Conservatori e riformisti: Raffaele Fitto presenta il simbolo del nuovo partito

Chi fa parte e qual è il programma di Conservatori e Riformisti, il nuovo partito fondato da Raffaele Fitto.

Nasce oggi ufficialmente Conservatori e Riformisti, il nuovo partito politico del centrodestra fondato da Raffaele Fitto, l'ex aspirante delfino di Silvio Berlusconi che, come tanti prima di lui, ha deciso di ribellarsi e andare per conto suo, stante anche l'assoluta non volontà dell'ex Cavaliere di cedere lo scettro. La presentazione è andata in scena oggi alla Camera, in cui è stato mostrato anche il simbolo del partito. Un leone blu, sopra bande tricolore e la scritta Conservatori e Riformisti.

Certo, se si pensa alla drammatizzazione con cui si era vissuta la separazione di Fini da Berlusconi prima, e di Alfano poi, e soprattutto a come sono finiti i due progetti (uno sepolto, l'altro boccheggiante), viene da chiedersi che fine farà un progetto che non sembra partire con le vele in poppa e che anzi, al Senato, deve già cedere alcuni parlamentari al nuovo gruppo di responsabili che Denis Verdini sta mettendo in piedi.

Su Fomiche, giornale conosce bene quell'area precisa dell'italico centrodestra (area che fa esplicito riferimento ai conservatori britannici di Cameron), si descrive l'operazione in questo modo:

Un movimento snello che si baserà fin da subito su gruppi parlamentari saldamente all’opposizione e su una rete di contatto con i territori strutturato per circoli (i fittiani giurano che il tutto sarà molto leggero, niente organigrammi). La collocazione l’ha rilanciata lo stesso Fitto ieri al Corriere della Sera: «Stiamo lontani dai patti del Nazareno futuri, come siamo stati lontani a quelli del passato». Questo al netto dei movimenti di alcuni dei membri dei Conservatori e riformisti al Senato (ad esempio Eva Longo, come ha confessato lei stessa al Tempo) abbiano già le valigie pronte in direzione “responsabili”, quelli targati Denis Verdini. Proprio riferendosi a questi il leader ha ribattuto che «non abbiamo nulla a che vedere né con il mercato di senatori».

Ma chi fa parte, allora, di Conservatori e Riformisti? Di sicuro troviamo Raffaele Fitto, che ne sarà il leader e presterà la sua fama di "mister preferenze". Troviamo poi Daniele Capezzone, per la corrente liberale e liberista, Maurizio Bianconi, l’ex An Massimo Corsaro e Anna Cinzia Bonfrisco, senatrice forte nel nord-est. Per quanto riguarda i gruppi parlamentari c'è un po' di confusione, un po' perché, come accennato, è forte la concorrenza di Verdini, un po' perché alla Camera non sarà ancora annunciato un gruppo autonomo. I nomi che sono circolati fino a oggi comunque sono: alla Camera Romano, Galati, Bianconi, Castiello, Latronico e Laffranco più la pattuglia dei pugliesi esclusi Sisto e Savino (3/4 altri deputati potrebbe lasciare ma sono dati ancora come incerti); mentre al Senato si parla di Bonfrisco, Ziazza, Lettieri, Perrone, Liuzzi, Longo, Pagnoncelli, Milo, Falanga, Ruvolo, Scavone. Ma anche in questo caso almeno altri 2/3 dovrebbero aggiungersi.

E il programma? Per quanto riguarda l'economia, il cardine sembra essere Margaret Thatcher: stato leggero, meno tasse (addirittura 40 miliardi in meno), riduzione della spesa e forte vocazione aziendalista. Il rapporto con l'Europa è un po' quello che ha intessuto David Cameron: "propongono anch’essi di rinegoziare il rapporto con Bruxelles, con una certa burocrazia che frena lo sviluppo rispetto alla quale le posizioni del Ppe sono di totale subordinazione. Per Fitto, insomma, i vincoli europei non devono essere un dogma: a partire dal muro del 3% e dalla contestazione del Fiscal compact. Ciò non vuol dire, però, strizzare l’occhio a Marine Le Pen, ma una “terza via” tra il populismo e l’accondiscendenza ad Angela Mekel", si legge ancora su Le Formiche.

Così a naso si potrebbe anche pensare che ci sia spazio per un partito fortemente conservatore ma slegato dalle solite logiche che hanno guidato il centrodestra italiano (sempre in bilico tra uno spirito democristiano e uno populista); il problema è che la concorrenza è tremenda e la destra italiana ricorda ormai la sinistra per come si è spezzettata in una marea di simboli: Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord, Ncd, Udc, Italia Unica e adesso Conservatori e Riformisti.

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