Grecia, ultime notizie: oggi lo sciopero generale, tensioni in piazza | Foto e Video

Grecia, ultime notizie. Sciopero generale contro il governo Tsipras, le tasse e la riforma delle pensioni. Le foto e il video.

12 novembre 2015 - Sciopero generale in Grecia contro l'aumento delle tasse e la riforma delle pensioni, misure austere richieste al governo ellenico dalla Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale che ne stanno verificando l'attuazione per vedere se l'esecutivo Tsipras sta mantenendo le promesse in cambio del piano di salvataggio negoziato nei mesi scorsi.

Per il governo Tsipras è il primo sciopero generale da quando è stato eletto, ma c'è da dire che anche il partito del premier, Syriza, ha invitato i greci a partecipare alle proteste contro l'austerità. E così, per 24 ore, si sono fermati i servizi pubblici inclusi trasporti, scuole, musei, negli ospedali il personale è ridotto, sono stati annullati anche alcuni voli domestici, le banche e le farmacie sono rimaste chiuse e anche la stampa ha aderito allo sciopero indetto dai sindacati. Ad Atene migliaia di persone sono scese in strada per manifestare, dirette a piazza Syntagma, e non sono mancati gli scontri con le forze dell'ordine e l'uso di lacrimogeni.

Il nuovo governo Tsipras e il piano di salvataggio


Grecia Ultime Notizie 12 ottobre 2015

12 ottobre 2015 - Il Presidente della BCE Mario Draghi ha rilasciato ieri un'intervista al quotidiano Kathimerini nel corso della quale ha detto che la Grecia per uscire dalla crisi dovrà pensare a una forma di ristrutturazione del debito, ma per essere credibile deve prima portare avanti il piano di salvataggio che ha concordato con i creditori.

8 ottobre 2015 - Il secondo governo Tsipras ha ottenuto la fiducia con 155 voti a favore su 300. Il Premier ha detto:

"La nostra priorità è di finire entro novembre la prima valutazione del programma di salvataggio per ottenere la ricapitalizzazione delle banche fino alla fine dell’anno e avviare negoziati per la riduzione del debito, poi sarà possibile tornare a crescere, riguadagnando la fiducia degli investitori, e uscire sul mercato nei primi mesi del 2017"

Il governo Tsipras II


23 settembre 2015 - Si è insediato il nuovo governo guidato da Alexis Tsipras. I componenti sono: Ioannis Dragasakis (Vice Primo Ministro), Panayotis Kouroumblis (Interno), Gergios Stathakis (Sviluppo economico), Panagiotis Kannenos (Difesa), Nikos Filis (Istruzione), Nikos Kotzias (Esteri), Nikos Paraskevopoulos (Giustizia), Georgios Katraougalos (Lavoro), Andreas Xanthos (Sanità), Aristidis Baltas (Cultura), Euclide Tsakalotos (Finanze), Panos Skourletis (Ambiente), Christos Spirtzis (Infrastrutture e Trasporti), Thodoris Dristas (Affari marittimi), Evangelos Apostolos (Sviluppo rurale). Sono tutti membri di Syriza eccetto Panos Kammenos che è il leader di Anel (Greci indipendenti).

22 settembre 2015 - Slitta a domani il giuramento del nuovo governo greco, la cui composizione sarà annunciata stasera: a riportare l'informazione ai media ellenici è stato l'ex ministro dell'Interno di Syriza, Nikos Voutsis: non tutti gli incarichi del nuovo esecutivo sarebbero infatti stati decisi.
In particolare, spiegano i media greci, Tsipras vorrebbe riportare Euclid Tsakalatos (firmatario degli accordi del terzo memorandum al posto di Yanis Varoufakis) al ministero delle Finanze ma questi sarebbe però riluttante, e al suo posto potrebbe quindi andare l'ormai ex ministro delle Finanze ad interim Giorgos Chouliarakis.

21 settembre 2015 - Alexis Tsipras ha giurato sulla Costituzione e ha formalmente assunto il nuovo incarico di Governo. Domani presenterà i ministri del suo esecutivo.

20 settembre 2015 – Le nuove elezioni politiche in Grecia (le seconde del 2015. In tutto è la terza volta che i greci sono chiamati alle urne, visto che va conteggiato anche il referendum di luglio), con i loro risultati, fanno ricominciare tutto da dove era finito.

Sì, perché ha vinto Alexis Tsipras con Syriza. Esattamente come a gennaio ma, probabilmente, un po' più al centro.

Risultato molto deludente, invece, per i fuoriusciti di Unità popolare.

Grecia, ultime notizie: i risultati delle elezioni 2015

19 settembre - Si terranno domani le elezioni in Grecia. La sfida alle urne sarà un testa a testa tra Meimarakis e Tsipras, dati quasi alla pari in tutti gli ultimi sondaggi. Determinante sarà anche il fattore dell'astensionismo.

Alexis Tsipras ha rilasciato anche una dichiarazione relativa all'Italia: "Se mi candidassi alle elezioni in Italia probabilmente otterrei un risultato migliore che in Grecia: auguro il meglio ai miei compagni lì. Abbiamo un futuro comune per il quale dobbiamo combattere", ha detto a SkyTg24.

Presente ad Atene anche il leader del partito spagnolo Podemos, Pablo Iglesias: "I greci sono chiamati a scegliere tra un leone e un coniglio: per me eleggeranno ancora il leone Alexis. Dobbiamo lottare fino in fondo per avere un'Europa più democratica e più sociale. I popoli hanno capito che bisogna avere rappresentanti pubblici che difendano la gente ma, purtroppo, la signora Merkel non vuole il cambiamento".

Grecia, ultime notizie. Disoccupazione scende al 24,6%


Ultime notizie Grecia 17 settembre 2015

18 settembre - Mentre anche l'FMI comunica che, indipendentemente dall'esito del voto di domenica, gli aiuti verso Atene non saranno interrotti, così come anche la collaborazione per risollevarne le sorti economiche, ulteriori segnali di normalizzazione, scrive Euronews, sono arrivati dal settore finanziario: su richiesta della banca centrale greca, la Bce ha abbassato a 88,9 miliardi di euro il tetto della liquidità di emergenza ELA.

È la seconda volta da fine giugno, quando gli istituti di credito ellenici erano stati chiusi a causa della fuga dei depositi e tenuti in vita proprio dai fondi della Banca centrale europea.

17 settembre - Mancano tre giorni alle elezioni in Grecia. I sondaggi continuano a indicare una sostanziale parità tra Nea Dimokratia e Syriza, potrebbero essere determinanti i comizi che terranno i rispettivi leader Meimarakis e Tsipras stasera e domani sera.

Nel frattempo, arrivano i nuovi dati sulla disoccupazione in Grecia: il tasso di disoccupati è sceso nell'ultimo trimestre dal 26,6% al 24,6%. Il dato è più basso rispetto allo stesso periodo del 2014, quando il tasso di disoccupazione era del 26,6%.

16 settembre -Vitor Constancio, vicepresidente della Bce, ha dichiarato all’agenzia Reuters che “il periodo è favorevole per smantellare gradualmente i controlli sui capitali in atto in Grecia” dallo scorso mese di giugno. La decisione presa da Tsipras ne ha minata la popolarità che era giunta al 70% e che ora vede il suo partito, Syriza, superato da Nea Demokratia in vista delle elezioni di domenica. Il controllo dei capitali ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla piccola manifattura locale che vive proprio di acquisto di materie prime e semilavorati da esportare. La coincidenza di tempi fra la dichiarazione del numero 2 della Bce e il sorpasso dei conservatori nei sondaggi, non è che l’ulteriore conferma di come la democrazia e la sovranità della Grecia siano nelle mani delle principali istituzioni economiche mondiali, anche se domenica si svolgeranno le seconde elezioni di questo tribolatissimo 2015.

14 settembre - Il Commissario agli Affari economici dell'Unione Europea Pierre Moscovici ha detto che i risultati delle elezioni in Grecia che si terranno ormai tra meno di una settimana non lo preoccupano perché la maggioranza dei partiti appoggia gli accordi raggiunti tra il governo Tsipras e i creditori lo scorso luglio e ci sono possibilità troppo ridotte che ad affermarsi sia uno dei piccoli partiti contrario a tale accordo.

Attesa per il rating S&P


11 settembre 2015 -

Cresce l’attesa per il pronunciamento di Standard & Poor's sulla Grecia. Nel mese di luglio l’agenzia di rating aveva alzato il merito di credito ellenico a CCC+, ma le elezioni in programma per il prossimo 20 settembre rischiano di mettere in discussione la stabilità dell’outlook.

Intanto, secondo il quotidiano ellenico Kathimerini, la Commissione Europea starebbe per stanziare 11 milioni di euro per aiutare la Grecia nella complessa gestione dei flussi migratori provenienti da Turchia, Medio Oriente e Nord Africa. Gli 11 milioni di euro dovrebbero essere così tripartiti: 2,5 milioni di euro alla polizia, 4 milioni di euro alla Guardia Costiera, 4,5 milioni di euro alle strutture di accoglienza.

Varoufakis: "Non sono d'accordo con alcun programma"


Grecia ultime notizie - Varoufakis sui programmi dei candidati

7 settembre 2015 - In occasione della sua partecipazione al Forum Ambrosetti di Cernobbio, l'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha parlato delle imminenti elezioni in Grecia ai microfoni di RaiNews24 e ha ribadito che non sosterrà Alexis Tsipras e Syriza, ormai suo ex partito. L'economista ha detto:

"Non è una questione di alternative. La mia tragedia personale è che non sono d'accordo con nessuno dei programmi politici che ho davanti a me. Tsipras è stato ricattato a luglio ad accettare un progetto che tutti, Schaeuble, Fmi eccetera, sapevano che non poteva funzionare. È stata una sconfitta per la Grecia e per l'Europa. Gli elettori greci si trovano di nuovo davanti a programmi destinati a fallire"

Varoufakis ha anche parlato del problema dei profughi dicendo che l'Europa sta mancando di credibilità e sta fallendo nel fronteggiarlo.

Papandreou non si candida alle elezioni


Grecia ultime notizie - 2 settembre 2015 - Papandreou non si candida

2 settembre 2015 - George Papandreou, ex primo ministro greco e leader del Pasok, ha annunciato oggi che, per motivi finanziari, il suo Movimento dei socialisti democratici (Kidiso) non si candiderà alla elezioni anticipate del 20 settembre.

Da quasi un secolo c'è sempre un membro della dinastia dei Papandreou che si candida alle elezioni, questa è dunque la prima volta in molti anni che non si presenterà nessuno di loro. Ricordiamo che alle elezioni di gennaio vinte da Syriza il movimento di Papandreou prese soltanto il 2,5% dei voti non ottenendo dunque neanche un seggio in Parlamento a causa della soglia di sbarramento posta al 3%.

Si vota il 20 settembre


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28 agosto 2015 - Il presidente della Repubblica greca Prokopis Pavlopoulos ha firmato oggi il decreto che scioglie il Parlamento e ha fissato la data delle elezioni anticipate, che come previsto si terranno domenica 20 settembre.

È di oggi il giuramento della presidente della Corte Suprema ellenica, Vassiliki Thanou, 65 anni, nominata ieri capo del governo ad interim. In alto una foto della cerimonia di giuramento.

Vassiliki Thanou presidente del consiglio ad interim


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27 agosto 2015 - Panagiotis Lafazanis ha riconsegnato oggi il mandato esplorativo ricevuto tre giorni fa dal presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos. La Grecia si avvia alle nuove elezioni - domani dovrebbe arrivare l'annuncio della data - e lo fa con un nuovo primo ministro che assume ad interim l'incarico fino all'insediamento del nuovo governo.

Per la prima volta nella storia della Grecia, il capo del governo (seppur per un solo mese) è una donna: Vassiliki Thanou, presidente della Corte Suprema ellenica. Confermate dunque le indiscrezioni delle ultime ore che vedevano proprio il nome di Thanou favorito per l'interim.

In settimana l'annuncio sulla data delle elezioni

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26 agosto 2015 - È atteso per venerdì l’annuncio delle elezioni in Grecia da parte del presidente Prokopis Pavlopoulos. A rivelarlo è Reuters è stata una fonte ufficiale della presidenza, secondo la quale Pavlopoulos sarebbe intenzionato a nominare un premier ad interim, il giudice della Corte Suprema Vassiliki Thanou, che guiderà il Paese fino al giorno delle elezioni.

La fonte ha precisato all’agenzia di stampa che il calendario potrebbe cambiare nelle prossime ore, ma che l’intenzione del presidente Pavlopoulos è quella di arrivare quanto prima alle elezioni. La data papabile resta quella già emersa a più riprese, il 20 settembre prossimo.

Lafazanis destinato a fallire

Grecia, ultime notizie, 25 agosto 2015

21.35 – Nonostante il tentativo, anche Lafazanis sarà costretto a rimettere il mandato esplorativo nelle mani del Presidente della repubblica ellenica. Dovrà farlo giovedì 27 agosto ed è scontato che fallisca nel tentativo di forare un nuovo esecutivo.

D'altro canto, Tsipras ha rifiutato di andare a colloquio con l'ex compagno di partito, e i numeri sono ancora tutti dalla parte dell'ex Primo ministro.

Non solo: ci saranno, formalmente, anche i tempi tecnici per andare alle urne il 20 di settembre.

Si dimette il segretario di Syriza Tasos Koronakis

Grecia ultime notizie 25 agosto 2015

Martedì 25 agosto 2015 - Tasos Koronakis, segretario di Syriza, si è dimesso dal suo incarico perché si oppone alla linea ufficiale del partito. Nella lettera con cui ha annunciato le dimissioni ha criticato la decisione di Alexis Tsipras di andare a nuove elezioni senza discutere la questione in sede al partito e senza tenere in considerazione quando stabilito dal Comitato Centrale.

Secondo Koronakis le recenti decisioni stanno indebolendo il partito e la strategia negoziale ha fallito. Ma lecritiche riguardano anche Panagiotis Lafazanis e gli altri rappresentanti dell'ala più radicale che hanno lasciato Syriza per fondare Unione Popolare, su di loro Koronakis scrive:

"Sembravano pronti a questo scontro - spesso con comportamenti disdicevoli per il nostro partito - e in ultima analisi a finalizzare la rottura"

Ora ci chi parla di una possibile scissione di Syriza in tre partiti.

Tsipras: "Punto a mandato di 4 anni"


Lunedì 24 agosto 2015

16.30 il leader di Syriza, Alexis Tsipras, in una riunione della segreteria del partito, ha detto che punta "a un chiaro mandato di quattro anni", dopo le probabili prossime elezioni anticipate.

Come riferiscono fonti dell'agenzia ateniese ateniese Ana-Mpa, Tsipras ha aggiunto che è necessario per Syriza "incontrare la società" e che la prossima campagna elettorale non deve trasformarsi in una "guerra civile" all'interno della sinistra. L'obiettivo, per l'ex premier, "è quello di guadagnare la fiducia della gente per attuare un programma di cambiamento progressivo per una graduale uscita del Paese dai controlli e dai memorandum".

Mandato esplorativo a Lafazanis


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24 agosto 2015 – Come prevedibile, Mandato a Meimarakis, Nuova DemocraziaNuova Democrazia ha fallito nel tentativo – più formale che altro – di formare un nuovo governo.

Adesso la legge greca prevede che il Presidente faccia un altro tentativo. E siccome la nuova formazione, Unità popolare, è la terza forza in Parlamento, Prokopis Pavlopoulos dovrà dare il mandato esplorativo a Panagiotis Lafazanis, già Ministro del settore energetico nel governo Tsipras e leader della nuova formazione a sinistra.

Anche questo è un tentativo formale: nessuno scommetterebbe sulla possibilità di Lafazanis di formare un esecutivo. Il voto anticipato è pressoché scontato. L'unico vero dubbio, ora, è sulla data: 20 settembre o 27?

Nel frattempo, Yanis Varoufakis ha fatto sapere che non sarà con Tsipras alle prossime elezioni, non chiarendo però se intenda partecipare come candidato alla tornata elettorale o se invece opterà per un ritorno al mondo accademico.

Mandato a Meimarakis, Nuova Democrazia

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21 agosto 2015, ore 10:03 - Il presidente greco Prokopis Pavlopoulos ha incaricato ieri sera Evangelos Meimarakis, leader di Nuova Democrazia, principale partito di opposizione, di formare un nuovo governo, dopo che il primo ministro Alexis Tsipras ha rassegnato le sue dimissioni. La richiesta presidenziale sarebbe arrivata al leader dell'opposizione via mail poco dopo la mezzanotte ora locale, stando a quanto riferisce l'agenzia stampa ellenica Ana, e Meimarakis si recherà questa mattina al palazzo presidenziale per ritirare l'incarico in forma ufficiale. E' possibile che Memarakis si rivolga anche ai Greci Indipendenti (Anel), alleato di governo di Syriza, il partito del premier dimissionario.

Secondo Ekathimerini il conferimento dell'incarico potrebbe spostare in avanti la data delle elezioni, per ora previste al 20 settembre prossimo.

Le dimissioni di Tsipras

Grecia ultime notizie 20 agosto 2015

19:37 - Alexis Tsipras ha tenuto il suo discorso alla nazione annunciando le dimissioni. Potete leggerlo qui.

15:41 - In questi minuti si è diffusa la notizia delle dimissioni di Alexis Tsipras che porteranno la Grecia a nuove elezioni già il 20 o addirittura il 13 settembre. A riportare queste novità è sia il sito Ekathimerini, sia la tv di Stato Ert, secondo la quale a breve il Premier dovrebbe dare l'annuncio.
Le dimissioni di Tsipras sarebbero la rispota alla spaccatura che si è creata nel suo partito, Syriza, dopo che il terzo piano di salvataggio è stato approvato con i voti dell'opposizione.

20 agosto 2015 - La Grecia ha versato alla Banca Centrale Europea i 3,4 miliardi di euro che doveva restituire entro oggi. Atene ha ottenuto i soldi grazie al terzo piano di aiuti e ha già ricevuto la prima tranche, da 26 miliardi, di un totale di 85 miliardi in tre anni. I ministri delle Finanze dell'Eurozona hanno deciso di erogare subito la prima parte proprio per permettere alla Grecia di saldare il debito che scadeva oggi. I fondi sono stati versati dal Meccanismo Europeo di Stabilità che ieri sera ha approvato l'accordo tra il governo ellenico e i creditori.

La Germania approva il terzo piano di aiuti


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12:30 - Con un’ampia maggioranza il Parlamento tedesco ha approvato il terzo piano di aiuti per la Grecia. A votare a favore sono stati 454 parlamentari, mentre in 113 hanno votato contro e 18 hanno preferito astenenersi.

19 agosto 2015 - Oggi tocca alla Germania. Dopo l’approvazione da parte del parlamento spagnolo del terzo piano di aiuti alla Grecia, oggi sarà la volta del parlamento tedesco. Questa mattina il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha iniziato a introdurre il voto odierno parlato di un “ottimo piano per la Grecia e per l’Europa”.

Il ministro ha spiegato in parlamento che non ci sono garanzie che il piano di aiuti funzionerà, ma che sarebbe da irresponsabili non utilizzare questa opportunità per un nuovo inizio, sottolineando la visione unanime dell’Eurogruppo sul cambiamento in corso in Grecia.

Se la Grecia utilizzerà o meno questa opportunità dipenderà soltanto dai Greci stessi.

All’apertura di Schäuble sta seguendo in queste ore il dibattito in Parlamento, al termine del quale si procederà col voto.

Terzo piano di aiuti approvato dagli spagnoli


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19:30 - Il parlamento spagnolo ha approvato il terzo piano di aiuti alla Grecia che prevede un prestito di 85 miliardi di euro in tre anni. Hanno votato sì sia i conservatori sia i socialisti. Domani voterà il parlamento tedesco: il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha chiesto ai cristianodemocratici di approvare il piano, ma pare che più di un quarto di deputati della Cdu siano intenzionati a opporsi.

18 agosto 2015 - Oggi il governo di Alexis Tsipras ha firmato la prima privatizzazione: in realtà di tratta di un'operazione che era già stata definita dal governo precedente e che Tsipras, dopo la vittoria delle elezioni, aveva congelato. Ora è arrivata l'ufficializzazione: 14 aeroporti regionali sono stati venduti al consorzio tedesco formato da Fraport e Slentel per un ammontare di 1,23 miliardi di euro.

Sempre oggi il segretario del sindacato Genop, Giorgios Adamidis, ha fatto sapere che l'ammontare delle bollette elettriche scadute in Grecia è di due miliardi di euro e di questi un miliardo e mezzo è dovuto da famiglie, mentre le grandi imprese devono alla Ppc (Public Power Corporation) 280 milioni di euro e lo Stato 220 milioni. Ci sono anche le famiglie che hanno cambiato fornitore e che devono altri 300 milioni in bollette scadute alla Ppc. Quest'ultima ha chiesto alla Rae, l'Autorità di regolamentazione del settore energia, di vietare ai clienti di passare ad altri fornitori se prima non hanno pagato tutti gli arretrati.

15 agosto, cosa succede dopo l'accordo?


15 agosto 2015

– «Con queste basi, la Grecia è e rimarra irreversibilmente un membro dell'Eurozona». Lo ha detto Juncker, dopo che l'Eurogruppo di ieri ha approvato l'accordo sugli 86 miliardi di euro in cambio di ampie concessioni e cessioni di autorità da parte del governo greco.

Cosa significhi per i posteri questa affermazione è decisamente difficile da comprendere.

Sappiamo bene che anche il Fondo Monetario Internazionale ha giudicato insufficiente il piano senza un taglio del debito greco. Taglio che, per il momento, è subordinato alle "riforme" che deve fare la Grecia per volere dei suoi creditori. Uso le virgolette, perché è il caso di evidenziare una volta per tutte la parola "riforme", giacché per troppo tempo il marketing politico le ha attribuito una connotazione positiva a prescindere.

Sappiamo anche che la Grecia dovrà agire nel campo delle tassazioni, delle pensioni, delle privatizzazioni, e che tutto questo fa parte integrante del progetto di austerità che si è rivelato l'unico compatibile con l'Unione Europea così come è stata concepita.

E sappiamo che il Paese ha di fatto ceduto la propria sovranità – in maniera "irreversibile" direbbe forse Juncker – ai propri creditori. Il che dimostra, una volta di più, che l'Euro è uno strumento politico. Non una moneta. E che non può esistere altra politica all'infuori di quella dell'austerità, dentro all'Euro. In altre parole, che l'Euro non è compatibile non solo con politiche di sinistra ma anche con politiche diverse da quelle di austerità. Cioè: tagli allo stato sociale, ai servizi pubblici e via dicendo (mascherati da quella retorica del "non si può vivere sopra le proprie possibilità" che, con la sua banalizzazione mistificatoria, convince quasi tutti).

Queste considerazioni valgono non solo per la Grecia, ma anche per il resto dell'Europa.

Internamente, Tsipras dovrà fare i conti con la fine di Syriza, perlomeno tripartita (i fedeli al primo ministro, l'ala radicale, la terza via di Varoufakis). Il che significherà, con ogni probabilità, elezioni anticipate, giacché il governo, oggi, non ha più la maggioranza e se Tsipras chiederà il voto di fiducia dopo il 20 agosto, come annunciato, verrà, sempre con ogni probabilità, sfiduciato.

La parabola di Syriza dimostra ulteriormente, se ce ne fosse ancora bisogno, che sinistra e Euro non sono compatibili.

Resta da chiedersi quando il dibattito si amplierà per uscire dai binari manicheisti sui quali è stato condotto fino a ora. E quando, dunque, da sinistra in Europa, si comincerà a prendere in considerazione la dissoluzione concordata come un punto di programma politico.

Quanto al piano, in molti sono convinti che, semplicemente, non funzionerà.

14 agosto, l'Eurogruppo approva il piano

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22.30 - C'è l'accordo. L'Eurogruppo ha approvato il terzo piano di "aiuti" nei confronti della Grecia.

Adesso, come ha sottolineato anche il Ministro delle Finanze francese e come più volte ribadito dal FMI, sarà necessario ristrutturare il debito greco.

A che prezzo Atene ottiene questa iniezione da 86 miliardi di euro in tre anni? Semplice: cedendo autorità ai propri creditori. Ogni misura politica che possa in qualche modo riguardare il raggiungimento degli obiettivi individuati dalla Troika – viste le premesse, praticamente qualsiasi tema politico rilevante – dovrà essere discussa con la Commissione europea, la Bce e il FMI.

Inoltre si parla di riforme della sanità, dello stato sociale, del sistema pensionistico e delle tassazioni e di uno schema di privatizzazioni. Cosa sarà della Grecia dopo questi tre anni? Staremo a vedere.

19:50 - Secondo alcune fonti greche citate dalle agenzie di stampa al termine della riunione dell'Euro Working Group che ha preparato l'Eurogruppo, se i ministri troveranno l'accordo la Grecia dovrebbe ricevere 13 miliardi di euro come prima tranche del terzo programma di aiuti, seguiti da poi altri 10 miliardi per le banche.

Sembra comunque che vi siano resistenze da parte di alcuni, in particolare sul funzionamento del fondo per le privatizzazioni, i cui target sarebbero considerati troppo bassi.

15:59 - Con una nota la Commissione Ue e la Banca centrale europea hanno sottolineato come il pacchetto di riforme varato stanotte dal Parlamento greco:

"La condizionalità sarà rivista su base trimestrale, prendendo in considerazione i progressi raggiunti. L'accordo è in linea con la dichiarazione dell'Eurosummit del 13 luglio, deve ancora essere approvato al livello politico, ratificato degli Stati, ed avallato dall'Esm"

Il voto di Atene sblocca così aiuti per 85 miliardi di euro, soldi che la Germania vorrebbe venissero amministrati dal FMI, proposta bocciata ed anzi respinta non solo da Atene. C'è da dire che in campo internazionale per Tsipras le cose sembrano andare decisamente meglio.

14 agosto 2015 - Via libera del Parlamento greco all'accordo con i creditori sul terzo piano di salvataggio, da 85 miliardi di euro, dopo una lunga maratona notturna.

Il Parlamento di Atene ha espresso il proprio voto favorevole al piano di aiuti anche grazie al benestare delle opposizioni al governo Tsipras, che ieri sera aveva espressamente chiesto alle Camere di votare il pacchetto di aiuti, mentre il presidente del Parlamento, Zoe Konstantopoulou, era fermamente contrario al piano di aiuto europeo che per la Grecia, che a suo dire prevede nuove misure di austerità.

Yanis Varoufakis ha votato contro il nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia: intervenendo in aula prima del voto, l'ex titolare delle Finanze aveva annunciato di non poter esprimere il proprio appoggio al nuovo piano di salvataggio perchè pensa non possa funzionare in alcun modo, rimettendo nelle mani di Tsipras anche il suo mandato parlamentare.

La palla si sposta ora all'Eurogruppo, in programma oggi alle ore 15: la Germania chiede di far valere le proprie ragioni, ribadendo la disponibilità di un prestito ponte ad Atene, proposta respinta dal premier greco che paventa l'ennesimo baratro recessivo qualora accettasse una cosa del genere.

22.00 - Fonti locali hanno anticipato che il dibattito plenario che anticiperò le operazioni di voto non inizierà prima di mezzanotte.

13 agosto 2015 – La tensione fra la Grecia e la Germania continua, e ci sarebbero state addirittura urla al telefono fra Merkel e Tsipras, secondo la Bild. La cancellera continuerebbe a voler un prestito ponte, prima degli aiuti. E comunque, la germania continua a insistere sul fatto che non ci sarà alcun "taglio del debito". Ormai è una questione di principio, sembra.

Quel che si sa per certo è che oggi il Parlamento greco deve votare per il terzo "salvataggio" che dovrebbe consentire i pagamenti del 20 agosto e quindi l'attuazione del piano concordato nel famigerato Euro Summit del "waterboarding mentale".

Dopodiché, domani l'Eurogruppo ratificherà – salvo sorprese dai falchi tedeschi. Diciamolo pure: improbabili – e per un po' la situazione dovrebbe stabilizzarsi.

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12 agosto - Secondo il portavoce del governo tedesco, Steffen Siebert, l'accordo raggiunto in settimana tra la Grecia e i creditori internazionali "va nella giusta direzione". Berlino dovrebbe far conoscere entro il weekend la propria posizione, ma Seibert ha aggiunto che

il governo greco è stato costruttivo e orientato al risultato nei colloqui con le istituzioni. I negoziati sono avvenuti in un'atmosfera mai vista nei mesi precedenti.

Da parte sua Alexis Tsipras si è detto fiducioso riguardo all’accordo raggiunto ieri. Il premier greco ha parlato dopo la presentazione al Parlamento della bozza di intesa con Ue, Bce, Fmi ed Esm e non ha mancato di sottolineare il fallimento di coloro che avevano “un piano nascosto per ristrutturare l'eurozona servendosi della Grecia”.

11 agosto 2015 – Grecia e creditori hanno raggiunto un accordo. Dopo una lunga maratona di 23 ore

«finalmente abbiamo una fumata bianca», ha spiegato un funzionario del ministero delle finanze. «È stato raggiunto un accordo, mancano solo alcuni dettagli minori».

Secondo gli scenari previsti, il deficit primario di bilancio dovrebbe essere lo 0,25% del PIL nel 2015, poi ci dovrebbe essere un surplus dello 0,5% nel 2016, dell'1,7% nel 2017 e del 3,5% nel 2018.

Verrà creato un fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi di euro (verrà utilizzato per ricapitalizzare le banche e ridurre il debito) e si è trovato un accordo per deregolare il mercato del gas naturale in Grecia.

Il parlamento greco dovrà approvare i termini dell'accordo giovedì. Venerdì, quindi, dovrà esserci un Eurogruppo per ratificare l'accordo in tutta l'eurozona.

Grecia, 10 agosto: si tratta per l'accordo

grecia ultime notizie

18.00 - Mentre l’accordo tra Atene ed ex Troika rischia di non arrivare nemmeno nella giornata di domani, l'Halle institute for economic research (Iwh), diffonde uno studio in cui si sostiene che la Germania si è ampiamente giovata della crisi ellenica.

Secondo, l’istituto tedesco i conti pubblici tedeschi sono in ottima salute perché 100 miliardi di euro di risparmi sono stati ottenuti, tra 2005 e 2010, grazie al calo dei tassi di interesse prodotto alla crisi del debito.

Per l’Iwh, gli investitori preferiscono andare sul sicuro. Per questa ragione hanno acquistato in massa titoli di Stato tedeschi, determinando una flessione dei rendimenti: “Ogni volta che ci sono state cattive notizie sulla Grecia, i rendimenti sui titoli tedeschi scendevano”.

I minori esborsi per le casse di Berlino sono stati così pari ad una somma di oltre il 3% del pil. Risparmi, questi, che superano gli 86 miliardi necessari per il terzo salvataggio di Atene. Dunque, gli esborsi compenserebbero di gran lunga le perdite che si avrebbero nel caso in cui la Grecia non riuscisse a ripianare i debiti.

Si legge dallo studio: “Il pareggio di bilancio tedesco si deve in gran parte al risparmio sui tassi interesse dovuto alla crisi del debito”. Ecco che allora è lecito affermare che “la Germania in ogni caso ha tratto vantaggio dalla crisi greca”.

10 agosto - La Germania frena sull’accordo tra Grecia e creditori internazionali. Come riportato da Reuters, Steffen Seibert, portavoce della Cancelliera Angela Mekel, ha sostenuto che la priorità non è chiudere rapidamente, ma in maniera opportuna.

A tale riguardo Seibert, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato che “un accordo completo è più importante di un accordo veloce. Una conclusione rapida dei negoziati sarebbe auspicabile, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di un programma di tre anni. Pertanto la completezza supera la rapidità".

Tuttavia i tempi stringono, perché l’accordo andrà ratificato da alcuni paesi europei, tra cui Germania e Grecia. Così, come pronosticato dal quotidiano Kathimerini, l’idea del premier ellenico, Alexis Tsipras, potrebbe essere quella di portare il piano in Parlamento al massimo il 18 agosto; e di ricevere l’approvazione entro il 20 (data in cui scade la prossima rata del debito). Il governo dovrà fare leva anche sui voti dell’opposizione, visto che Syriza rimane spaccata.

Il testo che giungerà in Parlamento contemplerà due articoli. Il primo sarà inserente al contratto di mutuo e al memorandum d'intesa, mentre il secondo conterrà le azioni precedenti.

Intanto, secondo fonti di Atene, un vertice dei ministri delle Finanze dell’Eurozona sarebbe stato fissato per venerdì 14 agosto, con lo scopo di "convalidare" il risultato delle negoziazioni.

9 agosto - Il governo greco punta a chiudere entro martedì l'accordo con i creditori sul pacchetto di aiuti. A riferirlo è Bloomberg che cita funzionari vicini alle trattative. Se si riuscisse a chiudere entro le prossime 48 ore, ci sarebbe abbastanza tempo per i Parlamenti dei singoli Stati per ratificare l'intesa prima della scadenza del 20 agosto del prestito Bce. Le trattative tra Atene e i creditori avrebbero fatto passi avanti in questi ultimi giorni e si starebbe definendo il pacchetto di riforme per confermare gli aiuti.

8 agosto - I creditori della Grecia hanno trovato un accordo su un pacchetto di riforme che Atene deve attuare nei prossimi tre anni per sbloccare il prossimo pacchetto di aiuti. A darne notizia è la tedesca Faz, che spiega come l'intesa verrà discussa con il governo greco nel fine settimana e sarà poi presentata ai vari stati dell'Unione Europea. Questo accordo è quello che dovrebbe consentire lo sblocco degli aiuti dal 20 agosto, anche se è noto come ci siano parecchie riserva da parte della Germania.

7 agosto - Per la seconda seduta consecutiva la Borsa di Atene ha chiuso in leggero rialzo: l'indice principale ha segnato un aumento finale dell'1,45%% con il settore del credito ancora debole (Eurobank -8%). Qualche tensione sui titoli di Stato: il rendimento del bond a due anni sale di 30 punti base, quello a dieci anni di 4 'basis point'.

Intanto Alexi Tsipras ha lanciato un appello all’Ue sul tema dell’immigrazione. Nel solo mese di luglio sono arrivati in Grecia quasi 49.550 migranti, una cifra record superiore ai 41.700 giunti in tutto il 2014. In totale sono 130.500 gli arrivi nei primi sette mesi dell’anno. “È l'Ue della solidarietà o quella che cerca di proteggere i suoi confini?” ha chiesto provocatoriamente il premier greco.

Prende piede l'ipotesi di elezioni anticipate

17.35 - Per il primo giorno dopo la riapertura dei mercati, la borsa di Atene ha chiuso in rialzo, del 3,6%. Un bel passo in avanti rispetto al -19% medio degli ultimi tre giorni. Rimbalzo per alcuni titoli bancari (National Bank +27%, Eurobank +17%).

6 agosto - Prende piede l'ipotesi di elezioni anticipate in Grecia, stante la situazione ormai ingestibile della maggioranza Syriza-Anel in parlamento. Una maggioranza che di fatto non c'è più, visto anche che l'ala sinistra del partito di Tsipras ha affermato di voler votare "no" anche al nuovo accordo da prendere con la Troika entro lunedì prossimo, per ottenere il nuovo prestito dopo il 20 agosto.

Accordi che saranno sicuramente siglati dall'asse Syriza (una parte), To Potami, Pasok e ND. Ma questa non può essere una maggioranza organica di governo, e dal momento che i sondaggi continuano a dare Syriza attorno al 40% l'ipotesi di andare a elezioni anticipate in autunno sembra sempre più concreta.

Intanto Tsipras prova la missione più difficile: spargere un po' di ottimismo. "L'accordo con l'ex troika è in dirittura di arrivo e permetterà di mettere fine alle incertezze sul futuro del paese e dell'eurozona. Il Fmi ha però fatto sapere che fino all'autunno non si prenderanno decisione riguardo una nuova partecipazione dell'ente al piano di salvataggio.

L'accordo Grecia-Troika entro lunedì

18.00 - Anche Alexis Tsipras interviene sulla questione della fine dei negoziati. A tale riguardo ha dichiarato: “I negoziati tra la Grecia e i creditori sono sul rettilineo finale. E la loro conclusione positiva servirà a riportare serenità ad Atene e nell'Eurozona".

Intanto il tempo rimasto a disposizione è poco. Ricordiamo che il 20 agosto scade il prestito da 3,5 miliardi della Bce, e senza nuovi aiuti finanziari Atene andrebbe incontro a sicuro default.

Il piano a cui sta lavorando l’esecutivo greco con l'ex Troika prevede una lunga serie di riforme in cambio di prestiti per 86 miliardi (di cui 25 da sbloccare celermente). Buona parte di questa somma serve a ricapitalizzare le banche, che anche oggi stanno perdendo il 20% in Borsa.

Facciamo presente che l’intesa tra Ue,Fmi,Bce e Atene deve essere raggiunta entro il prossimo lunedì, perché è necessaria l’approvazione di alcuni Parlamenti europei. Tra questi ci sono anche quello ellenico e quello tedesco.

Molto probabilmente Tsipras, per ottenere l’ok del Parlamento, sarà costretto ad appoggiarsi nuovamente ai voti dell’opposizione. Ciò avvicina le elezioni anticipate, come ribadito dal portavoce del governo ieri: "in autunno il paese potrebbe andare alle urne”.

5 agosto 2015 - Il ministro delle Finanze ellenico, Euclid Tsakalotos, ha detto che i negoziati fra Atene ed i creditori devono chiudersi entro questa settimana. L’economista subentrato a Varoufakis lo ha ribadito dopo la seconda tornata di colloqui sulla ricapitalizzazione degli istituti di credito.

Il governo Tsipras ha presentato ai rappresentanti della ex Troika e del Esm (Fondo Salva Stati) la propria proposta circa la questione dei crediti inesigibili, sia per i prestiti commerciali che per i mutui. L'obiettivo è la stabilizzazione del sistema bancario.

Intanto, però, gli istituti di credito greci registrano in borsa un nuovo avvio di giornata molto negativo: il listino principale cede il 2%, Alpha bank perde 29,5%, Pireus 27,5%, Eurobank 15,4%.

La borsa di Atene chiude col -1,20%


4 agosto

- Anche il secondo di contrattazioni della Borsa di Atene dopo la chiusura di cinque settimane si è aperto con un forte passivo: ieri l’indice Ase aveva chiuso con un –16%, oggi l’apertura è stata al –4,62% e la chiusura al -1,20%. Le banche hanno fatto registrare un – 30%, un valore simile a quello registrato ieri.
La Banca Nazionale Greca capitalizza ormai meno della sua controllata turca, mentre l’unica sorpresa è rappresentata dai titoli di stato ellenici.

Intanto i tecnici finanziari greci puntano a raggiungere un accordo definitivo con i creditori internazionali entro il 18 agosto, in modo che si possa firmare il nuovo Memorandum entro il 20 dello stesso mese. A riferirlo è il quotidiano To Vima che cita fonti governative.

La Borsa di Atene dopo cinque settimane riapre con un - 16%

3 agosto, 17.28 - La borsa di Atene ha chiuso la prima giornata di riapertura in negativo del 16 per cento. Si tratta di un nuovo record negativo dopo che all’inizio della giornata il calo era stato del 23 per cento. A perdere è stato soprattutto il comparto bancario, che ha perso il 30%, il massimo possibile. Un nuovo piano di salvataggio dovrà essere messo a punto tra governo e troika entro il 20 di agosto.

3 agosto - Riaprono le borse in Grecia e non sembra esserci alcun ottimismo sui mercati per quanto riguarda la situazione in cui versa Atene. A cinque settimane dalla chiusura, la borsa ha fatto segnare un calo record del 23%, ribassi soprattutto sui titoli bancari come Piraeus Bank e National Bank of Greece che perdono il 30%. Stando a quanto si legge sul Sole 24 Ore, il crollo dei bancari è causata dalla loro necessaria ricapitalizzazione per 25 miliardi. Fondi da trovare con le privatizzazioni e nei confronti delle quali, evidentemente, non c'è molto fiducia.

Nel frattempo il Corriere della Sera parla della "riapertura più surreale della storia del capitalismo".

Oggi finalmente il listino torna a funzionare, ma lo farà entro una sorta di campana di vetro. I greci potranno comprare e vendere azioni di società quotate ad Atene, ma non trasferire fondi dai propri conti bancari ellenici per acquistare titoli sulla Borsa del loro Paese. Solo a chi opera dall’estero sarà permesso di muoversi liberamente, per tutti gli altri investitori vale invece un vincolo più serrato di quello in vigore sul resto dell’economia: persino ora, in pieno regime di controlli di capitale, i greci possono comunque pagare un prodotto nazionale, una prestazione di lavoro o le tasse tramite un bonifico via Internet.

Grecia, ultime notizie: per Varoufakis "la Troika arriverà a Parigi"

2 agosto - Non finisce di far parlare di sé Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle Finanze greco secondo il quale Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, avrebbe intenzione “di imporre dovunque la troika: a Madrid, a Roma, ma soprattutto a Parigi”. Secondo Varoufakis, intervistato da El Pais, l’ambizione del “falco” Schaeuble è quella di escludere la Grecia dall’Eurozona e, in un secondo tempo, vincolare Spagna, Italia e Francia ai diktat che Bce, Fmi e Commissione Ue hanno imposto solamente ai Paesi in crisi. Secondo Varoufakis l’accordo dell’Eurosummit del 12 luglio è programmato per fallire e il piano di Schaeuble prevede la Grexit come tappa imprescindibile per riuscire a incutere timore e portare la Troika a Madrid, Roma e alla “destinazione finale”, Parigi.

1 agosto - La borsa di Atene riaprirà lunedì 3 agosto, dopo un mese e una settimana di chiusura. La riapertura non sarà però completa, visto che ci sarannO delle limitazioni per gli investitori locali. Secondo la portavoce della borsa di Atene non ci sarà alcun limite sulle transazioni operate per gli investitori stranieri. La soglia oltre la quale scatterà la sospensione per eccesso di rialzo o di ribasso verrà inoltre abbassata rispetto al precedente 30%.

31 luglio - Dopo le polemiche innescate da Varoufakis, Alexis Tispras ha detto di non avere mai avuto piani mirati a portare la Grecia fuori dall’euro, ma ha preparato un piano di emergenza qualora fossero falliti i negoziati con i creditori. Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha confermato quanto era nell’aria, vale a dire che non parteciperà al nuovo salvataggio senza un accordo sulla ristrutturazione del debito.

La cifra del terzo pacchetto d’aiuti era stata fissata tra 82 e 86 miliardi di euro, ma comprendeva anche la partecipazione del FMI che si è chiamato fuori. La cifra potrebbe quindi essere rivista al ribasso.

Intanto Tsipras ha chiesto un congresso straordinario di Syriza per settembre, in modo da stabilire una linea da proporre ai creditori. È saltato, invece, il referendum di domenica che Tsipras avrebbe voluto all’interno del proprio partito, per valutare i favorevoli e i contrari all’accordo con l’Ue.

30 luglio, 21.04 - Il Fondo monetario internazionale continua a insistere sulla necessità di ristrutturare il debito greco, compito che spetta ai paesi dell'area euro. Stando a quanto riporta Bloomberg, un funzionario del Fmi ha sostenuto come il board non possa finanziare la Grecia senza un taglio del debito, ma che sia necessario renderlo sostenibile sul medio termine. Per questo sono necessarie anche ulteriori riforme da parte del governo.

30 luglio - Tsipras potrebbe tentare di nuovo la strada del referendum, questa volta però a essere interpellati non saranno i cittadini greci ma gli esponenti del partito. L'obiettivo è quello di ricompattare Syriza, provata dalle drastiche misure imposte dalla Troika: "Propongo di convocare un Congresso straordinario per discutere la strategia da seguire, come partito di sinistra al governo, di fronte alle condizioni imposte dal salvataggio. (...) Le posizioni di chi non accetta l'analisi del governo sono rispettate, in questo caso suggerisco al partito di fare un referendum su questa questione cruciale".

Varoufakis: "Il software dell'Agenzia delle Entrate era sotto il controllo della Troika"


14.30

- Specifichiamo che rispetto alla vicenda del metodo di pagamento parallelo, che Yanis Varoufakis avrebbe pensato di attuare nel caso in cui il sistema bancario fosse stato chiuso durante le trattative a Bruxelles, emergono nuovi particolari.

Nella telefonata pubblicata da khatimerini, nella quale l’ex ministro delle finanze ellenico parla della sua strategia per uscire dalla moneta unica, viene ribadito che quando un esperto di informatica prova ad entrare nel sistema delle agenzie delle Entrate (dove sono presenti i conti correnti di tutti i cittadini greci) si rende conto che si può intervenire sull'hardware, ma non sul software. Per quale motivo? A detta di Varoufakis, il secondo sarebbe di proprietà della Troika.

Ci troveremmo, dunque, difronte ad una enorme violazione di sovranità, capace di inficiare la trattativa sin dall’inizio, così come l’elaborazione di un eventuale “piano B” per uscire dalla moneta unica. Ed ecco anche spiegato perché si sarebbe dovuto hackerare segretamente le password utilizzate dai greci per accedere agli account fiscali online.

Varoufakis , se il Parlamento voterà a favore, potrebbe venire processato dalla Corte Suprema per aver tentato di violare il sistema delle Entrate dello Stato greco. Il procuratore ha già inoltrato una richiesta di citazione in giudizio. Ma se fosse vero quello che lui stesso afferma, e che ha fatto in modo di diffondere, un eventuale procedimento a suo carico potrebbe diventare un caso internazionale. E forse ciò non converrebbe a nessuno, visto anche la situazione di grande incertezza in cui versa il paese.

Intanto, da Bruxelles, la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, si è limitata a dire che ciò che sostiene Varoufakis: “E’ falso, infondato”.

Comunque, nello specifico, ecco cosa dice l’ex ministro nella telefonata:

"Ma la lascia che ti racconti – questa è una storia parecchio storia affascinante – quali difficoltà mi sono trovato davanti. Il Segretariato Generale delle Entrate Pubbliche del mio ministero è controllato completamente e direttamente dalla Troika. Non era sotto il mio controllo di ministro, né del mio ministero.. Era controllato da Bruxelles. Il Segretariato Generale è infatti rigidamente impostato da un dispositivo controllato dalla Troika. È come se le entrate fiscali della Gran Bretagna fossero controllate da Bruxelles [...] Ho chiamato un vecchio amico, un amico di infanzia, ora professore all IT della Columbia University, perché mi fidavo di lui e pensavo che lui potesse farcela. Ad un certo punto, una settimana dopo, mi chiama e mi dice “ Sai cosa? Io controllo le macchine, controllo l'hardware, ma non il software... il software appartiene alla Troika. Che si fa?” Quindi ci siamo visti e lui mi ha detto “Senti, se chiedo a loro il permesso per implementare il programma, la Troika saprà subito che stiamo pensando ad un piano parallelo”. Ed io “ no, non possiamo svelare il piano in questa fase [...] Quindi abbiamo deciso di entrare come un hacker nel mio ministero per copiare il codice del programma dei sistema di pagamento delle tasse e trasferirlo nel suo ufficio per studiarlo e implementare il sistema parallelo. Ed eravamo pronti ad avere l'autorizzazione dal primo ministro quando le banche sono state chiuse

29 luglio 2015 - Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, si è detto ottimista sulle discussioni sul terzo salvataggio per la Grecia e ha spiegato alla radio Europe 1 che le condizioni sono buone e che il rischio che la Grecia esca dall’eurozona è ormai svanito.

Ci siamo lasciati Grexit alle spalle.

Grecia, Bloomberg: "La borsa potrebbe riaprire domani"

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17.00 - Secondo le indiscrezioni di stampa raccolte dall'agenzia Bloomberg, la Bce avrebbe dato l'assenso alla riapertura della Borsa di Atene, chiusa dal 29 giugno, in conseguenza alle misure sul controllo dei capitali.

Ora toccherebbe al ministero delle Finanze presentare un decreto per riattivare le contrattazioni con restrizioni per gli investitori locali. Queste notizie ovviamente vanno prese con le molle, visto la situazione generale in Grecia.

Il Piano Segreto di Varoufakis


14.00

- Secondo quanto riportato dal giornale greco Kathimerini, il capo del segretariato generale per i Servizi informatici (Gsis) del ministero delle Finanze greco, Michalis Hatzitheodorou, ha smentito qualsiasi coinvolgimento nel piano dell’ex ministro Varoufakis per elaborare a un sistema di pagamenti parallelo.

In una nota diffusa dal Gsis, si nega qualsiasi intervento e viene ribadito che sono state sempre messe in atto tutte le procedure che tutelano la sicurezza dei dati personali degli utenti.

28 luglio 2015 - In un audio pubblicato sul sito dell’Official Monetary and Financial Institutions Forum (OMFIF), si apprende che l'ex ministro delle finanze ellenico, Yanis Varoufakis, aveva "un piano B" . Ovvero, introdurre un metodo di pagamento parallelo, che prevedeva l'assegnazione di un codice bancario e fiscale ad ogni contribuente e società per gestire il passaggio ad una nuova moneta. Ciò sarebbe stato necessario nel caso in cui il sistema bancario fosse stato chiuso.

Varoufakis ha spiegato, con tono accademico, la sua strategia ad un gruppo di fund manager di Londra. Nell'audio viene anche confermato che Alexis Tsipras era d'accordo con questa ipotesi:

"Il primo ministro, prima che vincessimo le elezioni, mi aveva dato il disco verde per formulare un piano B. Io ho messo in piedi un piccolo team che avrebbe dovuto lavorare sottotraccia per ovvie ragioni"

A capo del gruppo anonimo, secondo quanto riferito da Voroufakis, c'era il noto economista statunitense keynesiano, James Kenneth Galbraith. Quest'ultimo, insieme all'allora ministro delle Finanze greco, aveva pensato a un sistema di pagamento ombra, nel caso in cui i bancomat non avrebbero più funzionato. In poche parole, l’agenzia delle entrate avrebbe reso possibile, attraverso un pin fornito a chi era debitore di denaro (Stato o soggetti privati) di trasferire le somme in “formato digitale” (nominalmente in euro).

Sul sistema di pagamento parallelo l'ex ministro ha aggiunto:

"Avremmo potuto estendere il sistema agli smartphone con un’app e sarebbe potuto diventare un funzionale meccanismo finanziario parallelo: al momento opportuno sarebbe stato convertito nella nuova dracma"

Galbraith, per parte sua, in un post apparso sul blog blog di Varoufakis ha confermato tutto: "Ho lavorato cinque mesi, da febbraio ai primi di luglio, a stretto contatto con Varoufakis ed ero parte del gruppo che ha elaborato piani alternativi contro tentativi di asfissiare il governo greco, compreso azioni aggressive per spingere il Paese ad abbandonare l’euro".

Le registrazioni, pubblicate con il consenso di Varoufakis, hanno scatenato le proteste di tutti i partiti di opposizione che ora chiedono un immediato chiarimento in Parlamento.

Avviati nuovi colloqui con i creditori


Grecia, ultime notizie di lunedì 27 luglio 2015

13:30 - Aveva ragione l'agenzia AFP: i nuovi negoziati tra la Grecia e i suoi creditori sono cominciati oggi. Una portavoce della Commissione europea ha comunicato che i rappresentanti di UE, FMI, BCE ed ESM sono già ad Atene per discutere il memorandum relativo al terzo pacchetto di aiuti. La portavoce ha anche detto che la Commissione si aspetta più riforme per consentire un rapido esborso della prima tranche del nuovo pacchetto di aiuti.

27 luglio 2015 - La Grecia si prepara ad affrontare i nuovi colloqui con i creditori sul terzo piano di salvataggio da 86 miliardi. Tra oggi e domani sono attesi ad Atene i funzionari di Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e fondo salvastati. Secondo l'agenzia francese AFP i colloqui potrebbero cominciare già oggi, invece Bloomberg pensa che l'avvio sia fissato per domani. In ogni caso l'accordo raggiunto con le istituzioni europee dovrà essere votato dal Parlamento greco e da quello di altri sette Paesi dell'Eurozona e tutto deve avvenire entro il 20 agosto, data fissata per il pagamento da 3,2 miliardi di euro della Grecia alla BCE.

Intanto la Borsa di Atene, che avrebbe dovuto riaprire i battenti oggi, resta chiusa perché la BCE ha respinto la richiesta di riaprire il listino senza restrizione per i trader greci e stranieri. Secondo Bloomberg nelle prossime ore sarà firmato un decreto ministeriale con le indicazioni su alcune restrizioni temporanee sull'uso del denaro dai conti bacari greci per gli scambi in Borsa.

Ricordiamo che la Borsa di Atene è chiusa dal 29 giugno, stesso giorno in cui furono chiuse anche le banche greche che però hanno riaperto una settimana fa.

Il prossimo passo della Germania: equilibri difficili per Angela Merkel


grecia-ultime-notizie-24-luglio-2015

24 luglio 2015 - Sono passate più di 24 ore dal voto del parlamento greco sul secondo pacchetto di misure concesse ai creditori europei.

Il sito Politico.eu racconta che, dopo tanti giorni convulsi, anche in Germania è il momento dei commenti sulla strategia tenuta da Angela Merkel nei confronti della Grecia. La cancelliera si concede le vacanze estive dopo aver dovuto fare da arbitro tra Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze, e Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e ministro dell'economia.

Il voto del Bundestag sulla Grecia ha visto diversi colleghi di partito di Angela Merkel (ben 65) voltarle le spalle. Gabriel, che è anche il leader del Partito Socialdemocratico, ha accusato Schäuble di aver presentato il piano di "Grexit temporaneo" senza l'approvazione del partito. Insomma, la delicata situazione tedesca potrebbe condizionare i prossimi passi della negoziazione col governo Tsipras.

Sarà ancora Wolfgang Schäuble a giocare un ruolo decisivo: in Germania, stando ai sondaggi, è più apprezzato della stessa Merkel. Approfittando di questa posizione vantaggiosa, Schäuble ha fatto capire che potrebbe arrivare a dimettersi nel caso non riuscisse a portare avanti il suo piano: il ministro delle finanze si oppone nettamente alla possibilità di altre concessioni alla Grecia. Merkel sarà dunque a breve chiamata a gestire una situazione molto complessa, con gli occhi puntati dei suoi cittadini, del partito, degli interlocutori internazionali e ovviamente della Grecia.

Il Parlamento vota sì al secondo pacchetto di misure

Grecia, ultime notizie, 23 luglio 2015

23 luglio 2015 - E' arrivato alle 3.20 di questa notte (ora italiana) il secondo voto del parlamento greco sulle misure di austerity: dopo un lungo dibattito in aula, i deputati hanno votato sì al secondo pacchetto di riforme richiesto dai creditori europei. I "sì" sono stati 230, i "no" 63. Per Alexis Tsipras l'ennesima conferma delle difficoltà di avere una stabile maggioranza all'interno del suo partito: questa volta sono stati 36 i membri di Syriza a votare contro il pacchetto di riforme. Così come è accaduto per il primo voto, quello del 15 luglio, la vittoria del "sì" è stata larga solo perché i partiti all'opposizione hanno votato a favore delle misure di austerità.

Grecia, il dibattito in Parlamento prima del secondo voto

Grecia, ultime notizie, 22 luglio 2015

21.30 - La discussione in Parlamento prosegue a rilento e stando a quanto riferisce l’agenzia greca Athens News Agency, il voto non arriverà prima delle 2 del mattino, le 3.00 in Grecia.

Zoi Konstantopoulou, Presidente del Parlamento ha precisato che una lettura sommaria delle riforme in esame richiederebbe oltre 32 ore di tempo. Ci si aspetta, invece, un voto nel giro di una manciata di ore.


21.00 - Il dibattito è iniziato.

19.50 - La discussione in Parlamento che anticipa il voto sulle seconda serie di riforme economiche non è ancora iniziata e a questo punto non è chiaro se la votazione slitterà o a domani o se si riuscirà a fare tutto in serata.

Intanto decine e decine di persone si sono riunite in piazza Syntagma ad Atene, davanti al Parlamento, per manifestare contro l’austerità e le riforme imposte dall’Europa.





14.35 - Le ultime indiscrezioni in arrivo dalla Grecia anticipano che il Parlamento inizierà il dibattito finale non prima delle 19.00, ora italiana. Il voto, quindi è atteso qualche ora dopo, probabilmente verso mezzanotte come già anticipato questa mattina.

Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e monetari, si è detto fiducioso che questo secondo pacchetto legislativo venga approvato entro stasera, anche se visto lo slittamento della discussione finale il rischio di un rinvio a domani, nonostante i tempi molti stretti, sembra molto probabile.

22 luglio 2015 - A poche ore dal voto di oggi sul nuovo codice di procedura civile e sull'applicazione della BRRD, dalla Germania arriva un nuovo monito ad Atene. Gunther Krichbaum, presidente della Commissione Affari dell'Unione europea del parlamento tedesco, ha dichiarato al Bild:

Stiamo guardando con attenzione al fatto che Atene non soltanto adotti le riforme, ma che le implementi. La Grecia deve onorare le condizioni, altrimenti i soldi non potranno circolare.

Questa mattina sono iniziate le discussioni in vista del voto, discussioni che continueranno fino al dibattito finale in programma per stasera. Il voto, secondo la stampa locale, dovrebbe tenersi intorno alla mezzanotte, ma tutto dipenderà dalla piega che prenderanno le discussioni odierne.

Due, come dicevamo in apertura, le misure al voto oggi: l’adozione di un nuovo codice di procedura civile al fine di velocizzare i processi e ridurre i coste e l’inserimento della Bank recovery and resolution directive (BRRD) nel sistema legislativo greco.

Grecia, verso il voto di mercoledì

Grecia, ultime notizie, 21 luglio 2015

21 luglio 2015 – La Grecia ha pagato le rate dovute (3,5 miliardi alla BCE e 2 miliardi di euro all'FMI), grazie al prestito ponte. Il voto di domani riguarda il nuovo codice di procedura civile e l'applicazione della BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive).

Questo significa che sono state stralciate, per il momento, e che saranno sottoposte a votazione successiva, le nuove misure sulle tasse e sulle pensioni. La mossa è chiaramente stata fatta per evitare che il governo patisca nuove defezioni e per contenere il dissenso interno a Syriza.

Successivamente, si dovrà parlare con i rappresentanti di FMI, BCE, Commissione Europea e ESM che, secondo Kathimerini, sono già ad Atene. L'obiettivo è quello di chiudere la pratica delle trattative in tempo per la nuova rata del 20 agosto (3,7 miliardi di euro dovuti alla BCE).

Sarà un mese molto caldo, anche se l'attenzione mediatica è andata scemando.

Grecia, ultime notizie

19 luglio 2015 – Un'altra domenica greca con la prospettiva di un lunedì a banche chiuse. Tsipras dovrà fronteggiare la parte più seria delle votazioni in parlamento. Mercoledì 22 luglio bisogna iniziare ad approvare le riforme imposte dall'accordo dell'Euro summit.

La sinistra di Tsirpas è ancora in pressing sul premier perché questi non implementi le misure d'austerità. Lo ritengono ancora possibile e doveroso.

Ma è altamente improbabile che ciò accada.

18 luglio 2015 – Il Grecia, rimpasto di governo «è stato limitato, e la reazione di Tsipras nei confronti dei dissidenti minima perché le elezioni sono inevitabili», ha detto Pavlos Haikalis (deputato dei Greci indipendenti, diventato vice ministro della sicurezza sociale) al Guardian. «Ora è ostaggio dei dissidenti da una parte e delle opposizioni politiche che hanno supportato il voto al programma dall'altra. È una cosa che non può durare a lungo».

Sul fronte europeo, invece, approvato ipl prestito ponte da 7 miliardi che Atene userà per ripagare le rate non onorate all'FMI e per restituire i soldi già dovuti alla BCE (la frase meriterebbe un commento circa l'opportunità di rompere questo circolo vizioso), ci si prepara a trattare ufficialmente per il piano di "salvataggio" da 86 miliardi di euro. Come dicevamo, è tutto appena cominciato.

C'è una domanda un po' provocatoria che va fatta: come potrà incidere, un eventuale nuovo governo dopo elezioni, se le politiche sono comunque imposte dall'Eurogruppo?

Grecia, rimpasto di governo

Grecia ultime notizie - Tsipras, rimpasto di governo

17 luglio 2015 – Si è comsumato il rimpasto di governo in Grecia.

Tsipras. Di fatto, Panagiotis Lafazanis è stato sostituito con l'ex ministro del lavoro, Panos Skourletis. E la dimissionaria Nadia Valani (vice-ministro delle finanze) è stata sostituita da Trifon Alexiadis.

George Katrougalos, già alle riforme amministrative, diventa il nuovo Ministro del lavoro.

Christoforos Vernardakis diventa il nuovo vice ministro della difesa. Olga Gerovassili è la nuova portavoce del governo.

Niente di stravolgente, se non fosse che Lafazanis era il leader dell'ala più radicale di Syriza: i rappresentanti di quei 32 "ribelli" che hanno votato no all'accordo dell'Euro summit sono dunque fuori dal governo.

Nel frattempo, in Germania, la Bundestag ha approvato l'accordo emerso dall'Eurogruppo: 439 i voti in favore, 119 quelli contrari. È aumentato il dissenso in casa Merkel: sono 64 i parlamentari della Cdu-Csu che hanno votato contro. Quelli appartenenti all'ala più conservatrice del partito della Cancelliera Angela Merkel.

I parlamenti europei che devono approvare l'accordo sono 7, olte a quello greco. Con i tedeschi, sono 5 quelli che hanno già dato il via libera (gli altri sono Francia, Finlandia, Austria e Estonia). Mancano la Lettonia e la Slovacchia (quest'ultima votò contro al secondo "bailout").

Crisi in Grecia: e adesso?

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