Giorgia Meloni, richiamata dall'UNAR, scrive a Renzi: "È una censura"

L'UNAR è l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

Giorgia Meloni

3 settembre, ore 14:13 - Continua a tenere banco la polemica montata da Giorgia Meloni sulla presunta "censura" a suo danno da parte dell'UNAR, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. L'ente contesta alla parlamentare di Fratelli d'Italia alcune affermazioni in materia di immigrazione.


Secondo quanto ha appreso l'Ansa il segretario generale di palazzo Chigi Paolo Aquilanti ha chiesto oggi chiarimenti, inviando una lettera, al dirigente dell'Unar reo di aver "censurato" Giorgia Meloni, ricordando l'art.21 della Costituzione in tema di libertà di manifestazione del pensiero e l'art.68 in materia di insindacabilità delle opinioni espresse dai parlamentari, e invitandolo a fornire i chiarimenti necessari.

Giorgia Meloni, richiamata dall'UNAR, scrive a Renzi: "È una censura"

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia, ha ricevuto una lettera di richiamo formale da parte dell'UNAR, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità, con il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, in attuazione della direttiva comunitaria n. 2000/43 CE. Nella lettera l'onorevole viene richiamata per alcune dichiarazioni rilasciati al quotidiano online Stranieriinitalia.it, in particolare per questo passaggio:

"Intanto evitiamo di importare in Italia un problema che oggi non abbiamo: basta immigrazione e soprattutto basta immigrazione da Paesi musulmani. La (piccola) quota di immigrati che reputiamo necessaria prendiamola da quei popoli che hanno dimostrato di non essere violenti. […] Non mi risulta ci siano casi di terrorismo collegato ai filippini, agli argentini, agli ucraini, ai peruviani. Bene, premiamo allora chi ha dimostrato di integrarsi con maggiore facilità. Per gli altri, porte chiuse finché non avranno risolto i problemi di integrazione e violenza interni alla loro cultura"

L'articolo è stato pubblicato il 29 giugno scorso e, dopo un attento esame, l'UNAR ha deciso di intervenire scrivendo a Giorgia Meloni:

"Esaminando con attenzione il contenuto delle affermazioni attribuite a Lei, questo Ufficio, pur nell'intangibilità del principio di libera manifestazione del pensiero, garantito dalla Costituzione italiana, e condividendo la preoccupazione relativa alla gestione di un fenomeno così complesso come quello migratorio, ritiene che una comunicazione basata su generalizzazioni e stereotipi non favorisca un sollecito ed adeguato processo di integrazione e coesione sociale. Si coglie l'occasione per chiedere di voler considerare per il futuro l'opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore"

La lettera è firmata dal funzionario Marco De Giorgi, ma non sono bastati i suoi toni gentili per placare l'ira di Giorgia Meloni che, anzi, è stata fomentata da questo richiamo. Per l'onorevole, infatti, il fatto di ricevere una lettera di questo tenore da un ufficio della Presidenza del Consiglio è una vera e propria censura. Ecco allora che la stessa Meloni ha scritto una lettera al Presidente Matteo Renzi nella quale si legge:

"Un ufficio governativo mi redarguisce per le opinioni espresse e mi invita, con garbo, a dire agli italiani cose reputate (dal Governo!) più accettabili"

Meloni aggiunge:

"Io sono un parlamentare regolarmente eletto da alcuni cittadini italiani per sostenere le proprie opinioni politiche, ma prima ancora sono una cittadina italiana, e desidero affermare il mio punto di vista senza incorrere in censure governative. Se una nota del genere fosse stata emessa da un governo di centrodestra nei confronti di un deputato dell’opposizione, sarebbe venuto giù il mondo. Non pretendo che tutti siano d’accordo con il mio pensiero, ma rivendico il diritto di esprimere le mie opinioni in libertà e coscienza. Ciò deve valere per qualunque italiano o italiana. Per quanto riguarda i parlamentari, poi, proprio per evitare ogni equivoco in merito, la nostra Costituzione sancisce con l’art. 68"

nello specifico a proposito dell'UNAR Meloni scrive:

"Apprendo solo ora che l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Regolarmente finanziato dallo Stato con le tasse degli italiani - ha il ruolo di censurare le dichiarazioni rese dalle persone e dai membri del parlamento italiano. Ne sono sconvolta. Esiste nella nostra Repubblica un ufficio 'valutazione e censura' delle opinioni. Esiste un sig. De Giorgi, burocrate pubblico, al quale è stato dato il potere (e il compito) di decidere cosa si possa e non si possa dire. E la cosa divertente è che lo stesso 'ente' che si permette di sindacare le mie opinioni è stato recentemente oggetto di polemica per aver promosso la distribuzione nelle scuole di opuscoli sulla teoria gender. Quindi a spiegarmi cosa potrei dire sono quelli che vorrebbero insegnare ai bambini delle elementari che maschi e femmine non esistono, perché il sesso biologico è solo un’invenzione dei benpensanti"

Meloni poi allude a quanto possano essere pagati gli impiegati dell'UNAR e infine passa a parlare direttamente delle sue dichiarazioni di giugno sul tema dell'immigrazione confermandole parola per parola e aggiunge:

"Confermo e ribadisco ogni singola parola espressa. E rimango in attesa, curiosa di sapere cosa ci sia dopo il cartellino giallo mostratomi dal Governo. C’è il rosso diretto o c’è prima un 'cazziatone' della Boldrini in pubblica piazza, magari davanti a tutti i parlamentari, appositamente riuniti in seduta congiunta? Che succederà poi, mi espelleranno dal Parlamento, dall’Italia, dalle feste dell’Unità? Perché il passo tra la censura governativa a un parlamentare e la reclusione in un campo di rieducazione spesso è breve. Nel frattempo, credo che continuerò ad interrogarmi su quale autorità morale e politica abbia concesso tali poteri di censura al Governo e all’Unar, travalicando abbondantemente quelli della Costituzione italiana e dei più basilari principi democratici. E chissà se per caso, ma proprio per caso, il nostro Presidente della Repubblica avrà qualcosa da dire in merito"

Mia lettera di risposta alla nota formale che ho ricevuto dall' UNAR (in allegato).Al Presidente del Consiglio dei...

Posted by Giorgia Meloni on Martedì 1 settembre 2015
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