Iran, in vigore l'accordo sul nucleare: rilasciati 4 prigionieri statunitensi

Accordo sul nucleare iraniano raggiunto: Tutte le notizie

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17.45 - Tra i termini dell’accordo raggiunto sul nucleare c’era anche uno scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Iran, confermato oggi con la liberazione del giornalista Jason Rezaian, corrispondente del Washington Post tenuto prigioniero in Iran per 18 mesi.

Rezaian è stato rilasciato insieme ad altri tre detenuti statunitensi - l’ex marine Amir Hekmati, Saeed Abedini e Nosratollah Khosravi-Roodsari - e si trova già a bordo di un aereo e sta per raggiungere gli USA insieme alla moglie. Non è ancora chiaro se gli altri tre abbiano deciso di tornare negli Stati Uniti o meno, il comunicato diffuso dagli USA è rimasto sul vago:

Possiamo confermare che i nostri cittadini statunitensi detenuti sono stati rilasciati e quelli che lo desideravano hanno già lasciato l’Iran.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno offerto clemenza a sette cittadini iraniani detenuti nel Paese per violazione delle sanzioni.

17.30

- A poche ore dall’entrata in vigore dell’accordo sul nucleare, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni legate stavolta al programma di missili balistici dell’Iran, inserendo cinque cittadini iraniani e una serie di aziende con sedi in Cina e negli Emirati Arabi Uniti nella lista nera finanziaria americana, impendendo loro di fatto di utilizzare il sistema bancario statunitense.

17 gennaio 2016 - Il presidente iraniano Hassan Rouhani, a poche ore dal via all’accordo sul nucleare - ufficiale dalle 21.42 di ieri, ora italiana - ha parlato di apertura di un nuovo capitolo e spiegato che questo accordo non danneggerà nessuna nazione:

Noi iraniani ci siamo avvicinati al Mondo in segno di amicizia e ci siamo lasciati alle spalle le inimicizie, i sospetti e i complotti. Abbiamo aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra l’Iran e il resto del Mondo.

E mentre in Occidente si accoglie questa mossa con soddisfazione, Israele continua a storcere il naso. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, poche ore fa, ha nuovamente espresso preoccupazione, spiegando che

senza una giusta reazione a ogni violazione, l’Iran realizzerà che potrà continuare a sviluppare armi nucleari, destabilizzare la regione e diffondere il terrore.

Iran, via le sanzioni: da oggi in vigore l'accordo sul nucleare

19:00

- Ad annunciare l'inizio della fine delle sanzioni, a partire da oggi, e dell'avvenuto accordo sul nucleare in Iran è stato il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, che si trova a Vienna proprio per l'incontro sull'attuazione dell'accordo nucleare con il segretario di Stato americano John Kerry e l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini.

"La revoca delle sanzioni fornirà al paese un'importante possibilità di sviluppo economico e progresso. Ringrazio il presidente, il ministro degli Esteri, i negoziatori e i membri del parlamento per aver svolto un ruolo essenziale per il raggiungimento di questo risultato. Speriamo che sia una benedizione per la nostra nazione e che le condizioni di vita diventino più semplici"

ha detto Ali Larijani, presidente del parlamento iraniano.

16 gennaio 2016, ore 16:51 - L'AIEA (l’Agenzia Internazionale per l’Energia atomica) ha reso pubblico il rapporto che certifica l’adempimento da parte di Teheran delle condizioni previste dall’accordo sul nucleare iraniano, firmato in luglio con i Paesi del 5+1, cioè Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna più la Germania: da oggi le sanzioni sull'Iran vengono sollevate.

Come spiega il Corriere della Sera oggi è il cosiddetto «implementation day»: dopo quasi 40 anni di emarginazione, seguita alla Rivoluzione khomeinista e aggravatasi con l’inizio di un programma atomico sulle cui ambizioni Teheran non aveva mai voluto fare piena luce.

L’Iran ora dovrà drasticamente ridimensionare e congelare per oltre 10 anni tutte le sue attività nucleari, in cambio dell’allentamento dell’embargo economico.

21 luglio 2015 - Nel corso di una conversazione telefonica avvenuta nelle scorse ore il presidente cinese Xi Jinping avrebbe rassicurato l'omologo americano Barack Obama sulle intenzioni cinesi di collaborare in vista dell'attuazione dell'accordo sul nucleare iraniano.

Jinping avrebbe riferito ad Obama anche la volontà di Mosca e dell'omologo Vladimir Putin di fare tutto il possibile affinchè non ci siano intoppi e si porti a termine in breve tempo quanto previsto dallo storico accordo.

18 luglio 2015 - L'ayatollah Ali Khamenei, in un discorso pronunciato per la fine del Ramadan, ha ribadito con durezza la posizione iraniana nei confronti degli Stati Uniti, ribadendo che nonostante l'accordo sul nucleare questa non cambierà e non sarà in alcun modo più "amichevole" tra i due paesi.

"L'intesa non cambierà la politica iraniana nei confronti dell'arrogante governo americano [...] La Repubblica islamica non rinuncerà a sostenere i suoi amici nella regione, i popoli oppressi di Palestina, Yemen, Siria, Iraq, Bahrein".

ha detto Khamenei nel suo discorso, farcito dai classici slogan antiamericani ed anti-Israele: la guida suprema dell'Iran ha inoltre esortato il Parlamento di Teheran a esaminare con attenzione il testo dell'accordo per verificare che effettivamente tuteli gli interessi nazionali, in modo che non vengano disattesi i principi della rivoluzione islamica né depotenziate le sue capacità militari e difensive.

15 luglio 2015 - Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU voterà la settimana prossima una risoluzione che sosterrà l'Iran sulla base dell'accordo sul nucleare raggiunto ieri. A confermarlo è stato il Ministro degli Affari Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, che di ritorno a Tehran ha tenuto una breve conferenza stampa in aeroporto:

Oggi queste discussioni si sono concluse con una situazione in cui il Consiglio di Sicurezza, per la prima volta nella sua storia, riconoscerà ufficialmente con una risoluzione un programma di arricchimento per un Paese in via di sviluppo.

E, ancora:

Ci aspettiamo entro i prossimi quattro mesi le misure prese da entrambe le parti mostrino i primi risultati e che l’accordo possa iniziare.

E’ di queste ore anche il commento del presidente iraniano Hassan Rohani:

Nessuno può dire che l'Iran si sia arreso. L’accordo è una vittoria giuridica, tecnica e politica per l'Iran. L’Iran non sarà più definito come una minaccia per il mondo. […] Nessun accordo è perfetto, ma ci vuole sempre un compromesso. E' stato molto difficile mantenere alcune delle nostre linee rosse. C'è stato un momento in cui abbiamo dubitato di poter raggiungere un accordo. E' un accordo storico e gli iraniani ne saranno orgogliosi per generazioni.

I particolari dell'accordo

14.30

- L' Agenzia iraniana Iran sintetizza così i termini dell'accordo per l'Iran: "le sanzioni economiche adottate da Usa e Ue saranno rimossi con l'entrata in vigore dell'accordo. In particolare quelle imposte alla Banca Centrale iraniana, alla compagnia petrolifera nazionale, alle compagnie aeree e di navigazione e a molte altre istituzioni e persone. Torneranno disponibili asset iraniani per centinaia di miliardi di dollari congelati all'estero, oltre alla possibilità di acquistare tecnologia e macchinari utilizzabili anche per scopi militari, che l'Iran potrà acquisire attraverso il benestare di una commissione congiunta composta da Iran e 5+1. Sarà possibile riprendere la cooperazione economica con l'Iran in ogni campo, inclusi gli investimenti in petrolio e gas. Nuove misure sostituiranno l'embargo sulle armi: l'Iran potrà importare o esportare armi caso per caso e queste restrizioni dureranno solo cinque anni"

Le condizioni che l'Iran ha dovuto accettare, come afferma il ministero degli Esteri russo, sono le seguenti.
La Repubblica islamica potrà condurre attività di ricerca sulle centrifughe avanzate nel corso dei primi 10 anni di validità dell'accordo con il 5+1, ma "in una maniera che non prevede l'accumulo di uranio arricchito. Per 10 anni, in base al piano di R&S sull'arricchimento, le attività iraniane riguarderanno solo le centrifughe IR-4, IR-5, IR-6 e IR-8". L'Iran, inoltre, dovrà ridurre di due terzi il numero delle centrifughe, che diventeranno solo 5.060 nel sito di Natanz. Le rimanenti 1.044 resteranno funzionanti, ma non utilizzate, nel sito di Fordo. L'Iran dispone attualmente di oltre 19mile centrifughe, di cui meno di 10mila operative.

Con l'Aeia, l'Iran collaborerà ad un'inchiesta sulle attività nucleari del passato e sulle sue controverse implicazioni militari. Inoltre, Teheran dovrà concede l'accesso al sito militare di Parchin. Quest'ultima clausola farebbe parte di un accordo separato. Sarà un tavolo arbitrale, dove siederanno i rappresentanti del paese mediorientale e 5+1, a decidere se ci sono elementi rilevanti tali da giustificare l'ispezione nel sito militare. In questo modo, si è tentato di tacitare l'opposizione iraniana.

Infine, sulle armi convenzionali, si apprende che l'embargo durerà altri 5 anni. Per quanto concerne i missili balistici, ci saranno sanzioni Onu per altri 8 anni: il blocco ne impedisce l'acquisto.

Le dichiarazioni di Mogherini e Obama

Aggiornamento 14.20

- La responsabile Pesc, Federica Mogherini, aprendo la riunione plenaria finale ha dato l'annuncio ufficiale sull'accordo:

"L'accordo è formalmente concluso. Si apre un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali. E' il risultato di un lavoro molto duro di tutti noi. Ringrazio tutti coloro che siedono a questo tavolo e anche chi sta dietro e ha lavorato per mesi e anni per raggiungere questo punto. Un segnale di speranza lanciato al mondo"

E' arrivata anche dichiarazione di Barack Obama, che ha accolto l'intesa con grande soddisfazione:

"Grazie all'accordo, la comunità internazionale potrà verificare che l'Iran non sviluppi l'arma atomica. Teheran sarà privata del 98 per cento delle sue attuali riserve di uranio arricchito. E' un accordo che non si basa sulla fiducia ma sulla verifica. Se l'Iran violerà l'accordo tutte le sanzioni saranno ripristinate e ci saranno serie conseguenze. Nessun accordo avrebbe significato nessun limite al programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti manterranno le sanzioni contro l'Iran collegate alla violazione dei diritti umani"

Intanto Hassan Rohani, il presidente iraniano, ha tenuto un discorso alla Nazione nel quale ha detto: "Non ci è stata fatta la carità, nessuno è sconfitto, vincono tutti". Ed ha aggiunto: "L'accordo dimostra che un impegno costruttivo sul nucleare funziona. Chiusa questa crisi non necessaria, emergono nuovi orizzonti centrati sulle sfide comuni".

Aggiornamento 11.42 - Secondo nuove indiscrezioni, l'intesa sul nucleare impedirà all'Iran di produrre un'arma atomica per almeno 10 anni e prevede ispezioni nei siti del Paese, inclusi quelli militari. In caso di violazioni, verrebbero riattivate le sanzioni entro 65 giorni.

"L'intesa,non è perfetta ma realizzabile, fa vincere tutti. Si apre una nuova era di speranza", dice il capo della diplomazia iraniana, Zarif. Tuttavia, bisognerà vedere quali saranno le reazioni a Teheran se fossero confermate anche le ispezioni per i siti militari. Questa, secondo molti, è un'inaccettabile violazione della sovranità della Repubblica islamica.

Netanyahu: "Errore di proporzioni storiche"

Aggiornamento 10.45

- Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, interviene prontamente sull'accordo per il iraniano. A tale riguardo, ha detto: "è un errore di proporzioni storiche. Teheran ha avuto un cammino sicuro verso le armi nucleari. Molte delle restrizioni previste per impedirlo saranno revocate".

Inoltre, il vice ministro degli Esteri, Tzipi Hotovely , ha parlato di "resa storica dell'Occidente all'asse del male, con l'Iran in testa" e ha spiegato che lo Stato ebraico "agirà con tutti i mezzi per tentare di impedire la ratifica" dell'accordo. Questa presa di posizione lascia intendere, tra le righe, che Israele è pronta a fare pressioni sul Congresso Usa.

Aggiornamento 09.00 - Secondo le indiscrezioni che giungono da Vienna, nella bozza è previsto l'accesso degli ispettori a tutti i siti sospetti iraniani (da chiarire se inclusi anche quelli militari). Compromesso raggiunto, pare, anche sulla questione delle sanzioni, sulle armi convenzionali e missili balistici.

Accordo sul Nucleare, Vienna, 14 luglio 2015 - Dopo le grandi difficoltà dei giorni scorsi si è arrivati alla conclusione di una lunghissima vicenda. Tutte le agenzie stampa internazionali dicono che l'accordo sul nucleare tra Iran paesi del 5+1 ( Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania) è stato raggiunto. Una dichiarazione congiunta verrà letta a Vienna verso mezzogiorno (ora locale) dall'alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, e dal ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif.

La vittoria di Barack Obama, ma ora il Congresso dovrà ratificare


L'accordo di Vienna è la prima netta vittoria di Barack Obama in Medio Oriente, dopo il fallimento del negoziato israelo-palestinese e le indecisioni dimostrate sull'Isis e contro la Siria di Bashar al-Assad. Ora, però, il Congresso, dove i Repubblicani sono in maggioranza, dovrà ratificare. Ricordiamo che gli esponenti del partito dell'elefantino si sono sempre detti scettici su un'intesa e sono molto sensibili alle esigenze del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che vede in Teheran una minaccia.

Ci sarà, poi, da affrontare anche il nodo della ratifica del documento da parte del parlamento della Repubblica islamica. Qui ci sono forti opposizioni emerse contro le politiche del presidente Hassan Rohani. Ricordiamo, a tale proposito, che la maggioranza dei deputati iraniani ha approvato in prima lettura un disegno di legge che vieta agli ispettori l’ingresso ai siti militari e che vincola la firma dell'accordo all'abrogazione definitiva delle sanzioni.

Indiscrezioni sull'accordo


Difficile dire quale sia il contenuto dell'accordo in questo momento, dopo lo slittamento della firma del 30 giugno, circolavano voci di un'intesa in tre fasi:

La prima fase prevederebbe la firma dell'Iran e delle altre nazioni in causa. La seconda, "giocando sul fuso orario tra Teheran e gli Usa", disporrebbe la "contemporanea" ratifica dell'intesa da parte del Congresso americano e del Parlamento di Teheran. L'ultima, infine, contemplerebbe una risoluzione delle Nazioni Unite per porre fine alle sanzioni internazionali. Anche qui varrà un criterio di simultaneità: nel momento in cui Teheran annuncerà la data dell'entrata in vigore dell'intesa, il Consiglio ristretto dell'Onu voterà una risoluzione per la revoca dell'embargo.


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