Pannella attacca Bonino: "Si è 'dimessa' dal partito". La replica: "Resto iscritta a 2mila 500 euro al mese"

Come è noto nel Partito Radicale la discussione interna ha spesso assunto toni molto animati. Tuttavia, si rimane stupiti dalle ultime dichiarazioni rilasciate da Marco Pannella a Radio Radicale, durante la tradizionale conversazione domenicale con Massimo Bordin, ex direttore della testata. Il leader storico se l'è presa con compagna di mezzo secolo di battaglie, Emma Bonino.

Per Pannella, la Bonino si sarebbe completamente disinteressata al destino del suo partito, curando solo la sua immagine a livello internazionale. Ecco cosa ha detto nello specifico il leader radicale:

"Emma Bonino si comporta come se si fosse dimessa dal partito. Lei non opera più da militante ed esponente radicale. Ha contatti con tutto il mondo tranne che con noi. Tanto per lei il problema è di continuare a fare parte del jet set internazionale"

E con la sua consueta veemenza ha aggiunto:

"Con noi non parla. Adesso gira, va a destra, va a sinistra, va in Tunisia, ma mai un momento è venuta a discutere con noi. Che cazzo faccia lo sappiamo solo da qualche indiscrezione o dalla stampa"

Bordin rimane attonito, un attacco così duro contro l'ex ministro degli Esteri forse non se l'aspettava nemmeno lui. Così prova a placare il suo interlocutore, ricordando il ruolo importante ricoperto dalla Bonino negli anni. Ma Pannella non ci sta e si accalora ancora di più. "Lei è stata oggetto della nostra campagna di valorizzazione" dice il leader radicale, lasciando intendere che Emma avrebbe usato il partito come trampolino di lancio per acquisire un ruolo personale a livello nazionale e internazionale.


Poi arriva un'altra serie di accuse. Pannella ha dichiarato che la sua compagna di partito sarebbe intervenuta cinque anni fa per impedire la pubblicazione di un libro di un militante radicale, Matteo Angioli (scritto in collaborazione con Carlo Ripa di Meana e Angiolo Bandinelli): "Emma telefonò a mezza Italia del potere per impedire la pubblicazione di un libro. Disse che se fosse stato pubblicato il libro si sarebbe dimessa. Ha fatto pressioni per non farlo uscire". Cosa conteneva quel saggio? "Chiedetelo a lei", risponde laconico l'intervistato.

E, infine, arriva una rivelazione sulla nomina di Bonino a ministro degli Esteri: "Sono intervenuto io con Napolitano per fare inserire Emma nel governo (Letta, ndr ). E lei s’è fatta cacciare senza neanche un lamento [...] In tutte le sue nomine c’entravo sempre io. Lei invece lavora molto ma mai con noi".

Non si è fatta attendere la replica della Bonino, che è arrivata ieri sera: "È una giornata molto complicata, preferisco non parlare. Il libro che non avrei fatto uscire? Chiedete a Pannella". E su un possbile addio al partito dice: "Ma siete scemi? Io sono iscritta a quel partito a 2.500 euro al mese".

Non sappiamo bene cosa sia accaduto tra i due, ma certamente ci troviamo in un momento molto complicato di un lungo sodalizio politico. Ci sentiamo solo di dire che l'attacco sull'impegno internazionale della Bonino ci pare quanto meno ingeneroso. Senza di lei la campagne radicali sul diritto alla conoscenza e il rispetto dei diritti umani non avrebbero molta risonanza al di fuori dei confini nazionali.

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