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Ore 12: Alitalia precipita: -40% di prenotazioni.

Pubblicato: 03 apr 2008 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroNelle ore della farsa posticcia legata al rinvio o meno (?!) delle elezioni politiche per la querelle in salsa sudamericana sulla Democrazia cristiana di Pizza il paese vive il dramma vero dell’Alitalia. Saltato il tavolo della trattativa fra Air France e sindacati, dimissioni in tasca del presidente Prato, adesso la nostra compagnia di bandiera è davvero sull’orlo del precipizio.

Un fallimento annunciato, la classica situazione all’italiana. Un soggetto tricolore in stato comatoso; un altro (l’unico disponibile) transalpino, ex concorrente in ottima salute, che per rianimare il morente lo vuole assoggettare dopo averlo spogliato; i sindacati che per non deludere i propri associati e ottenere qualcosina pugnalano alla schiena tutti gli italiani e perdono tutto; un governo che gestisce una trattativa internazionale come fosse il salone di un barbiere di paese; i partiti che al capezzale del malato si accapigliano per incolparsi a vicenda e spartirsi le spoglie; il candidato premier in odore di vittoria elettorale che fa da sponda ai sindacati, strumentalizza il caso e diabolicamente, con consumata demagogia e populismo, gioca a spiazzare tutto e tutti, pone veti (vade retro Air France! Qui non passa lo straniero!) e alla fin fine gode del ko e vince (?!) una partita allucinante dove a essere sconfitta è l’Italia.

Dove a pagare saranno tutti gli italiani, perdendo la faccia e i soldi. A questo siamo. Fa pena e fa “incazzare” ascoltare il segretario della Cgil Epifani: “Per troppo tempo la vicenda Alitalia è stata colpevolmente trascinata portando la società all’insostenibile situazione attuale. E’ una sconfitta del Paese”.

E no, caro Epifani: è la sconfitta del governo, della casta senza eccezioni, del sindacato con le sua inutili (e “sfiduciate”) nove sigle! I sindacati ieri hanno tirato la corda fino a farla spezzare. Il nodo non era il confronto sul piano industriale (anche se è da dimostrare che un sindacalista è più bravo di un manager che guida un colosso come Air France) ma una proposta “fuori sacco”, di stampo corporativo e statalista.

Una furbata. Pretendevano l’inclusione in Alitalia di Az Service attraverso un aumento di capitale sottoscritto con il conferimento delle attività di Az Service da parte di chi oggi ne possiede il controllo, cioè Fintecna, cioè il ministero italiano dell’Economia. Tradotto significa che non solo Air France doveva comprare un qualcosa di più oltre Alitalia ma anche e soprattutto che la compagnia d’Oltralpe si sarebbe trovata socio, sia pure di maggioranza, dello Stato italiano.

Capito? Ecco perché Spinetta ha preso il cappello ed è tornata a Parigi. Alitalia salta per colpa dei sindacati (difendono i dipendenti dell’Atitech e i loro cartelli “la lotta dura non ci fa paura” perché sanno che dopo tanto ci sarà pantalone a pagare stipendi a gente che starà a casa o farà un secondo lavoro in nero), per colpa del governo (e di quelli precedenti), dei partiti, di Prodi e di Berlusconi. Ha ragione chi dice che le uniche due persone serie di questa vicenda e di questa trattativa sono Spinetta e Prato.

Guarda caso entrambi hanno sbattuto la porta. Anzi, sono stati costretti a far fagotto. L’unica cosa da fare, e subito, è convincere Air France a riprendere la trattativa, convincere i sindacati ad abbandonare le quisquiglie e gli interessi corporativi, chiudere la vicenda leccandosi ognuno le proprie ferite. Solo il governo può farlo. Ma il governo c’è ancora? Saranno comunque nodi del nuovo governo. E saranno gran brutte gatte da pelare.

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1 commento

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  • Profilo di Michele G.

    Michele G.

    03 apr 2008 - 17:57 - #1
    2 punti
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    comincino a ridare indietro i soldi quelli che li hanno presi senza fare niente di buono per la nostra compagnia aerea di stato. vedi vari vertici dimessisi, e buoniusciti, e mettano li qualcuno in grado di fare almeno una raccomandata in posta, cosa che penso spinetta sia in grado di fare. lo ripeto ci sono migliaia di persone in italia che hanno piccole e medie aziende, non godono di fondi statali, fanno miracoli tutti i giorni……non c’è bisogno di francesi, ma di persone professionali, per intenderci, quelle fuori dall’ambito dei partiti, che hanno dimostarto solo limiti. con quattro aggiustamenti, sui prezzi, sugli aeroporti da usare, alitalia è in grado di riprendere il volo a testa alta, anche senza francesi, desiderosi di mettere le mani sul nostro patrimonio…… poi si mettano alla pubblica gogna coloro i quali hanno avuto questa idea sensata di vendere, svendere, senza pensare prima a quali qvrebbero potuto essere le conseguenze…… MA NON VI RENDETE CONTO DI COSA STATE COMBINANDO, E COSA AVETE COMBINANDO????
    I 40% MENO SARANNO I VOLI DA MALPENSA……E CHI PRENDE PIù ALITALIA DALLA LOMBARDIA?????

    come al solito, e come tutti gli avvenimenti che riguardano l’italia la politica il governo, e lo stato, non si può fare altro che aggiungere il solito CHE SQUALLORE!!!!!!! temo che di questo passo dovrò scriverlo a vita…….