Ucraina, Lavrov : "Kiev sta preparando nuovo attacco contro i separatisti"

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Ieri, il ministro degli Esteri della Russia, Sergei Lavrov, ha detto chiaramente che nutre il forte sospetto che l'Ucraina stia organizzando un nuova offensiva contro i separatisti filo-russi nell'est dell'Ucraina. A sostenere questa ipotesi, ci sarebbe la costante intensificazione degli scontri che si registra nell'ultimo periodo.

Effettivamente i combattimenti che stanno avendo lugo nei pressi della città portuale di Mariupol e della città di Gorlivka, in mano ai ribelli, non lasciano presagire niente di buono. Gli attacchi, oltre a provocare la morte di numerosi civili, hanno messo ulteriormente in questione la fragile tregua tra le forze di Kiev e i separatisti.

"Siamo preoccupati degli sviluppi degli ultimi giorni che ricordano da vicino i preparativi per nuove azioni militari" (cit. Reuters), ha detto Lavrov in conferenza stampa. Inoltre, il titolare del dicastero degli Esteri di Mosca ha accusato apertamente l'esecutivo di Kiev di violare gli accordi di Minsk, che lo scorso febbraio avrebbero imposto un cessate il fuoco alle parti belligeranti. Da allora si è assistito ad un parziale ritiro dell'artiglieria, dei carri armati e di altri armamenti pesanti da parte degli eserciti in conflitto, ma occasionali scontri a fuco continuano a susseguirsi e a provocare vittime.

Del fatto che la deflagrazione di un nuovo conflitto sia dietro l'angolo, anche se con una chiave di lettura distante da quella di Lavrov, è convinto anche il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier. Quest'ultimo, in un'intervista della scorsa settimana, ha definito "esplosiva" la situazione e ha invitato entrambe le parti a collaborare per evitare una nuova spirale di violenza.

Intanto le parole di Vladimir Putin, pronunciate ieri in Crimea, evidenziano che il Cremlino non ha intenzione di mostrarsi più morbido nei confronti di Kiev e dei suoi alleati. Il Presidente russo ha voluto rimarcare che l'esecutivo ucraino è stato selezionato a tavolino dalla Nato, che "ha fatto nominare" numerosi ministri stranieri nella compagine governativa.

Ecco cosa ha detto il leader del Cremlino sul tema: "Sono sicuro che, nonostante tutte le difficoltà del momento attuale, la situazione in Ucraina si raddrizzerà e che il Paese si affrancherà dalla vergognosa prassi di sottoporre un enorme stato europeo al controllo esterno, con posti chiave al governo e nelle regioni in mano a cittadini stranieri" (cit. agenzia Tass).

Ricordiamo che più di 6.500 persone hanno perso la vita nella guerra scoppiata nell'aprile 2014 in Ucraina. In seguito alla destituzione del presidente Viktor Janukovyc e all'annessione della Crimea da parte di Mosca, la Russia ha deciso di appoggiare i separatisti nell'est del paese. Tuttavia, il Cremlino nega l'accusa di aver inviato proprie truppe per sostenerli.

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