». E a quel punto, forse, ci sarebbe il Grexit imposto. Per le elite europee è più tollerabile di un'uscita pianificata dalla singola nazione in maniera indipendente perché lo shock ricaccerebbe mediaticamente idee come la dissoluzione controllata nelle tenebre-delle-idee-da-scartare-perché-pericolose.

Grecia: Syriza spaccata

09.18 - Con 229 sì e 64 no il Parlamento greco ha dato il via libero all'accordo con l'Eurogruppo che impone severissime misure di austerità alla Grecia. Sono 39 i parlamentari di Syriza che si ribellano e votano 'no', mentre in piazza Syntagma vanno in scena scontri tra antagonisti e polizia, lanci di petardi e di fumogeni. Il governo ha passato il suo test più difficile, ma adesso resta da capire come proseguirà la legislatura, visto che la spaccatura di Syriza potrebbe essere irreversibile e rendere necessario l'ingresso di una forza di centrosinistra al governo.

Le parole che Tsipras ha detto in aula pochi minuti prima del voto danno il tono di quanto i greci hanno vissuto ieri: "Sono orgoglioso di essere qui a lottare per il futuro del mio Paese. Contro di noi ci sono forze grandi, siamo un piccolo popolo che lotta per le sue ragioni. Siamo riusciti a dare una lezione di dignità a tutto il mondo. La manovra è dura, avevamo di fronte tre opzioni. l’accordo, il fallimento, o la proposta di Schäuble".

Alle dieci di stamattina l’Eurogruppo prenderà atto del voto e la Banca centrale europea si riunirà per decidere un possibile aumento della liquidità a favore delle banche greche, chiuse ormai da due settimane. Il prossimo ostacolo per Tsipras, invece, è il varo della riforma delle pensioni.

16 luglio 2015 – Voto in Grecia: Il Parlamento greco ha approvato l'accordo dell'Euro summit. Questo nonostante, per ammissione stessa di Tsipras, fosse di fatto un accordo senza alternative. Un accordo che rappresenta cessioni durissime di sovranità da parte della Grecia.

L'approvazione è avvenuta con i voti delle opposizioni. Syriza, dalla conta interna, risulta "spaccata": 32 hanno votato no (fra di loro Varoufakis, Lafazanis e Konstantopoulou), 6 si sono astenuti.

Tsipras – che pure ha ribadito di aver chiesto sostegno per un accordo nel quale non crede – non si dimette, anche se rischia di continuare con una maggioranza risicatissima.

Cosa succede adesso?

L'Eurogruppo oggi dovrà, riunito in teleconferenza, approvare il prestito-ponte. Gli altri paesi europi dovranno far esprimere – dove necessario, come in Germania – i parlamenti nazionali. E poi ci sono le altre scadenze da mantenere da parte della Grecia. A cominciare dalle leggi che devono venire modificate entro la prossima settimana.

Il parlamento approva l'"accordo"

01.00: Il Parlamento greco ha approvato l'accordo: 229 sì, 64 no, 6 asteunuti e 1 assente.

00.16: Nuova Democrazia voterà il piano. Lo ha ribadito Vangelis Meimarakis, leader ad interim del partto, che però ha criticato tutto dell'operato di Tsipras.

16 luglio 2015, ore 00.05: Tsipras ha finito il suo intervento. Un intervento molto difficile, perché è difficile chiedere di votare qualcosa in cui non si crede (o non si può credere). Il Primo ministro lancia qualche provocazione, Syriza si alza ad applaudire, ma l'oratore Tsipras ha fatto di meglio. «Dovevo scegliere fra un accordo in cui non credo, un fallimento caotico o il Grexit di Schaulbe [...] Se pensate che siamo sotto ricatto, dovete condividere con me questa responsabilità»

23.53 – «Abbiamo combattuto, abbiamo commesso errori, mi prendo la piena responsabilità di tutto e sono fiero della battaglia di questi cinque anni. Abbiamo affrontato una battaglia impari, contro poteri finanziari. E abbiamo lasciato un patrimonio di dignità e democrazia in Europa»

This fight will bear fruit. More applause.

23.49 – La parola ad Alexis Tsipras.

Alexis Tsipras Voto Parlamento Grecia oggi

23.42 – Zoe Konstantopoulou, Presidente del Parlamento: «Il popolo ha detto "No” al referendum. Non abbiamo diritto di interpretare un "No" come un "Sì" o come un "No con qualche condizione"». «Questo è un colpo di stato, un ricatto che potrebbe finire con un genocidio sociale».

23.18 – Il dibattito prosegue.

23.14 – Di fatto, il termine ultimo del 15 luglio per l'approvazione dell'accordo è scaduto, visto che ad Atene è già il 16 luglio. Vediamo le posizioni. Syriza ha dei dissidenti. To Potami voterà l'accordo ma non entrerà in un governo di coalizione. Nuova Democrazia assicura il suo voto per garantire le riforme, ma poi non darà alcun appoggio a Tsipras. Comunisti e Alba Dorata voteranno contro.

23.00 – È mezzanotte, ad Atene. Il voto non è ancora cominciato Tsipras inon è in parlamento. Al momento è difficile immaginare cosa accadrà, anche se i numeri "palesi" sembrerebbero a favore del Primo ministro.

22.56 – Nikos Filis, il portavoce di Syriza, ha preso la parola: «Il golpe a Bruxelles aveva un obiettivo: rovesciare il nostro governo per dimostrare che non ci può essere un governo di sinistra in Europa».

22.00 - La protesta si scalda, come dicevamo. Il dibattito in Parlamento prosegue.

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20.20 - E’ ripreso pochi minuti fa in Parlamento ad Atene il dibattito che anticiperà l’atteso voto, confermato per la serata odierna. Negli stessi momenti le proteste davanti al Parlamento hanno preso una brutta piega.

Come confermano le immagini in arrivo da Atene, un gruppetto di manifestanti in piazza Syntagma ha lanciato delle bombe molotov e la polizia ha risposto col gas lacrimogeno.





18:35 - L'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha pubblicato sul suo blog un commento molto approfondito dell'accordo raggiunto dall'Euro summit, lo stesso documento che oggi dovrà votare il parlamento greco. Non mancano le stilettate, già dall'introduzione quando definisce l'accordo come "Condizioni per la resa della Grecia" e invita i lettori a "leggere e piangere". L'ex ministro ci va duro quando commenta "la Grecia deve sottoporsi spontaneamente ad un waterboarding fiscale, prima che qualsiasi offerta venga fatta". E poi a proposito delle modifiche richieste per il sistema fiscale, si tratterebbe in pratica di "assestare un duro colpo all'unica industria greca che cresca, il turismo".

Il documento è pubblicato in versione integrale, i commenti di Varoufakis sono tra parentesi quadre e in rosso, ricordando un po' le famose correzioni fatte dall'Europa alle proposte greche (qui il pdf). È possibile leggere l'articolo per intero sul blog personale dell'ex ministro.

18:20 - Parlando a Westminster il premier britannico David Cameron ha ribadito il suo parere contrario per un nuovo salvataggio della Grecia. In particolare ha sostenuto che in questo momento è opportuno che il debito del paese ellenico venga alleggerito: "È nell'interesse del Regno Unito che l'Eurozona decida in tal senso". La Gran Bretagna non è disposta a partecipare a questo nuovo bailout ma garantisce tutto il suo sostegno in futuro: "La Grecia è amica e alleata del Regno Unito, se dovesse abbandonare l'euro la aiuteremo".

14.19: Yanis Varoufakis ha parlato in Parlamento: «Siamo qui perché la trattativa è fallita. Ora tutto dipene dalla ristrutturazione del debito, che però arriverò dopo il nuovo piano fallimentare. Siamo di fronte a un nuovo trattato di Versailles».

Intanto, al comitato centrale di Syriza 108 membri su 201 sono contrari all'accordo. Di questi, solo una quindicina siedono anche in Parlamento. Una delle questioni in ballo ora è: come si riconfigurerà la maggioranza greca al governo, dopo questo voto?

Nadia Valavani si è dimessa

13.00: Nadia Valavani, vice ministro delle finanze greco, si è dimessa. Nel comunicato ha scritto di non poter rimanere al ministero in caso di approvazione dell'accordo dell'Euro summit e ha ribadito la posizione della sinistra di Syriza, sostenendo che in definitiva non ci sarà alcun accordo e che la volontà ultima della Germania sia quella di umiliare la Grecia costringendo il paese a cedere la propria sovranità. Rivolgendosi poi a Tsipras, Valavani chiude così:

«Alexis, sai bene che in una guerra, quando la forza dell'avversario è molto superiore, si può anche capitolare – ma solo con una visione per riorganizzare le proprie forze e per organizzare, di nuovo, la resistenza che ti permetterà di cambiare le condizioni che ti hanno portato a perdere. Ma questa resa è così violenta che non consentirà di riorganizzare le forze».

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10.30: comincia il dibattito in parlamento ad Atene. Il voto è previsto in serata. A Thessaloniki (Salonicco), dove Syriza aveva promesso, a settembre 2014, che avrebbe stoppato le misure di austerità con il cosiddetto Manifesto di Salonicco) è in corso una protesta contro il governo e per non approvare l'accordo dell'Euro Summit.

Le banche greche restano chiuse in attesa di liquidità.

In Europa, intanto, si deve fronteggiare la questione aperta dal rapporto dell'FMI e si cerca di utilizzare il fondo salva stati per il prestito ponte.

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15 luglio 2015 – Oggi il Parlamento greco dovrà approvare il pacchetto di riforme emerso dall'Euro Summit.

Almeno 35 parlamentari di Syriza, secondo le stime più accreditate, dovrebbero voltare le spalle a Tsirpas e rifiutare le misure di austerità. Eppure, sembra che il voto possa essere a favore, grazie al supporto delle opposizioni. Dalla sinistra di Syriza, Lafazani sottolinea, però: «non saranno mai accettate dalle persone».

Persone che si trovano a dover comprendere, in qualche modo e per quanto possibile, le condizioni che cambiano di continuo, repentinamente. Persino con un partito di sinistra radicale il cui leader si trova a dover firmare un "accordo" – come facciamo a chiamarlo "accordo", se non c'era alternativa? – nel quale non crede e che implementa quelle misure durissime e neo-liberiste che Syriza ha sempre avversato.

Un "accordo", peraltro, che fino a questo momento sembrerebbe scontentare tutti.

Il documento del FMI

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15 luglio 2015 – La giornata comincia con una "breaking" notturna. Alberto Nardelli, del Guardian, twitta il documento del Fondo Monetario Internazionale di cui si parlava oggi e che aveva anticipato la Reuters, che aveva potuto conoscere il contenuto del documento, fino a ieri "confidenziale".


Ebbene, quel che era trapelato nel corso della giornata è stato confermato dall'FMI. Secondo il Fondo, il debito greco è insostenibile e l'Euro summit dovrebbe rivedere le proprie posizioni e scegliere fra un lungo "periodo di grazia" (di almeno 30 anni, suggerisce la struttura diretta da Lagarde) o espliciti trasferimenti di budget alla Grecia o il taglio del debito. Diversamente, la valutazione del Fondo è di non sostenibilità. E dunque, a quanto pare, l'organizzazione economica non intende intervenire prima che sia risolto questo nodo.

Accordo? Quale accordo?

Oggi il Parlamento greco è chiamato all'approvazione delle misure uscite dall'Euro summit. Tsipras non intende abbandonare la nave, ma la situazione continua a restare indecifrabile.

Il discorso di Tsipras

22.35: cos'ha detto in tv Alexis Tsipras? Quali sono i passi salienti del suo discorso? In sostanza, il Primo ministro greco ha detto di non credere nell'accordo ma di essere convinto che fosse l'unica cosa da fare: «Non sto scappando e mi prenderò le responsabilità di aver firmato un accordo nel quale non credo».

Ha ribadito che la tradizione della solidarietà europea non è stata rispettata, durante l'Euro summit. Ma quello era l'unico accordo offerto: «Ho parlato con Russia, Cina, Stati Uniti. Non c'era altra possibilità».

Nonostante abbia riconosciuto le dure misure imposte, ha detto di essere convinto che, nonostante le dure misure imposte, la Grecia potrebbe risollevarsi in tre anni.

Come anticipavamo, di fatto ha preso le distanze da Varoufakis: gli ha riconosciuto di essere un ottimo economista («conosce l'economia meglio di loro, per questo è entrato nel mirino»), certo, ma ha parlato di «errori» dell'ex Ministro delle Finanze, per i quali si prende tutte le responsabilità in quanto primo ministro.

«Sono sicuro che i conservatori più rigidi in Europa sarebbero contenti se il nostro governo fosse una parentesi», ha risposto Tsipras quando gli intervistatori gli hanno chiesto se quelo dell'Euro summit sia stato o meno equiparabile a un golpe.

Dopodiché, però, non ha escluso un governo di coalizione (e dunque il rimpasto, se si vuole essere realisti) per garantire stabilità al paese.

Infine, ha dichiarato che la Grecia non ha la possibilità di tornare alla dracma.

Dimissioni? Non se ne parla: «Un capitano non abbandona la nave».

22.00: di fatto, Tsipras ha scaricato Varoufakis. «Essere un buon accademico non vuol dire essere un buon politico. Come Primo ministro mi prendo la responsabilità dei suoi errori», ha detto ell'ex Ministro delle Finanze.

21.42: si stenta a credere che quello che si vede in diretta sulla tv di stato greca sia lo stesso Tsipras degli ultimi 5 mesi. Il Primo ministro greco è dimesso anche se non usa mezzi termini nel definire un brutto momento per l'Europa la reazione della medesima al referendum greco.

Nella lunga intervista, Tsipras dice chiaramente che non c'erano altre opzioni, rispetto all'accordo.

21.24: su twitter, ecco una studentessa greca che traduce in inglese alcuni dei passi salienti di Tsipras

Grecia, ultime notizie, Tsipras

21.01: inizia l'intervista a Tsipras.

21.00: mentre Varoufakis parla a The Press Project (lo streaming video qui, c'è anche una trascrizione del discorso a colpi di tweet), Tsipras è atteso a minuti in televisione (lo streaming video qui)

19.00 - Mentre circolano voci di un rimpasto di governo, Alexis Tsipras ha annunciato che parlerà alla televisione pubblica alle 22.00 (le 21 ora italiana).


18.00 - Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble, torna alla carica. A suo avviso, l'ipotesi Grexit non è tramontata. "Ci sono molte persone nel governo tedesco che pensano che sia o sarebbe la soluzione migliore per la Grecia e per i greci", ha dichiarato al Wall Street Journal.

Questa dichiarazione, chiaramente sarcastica, arriva a poche ore dal voto del Parlamento greco e suona come l'ennesimo avvertimento, che si aggiunge a quello del Fmi di questa mattina.

La Finlandia "sale in cattedra". Come da copione arriva l'allarme bomba


12.30 - Il ministro delle finanze finlandese, Alexander Stubb, secondo quanto riportato dall'agenzia Ap, dice che si troverà un modo per gestire la situazione greca.

Stubb, che è stato uno dei critici più espliciti del governo Tsipras, afferma che ci sono fino a sei modalità per Atene per perseguire il finanziamento ponte. E aggiunge: che è "impossibile fare marcia indietro in questa fase" e che la Grecia dovrebbe pensare ad ottenere prestiti bilaterali. Ricordiamo che il parlamento finlandese è uno degli otto parlamenti europei che deve votare il via libera agli aiuti ad Atene.

Tuttavia, è anche opportuno segnalare che queste prese di posizione sono parte integrante delle storture della Ue. Il governo liberista e nazionalista di Helsinki che titoli ha per imporre qualcosa ad Atene? A livello formale nessuno, ma anche a livello reputazionale ben pochi. In questo articolo di Keynes blog, trovate un po' di dati su spesa pubblica, debito pubblico e deficit di partite correnti del paese scandinavo. I dati sono tratti da un documento della Ue e delineano una situazione disastrosa.

Come da copione, in queste ore convulse, ma non è una novità per chi ha seguito le drammatiche vicende greche, è arrivato anche un allarme bomba davanti all'ambasciata israeliana (fonte ekathimerini.com). A insospettire è stata una scatola di cartone abbandonata a due passi dalla sede diplomatica.

L'ambasciata israeliana era già stata crivellata di colpi di arma da fuoco lo scorso dicembre. L'azione fu rivendicata da un sedicente gruppo di combattenti popolari.

Fmi continua a soffiare sul fuoco


11.00 - La situazione si complica ulteriormente per la Grecia. Il Fondo Monetario Internazionale si è attivato per fare ulteriore pressione sul paese messo in ginocchio dalle cure di austerità. L'organo, guidato da Christine Lagarde, rende noto che non ha percepito il pagamento di 456 milioni di euro che Atene avrebbe dovuto versare.

Gli arretrati salgono in questo modo a 2 miliardi di euro, dato che che il 30 giugno scorso la Grecia è diventata la prima economia avanzata a sfuggire ad un obbligo di pagamento pari a 1,6 miliardi complessivi. Come ha spiegato il portavoce dell'Fmi, Gerry Rice: "la richiesta delle autorità greche per un'estensione degli obblighi sui pagamenti dovuti il 30 giugno sarà discussa dal board esecutivo nelle prossime settimane".

Confermato anche lo sciopero di domani di 24 ore dei sindacati, che per la prima volta scenderanno in piazza contro il governo in carica. Domani sera, poi, ci sarà una nuova manifestazione di protesta a Piazza Syntagma. L'aria è molto tesa e potrebbero esserci incidenti. Dato quello che è accaduto negli ultimi anni, dove si sono verificate collusioni tra forze dell'ordine e teppaglia neo-nazista, la situazione potrebbe sfuggire di mano in caso di approvazione del patto.
10.40 - Panos Kammenos, leader del partito dei Greci Indipendenti (Anel), alleato di Tsipras al governo, conferma che non voterà il piano. Alla stampa ha detto "votiamo solo per quello che è stato approvato dal Consiglio dei leader politici" (in riferimento all'incontro della scorsa settimana tra i rappresentanti di Anel e Syriza con quelli dell'opposizione, Nuova Democrazia, To Potami, Pasok).

Kammenos ha aggiunto sul patto: "E' un colpo di Stato nel cuore dell'Europa. Il primo ministro è stato ricattato su un testo che è completamente diverso da quello che avevamo concordato. Sono fermamente convinto che vogliano far cadere il governo e sostituirlo con uno che non è stato eletto dal popolo" . Fatto, lo ricordiamo, che si era augurato anche il social-democratico il presidente del parlamento europeo, il social-democratico Martin Schulz.

Lafazanis: "Cancellare l'accordo"


Grecia, ultime notizie - Panagiotis Lafazanis

14 luglio 2015, 10.00 – Ricominciamo. Panagiotis Lafazanis, Ministro del settore energetico del governo Tsipras, ha definito l’accordo uscito dall’Euro summit come «inaccettabile», ha ribadito che l’accordo «cancella il mandato popolare e l’orgoglio del “No” dei greci al referendum», ha aggiunto: «I nostri cosiddetti “partner” guidati dalle istituzioni tedesce, si comportano nei nostri confronti come se fossimo una loro colonia e non sono niente più che brutali ricattatori e assassini finanziari».
Lafazanis ha chiesto chiaramente a Tsipras di non sottoscrivere l’accordo.

Secondo Reuters, anche il portavoce dei parlamentari di Syriza si è duramente schierato contro l’Euro summit, e ha definito l’accordo un “colpo di stato”.

Insomma, la tensione si sposta ad Atene, come era facilmente prevedibile.

La stampa vicina alle posizioni del Pasok e di Nuova democrazia tenta Tsipras, ricordandogli che ha una grande opportunità, quella di «lasciarsi alle spalle il passato e di vederso come un riformista». Un abbraccio mortale. Un po’ come quello di Hollande all’uscita dell’Euro summit.

Del resto, Kathimerini non fa mistero delle sue speranze: «Lo scenario ideale, naturalmente», si legge sulla versione inglese del giornale «sarebbe un governo ad interim di politici e tecnocrati in carica per un paio d’anni per rimettere in ordine il paese».

Con amarezza, viene da chidersi: a questo punto perché non abolire le elezioni?

Yanis Varoufakis

14 luglio 2015 – Cosa succede adesso in Grecia e in Europa? Vediamo il calendario dei prossimi appuntamenti.

Mercoledì 15 luglio – L'accordo uscito dall'Euro summit viene discusso dal Parlamento greco. Yanis Varoufakis fa sapere con un Tweet alla troika, non a caso in greco, che per lui non è finita.


Syriza deve affrontare il dissenso interno di chi non vuole l'accordo.
Il governo deve affrontare i Greci indipendenti che non voteranno l'accordo, ma incasserà i voti dell'opposizione. Cosa che lo indebolirà.
I dipendenti pubblici sciopereranno per 24 ore.
Almeno fino a mercoledì banche chiuse.

Giovedì 16 e venerdì 17 luglio – Qui siamo alle ipotesi, perché tutto dipende da cosa succede il 15. In teoria, se il Parlamento greco dovesse approvare l'accordo, allora alcuni parlamenti di paesi dell'Eurozona (fra cui quello tedesco) dovrebbero a loro volta ratificarlo.

Sabato 20 luglio – Questo è un appuntamento certo. Scade la rata di 3,5 miliardi di euro che la Grecia deve alla BCE.

Qual è lo scenario politico dopo l'accordo?
Semplicemente, è indecifrabile.
Tsipras potrebbe essere costretto alle dimissioni. La Grecia dovrebbe in quel caso tornare alle urne. Potrebbe accadere sia in caso di approvazione (con maggioranza di governo spaccata) sia di non approvazione dell'accordo da parte del parlamento.
Tsipras potrebbe decidere di dimettersi prima del voto.
Esiste poi una possibilità che si ritorni alla linea dura di Varoufakis e che Syriza stessa si opponga all'accordo? È infinitesimale, ma va annoverata fra le possibilità. A sua volta, aprirebbe uno scenario assolutamente imprevedibile. Anche perché Varoufakis non ha mai suggerito, almeno pubblicamente, il Grexit. Ha solo chiesto di renderlo credibile come ipotesi.
Di certo c'è un solo elemento: l'Euro summit ha voluto infierire sulla Grecia e nonostante i due punti di "vittoria" che pensa di aver ottenuto Tsipras, la verità è che il paese cede completamente la propria sovranità al controllo terzo delle istituzioni (chiamatele Troika o Brussels Group, cambia poco). Ecco perché bisogna tornare a puntare gli occhi sull'ex ministro Varoufakis per capire se Syriza abbia ancora respiro o se il fiato della sinistra radicale greca sia finito.

Perché il governo Tsipras si è rifiutato di considerare l'opzione Grexit così ostinatamente?
Non ho una risposta


Grecia: Tsipras ha perso, l'Europa si è vendicata

Grecia, ultime notizie

21.30 – Nikos Chountis, Vice Ministro per gli Affari Europei, si è dimesso. Syriza perde i primi pezzi.

21.00 – Ore difficili, più difficili ancora di quelle passate all'Euro summit, per Tsipras.

Sono arrivate le bordate di Varoufakis (c'era da aspettarselo, inutile meravigliarsi). Ma sono bordate che attaccano le istituzioni dell'Unione Europea e che se mai mettono in luce la debolezza di Tsipras, non una reale rivalità fra i due.

Ora arrivano le problematiche interne.

Syriza è spaccata.

Alba dorata, come prevedibile, prova ad approfittarne.
Il leader del partito nazionalista Theodoros Koudounas ha dichiarato:


«Tsipras ha dimostrato di essere come Pasok e Nea Demokratia: torneremo presto al voto e siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità»

È uno degli effetti di questa linea dura delle istituzioni europee, il favorire l'inasprimento delle posizioni delle destre nazionaliste.

Anche Panos Kammenos, leader del partito dei Greci Indiendenti abbandona Tsipras, almeno a metà. Rimarrà in coalizione di governo ma non voterà per approvare le riforme.

Insomma, il governo greco è in bilico e a naso Tsipras dovrà subire una lunga serie di "Oxi". Le urne sembrano di nuovo vicinissime. A proposito: l'FMI voleva o no che vi si tornasse? Be', in certi casi basta mettere in giro la voce per ottenere ciò che si vuole.

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17.00 – Il testo dell'accordo che è stato raggiunto in seno all'Euro summit è un duro colpo all'autonomia greca, nonostante Alexis Tsipras insista nel sottolineare i punti di vittoria (il fondo da 50 miliardi di euro che verrà gestito da Atene e non dal Lussemburgo, la promessa di una ridefinizione del debito e un piano di investimento a medio termine. Ma in cambio c'è un pacchetto di misure che governo e parlamento dovranno approvare. E allora, dopo la dura trattativa a Bruxelles, ora Tsipras dovrà affrontare la situazione interna. E far digerire le richieste dell'Euro summit.

Riuscirà, Tsipras, a incassare un nuovo successo in patria?

Personalmente, ne dubito. Credo piuttosto che la divisione fra falchi e colombe (tedeschi e greci) fosse simile a quella vecchia storiella cinematografica del poliziotto buono e del poliziotto cattivo.

#AccordoGrecia Tsipras si ancora all'Euro come se fosse l'ultima spiaggia. Ma l'ultima spiaggia, probabilmente, era uscirne.

Polisblog
Tsipras rimane ancorato alla sua pseudo-conquista: tiene la Grecia nell'Euro come se fosse l'ultima spiaggia, mentre forse l'ultima spiaggia era proprio uscirne.

E adesso potrebbe anche perdere tutto, perché dovrà affrontare il dissenso in Syriza e quello delle opposizioni.

L'unica evidenza che emerge da questa storia è che l'Europa della solidarietà fra popoli non esiste.

Grecia accordo

9.57 – Nella sua analisi Tsipras spiega che l'accordo è difficile e potrebbe anche causare una recessione (ulteriore, aggiungerei). Come elementi positivi rileva l'aver ottenuto un piano di finanziamenti a lungo termine e una riduzione del debito (anche se la Merkel esclude che ci sia un effettivo taglio nominale). Inoltre, dice, «abbiamo evitato un trasferimento all'estero degli "asset" nazionali» (il famigerato fondo da 50 miliardi di euro che avrebbe dovuto essere amministrato da una struttura legata al Ministro delle Finanze tedesco). Dal canto suo, Angela Merkel ricorda che il parlamento tedesco è disposto senz'altro a ratificare l'accordo – dopo l'approvazione da parte del parlamento greco – e che si potrà arrivare alla concessione di un «grace period» (un «periodo di grazia». Merkel lo ha detto in inglese: evidentemente non le veniva in mente un termine analogo in tedesco, fanno notare sul Guardian).

9.50 – Alexis Tsipras è in conferenza stampa. «La Grecia continuerà a lottare per la crescita», ha detto. E poi: «Ci siamo presi la responsabilità di contrastare i piani più estremi dei circoli più conservatori d'Europa». Il Primo ministro greco ha ammesso, come evidente concessione ai propri interlocutori, che «la Grecia ha bisogno di riforme per contrastare le oligarchie favorite dai precedenti governi» ma ha aggiunto «e per la società»

Grecia Euro summit - Accordo

9.40 – Un Tonald Tusk provato dalla lunga maratona risponde alle domande dei giornalisti. Secondo il Presidente dell'Euro summit (e del Consiglio europeo) si tratta di un normale accordo fra stati membri dell'Unione, con un compromesso fra le parti. Tusk si è detto anche convinto del fatto che il Parlamento greco approverà senza problemi il documento, che aspettiamo di poter leggere e pubblicare.

La battuta di Tusk crea un nuovo orrendo neologismo. Dopo il Grexit, ora abbiamo l'aGreekment.

«Some could say we have an aGreekment».

Donald Tusk
9.23 - Rispondendo alle domande dei giornalisti Jeroen Dijsselbloem ha specificato che ci sarà un fondo di garanzia di 50 miliardi, sarà istituita una governance con la presenza di esperti che stabiliranno quali beni potranno entrare a far parte di questo fondo che sarà basato in Grecia (e non in Lussemburgo come chiedeva la Germania).

9.20 - In conferenza stampa stanno intervenendo il Presidente del Consiglio Europe Donald Tusk, il Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Junker e il Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijesselboem. Qui di seguito le loro dichiarazioni, a partire da Tusk:


"Si può iniziare il negoziato sul programma ESM, che significa che continua il sostegno alla Grecia. Ci sono però delle misure severe da rispettare. Mi rallegro dei progressi della Grecia che permettono di ottenere la fiducia dei partner dell'Eurozona. L'Eurogruppo e le istituzioni prenderanno le ultime decisioni. Ringrazio il Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Junker e il Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijesselboem, senza i quali questo accordo non si sarebbe potuto raggiungere"

Jean-Claude Junker, Presidente della Commissione Europea:


"Ci è voluto molto tempo, ma alla fine l'accordo è stato raggiunto: il Grexit non ci sarà. La Commissione ha sempre assistito su una dimensione del problema e cioè oltre agli sforzi che la Grecia deve fare, è necessario che abbia crescita e occupazione"

Jeroen Dijsselbloem, Presidente dell'Eurogruppo:


"La fiducia è una questione essenziale. Abbiamo raggiunto un accordo su molte questioni relative alle riforme che la Grecia deve fare. Il Parlamento greco dovrà legiferare su alcune questioni specifiche. Sarà istituito un fondo che sarà utilizzato anche per rimborsare la ricapitalizzazione delle banche, operazione per la quale serviranno circa 25 miliardi, poi il resto sarà utilizzato per la crescita della Grecia. Probabilmente mercoledì ci sarà una riunione dell'Eurogruppo che poi prenderà una decisione formale dopo l'approvazione dei singoli parlamenti"

9.05 - Tra poco si dovrebbero avere i dettagli sui termini dell'accordo raggiunto stamattina dopo una lunga notte di trattative con qualche pausa e, a quanto pare, anche qualche discussione accesa.

9.03 - L'accordo tra Ue e Grecia è stato raggiunto: il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha twittato: "L'EuroSummit ha raggiunto l'accordo all'unanimità. Tutto pronto per il programma ESM per la Grecia con serie riforme e supporto finanziario"

Pochi minuti prima il Premier del Belgio Charles Michel ha twittato "Agreement", ossia "accordo", appunto


Grecia, Ultime Notizie, 13 luglio 2015

13 luglio 2015, ore 8.15 – Le trattative sono andate avanti tutta la notte. Secondo il puntuale "live" del Guardian, si sarebbe vicini ad un accordo.

Tsipras ha opposto resistenza ad alcune richieste dell'Euro summit – fra cui quel fondo da 50 miliardi cui affidare i beni pubblici greci per la privatizzazione –, i creditori hanno mantenuto il punto ma forse allargato un po' le maglie.

Questo è l'Euro summit più lungo della breve storia di questa struttura. E anche se si uscisse da questa maratona con un accordo, sarebbe solo l'inizio. I termini in discussione
- ristrutturazione del debito (con voto immediato in Parlamento per approvare le misure)
- 86 miliardi di euro nel piano di salvataggio
- fondo per le privatizzazioni: da annullare, o da 7, 17, 50 miliardi? Impossibile a dirsi al momento (la Grecia non lo vuole, la Germania lo vuole da 50 miliardi)

Dopo questa notte, probabilmente, l'Unione Europea non sarà mai più come prima.

Fra poco inizierà anche l'Eurogruppo che dovrà sanare una criticità: la liquidità per le banche greche.

13 luglio 2015 – E ora? Non resta che chiedersi questo, mentre l'Euro Summit è stato nuovamente sospeso per altri incontri bilaterali e si va avanti a oltranza (questa mattina Tusk l'aveva promesso). Non ci sono affatto segnali incoraggianti. L'Eurogruppo e l'Grecia: l'Euro SummitEuro Summit mettono sul piatto un Grexit temporaneo se non si trova un accordo, Le richieste dell'Eurogruppo alla Greciachiedono misure in tre giorni e dettano non solo l'agenda ma anche la sostanza politica prima che economica delle riforme, chiedono un fondo esterno da 50 miliardi di euro che dovrebbe essere utilizzato per privatizzare i beni pubblici greci, "suggeriscono" alla Grecia di affidarsi a una specie di badante (l'Institute For Growth, controllato dalla KFW, che ha già lavorato, fra l'altro, in Grecia e che è legato a Wolfgang Schäuble). Di fatto, insomma, si chiede alla Grecia di rinunciare completamente alla propria sovranità economica in cambio del "bailout".

Come si potrà ottenere un accordo su queste basi?

Tsipras avrà poi il suo bel da fare internamente. Kathimerini, che critica duramente l'operato del governo greco in questa fase di trattative – Tsipras non ha molti media dalla sua parte – scrive addirittura che il leader di Syriza sarebbe pronto a espellere dal partito eventuali dissidenti anti-austerità. Al momento la cosa non risulta confermata da nessun'altra fonte.

Su Twitter, nel frattempo, diventa trend globale #ThisIsACoup (Questo è un colpo di stato). Sono stimati oltre 100.000 Tweet. L'immagine pacifica dell'Unione Europea scricchiola.

Tsipras prova a opporre quattro variazioni alle richieste dell'Eurogruppo:
- che venga stralciata la proposta del fondo esterno da 50 miliardi di euro per le privatizzazioni
- che non ci sia alcun coinvolgimento del FMI
- che ci sia una revisione del debito
- che la BCE mantenga l'idea di una procedura per l'erogazione di liquidità di emergenza (ELA).

Oggi ci sarà un nuovo Eurogruppo. Ma la notte è ancora lunga.

Grecia: l'Euro Summit

Grecia: la vendetta dell'Europa contro Tsipras

22.30 – Il Guardian ha mostrato la prima pagina del cartaceo di domani, 13 luglio 2015. Il titolo è a piena pagina e scardina definitivamente la narrazione della "solidarietà" europea. Oltre a rappresentare perfettamente quello che sta succedendo: «L'Europa si vendica di Tsipras”. Chi avrà il coraggio di replicare domani in Italia?

«L'Europa si vendica di Tsipras»: titolo del Guardian. Chi avrà il coraggio di fare altrettanto domani in Italia?

Polisblog

22.15 – La Grecia dice no sia al fondo da 50 miliardi esterno per le privatizzazioni sia al Grexit temporaneo (fonte: Politico).

21.50 – Secondo Dim Rapidis (fondatore di Bridging Europe, un "think tank" con base ad Atene che si occupa di tematiche Europee), il FMI vuole un governo tecnico in Grecia per far passare le riforme, e poi nuove elezioni. L'obiettivo sarebbe dunque duplice: costringere la Grecia alla sottomissione e contemporaneamente liberarsi di Tsipras e di Syriza in un colpo solo.

Sempre Rapidis cita fonti vicine al governo greco secondo cui la proposta delle istituzioni viene considerata umiliante e disastrosa.


21.08 – Chissà se qualcuno si ricorda che nel frattempo ci sono persone in Grecia. Persone che aspettano di conoscere il loro destino e che aspettano. In questa bellissima galleria fotografica, bellissima perché umana, le foto di Christopher Furlong non indugiano in orrenda rappresentazione del dolore a scopo iconografico o commerciale ma sono racconto puro. E vanno viste, per non dimenticare l'umanità.

20.28 – Un'immagine agghiacciante che emerge da Ian Traynor, editor del Guardian da Bruxelles. Durante il bilaterale Tsipras avrebbe subito una specie di waterboarding mentale per convincerlo a capitolare.

Non c'è una trattativa. Non c'è – diciamolo: non c'è mai stata, a questo punto – alcuna solidarietà europea. Tutta la narrazione tossica sull'Unione sta letteralmente crollando, implodendo su se stessa. Per chi la segue su fonti non allineate, ovviamente.

C'è invece uno stato che deve per forza di cose sottostare alle imposizioni di governi esteri, che lo stanno trattando come un terreno di conquista coloniale: inutile, a questo punto, utilizzare mezzi termini.

20.00 – Finito l'incontro bilaterale, l'Euro summit può ricominciare.

18.40Euro summit sospeso per incontro bilaterale. Patecipano Tusk, Tsipras, Tsakarotos, Merkel e Hollande.

Euro summit

18.25 – Come se non bastasse l'ipotesi finale, c'è anche una richiesta d'urgenza da parte della Grecia nell'implementare tutte le riforme richieste. Lo ha spiegato uno dei "falchi" dell'Eurogruppo, il Ministro delle Finanze finlandese Stubb: riforme in 72 ore, approvazione dell'intero pacchetto da parte di governo e Parlamento. Se anche l'Euro summit dovesse giungere alla medesima conclusione, la Grecia sarebbe in una morsa dalla quale non ha via d'uscita.

Eurogruppo: Grexit a tempo determinato

18.10 – L'ipotesi di Grexit a tempo è finita anche nelle conclusioni dell'Eurogruppo.


16.17 – L'Euro summit è iniziato.

16.00 – Prima di fare un punto sulle dichiarazioni all'ingresso dell'Euro summit, un breve commento alle Le richieste dell'Eurogruppo alla Greciarichieste dell'Eurogruppo alla Grecia. Un commento che contiene, come ovvio, opinioni. E si discosta dalla nuda cronaca.
L'Eurogruppo non ha raggiunto alcun risultato. Ma su un punto si è espresso: la Grecia deve fare "di più". Quel "di più", ovviamente, è tarato secondo l'unico punto di vista con cui viene raccontata questa storia. Il punto di vista del più forte. Del resto, è l'uso stesso dei termini che contribuisce a questa narrazione. Il "salvataggio", le riforme da concordarsi con "le istituzioni", le "buone pratiche" (l'anglicismo, "best practice", piace tantissimo anche in Italia. Forse perché sembra di dire qualcosa di più importante, usando l'inglese). Sono tutti termini che contribuiscono a fare il loro dovere nel raccontare al pubblico che i Greci sono fannulloni e sbagliano e che l'Unione Europea è il faro che li guida verso il "giusto". Uscendo dalla narrazione, il discorso è semplice. Le richieste dell'Eurogruppo, allo stato attuale, sono una condizione necessaria ma non sufficiente per arrivare a un accordo. Non sufficiente perché Angela Merkel soffia sul fuoco di chi dice di aver «perso la fiducia». Altro modo di dire perfetto per segnare una linea di demarcazione fra i buoni e i cattivi.

Le richieste dell'Eurogruppo alla Grecia


Euro Summit: arriva Angela Merkel

Politico ha pubblicato in sintesi tutte le richieste dell'Eurogruppo (ancora da approvare dall'Euro summit).

1. Razionalizzazione dell'IVA
2. Ampliamento della base imponibile
3. Sostenibilità del sistema pensionistico
4. Adottare un codice di procedura civile
5. Salvaguardia dell'indipendenza giuridica per l'ELSTAT - l'ufficio statistico greco
6. Piena attuazione di tagli alla spesa automatici
7. Pieno recupero delle banche e direttive risolutive
8. Privatizzazione della rete di trasmissione dell'energia elettrica
9. Azioni decisive sui crediti non performanti
10. Assicurare l'indipendenza del fondo di privatizzazione TAIPED
11. De-politicizzazione dell'amministrazione greca
12. Ritorno della Troika ad Atene

Nel documento si legge anche una richiesta di 50 miliardi di euro di "asset" greci da privatizzare. Insomma, l'Eurogruppo vuole rendere nulla la sovranità della Grecia su se stessa.

15.00: l'Eurogruppo chiede maggiori sforzi alla Grecia.

In sostanza, se vogliamo fare un sunto di quel che si legge nella parziale nota dei Ministri delle Finanze dell'Eurozona diffusa da Reuters, si vuole che la proposta della Grecia diventi veramente identica a quella già bocciata dal referendum del 6 giugno. No, come potete facilmente intuire (oppure verificare controllando i due testi) non lo erano, anche se è stato detto di sì.

Qualche esempio?

Nella proposta greca si accoglieva, sul mercato dell'energia la richiesta di privatizzare l'azienda elettrica nazionale ma si poneva una clausola: il governo Tsipras si riservava la possibilità di proporre un altro piano alternativo, che garantisse ugualmente concorrenza nel mercato. Ebbene, l'Eurogruppo dice che non va bene e chiede di procedere con la privatizzazione dell'ADMIE, a meno che queste misure alternative non possano essere trovate in accordo con le istituzioni. Sfumature? No. Sostanza.

Proseguiamo con le richieste.

Mercato del lavoro - intraprendere una rigorosa revisione della trattativa collettiva, dell'azione sindacale e dei licenziamenti collettivi, in linea con un calendario e un approccio suggeriti da parte delle istituzioni. Qualsiasi cambiamento va basato sulle "buone pratiche" internazionali e europee e non deve prevedere il ritorno a politiche passate che non sono compatibili con gli obiettivi di crescita sostenibile.

Pensioni - prevedere una riforma ambiziosa e politiche che compensino integralmente l'impatto fiscale della decisione della Corte Costituzionale del 2012 e implementare la clausola zero-deficit.

Privatizzazioni – da implementare rapidamente e con lavoro di gruppo con le istituzioni (leggasi: Brussels Group, già Troika)

Politica – modificare o compensare leggi adottate nel corso del 2015 che non siano state concordate con le istituzioni e in contrasto con gli impegni del programma.

Avanzo primario – Rispettare pienamente l'obiettivo di avanzo primario a medio termine del 3,5 per cento del PIL entro il 2018, secondo un calendario annuale da concordare con le istituzioni

Riforma del mercato – OECD toolkit I e OECD toolkit II da implementare rigorosamente (si tratta di regole per la concorrenza nel mercato)

13.00 – L'Eurogruppo è finito. Non ci sono novità sostanziali: si è semplicemente radicalizzata la posizione di scontro fra Francia e Germania, come testimonia un'intervista di Jean Asselborn (Ministro degli Esteri del Lussemburgo) rilasciata a Süddeutsche Zeitung: il socialdemocratico lussemburghese dice chiaramente che se si arriverà al Grexit per colpa di Berlino, ci sarà un profondo conflitto con la Francia e questo sarà un disastro per l'Europa intera. In questo montaggio diffuso dall'UE si possono vedere i vari ministri al lavoro. Impossibile dedurne alcunché.

12.30 – Dall'Eurogruppo non emerge nulla. Secondo Politico, che cita fonti vicine alle istituzioni europee, l'obiettivo dei due incontri di oggi (quindi anche dell'Euro Summit) è di votare sì o no a un programma di salvataggio da parte dell'EMS (European Stability Mechanism, il Meccanismo Europeo di Stabilità, correntemente chiamato, in Italia, anche fondo salva-stati).

11.00 – Cerchiamo di capire come sia da interpretare l'annullamento del Consiglio Europeo (o EU Summit) a 28 membri. Secondo Jan Censky di Politico potrebbe essere il segnale di un accordo vicino, perché un Consiglio allargato avrebbe avuto senso in particolare per discutere di un eventuale piano di aiuti umanitari dopo il Grexit.

Ma se leggiamo l'annuncio di Tusk via Twitter, «L' Euro summit - Tsipras Euro Summit inizierà alle 16 e durerà finché avremo finito di parlare della Grecia», si intuisce che qualsiasi interpretazione è, al momento, puramente speculativa. E l'assenza di un orario di fine previsto per l'Euro Summit la dice lunga sul dibattito che si dovranno aspettare i capi di governo e di stato europei.

Aggiungiamoci poi che Valdis Dombrovskis (Vice Presidente della Commissione Europea per l'Euro e il Dialogo sociale) ha detto che non crede che oggi la Commissione riceverà il mandato per le trattative ufficiali, ed ecco che possiamo ribaltare il ragionamento di Censky. E pensare che la riunione ristretta serva invece proprio perché non c'è alcuna fiducia nella proposta greca ed è una questione che va risolta dai soli Paesi che hanno adottato l'Euro come moneta unica. Dovessi puntare qualche centesimo di euro, punterei su questo scenario, con un'alta probabilità che non si raggiunga un accordo.

Speculazioni, appunto. Insomma: si riempiono spazi e silenzi, in attesa di qualcosa di concreto.

10.30 – confermato l'Euro summit alle 16. Annullato, invece, l'EU Summit a 28 membri.


Grecia, ultime notizie in diretta

12 luglio 2015, 9.00 – Si ricomincia. I Ministri delle Finanze sono attesi a Bruxelles. La notte avrà portato consiglio? O la palla dovrà forzatamente passare all'Euro Summit?

Eurogruppo: Germania, Grexit temporaneo. Finlandia: no all'accordo

12 luglio 2015 – Sono passati sei giorni dal referendum in Grecia. Sono passati quasi sei mesi dalla vittoria di Syriza alle elezioni. La situazione è ancora di stallo, e non si vede come si possa raggiungere una soluzione in tempi rapidi.

Grecia - Ultime notizie

Proviamo a riassumere quanto è emerso dall'Eurogruppo di oggi.

Germania –  I tedeschi hanno provato a forzare la mano, almeno mediaticamente, con una proposta che si può definire ridicola e umiliante: il Grexit temporaneo. Cioè, la Grecia fuori dall'Euro per 5 anni, poi il rientro, se i parametri saranno rispettati. Il messaggio è anche per la Francia: nell'Europa-secondo-Merkel non c'è spazio per alternative all'austerità.

Si è negato che il documento esistesse, poi è stato pubblicato. Si è detto che il Ministro delle Finanze avesse concordato la cosa con Angela Merkel. Non sono arrivate altre precisazioni. Dopo ore di silenzio, la SPD si è chiamata fuori da questa proposa. Quindi, il documento è stato pubblicato su Twitter.

Finlandia – Il Ministro delle Finanze, Stubb, ha ricevuto dal proprio governo un mandato con strettissimo margine di trattativa. Questo significa che la Finlandia ha detto no alla proposta greca. Il partito di destra euroscettico Tru Finn, infatti, è pronto a lasciare la coalizione di governo se si accettasse il terzo "piano di salvataggio" della Grecia.

Italia – Secondo il Guardian, l'Italia si sarebbe arrabbiata. «Quando è troppo è troppo», avrebbe mandato a dire il nostro paese ai tedeschi, chiedendo loro di smettere di umiliare la Grecia e di trovare le basi per un accordo. Se fosse vero, significherebbe aver preso una posizione molto chiara di definitiva vicinanza con la Francia.

Spagna – Il Ministro degli Esteri spagnolo è l'unico ad aver rilasciato dichiarazioni al termine dell'Eurogruppo dell'11 luglio. «Poteva andare meglio. Ma anche peggio». La dichiarazione pare illuminante se si vuole avere un'idea del clima che si respirava nella riunione.

Altri – A quanto pare, anche Slovacchia, Malta e Estonia hanno espresso obiezioni nei confronti della proposta greca.

ESM - Fondo Salva Stati – In ogni caso, la Finlandia non sarebbe determinante visto che in una situazione di emergenza è sufficiente l'85% dei paesi membri per un accordo per il voto dell'ESM. La regola è contenuta nel trattato che regolamenta il fondo.

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Il "peso" del voto della singola nazione, inoltre, è ripartito secondo le quote di partecipazione al Fondo.

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Si noti che Finlandia, Slovacchia, Malta e Estonia insieme non sono comunque sufficienti per fermare l'accordo. Mentre Francia e Germania possono esercitare, in virtù delle rispettive quote, una sorta di diritto di veto.

Eurogruppo – Un'altra evidenza che rimbalza da una redazione all'altra è che l'Eurogruppo vorrebbe di più dalla Grecia. Un piano più duro? Addirittura un ritorno alle urne? Secondo Kathimerini c'è in ballo un piano triennale da 80 miliardi di euro complessivi (probabilmente inclusi gli investimenti). Siamo ben oltre le proposte di Tsipras. Tsakalotos, il nuovo Ministro delle Finanze greco, ha dovuto fare i conti con la diffidenza dei colleghi


Un commento – Lo stallo è imbarazzante. La Germania ha mostrato il suo lato più aggressivo e ha anche chiarito, definitivamente, di non essere affatto interessata alle sorti della Grecia. In ballo ci sono anche questioni di consenso interno, ovviamente (esattamente come per la Finlandia): se hai bombardato per anni i tuoi elettori con l'austerità, ad un certo punto devi essere coerente.
La questione è sempre più evidentemente politica e ideologica.
Dal canto suo, Tsipras si trova a cercare di non bruciare il consenso ottenuto internamente con il referendum e a tenere il punto in Europa, senza "svendere" la Grecia alle richieste dei creditori.
La sensazione è che il tira e molla stia diventando estenuante e che un'uscita della Grecia dall'Euro stia progressivamente diventando più probabile: la Germania ha deciso di imporre la propria visione del mondo all'Eurozona. Potrebbe anche riuscirci.

Euro summit – Se l'Eurogruppo delle 11 del 12 luglio non arriva a una soluzione, la palla passa ai capi di stato e all'Euro summit e poi all'EUCO (e la platea si allarga a 28 paesi). Il che vuol dire altre scintille.

Grecia: ultime notizie. Eurogruppo finito, si continua domani

23.59: l'Eurogruppo è finito. Si continua domani. A breve un punto della situazione.

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21.45 – La situazione si scalda, all'Eurogruppo. Facciamo un riassunto dei punti più eclatanti fin qui emersi.

Tanto per cominciare, la Finlandia avrebbe detto no alla Grecia.


Questo perché, secondo il corrispondente di Svenska Yle, Stubb avrebbe ricevuto un mandato ristretto dal suo governo: in caso di accordo, infatti, ci sarebbe una crisi di governo in Finlandia.

Inoltre, secondo Eleni Varvitsiotis, corrispondente di Kathimerini ci sarebbe la richiesta di un pacchetto di riforme più duro e di un ritorno alle urne in Grecia.

A quanto pare, infine, l'idea di un Grexit temporaneo, sarebbe stata concordata con Angela Merkel.

Se fosse tutto confermato, sarebbe un durissimo attacco al governo Tsipras da parte dei "falchi" dell'Eurogruppo.

19:06 - Mentre la riunione dell'Eurogruppo è ancora in corso, si sta diffondendo in queste ore sempre più insistentemente l'ipotesi di un "Grexit temporaneo", ossia un'uscita della Grecia dall'Eurozona per cinque anni, affiancato da un piano di aiuti umanitario.
La notizia è stata data dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung che sostiene che sia stato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble a proporre questa soluzione, sostenendo che invece la proposta greca di un nuovo programma di aiuti basato su tre anni non è sostenibile. Tuttavia secondo fonti Ue riportate dall'Ansa questa ipotesi non può essere presa sul serio perché sarebbe "legalmente infattibile, senza senso economico e non in linea con la realtà politica".

Intanto fonti del governo greco dicono che nessuno oggi ha menzionato l'ipotesi di Grexit all'Eurogruppo.

14.40 - Padoan arriva all'Eurogruppo e dice solamente: «Non siamo qui per raggiungere un accordo stasera, ma solamente per dare il via alle trattative se c'è una base di partenza condivisa». Non risponde a domande su ottimismo o pessimismo in merito a quel che succederà

Eurogruppo, gli arrivi

14.00 – Dalle dichiarazioni che si susseguono da parte dei Ministri delle Finanze in arrivo a Bruxelles si capisce chiaramente quale sarà il cavallo di battaglia dei "falchi" dell'Eurogruppo. Ovvero di coloro che sono pronti al Grexit. Si pone una questione di "fiducia" nei confronti della Grecia. Il ritornello, ripetuto da Austria e Olanda e di certo concordato con la Germania, suona più o meno sulla base di tre note monotone:
- il piano di adesso è uguale a quello bocciato dal referendum (difficile da smontare, ma non è vero: basta confrontare le proposte e aggiungerci la richiesta di taglio del debito e di investimenti)
- la Grecia non ha fatto niente (Bloomberg dice il contrario: la Grecia ha applicato le misure di austerità imposte, con risultati recessivi)
- come facciamo a fidarci?

13.45 - Con enorme ottimismo, Kathimerini cita una fonte vicina alle istituzioni europee e dà praticamente per certo l'accordo.

Non sapremmo dire se sia presto o meno per questo slancio di soddisfazione, ma ne diamo conto.

12.45 - Il portavoce di Jeroen Dijsselbloem ha comunicato che l'Eurogruppo ha ricevuto la prima valutazione delle istituzioni dell'ex Troika sulle misure proposte dalla Grecia, che sono state esaminate in base all'articolo 13 del trattato sulla'Esm, il fondo salvastati a cui il governo ellenico ha chiesto un programma di aiuti di tre anni. Nel corso della riunione dell'Eurogruppo che comincia alle 15 i ministri delle finanze dell'Eurozona decideranno se accettare la proposta greca in base alla valutazione dell'ex Troika.

Frankfurt Allgemeine Sonntagszeitung rivela che secondo tale valutazione le proposte da 12 miliardi presentate dalla Grecia sarebbero una base per il negoziato, ma allo stesso tempo vengono chieste misure supplementari per raggiungere gli obiettivi di bilancio e ulteriori riforme.

Lagarde e Tsakalotos

8.32 - Se alcune voci vorrebbero un accordo possibile, sulla base di un investimento da 78 miliardi di euro (di cui 58 dall'Esm e i restanti dal Fmi), è chiaro che la strada verso questo finale vede nel Ministro delle Finanze tedesco Schäuble un grosso ostacolo.

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11 luglio 2015 – Accordo o Grexit. Sono sempre questi due gli scenari, cambia ben poco, anche dopo gli accadimenti delle ore notturne.

La proposta della Grecia è ovviamente un compromesso fra le aspettative del paese e le richieste dei creditori. È stata al vaglio del Parlamento greco durante la notte e ha ottenuto il sì di Syriza (sì è convinta anche l'ala a sinistra, tranne 16 deputati. E un assente, Yanis Varoufakis), dei Greci Indipendenti e di una parte delle opposizioni: il Pasok, Nuova Democrazia e To Potami. È arrivato invece il "No", scontato, di Alba dorata e dei comunisti greci. Con 250 sì, 32 voti contro, 8 astenuti, la proposta è stata approvata. Tsipras ha dunque pieno mandato per trattare con i creditori e provare a raggiungere un accordo.

Dall'Eurogruppo non è ancora arrivato nessun commento ufficiale.

Ma la bilancia accordo-grexit è ancora in perfetto equilibrio, visto che i tedeschi non sono ancora convinti di "potersi fidare" della Grecia (questo è quello che continuano a sostenere, mentre Varoufakis ribadisce anche sul Guardian di essersi convinto che la Germania voglia la Grecia fuori dall'Euro).


Si preannuncia un lungo fine settimana per la Grecia e l'Europa.

Seguiremo la diretta oggi e domani, naturalmente. Si comincia oggi, con una seduta straordinaria dell'Eurogruppo alle 15. Domani, poi, l'Eurosummit.

Grexit: chi lo vuole?

Grecia: chi vuole il Grexit, chi no

18.30 – Una lunga, lunghissima giornata, ancora ben lontana dal volgere al termine, quella che vede i creditori della Grecia impegnati nell'analisi delle proposte e delle richieste del governo Tsiprs.

Nell'immagine qui sopra (da RBS Credit Strategy) si può apprezzare in forma grafica la divisione fra i paesi e le istituzioni che sono pronti al Grexit (Germania in testa, poi Slovenia, Estonia, Slovacchia, Finlandia, Lituania, Lettonia, Belgio, Austria e Olanda), quelli che sono decisamente contrari (Francia in testa, poi Italia, Francia, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo), quelli che lo eviterebbero se possibile (Lussemburgo, Spagna, Irlanda, Malta, Portogallo, l'Eurogruppo).

In questo scenario, è chiaro che ogni manifestazione di umore sia presa come fondamentale per cercare di decifrare cosa accadrà. Non dimentichiamo, poi, la spinta esterna degli USA, che starebbero facendo pressioni sulla Germania perché Merkel e compagnia si riducano a più miti consigli e, a fronte delle proposte greche, accettino la riduzione del debit per il paese. La cosa ha suscitato anche una piccola schermaglia a distanza. Con scarsa lungimiranza e con molta leggerezza, il Ministro tedesco Schäuble ha detto che se gli USA concederanno alla Grecia di adottare il dollaro, allora l'Unione Europea si allargherebbe a Porto Rico. Ora, va bene che l'Unione Europea si sta abituando a comandare – e con essa la Germania – e a imporre cose agli stati democratici, ignorandone le istituzioni o sostituendosi ad esse. Ma Porto Rico non l'ha presa bene. E il Presidente del Senato portoricano ha risposto per le rime a Schäuble.

Incidenti e battute a parte, nel corso della giornata si sono susseguiti commenti vari ai documenti presentati dalla Grecia, ma nulla di sostanziale, se non un ribadire le rispettive posizioni (quelle illustrate nell'infografica, per capirci). Secondo l'AFP, tuttavia, il clima nell'esecutivo ellenico è attualmente di moderato ottimismo.


Questo anche se l'ala più a sinistra di Syriza ha chiesto a Tsipras di non accettare alcun accordo se non ci sarà una concessione sul taglio del bilancio.

E anche se la Germania persevera nell'intransigenza.

Grecia: ecco la proposta integrale e le richieste


10 luglio 2015 – Naftemporiki ha pubblicato online la proposta integrale del governo greco ai creditori.
Poco dopo, sono emerse anche le richieste che la Grecia farà ai medesimi per applicare il piano di riforme.

Tanto per cominciare, ecco il testo integrale, in greco e in inglese.


Rispetto alla mossa aggressiva del referendum, a una prima analisi la proposta pare un passo indietro e un'accettazione più passiva delle richieste di misure di austerità da parte dei creditori che, a questo punto, si trovano nella posizione di dover dare una risposta definitiva. Se l'accordo fallirà, sarà sostanzialmente colpa loro.

Per confronto, qui c'è il testo integrale in inglese della proposta dei creditori del 26 luglio scorso.

Le proposte sembrano, è evidente dal confronto, più accettabili per i creditori. Ma la Merkel sarà disposta ad accettare il terzo piano di salvataggio o, come si ama dire usando l'anglicismi, di bailout? C'è poi un ulteriore dettaglio. Perfettamente coerente con la convinzione di Tsipras e del suo governo che le misure di tagli e riforme non saranno affatto sufficienti per rilanciare l'economia greca.


In cambio dell'accettazione delle misure di austerità, il governo Greco vuole comunque una ristrutturazione del debito e il pacchetto di 35 miliardi di investimento di cui ha parlato Juncker qualche tempo fa.

Questa parte non è nella lettera inviata ai creditori. Ma sarebbe, invece, in quella inviata al Parlamento greco.

Insomma: la partita è ancora aperta.

Proposte consegnate, palla ai creditori


23.00 – Facciamo ordine. Le proposte sono state inviate ai creditori, al netto di Tweet poco chiari che circolano. La corrispondente del Guardian conferma la cosa e aggiunge che le proposte saranno votate dal Parlamento greco venerdì, affinché Tsipras e i negoziatori abbiano mandato ufficiale per trattarle con l'Eurogruppo. Nessuna dichiarazione da parte di Tsipras.

La manovra sarebbe di 12 miliardi di euro. Addirittura più di quegli 8 miliardi previsti dalle richieste respinde dal referendum, secondo Kathimerini. 12 miliardi di euro da recuperare in due tre anni (questa la differenza sostanziale), in cambio di un taglio del debito.


Adesso la palla passa ai creditori.

22.50 – Se le dichiarazioni di Schaeuble sembravano sibilline, non si sa veramente come interpretare il tweet di Martin Selmayr, capo di gabinetto del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junvker.

Cosa significa?


È forse una precisazione a quest'altro Tweet? Si parla di burocrazia? O c'è davvero un intoppo?

Eppure il portavoce dell'Eurogruppo non aveva sollevato alcuna obiezione e aveva confermato la ricezione di una nuova proposta da parte della Grecia.

22.18 – Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, accusato da Varoufakis di avere un piano per buttar fuori dall'Euro la Grecia, ha fatto una dichiarazione decisamente sibillina, riportata da Kathimerini.

Ha prima ammesso che la Grecia ha bisogno di «ristrutturazione del debito come parte di un nuovo programma». Ha riconosciuto che «l'FMI ha ragione nel dire che la sostenibilità del debito non è possibile senza un taglio». Poi però ha aggiunto: «Ma non ci può essere un taglio, in quanto violerebbe l'intero sistema dell'Unione Europea».

Che Varoufakis abbia ragione?

22.00 – Consegnate le proposte dalla Grecia all'Eurogruppo. Nel frattempo, Kathimerini getta benzina sul fuoco riportando parole di Yanis Varoufakis. E Bloomberg scopre una transazione in dracme. Secondo il Guardian, però, il governo greco si sarebbe arreso e avrebbe accettato di imporre dure misure di austerità in cambio di un taglio modesto del bilancio.

20.00 – Sarebbe pronta la proposta finale di Tsipras e del governo greco. La scadenza fissata per la consegna era diventata la mezzanotte di oggi.

Nel frattempo, sono stati messi in calendari alcuni incontri.

Venerdì 10 luglio, riunione di Syriza e poi del gruppo di legislatori del partito
Sabato 11 luglio, Eurogruppo alle 15.

Intanto, come riporta Ekathimerini, la Germania ammette la necessità di una ristrutturazione del debito.

Si va davvero verso un accordo?

13.30 – Nessuna nuova da Bruxelles. Se non il fatto che Tusk si è esposto con un paio di Tweet piuttosto cerchiobottisti ma che, a voler pensare che l'UE ha tutti gli interessi a non far dissolvere l'Eurozona così com'è ora, potrebbero lasciar intravedere un'apertura.

Vediamo i due Tweet, che seguono una conversazione fra Tusk e Tsipras.


Insomma, proposte realistiche da Atene devono confrontarsi con proposte realistiche da parte dei creditori sulla sostenibilità del debito. Subito dopo, però, Tusk precisa così.

Il secondo tweet, insomma, ribadisce l'elogio dell'austerità.

Grecia, ultime notizie

9 luglio 2015 – La Grecia deve consegnare il documento che si aspetta l'Eurogruppo. Il termine ultimo sarebbe, in realtà, domani mattina, ma da più parti si apprende che ci sono pressioni affinché la consegna avvenga entro la mezzanotte di oggi, per avere 48 ore di "studio" a disposizione prima del summit di domenica.

Il punto è che non ci sono piani nascosti: l'Europa sa già quale sia la proposta della Grecia. E non è vero che non sia mai stata fatta. La Grecia chiede un taglio del debito e un nuovo prestito. La proposta resta sempre la stessa fatta prima del referendum. E dunque prevederà anche un periodo di "grazia" e la possibilità di attuare manovre non recessive.

Ora, l'Unione Europea deve semplicemente decidere cosa fare. Quale dei due scenari plausibili affrontare. Lo scenario del Grexit. Lo scenario richiesto dalla Grecia. Non sembrano possibili posizioni intermedie. A meno che una delle due parti non stia bluffando.

Se Tsipras si mantiene sulla sua linea e l'Europa su quella tedesca, il Grexit appare inevitabile.

Dall'altra parte, l'intervento di Obama potrebbe far pensare a uno spiraglio. Ma l'UE davvero vorrà concedere a Tsipras e a un governo non allineato la seconda vittoria in una settimana, tagliando il debito della Grecia?

La questione non è solo economica, come si vuol far credere. Anche perché all'orizzonte ci sono le elezioni in Spagna (a novembre o dicembre 2015, dopo quelle di maggio). C'è il Brexit con il referendum di Cameron (cosa che prima dell'inusitato successo conservatore alle politiche nel Regno Unito sembrava un'ipotesi remotissima, e che invece è tornato a prendere quota). Ci sono poi le spinte dei movimenti populisti di destra, nazionalisti, xenofobi o altro, che naturalmente hanno tutti gli interessi ad approfittare politicamente della situazione.

Saranno giorni di concitazione, quelli che verranno.

Ed è vero che l'Europa si trova di fronte a una delle sfide più difficili della propria storia. Ma non è soltanto una questione economica. È una questione politica.

Grecia: la lettera di Tsakalotos e la posizione di Tsipras


Grecia, ultime notizie

14.30 - Le richieste e le promesse della Grecia sono state ben riassunte e spiegate in un documento firmato dal nuovo ministro delle finanze, Euklid Tsakalotos, successore di Yannis Varoufakis. In poche righe il nuovo ministro ha ribadito l’esigenza di un prestito dall’ESM per un periodo di tre anni, prestito che sarà utilizzato per assicurare la stabilità del sistema finanziario greco.

La Grecia, spiega Tsakalotos, si impegna con una serie di riforme e misure nelle aree della sostenibilità economica, della stabilità finanziaria e della crescita economica sul lungo periodo. Già a partire dall’inizio della prossima settimana potranno essere implementate delle misure per la riforma fiscale e del sistema pensionistici.

I dettagli di queste misure saranno presentati all’Eurogruppo nelle prossime ore, entro domani al massimo:

La Grecia è decisa a onorare le proprie obbligazioni finanziarie verso i suoi creditori in toto e tempestivamente. Siamo certi che gli Stati Membri apprezzino l’urgenza della richiesta del prestito vista la fragilità del sistema bancario e la nostra mancanza di liquidità. […] Ribadiamo l’intenzione della Grecia di restare un membro dell’Eurozona e di rispettare le regole e le regolamentazioni come uno Stato membro.

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13.30 - A poco più di tre ore dal suo intervento dell’Europarlamento, il premier greco Tsipras ha ripreso la parola per rispondere agli interventi dei deputati, alcuni più duri di altri.

Tsipras ha ammesso che negli ultimi cinque mesi il suo governo ha passato più tempo a negoziare che a governare, ma ha respinto al mittente le critiche di chi sosteneva che non sia stato fatto nulla per cambiare le cose. Il premier ha spiegato che sono stati assicurati alla giustizia molti cittadini greci ritenuti responsabili di evasione fiscale. Poi ha ribadito:

Vogliamo il vostro supporto per cambiare la Grecia. Capiamo che questo dibattito non è esclusivamente su un solo Paese. Si parla del futuro della nostra costruzione comune, l’Unione Europea e l’Europa. Ci sono differenze ideologiche, siamo divisi sui problemi, ma questo è il momento cruciale per mettere insieme le forze.

C’è stato spazio anche per rispondere direttamente al tedesco Manfred Weber, presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo, che questa mattina l’aveva attaccato senza mezzi termini accusandolo di aver mentito alla gente e di essere responsabile del fallimento dell’Europa. Tsipras è stato breve e conciso:
Signor Weber, il momento più forte di solidarietà nella storia europea moderna è stato nel 1953, quando il tuo Paese veniva da due guerre mondiali e l’Europa, i cittadini dell’Europa, hanno mostrato la più grande solidarietà possibile. Il 60% del debito della Germania fu tagliato proprio in quell’occasione.

Nel concludere il suo intervento, Tsipras si è rivolto ancora all’Europa:
E, ancora:
Io non ho un piano segreto per l'uscita dall'euro e vi sto parlando davvero con il cuore in mano. Domani torneremo ancora con alcune proposte specifiche.

Subito dopo ha preso la parola Donald Tusk, per le considerazioni finali. Il Presidente del Consiglio europeo ha sottolineato che l’origine della crisi in Grecia non è stata la moneta comune, l’euro, ma l’aver speso troppo. Poi, rivolto al governo greco, ha detto:
Cercate aiuto tra gli amici e non tra i vostri nemici, specialmente quando questi non sono in grado di aiutarvi.

E, rivolto ai creditori della Grecia, ha così concluso:
Se volete aiutare un amico in difficoltà, non umiliatelo. Abbiamo bisogno di unità non perchè l’unità è una bella idea, ma perchè l’unità è indispensabile per prendere decisioni.

10.10 - Tsipras ha preso la parola all’Europarlamento:
I programmi di salvataggio sono stati implementati meglio ultimi cinque anni. Mi prendo la piena responsabilità di quello che è accaduto negli ultimi cinque mesi, ma dobbiamo riconoscere quello che è successo prima. Non dimentichiamoci il fatto che negli ultimi cinque anni i cittadini greci hanno fatto enormi sforzi per adattarsi al cambiamento. Rispettiamo i sacrifici che hanno fatto gli altri Paesi. Ovunque guardo, i programmi sono stati stati così duri e tosti come in Grecia.

E, ancora:
Questo esperimento, dobbiamo accettarlo, non è stato un successo. Ha portato alla povertà e al debito pubblico. Siamo stati il laboratorio dell’austerità dell’Europa. Vogliamo un accordo coi nostri vicini, ma vogliamo anche vedere la luce alla fine del tunnel.

Per questo, spiega Tsipras:
Abbiamo bisogno di fondi sicuri per crescere, combattere la disoccupazione e dare una spinta all’imprenditoria. Ieri abbiamo sottoposto una proposta all’Eurogruppo. Questo è nei migliori interessi non soltanto della Grecia, ma anche del resto dell’Eurozona, anche da una prospettiva geopolitica. Non si tratta di un fardello per i contribuenti europei, la maggior parte dei fondi è già stata sborsata.

Il lungo intervento si è così concluso:
L’Europa si trova a un crocevia, la cosiddetta crisi della Grecia è solo una manifestazione dei più grandi problemi dell’Eurozona. Questo richiesta una soluzione europea. Parliamo di un’Europa unita, non permettiamo che diventi un’Europa divisa.


9.40 - Il Primo ministro greco Tsipras è atteso questa mattina all’Europarlamento, accolto dal presidente Martin Schulz durante la sessione plenaria in programma in questi minuti.

Tsipras, insieme al presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, presenterà le conclusioni del summit di ieri.

8 luglio 2015 – Sono ancora due, gli scenari possibili secondo Juncker. E a tutti e due l'Unione Europea sarebbe pronta.

Il primo: il Grexit. E eventuali aiuti umanitari. Il secondo: la Grecia dentro all'Euro e all'Eurozona.

Dunque, non c'è niente di escluso. La Grecia ha tempo fino a venerdì 10 alle 8.30 del mattino per formalizzare la sua proposta, e domenica 12 si dovrà trovare un accordo. Se ciò non accadrà, si valuterà lo scenario dell'uscita del paese dall'euro. Juncker, prima di cedere la parola a Tusk, si è lamentato dell'epiteto rivolto ai creditori da Varoufakis, quel "terroristi" (nell'intervista a El Mundo) che evidentemente non è proprio andato giù alle alte sfere dell'Unione Europea.


In ogni caso, la scadenza è la fine di questa settimana.

Dal canto suo, Alexis Tsipras ha chiuso la lunga giornata del 7 luglio con una conferenza stampa che "cozza" decisamente contro la narrazione delle controparti.

Secondo il primo ministro greco, infatti, la discussione è su un binario positivo. La Grecia ha fatto proposte socialmente giuste e economicamente sostenibili, che contengono anche riforme credibili.

«Il nostro obiettivo», ha detto Tsipras, «è di uscire definitivamente dalla crisi».

Non resta che attendere, dunque. La notte fa calare il sipario a Bruxelles, ma è una quiete destinata a durare pochissime ore.

Grecia, l'Eurogruppo del 7 luglio

21.00: Obama ha parlato con Angela Merkel: dalla Casa Bianca confermano che il Presidente USA ha fatto pressione perché si faccia di tutto per mantenere la Grecia nell'Euro. Un'Eurozona stabile, si sa, fa più che comodo agli Stati Uniti come blocco contro Putin. Uno scenario per nulla nuovo.

20.54: C'è la volontà politica di un accordo, dice Tsakalotos. Secondo le fonti più varie da Bruxelles, inoltre, questa serà la Grecia scriverà una lettera per un intervento dell'European Stability Mechanism.

20.00: ecco i prossimi passaggi che aspettano la Grecia, secondo Politico.

- martedì 7 luglio 2015, sera: la Grecia consegna una nuova proposta scritta per un terzo programma (azioni immediate e un finanziamento ponte in cambio)
- mercoledì 8 luglio 2015: l'Eurogruppo discute e eventualmente approva in una "conferenza telefonica"
- dall'8 luglio 2015: Banca Centrale Europea, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale lavorano alla proposta nei giorni successivi
- domenica 12 luglio 2015: Eurogruppo e Summit dell'Unione europea per approvare l'accordo

19.45: secondo la CNBC domenica 12 luglio ci dovrebbe essere un summit completo dei capi di stato dell'Unione Europea. L'introduzione di Tusk è molto dura. E infatti i greci sono preoccupati del fatto che si cerchi di screditare la loro proposta. La notizia arriva dalla BBC, che ha pubblicato un appunto proveniente da una riunione dei ministri greci.

Tusk vorrebbe una decisione stasera. Quel che emerge dalle sue parole è che non ci sarebbe una proposta da parte del governo greco. Che però la pensa diversamente, come riporta la BBC:

«È la stessa argomentazione che hanno proposto quando il governo greco ha messo sul tavolo una proposta di 47 pagine, o quando è tornato il lunedì prima del referendum. Sembra che, semplicemente, all'Eurogruppo non piaccia la nostra proposta, ancora una volta, e che cerchino la medesima modaalità per screditarla».

19.00: l'Eurogruppo è iniziato. Non c'è, a quanto pare, una proposta da parte della Grecia. Si attende di conoscere la posizione del nuovo Ministro delle Finanze Tsakalotos.

Ecco il Tweet di Donald Tusk.

17.30 - E' arrivata la dichiarazione di Jeroen Dijsselbloem. Il Presidente dell'Eurogruppo ha detto alla stampa "Vorremmo ricevere una proposta scritta [da parte della Grecia] molto rapidamente". Ed ha aggiunto: "I greci ci manderanno una richiesta di aiuti Esm entro domattina, e un nuovo Eurogruppo telefonico la valuterà, poi ci invieranno una lista di riforme".

15.50 - Una fonte del Parlamento europeo riferisce che Atene presenterà domani le sue proposte per un nuovo piano di aiuti. Dunque, l'Eurogruppo di oggi non porterà ad una decisione definitiva.

Intanto, una dichiarazione del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, è stata annunciata dal Consiglio Ue a breve.

14.30 – Pavlopoulos, il Presidente della Repubblica greco, ha inviato una lettera al Presidente dell'Eurogruppo, che riassume le posizioni di tutti i partiti del Parlamento greco (tranne il KKE e Alba Dorata).
Nella lettera si individuano gli obiettivi comuni: la copertura delle necessità del paese, riforme credibili basate su un'equa distribuzione dei sacrifici e una promozione della crescita, conmeno conseguenze recessive possibili; un programma forte di sviluppo, per incoraggiare l'impresa e favorire l'occupazione. Un confronto sul debito pubblico greco. Inoltre, è una priorità assoluta il ripristino della liquidità.

Lettera del Presidente della Repubblica Greca al Presidente dell'Eurogruppo

13.15 – Il Ministro Padoan arriva all'Eurogruppo. Ai giornalisti spiega che si approccerà alla riunione con «spirito costruttivo, per cercare un accordo». Poi aggiunge: «Spero che il governo greco si ponga in modo costruttivo. Spero che si cominci anche a discutere per accelerare l’integrazione monetaria». A chi gli chiede come si reagirà se Tsipras dovesse chiedere un prestito ingente, Padoan risponde: «Staremo a sentire le richieste specifiche e gli impegni che sarà disposto a prendere».

Molto meno accondiscendente il collega tedesco Wolfgang Schäuble: «Il governo greco ha fatto una grossa campagna pr il no al referendum. Hanno vinto con una larga maggioranza, lo rispettiamo. Ma senza un programma non c'è alcuna possibilità, nel contesto dell'eurozona, che l'eurogruppo possa essere d'aiuto»

12.55 - Secondo quanto rivelano alcune "fonti europee" ad alcune agenzie stampa italiane il premier greco Alexis Tsipras avrebbe chiesto un prestito ponte "da erogare entro 48 ore" complessivo di 7 miliardi di euro ai vertici di Bruxelles per far fronte all'emergenza dei debiti in scadenza ed evitare il default.

10.00 - Il Fmi, nel commentare i dati dell'economia italiana, rende noto che, se non prevenuti e combattuti, gli effetti della crisi greca potrebbero avere conseguenze negative sul nostro paese, ma limitate.

Ecco cosa dice l'organizzazione internazionale: "gli sviluppi Grecia potrebbero avere un sostanziale impatto sull'Italia tramite effetti sulla fiducia, anche se l'esposizione diretta è limitata". E "limitati sono i rischi di contagio a breve termine".

9.25 – Il Presidente della Commissione Europea Juncker ha parlato all'Europarlamento a proposito della crisi greca.


Ecco i punti salienti del suo intervento:

«Ci sono fazioni che fanno campagna apertamente o sottobanco per il Grexit. Io sono contro soluzioni semplicistiche. In Europa non ci sono soluzioni semplicistiche. C'è il compromesso».

«La nazione greca è un grande paese, e cacciare la Grecia dall'unione monetaria o addirittura dall'Unione Europea non è una cosa che vogliamo o che dovrebbo desiderare»

«Che Europa avremmo se le nazioni smettessero di parlarsi l'un l'altra? Ora è tempo per il buon senso, la ragione e per lasciare spazio al negoziato anziché all'emotività»

«La delegazione greca si è chiamata fuori dai negoziati. È stato un errore».

«Se arriveremo a una soluzione oggi, sarà oltre le soluzioni semplicistiche. Quello che faremo oggi è parlarci e rimettere ordine nella situazione»

7 luglio 2015, 00.01 – Una giornata convulsa volge al termine, una nuova giornata di trattative si apre.

Tutto come da copione dal vertice Merkel-Hollande: intransigente la prima, più ottimista a proposito di un accordo il secondo. Le parole chiave sono sempre le medesime: "urgenza", "proposte che riportino il Paese alla prosperità". Nella sua linea dura, Merkel ha trovato un alleato decisamente inaspettato nel connazionale Martin Schulz, la cui posizione è stata definita troppo dura dai suoi stessi colleghi di partito.

Ora è il momento dell'Eurogruppo.

Tsakalotos, il ministro che ha preso il posto di Varoufakis, già capo della negoziazione da aprile, non ha cambiato versione rispetto a quella di Varoufakis: «Non accetteremo una soluzione non praticabile per la Grecia», ha detto insediandosi e poi abbracciando il predecessore.

Oggi la Grecia presenterà le sue proposte ed è prevista la riunione dell'Eurogruppo.

Grecia ed Eurogruppo, la crisi dopo il referendum

17.10: in un comunicato dell'MFI si legge che il Fondo ha «preso nota del risultato del referendum in Grecia. Stiamo monitorando la situazione da vicino e siamo pronti ad aiutare la Grecia se sarà richiesto».

17.00: il governo greco ipotizza chiusura delle banche estesa, forse, a tutta la settimana. Così scrive l'Ansa, che cita a sua volta media greci e fonti vicine a istituti bancari ellenici. Fino al 10 luglio, mantenuto il limite di 60 euro al giorno per il prelievo agli sportelli automatici.

16.16: Efklidis Tsakalotos è il nuovo Ministro delle finanze della Grecia ad interim. Dopo le dimissioni di Varoufakis, toccherà a lui condurre il negoziato con l'Eurogruppo anche nelle vesti di Ministro delle finanze, visto che già indossa quelle di Ministro degli esteri.

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14.10: dopo i Greci, anche Angela Merkel dice "No". E lo dice attraverso il suo portavoce, Steffen Seibert, secondo il quale la Germania rispetta il "no" dei greci alle misure di austerità e lascia aperta una porta per ripensamenti. Ma «non ci sono condizioni per negoziare un nuovo programma».
Secondo il governo tedesco, insomma, l'austerità richiesta è un principio fondamentale che la Germania supporta e al quale non intende rinunciare. In ogni caso, ha concluso Seibert, «molto dipende da quali proposte farà il governo greco».

Esattamente quel che diceva ieri Guy Verhofstadt.

7 luglio 2015 – Che succede dopo il referendum greco? La vittoria del NO, a quanto pare inattesa per tutti tranne che per Syriza, ha sparigliato le carte in Europa.

Poi è arrivata la mossa a sorpresa di Varoufakis. Un colpo di teatro, un'altra mossa politica: togliersi di mezzo per favorire le trattative all'interno dell'Eurogruppo.

La giornata, come era facile immaginare, è densa di incontri privati. In questo momento, per esempio, secondo il Guardian Tsipras è a colloquio con Merkel. Poi parlerà con Putin, nel frattempo si vede con tutti i capi di partito greci.

Al momento, la situazione è di grande attesa da parte di tutti. È vero, le Borse hanno aperto con segno negativo, ma sui mercati c'è incertezza, non tracollo.

C'è attesa per l'incontro fra Merkel e Hollande. In Italia, su Facebook – la questione per fortuna era troppo complessa per un Tweet – Matteo Renzi ha fatto una mezza capriola. Dopo aver ridotto il referendum greco a un derby fra dracma e euro, ora il Presidente del Consiglio sostiene che si debba trovare una soluzione permanente alla questione greca e che si debba ripensare l'europa e smettere di parlare solo di austerity e bilanci (il che significa scegliere, per il momento, la parte francese nel dualismo franco-teutonico. Attenzione: Renzi non ha detto «chiudere con le politiche di austerità»).



Ci sono due cantieri da affrontare rapidamente nelle capitali europee e a Bruxelles.Il primo riguarda la Grecia, un...

Posted by Matteo Renzi on Monday, July 6, 2015




Referendum Grecia, risultati: vince il NO con il 62,50%


Il risultato finale vede la vittoria del NO con il 62,50%.

Un breve riasssunto:

Che referendum hanno fatto in Grecia? Un referendum voluto dal governo in cui si chiedeva ai Greci se accettassero o rifiutassero le riforme chieste dai creditori per continuare con gli aiuti.
Cosa vuol dire il NO della Grecia? Vuol dire che i Greci hanno rifiutato le proposte di riforme e tagli dei creditori.
La Grecia è uscita dall'Euro? No.
Cosa succede adesso che ha vinto il NO? Tsipras riprende le trattative con l'Eurogruppo. La Grecia vuole una proposta che garantisca stabilità a lungo termine – e ne ha fatte in tal senso. L'Eurogruppo dovrà decidere se accogliere queste proposte o rigettarle.

6 luglio 2015 - 00.17: 95,40 % dei seggi, 61,31% i NO
23.53: 93,64 % dei seggi, 61,29% i NO

23.37: 92,18 % dei seggi, 61,33% i NO

22.50: Tsipras ringrazia per la vittoria.

«Voglio ringraziare le migliaia di persone nelle maggiori città europee che sono scese in piazza per mostrare solidarietà ai Greci. I Greci hanno fatto una scelta molto generosa.

«Il mandato che mi avete dato non è contro l'Europa, è un mandato per trovare una soluzione sostenibile, per trovare una fine a questo circolo vizioso»

«Non c'è una soluzione facile, ma possiamo trovarne una giusta e sostenibile se entrambe le parti parlano il medesimo linguaggio».

«I Greci non hanno risposto alla domanda "dentro o fuori all'Eurozona". Dovrebbe essere rimossa dalla retorica, questa cosa. Il referendum era a proposito di che tipo di Europa vogliamo. Vogliamo un'Europa di soldarietà e democrazia».

22.49: NO al 61,46%. 88,39% dei seggi scrutinati

22.34: sempre netto il predominio del NO, al 61,53%. 85,96 % dei seggi scrutinati, e in vantaggio in tutte le regioni. Con buona pace dei sondaggi che prevedevano pareggi o vittorie del sì.

22.05: 73,10 % dei seggi, NO al 61,59%

21.24 – Scrutinati il 58,64% dei seggi, il NO arriva al 61,29%. I Greci dicono NO all'austerità dell'Eurogruppo.

21.10 – Mentre la vittoria del NO sembra ormai sempre più vicina anche nell'ufficialità, ecco che qualcuno comincia ad abbassare i toni dall'UE. È Guy Verhofstadt, belga Capogruppo dell'ALDE, già Presidente del Consiglio europeo, che invita Tsipras a presentarsi con proposte serie.


Il fatto è che Tsipras e Varoufakis la loro proposta seria l'hanno già fatta. E i creditori lo sanno bene. In ogni caso, è evidente il cambio di strategia. In attesa del vertice a due Merkel-Hollande.

21.0755,03% dei seggi, NO al 61.30%.

20.55: 51,88% dei seggi, NO al 61,09%. L'Europa si prepara a trattare nuovamente con la Grecia. E questa volta Tsipras e Varoufakis sono un po' più forti.

20.38: 45,67 % dei seggi, NO al 61,09%. Il NO è avanti in tutte le regioni.

20.14: scrutinato il 34,53 % dei seggi, il risultato al momento vede il NO al 60,98%

20.00: 29,11% dei seggi, NO al 60,64%.

19.51: il NO è in vantaggio nei risultati parziali. Scrutinato il 24,9% dei seggi, NO al 60,6%.

19.24: il NO è avanti nei risultati parziali. Dopo uno scrutinio dell'11% dei seggi, è al 59,96%.

19.15: secondo Mega Tv, televisione greca, quando è stato scrutinato l'8% dei seggi, il NO è al 60%.

18.54: Varoufakis si scaglia contro il sistema delle narrazioni tossiche e precisa: «Ho detto "potrebbe" esserci un accordo in 24 ore»

La precisazione era doverosa, ma il senso della frase di Varoufakis era chiaro. Spiace fosse stato distorto.

18.50: il Ministro della Difesa greco, Panos Kammenos (Greci indipendenti, partito di destra alleato di Syriza in coalizione di governo) ha twittato: «Questo dimostra che i Greci non possono essere ricattati, terrorizzati, minacciati. Ha vinto la democrazia».


18.39: è importante ricordare che, al netto di tutte le speculazioni, non ci sono ancora risultati, nemmeno parziali. Non ci sono, dunque, proiezioni. Non ci sono nemmeno exit poll ufficiali, ma solamente sondaggi condotti da vari istituti e realtà in Grecia.

18.35: Merkel e Hollande si incontreranno domani sera (Reuters) per parlare del risultato del referendum greco.

18.24: tutti i sondaggi convergono verso un No al 52% e un Sì al 48%. È ovvio che il risultato finale sia però ancora in bilico. C'è prudenza. Ma il portavoce del governo Nikos Filis ha detto alle tv greche che questa situazione suggerisce che il governo «debba agire velocemente per trovare un accordo e normalizzare il sistema bancario».

18.11: Skai TV: 51,1% per il NO, 48,5% per il Sì.
Metron Analysis: NO 49%, Sì al 46%
Alpha TV: NO fra il 49% e il 54%, Sì fra il 45% e il 50%
MRB: NO fra il 49% e il 54%, Sì fra il 46% e il 51%.

Non si tratta di exit poll ufficiali ma di sondaggi telefonici. Vanno presi con il beneficio del dubbio.

Syriza resta prudente.

18.06: la maggior parte degli exit poll, o più correttamente degli opinion poll, pongono il "No" in testa.

18.00: le urne sono ufficialmente chiuse. Ora ci saranno notizie che si inseguiranno prepotenti, perché come dicevamo nel corso della giornata sono stati condotti "phone poll", non exit poll ufficiali.

17.57: tre minuti alla chiusura delle urne. Il Guardian, citando fonti vicine alla commissione europea ma con le dovute cautele, azzarda 8 - 10 punti di vantaggio per il No.

17.30: confermato da più fonti che in caso di vittoria del "No" la squadra greca per i negoziati volerà immediatamente a Bruxelles.

17.00: fra un'ora si chiudono le urne.

16.57: Robert Peston, reporter BBC, rende noto che il governo greco ha previsto una riunione notturna con la banca centrale e le principali banche commerciali del paese, dopo che saranno resi noti i risultati.

16.25: non ci saranno, verosimilmente, exit poll. Ma c'è chi conduce opinion poll. Ora, anche se prendiamo qualsiasi informazione del genere con il beneficio del dubbio, pare giusto dare anche questa informazione che circola sul referendum greco. Secondo Sputnik News, che riporta un'indagine di RIA Novosti (agenzia di informazione russa), il "No" sarebbe avanti di 7 o 8 punti percentuali. I russi si sbilanciano e citano fonti che darebbero per certa la vittoria del "No": ci sembra davvero prematuro fare ipotesi del genere.

15.54: intervistato da Katie Slaman (CNBC), Varoufakis ha assicurato che, in caso di vittoria del no, si può raggiungere un accordo con i creditori in 24 ore.


Un bluff? O una certezza?

Di certo è un'ottima risposta a tutti coloro che hanno fatto – incautamente o strumentalmente – l'equivalenza fra questo referendum e un referendum pro o contro l'Euro.

13.00: Yanis Varoufakis ha confermato che se dovesse vincere il Sì, rassegnerà le proprie dimissioni da Ministro delle Finanze del governo Tsipras.

Nel frattempo, la narrazione che va per la maggiore ora è quella di un risultato doloroso comunque vada. Sembra che il "mainstream" abbia un disperato bisogno di screditare l'operato di Tsipras e dei suoi.

Nelle ultime settimane, la medesima narrazione non si è preoccupata di raccontare le proposte reali della Grecia, esattamente come non ha mai raccontato la "Modest proposal" di Yanis Varoufakis, che qui su Polisblog abbiamo tradotto.

Non ci sono ancora dati di affluenza, anche se prima dell'apertura delle urne si prevedeva che il dato finale sarà superiore all'80% degli aventi diritto. Secondo stime molto approssimative che circolano sui social network, al momento avrebbe votato 1/3 degli elettori.


11.35 - Il premier greco Alexis Tsipras ha votato per il referendum nel seggio del suo quartiere, Ambelokiopi alle 10.30 locali. Questa la sua dichiarazione all’uscita del seggio:


Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa perché si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo. Da domani apriamo la strada per tutti i popoli d'Europa. Oggi la democrazia batte la paura.


Il ministro dell’economia Yanis Varoufakis, dopo aver votato a Faliro, sulla costa ateniese, ha dichiarato:

Gli enormi fallimenti dell'Eurogruppo hanno portato a un ultimatum al quale la gente non ha potuto rispondere. Oggi può dare la sua risposta.

I seggi sono aperti dalle 7 (le 6 italiane) alle 19 e i greci fanno la fila per votare il referendum decisivo per il futuro del Paese. Non sono previsti exit poll e le prime proiezioni attendibili dovrebbero essere disponibili attorno alle 21 locali.

Affinché il risultato del referendum sia valido è necessario che vi prenda parte almeno il 40% del corpo elettorale.

10.45 - Alexis Tsipras ha votato al referendum. Come noto, il suo voto sarà un OXI, cioè un "No" alle ulteriori misure di austerità che i creditori chiedono alla Grecia.

Referendum Grecia voto in diretta

9.30: le urne in Grecia sono aperte dalle 8 ora Italiana. Stando alle agenzie, le operazioni si stanno svolgendo in serenità. È comunque il giorno di una decisione molto importante per il paese: comunque vada, la storia contemporanea della Grecia subirà una qualche forma di cambiamento. Con Tsipras più forte al tavolo dell'Eurogruppo, oppure con nuove elezioni, oppure con qualche altro scenario imprevedibile

5 luglio 2015: ci siamo. È il giorno del referendum in Grecia.
Gli ultimi sondaggi resi noti da Bloomberg danno il "no" all'austerità leggermente in vantaggio, ma il margine d'errore è tale da rendere impossibile fare previsioni.

Le due manifestazioni per il sì e per il no hanno avuto, secondo le forze dell'ordine, il medesimo numero di partecipanti. Tsipras dice: «Non decideremo semplicemente di restare in Europa, decideremo di vivere con dignità in Europa». Antonis Samaras, oppositore di Syriza, invece, la vede diversamente e ha arringato la folla dicendo che un voto per il no significherebbe banche chiuse più a lungo – la liquidità scarseggia, in Grecia – e significa anche che i creditori interpreterebbero la cosa come un no all'euro.

Due tesi diametralmente opposte, in tutto e per tutto. La parola, però, è ora agli elettori greci. Seguiremo gli aggiornamenti in tempo reale.

Referendum Grecia

«Quello che stanno facendo alla Grecia ha un nome: terrorismo»

Yanis Varoufakis
4 luglio 2015 - 12.00: Yanis Varoufakis ha rilasciato un'intervista al quotidiano spagnolo El Mundo (che per qualche motivo oscuro omette la "o" nel cognome del Ministro greco). A poche ore dall'inizio del referendum, Varoufakis si scaglia contro quel che viene fatto, anche mediaticamente, contro la Grecia. «Si chiama terrorismo», dice.

E al giornalista che lo incalza spiega:

«Perché ci hanno costretti a chiudere le banche? Per instillare la paura nelle persone. E quando si diffonde il terrore, si chiama terrorismo. Ma confido che la paura non vincerà»

A chi lo accusa, come viene detto di altri movimenti di "sinistra radicale", come Podemos, di essere anti-europeista (che poi, questa definizione andrebbe analizzata e spiegata. Per esempio: essere anti-euro significa forse essere anche anti-europeista?), il Ministro dice:
«Credo che in tutta Europa siano necessari partiti come Syriza e Podemos, partiti critici con il sistema, ma allo stesso tempo europeisti e democratici. Detestiamo che ci facciano passare per anti-europeisti. Non è la verità, non lo siamo. Siamo necessari».

Referendum Grecia: tutto quello che c'è da sapere


4 luglio 2015: mancano meno di 24 ore al referendum in Grecia. La situazione nella penisola ellenica è di grande instabilità, secondo i sondaggi (e anche a seconda delle fonti che ne parlano, naturalmente).

Vediamo in breve tutto quello che c'è da sapere su questo referendum.

Quando si vota? – Domenica 5 luglio 2015, dalle 7 alle 19 ora di Atene, quindi dalle 6 alle 18 ora italiana.
Chi vota? – I cittadini greci che hanno superato la maggiore età.

Referendum Grecia 2015: il quesito – Questo è il quesito a cui saranno chiamati a rispondere gli elettori greci:

«Deve essere accettato il piano di compromessi proposto dalla Commissione europea, il Fondo Monetario internazionale e la Bce all'Eurogruppo del 26 maggio 2015, composto da due documenti che costituiscono l'intera offerta? Il primo documento si intitola Riforme per il completamento del programma corrente e oltre, il secondo Analisi preliminare della sostenibilità del debito».

Quindi su cosa si vota? Si vota sulle proposte della "trojka" al governo greco. Proposte che il governo greco ha ritenuto inaccettabili.
Perché Tsipras ha voluto il referendum? Perché – come ha spiegato il Ministro delle Finanze Varoufakis – il governo di Syriza non ha ricevuto alle elezioni una maggioranza assoluta. E siccome rifiutare le condizioni della trojka può avere conseguenze di portata notevole (secondo le rivelazioni statistiche diffuse dai media mainstream, l'80% dei greci è contrario all'austerità ma la medesima percentuale non vuole uscire dall'euro) hanno deciso di rimettere democraticamente la decisione sul tema agli elettori.

Le risposte al referendum – Gli elettori potranno rispondereNAI, che in greco significa "Sì", oppure OXI, che in greco significa "No". NAI implica accettazione delle condizioni dei creditori. OXI invece ne implica il rifiuto.
Cosa succede se vince il "No"? Di sicuro Tsipras uscirebbe rafforzato dalla vittoria al referendum (il suo governo, chiaramente, si è schierato per il "No"), avrebbe più potere di contrattazione in Europa e potrebbe risedere al tavolo delle trattative con i creditori che dovranno eventualmente prendersi la responsabilità di rigettare quanto emerso da un voto popolare. A quel punto, gli scenari sono sostanzialmente due. Il primo: si torna a trattare e si raggiunge un accordo più conveniente alla Grecia (il che potrebbe anche non porre fine alla spirale recessiva, ma questo è un altro discorso). Il secondo: i creditori rifiutano qualsiasi tipo d'accordo e si concretizza il famigerato Grexit.

Referendum Grecia

Cosa succede se vince il "Sì"? Le proposte su cui votano i cittadini greci potrebbero non essere più valide (d'altro canto, la Grecia è già insolvente nei confronti dell'FMI). In ogni caso si dovrà procedere a nuove trattative. Tsipras e il suo esecutivo potrebbero anche dimettersi, ma è tutto da vedere.
Come viene raccontato questo referendum a mezzo stampa? In maniera quasi incommentabile dalla stampa italiana. Una "narrazione tossica" alimentata da slogan e tweet che dipinge un quadro quasi apocalittico di un momento che invece è semplicemente democratico.

Referendum Grecia 5 luglio 2015: il quesito


22.57 - Alexis Tsipras, il cui governo appoggia il 'no' in vista del referendum decisivo del 5 luglio, ha annunciato che in caso di vittoria del 'sì' rassegnerà le dimissioni: "Se il popolo greco vuole procedere con i piani di austerità in eterno, piani che ci impediranno di risollevare la testa, lo rispetteremo, ma non saremo noi a darvi attuazione. Non sono un uomo per tutte le stagioni".

20.24 - Ecco il quesito ufficiale che verrà proposto al popolo greco nel referendum del 5 luglio: "Deve essere accettato il piano di compromessi proposto dalla Commissione europea, il Fondo Monetario internazionale e la Bce all'Eurogruppo del 26 maggio 2015, composto da due documenti che costituiscono l'intera offerta? Il primo documento si intitola Riforme per il completamento del programma corrente e oltre, il secondo Analisi preliminare della sostenibilità del debito".

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Nonostante la posizione del governo, che si è espresso favorevole al 'no', la linea dei greci sarebbe invece molto diversa: il sondaggio Kappa Research dà i sì al 47,2%, i no al 33% e gli indecisi al 18,4%.

17:01 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Matteo Renzi ha commentato via Twitter la scelta del governo greco di indire il referendum sul piano di Ue, Bce e Fmi, e ha detto che il voto di domenica prossima non sarà un derby tra la Commissione europea e Tsipras, ma tra l'euro e la dracma, ossia la moneta unica e l'ex moneta greca che potrebbe tornare nelle tasche dei cittadini greci se rifiutano l'accordo con le istituzioni europee.


16:56 - Oltre a Juncker, anche il Presidente del Parlamento Ue Martin Schulz è uscito allo scoperto e rivolgendosi agli elettori greci ha chiesto loro di votare sì al referendum, spiegando che il piano di Ue, Bce e Fmi pone basi serie per lo sviluppo, poi ha concluso dicendo:


"Sono pronto a spendermi perché la Grecia rimanga nella Ue"

13:21 - Il Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker, nel corso di una conferenza stampa in cui ha parlato della Grecia, ha detto che si è sentito tradito quando Alexis Tsipras ha annunciato il referendum del 5 luglio, ma ha detto che il voto va rispettato. Juncker ha anche detto che la mozione di un'uscita della Grecia dall'euro non è mai stata presa in considerazione e ha aggiunto:


"In Europa non c'è una democrazia che vale più di un'altra e non c'è una democrazia dell'Eurozona contro le altre 18. Non è un gioco di pocket: o vinciamo tutti o perdiamo tutti"

Juncker oggi ha anche detto che Tsipras deve dire la verità e non raccontare ai greci che l'Europa vuole tagliare loro stipendi e pensioni. Il Presidente della Commissione ha invitato apertamente i cittadini ellenici ha votare sì al referendum del 5 luglio e ha detto:


"Se vinceranno i sì il messaggio per l'Europa e per il resto del mondo sarà che la Grecia vuole restare nell'euro e nell'Unione"

Poi sul piano proposto a Tsipras ha aggiunto:


"Ho fatto tutto quello che potevo e non mi merito le critiche che mi stanno rivolgendo. Lo stesso vale per il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Noi abbiamo davvero spostato le montagne per arrivare ad un’intesa, ma le autorità greche hanno chiuso la porta"

Grecia: la proposta del governo, 9 luglio 2015
Lunedì, 29 giugno 2015 - Il parlamento greco ha dato il via libera al referendum del 5 luglio in cui si decideranno le sorti della paese: in 179 hanno infatti votato a favore contro i 120 voti contrari. A favore hanno votato Syriza, la destra nazionalista di Anel e Alba Dorata. "Noi non combattiamo", ha detto Tsipras, "contro l'Europa, ma contro pratiche di cui l'Europa dovrebbe vergognarsi. E stiamo facendo quello che Pasok e Nea Demokratia non hanno fatto: resistere. Per questo voteremo 'no'". Nonostante la posizione del governo, la linea dei greci sarebbe invece parecchio diversa: il sondaggio Kappa Research dà i sì al 47,2%, i no al 33% e gli indecisi al 18,4%.

Referendum Grecia, 5 luglio 2015 – Quale sarà il quesito del referendum? Lo spiega Yanis Varoufakis. Il quesito sarà:
«Do you accept the institutions’ proposal as it was presented to us on 25th June in the Eurogroup»

Ovvero: «Accetti le proposte delle istituzioni così come ci [al governo greco, ndr] sono state presentate nell'Eurogruppo del 25 giugno?»

I greci dovranno votare se vorranno accettare le misure di austerità proposte dall'Eurogruppo il 25 giugno 2015. No se vorranno rifiutare queste misure.

Varoufakis spiega chiaramente che non è un referendum sì/no sull'euro, anche perché questo violerebbe una legge europea.

Domenica 28 giugno 2015, ore 10:52 - Il ministro austriaco delle Finanze, Hans Joerg Shelling, citato dal quotidiano Die Presse, sostiene che l'uscita della Grecia dall'euro sia "quasi inevitabile" con conseguenze che non sarebbero "tragiche" per il resto dell'Eurozona.

Ad Atene nel frattempo il premier Alexis Tsipras, dopo aver varato un piano di assistenza agli indigenti che costerà 200 milioni di euro, adesso progetta di sottoporre a referendum il 5 luglio l’accordo che verrà preso in sede europea: questa mattina un primo sondaggio sulle intenzioni di voto realizzato dalla società demoscopica Alco dopo l’annuncio del sì alla consultazione emerge infatti che la maggioranza assoluta della popolazione sarebbe a favore di un nuovo piano di restrizioni pur di continuare ad avere in cambio gli aiuti economici.


ore 19.55 -L’Eurogruppo ha detto no alla proposta di referendum per cui era stata chiesta una proroga agli aiuti in modo da arrivare al voto popolare senza l’incubo della chiusura delle banche e del default del Paese.

Dopo avere respinto la richiesta della Grecia, l’Eurogruppo si è riunito per discutere del possibile fallimento della Grecia. Nella conferenza stampa che ne è seguita, il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem ha detto:

Dobbiamo prepararci a tutto quello che è possibile fare per preservare la stabilità e la solidità dell'eurozona.

Dijsselbloem ha confermato che il programma di salvataggio di concluderà martedì sera, data entro la quale Atene dovrà versare 1,6 miliardi di euro.

Intanto, da ieri notte, circa un terzo dei greci hanno affollato i bancomat per prelevare denaro contante prima che si verifichi il default.

Varoufakis ha detto che la decisione dell’Eurogruppo di rifiutare la proroga per il referendum “danneggerà gravemente la credibilità e la reputazione delle istituzioni europee”. Il ministro delle finanze greco si è congedato dicendo: “Oggi è un giorno triste per l'Europa”.

ore 19.28 -Al termine dell’Eurogruppo, il ministro delle finanze greco Varoufakis ha affidato al referendum del 5 luglio l’ultima parola:

rispetteremo le decisioni del popolo anche se dovesse comportare un rimpasto di governo-afferma- il popolo greco è il mandante di ogni decisione, se ci diranno di firmare, firmeremo.

Varoufakis ha aggiunto che “resta aperta la possibilità di negoziare ancora ed eventualmente migliorare” la possibilità fatta da Ue e Fmi.

ore 19.25 -All’Eurogruppo l’idea di Alexis Tsipras di convocare un referendum per il 5 luglio non è affatto piaciuta. In molti hanno criticato il premier greco perché questa ulteriore proroga viene interpretata come una sorta di ulteriore “melina” al termine di una partita che sembrava alle battute finali. Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha dichiarato di essere stato negativamente sorpreso dalla decisione sul referendum.

sabato 27 giugno, ore 1.50: ecco un breve estratto del discorso di Tsipras nell'annuncio del referendum.

«Dopo cinque mesi di duri negoziati i nostri partner, sfortunatamente, hanno concluso con una proposta che non è altro che un ultimatum alla democrazia greca e ai greci. Un ultimatum che è in contrasto con i principi e i valori fondativi dell'Europa. Il valore della nostra comune costruzione dell'Europa».

«Ci è stato presentato un ultimatum, ed è responsabilità storica della nostra nazione e del nostro popolo di rispondere a questo ultimatum».

Il leader di Syriza e primo ministro greco ha poi detto di aver annunciato la sua decisione ai leader di Francia e Germania e a Mario Draghi.

«Ho chiesto loro di estendere l'attuale scadenza del debito [30 giugno 2015, ndr] di qualche giorno perché questo processo democratico si possa svolgere».

«Le proposte, che violano chiaramente le regole europee e il diritto essenziale al lavoro, all'equità e alla dignità, mostrano che la proposta di alcune parti e istituzioni non è un accordo praticabile per tutte le parti, ma una possibile umiliazione di un popolo intero».

Grecia, Referendum il 5 luglio 2015

Grecia: ci sarà un referendum sull'accordo con i creditori. È questa la notizia della notte, per il momento riportata solo da fonti greche, Bloomberg e Financial Times. Tsipras ha già fissato la data: il 5 luglio 2015.

Il primo ministro greco lo ha annunciato in televisione. La mossa è stata spiegata da Tsipras dicendo che i creditori, che hanno presentato le loro condizioni per la negoziazione del debito, stanno cercando di umiliare la Grecia. Dunque i greci devono eventualmente ratificare (o bocciare) l'accordo con un «responso democratico».

Se la cancelliera Angela Merkel aveva definito «molto generosa» la proroga di cinque mesi offerta alla Grecia, per Tsipras è come «un ultimatum, un ricatto». E in ogni caso, la proposta che è arrivata dai creditori non include la riduzione del debito che invece il governo greco sta cercando.

La ragione del contendere sta proprio in cifre, tempistiche e richieste. I creditori propongono di estendere il programma di aiuti alla Grecia fino a novembre 2015, sbloccando 15,5 miliardi di euro, in cambio di un impegno per un taglio delle pensioni e tasse più alte. Tsipras, a questo punto, si è opposto.

Le prime avvisaglie che qualcosa non stesse andando per il verso giusto si erano avute in giornata, quando Varoufakis aveva ribadito la volontà della Grecia di rimanere nell'Eurozona, ma non ad ogni costo.

La parola passa dunque ai cittadini. Ma cosa succede adesso? Davvero difficile a dirsi. Anche perché il referendum sarà sì sull'accordo, ma di fatto sarà come chiedere alla Grecia: «Volete o no stare nell'Euro?».

E qui l'affare si complica, perché l'80% dei greci, secondo sondaggi vari, è contro l'austerità... ma l'80% dei greci vuole che la Grecia rimanga nell'euro. Dunque?

Grecia referendum 5 luglio 2015: reazioni a caldo


Vediamo le reazioni di alcuni economisti alla notizia del referendum in Grecia indetto da Alexis Tsipras.

Sul suo blog, ne ha scritto Hugo Dixon, autore del libro The In/Out Question: Why Britain should stay in the EU and fight to make it better.
Su Medium, ecco Paul Mason.
Su Twitter, Bagnai è molto critico.



L'economista italiano, del resto, ha già più volte ribadito la sua posizione (con dovizia di dati a suffragio) secondo la quale non esiste euro senza austerità. E non esiste nemmeno democrazia nell'euro.

(in aggiornamento)

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