Prosegue a tappe forzate lo “smarcamento” di Massimo D’Alema da Walter Veltroni e dalla segreteria del Partito democratico.
A margine della presentazione del quaderno di Italianieuropei sul federalismo l’ex premier dice che “In un partito democratico si può anche votare, ma questo è un problema che attiene i dirigenti di un partito ed esula dalla mia competenza. Sceglieranno loro le modalità migliori di affrontare le diverse questioni”.
Dichiarazione che la dice lunga sulla tattica usata in vista della resa dei conti nel Pd dopo le prossime elezioni del 6 e 7 giugno: gridare ai quattro venti di non avere nessuna responsabilità nella direzione del partito, nella sua strategia e nella sua gestione e addossare ad altri, in primis a Veltroni, le colpe della (prevista) debacle elettorale.
Il “lider” maximo rivendica chiarezza nel confronto politico interno, di fatto ha però impostato un gioco che tende a intorpidire ancora di più le acque di un partito già profondamente diviso e senza bussola.
In tal modo, invece di presentarsi come super partes o padre nobile, Massimo D’Alema rischia di diventare il “cecchino” con un’arma spuntata, di rimanere con il cerino in mano e alla fin fine fare da “parafulmine” dei temporali in arrivo.
E’ evidente che D’Alema oramai non condivide niente di “questo” Pd. Ed è altrettanto evidente che lui per primo è rimasto in mezzo al guado, intrappolato.
Con la campagna elettorale già iniziata, è troppo tardi per aprire uno scontro interno e puntare al cambio di leadership ed è nel contempo troppo presto per il redde rationem finale. Meglio attendere il responso delle urne e, di fronte al ko, raccogliere lo “scalpo” di Veltroni sul piatto d’argento delle urne.
Ecco perché D’Alema lancia il sasso ma ritira la mano. Rischiando però di rimanere fra l’incudine e il martello.
Mattia77
04 feb 2009 - 18:13 - #1Dalema ha sempre remato contro prodi prima e veltroni ora.
Non ha mai azzeccato una cosa una, sfido chiunque a citarmi una vittoria di dalema. Dalla bicamerale al bingo da berlusconi è un bambino in politica a unipol… è un fallito.
Che abbia il coraggio di candidarsi per le primarie invece di stare sempre nascosto a fare sgambetti.
Io considero dalema il peggior politico italiano dal dopoguerra a oggi.
Lea
04 feb 2009 - 18:29 - #2io non sopporto la dalemite: quel modo di parlare maniacale (nel fraseggio e nelle espressioni facciali) tipico di D’Alema che ha colpito diversi parlamentari del Pd.
garcetto
04 feb 2009 - 18:42 - #3e due paroline sulla paresi ebete del nano no?
Lea
04 feb 2009 - 18:45 - #4garcetto (dolcetto, scherzetto!)
Silvio ha la sua età….
fc77
04 feb 2009 - 20:00 - #5ma con un paio di operazioni diventerà il bova (bove) della situazione .
fc77
04 feb 2009 - 20:00 - #6ma con un paio di operazioni diventerà il bova (bove) della situazione .
Bud Spencer
04 feb 2009 - 20:35 - #7ottimo il primo commento
Lea
04 feb 2009 - 20:52 - #87
Bud, infatti…. io completavo il quadro con il #2
garcetto
04 feb 2009 - 21:54 - #9veramente cara lea il sorriso forzato di berlusconi fa putroppo parte della strategia di marketing politico consigliatagli da quello squalo di Karl Rove…
Lea
04 feb 2009 - 21:57 - #10garcetto…. almeno è una strategia vincente, no?
cmq il sorriso è fondamentale in ogni relazione umana, anche nel business, figuriamoci in politica! dicevo proprio ieri a Pier che Soru dovrebbe sorridere….
vabbè va, sono i discorsi delle 21.00 di una giornata infernale a risolvere pbs del cavolo con il pc ;((((((((
buona serata (x quel che resta….)
Prestigiacomo
05 feb 2009 - 00:14 - #11Dalema da quando ha fatto fuori Prodi nel 98, non ne ha beccata più una, dire che è uno sfigato è dire poco.
garcetto
05 feb 2009 - 09:55 - #12lea…ripeto…Rove e’ IL pescecane dello spin…in confronto le balle di silvio sono pioggierellina di marzo…
no buono