UE, Juncker presenta il nuovo piano sui migranti: “160 mila persone da accogliere”

L'Unione Europa lavora per portare a 160mila il numero di profughi da ridistribuire attraverso le quote. Gentiloni: "Bene il piano Juncker, ma non basta"

17.00 - Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, loda l'iniziativa di Juncker sui migranti, ma avverte che non potrebbe essere sufficiente per far fronte al problema. Intervenendo alla Camera, il titolare della Farnesina ha detto: "Le proposte del presidente della Commissione europea Juncker sull'immigrazione hanno lo spirito giusto ma non prendono in considerazione il carattere permanente della sfida [...] Servono un asilo europeo, una lista europea dei Paesi sicuri, pacchetti di migrazione regolare e corridoi umanitari con il sistema delle sponsorship. L'Ue deve anche gestire i rimpatri di chi non ha diritto all'asilo".

16.00 Le parole di Juncker e le proposte concrete presentate della Commissione Europea hanno provocato reazioni diametralmente opposte, come ci si aspettava. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito quella proposta un primo e importante passo, ma ha sottolineato come i numeri saranno ben più grandi di quei 160 mila presi in considerazione dal piano dell’UE, come confermato anche dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.


Le ultime stime dell’UNHCR, infatti, parlano di almeno 4 milioni di rifugiati nei Paesi confinanti con la Siria, quasi due milioni dei quali si trovano in Turchia. Ed è proprio sulla base di questi numeri che ha tuonato il Primo Ministro turco Ahmet Davutoglu, arrivato a definire ridicolo il piano proposto dall’UE. Lo ha fatto firmando un articolo per il Guardian:

I cittadini turchi hanno fatto enormi sacrifici ospitando più di 2 milioni di siriani e iracheni. Facendo questo abbiamo attenuato il flusso verso l’Europa, diventando a tutti gli effetti un tampone tra il caos e l’Europa. Nel frattempo, gli Stati Membri dell’UE si accordano per quote ridicole.

La Gran Bretagna, intanto, ha già ribadito che continuerà a rifiutare il sistema delle quote. Un portavoce di Downing Street ha spiegato che il Paese sta facendo molto in termini economici e che oltre ai rifugiati già ospitati si prepara a riceverne altri 20 mila nei prossimi anni.

13.00 - A poche ore dalle parole di Juncker a Strasburgo, la Commissione Europea ha pubblicato le sette misure concrete proposte all'UE per affrontare la crisi dei rifugiati e prepararla alle sfide future.


  1. Redistribuzione dei 120 mila rifugiati in cerca di protezione internazionale arrivati tra Italia (15.600), Grecia (50.400) e Ungheria (54.000) con un sistema di quote obbligatorie che si basa sul numero della popolazione di ciascuna nazione, sul prodotto interno lordo e sul tasso di disoccupazione. Questa è la tabella proposta:


      Austria: 3640 persone
      Belgio: 4564 persone
      Bulgaria: 1600 persone
      Croazia: 1064 persone
      Cipro: 274 persone
      Repubblica Ceca: 2978 persone
      Estonia: 373 persone
      Finlandia: 2398 persone
      Francia: 24031 persone
      Germania: 31443 persone
      Lettonia: 526 persone
      Lituania: 780 persone
      Lussemburgo: 440 persone
      Malta: 133 persone
      Paesi Bassi: 7214 persone
      Polonia: 9287 persone
      Portogallo: 3074 persone
      Romania: 4646 persone
      Slovacchia: 1502 persone
      Slovenia: 631 persone
      Spagna: 14931 persone
      Svezia: 4469 persone

  2. Meccanismo di ridistribuzione permanente per tutti gli Stati Membri: la proposta è quella di stabilire un meccanismo fisso da applicare in futuro se e quando ce ne sarà bisogno per ridistribuire i richiedenti asilo nei vari Paesi dell’EU, nel tentativo di affrontare la questione man mano senza dover arrivare a una situazione di crisi come quella di questi mesi.
  3. Lista dei Paesi di origine sicuri: l’idea è quella di creare una lista che servirà di esaminare molto più velocemente le varie richieste di asilo in arrivo da Paesi che sono considerati sicuri in Europa e per facilitare i rientri nel caso in cui le richieste non venissero accettate. La Commissione Europea propone di inserire in questo elenco Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Kosovo, Montenegro, Serbia e Turchia, tutti Paesi considerati sicuri e già membri di trattati internazionali per i diritti degli esseri umani.
  4. Rendere più efficaci le politiche di rimpatrio: la Commissione ha presentato un “Piano di azione di rientro” che definisce le misure con effetto immediato e a medio termine che gli Stati Membri dovrebbero adottare per facilitare il rientro volontario e creare un sistema efficace per la gestione del rimpatrio di chi non ha i requisiti per rimanere in Europa.
  5. Comunicazione delle direttive per il supporto immediato dei migranti: ogni Stato Membro deve soddisfare adeguatamente e velocemente i bisogni immediati dei richiedenti asilo per l’alloggio, le provviste e i servizi. Tutte le autorità nazionali, regionali e locali devono essere a conoscenza delle direttive europee al fine da gestire tutto nel modo più semplice e veloce.
  6. Affrontare la dimensione esterna delle crisi dei rifugiati: mentre proseguono l’instabilità politica e i conflitti nei Paesi di origine, come Libia e Siria, l’UE deve mantenere prioritaria la ricerca di soluzioni politiche in questi Paesi, anche attraverso supporto finanziario. l’UE, inoltre, deve impegnarsi ad approfondire i dialoghi di alto livello coi partner chiave, come i processi di Rabat e di Khartoum coi Paesi africani e il processo di Budapest con l’Asia centrale e orientale.
  7. Fondo fiduciario per l’Africa: oggi l’UE ha messo a disposizione un budget di 1,8 miliardi di euro per un “Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e per affrontare le cause alla base della migrazione irregolare in Africa” nelle regioni dello Sahel, del lago Ciad, del Corno d’Africa e nell’Africa del nord. Il fondo servirà a supportare lo sviluppo socio-icondi opportunità socio-economiche in queste aree e a gestire meglio in flusso migratorio.

9 settembre 2015 - Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha annunciato oggi, come anticipato nei giorni scorsi, la proposta di distribuzione all’interno delle nazioni dell’UE di ulteriori 120 mila richiedenti asilo attraverso un sistema di quote vincolanti.

La proposta è stata presentata durante il suo discorso sullo stato dell'Unione davanti al Parlamento di Starasburgo:

In Europa è arrivato il momento della sincerità e non dei discorsi vuoti. L'unione non versa in buone condizioni. Manca l'unione e manca anche l'Europa.

Juncker ha spiegato che questo non è il momento degli affari correnti:

Sono alla guida di un organismo politico, sono un politico. Non un politicante. È finito il tempo del 'business as usual'. Non è il momento dei discorsi, ma della sincerità.

Il piano proposto riguarderà in totale 160 mila persone, 120 mila in più rispetto a quanto già previsto:

Chiedo che venga adottato questo meccanismo. Gli europei devono prendersi carico di queste persone, abbracciarle e accoglierle. Spero che tutti siano coinvolti, che non ci sia retorica e solo parole, ma che ci sia azioni. […] Mi auguro veramente che lunedì prossimo i ministri degli Interni dei paesi Ue decidano senza esitazioni la ripartizione di 160 mila persone, ognuno deve fare la sua parte.

Se alcuni dei Paesi, a partire dalla Germania, si sono già detti a favore di questo meccanismo, c’è chi si oppone ed è proprio a questi che si è rivolto Juncker:

Non parliamo di numeri, ma di esseri umani che vengono da Siria e Libia e quello che stanno passando potrebbe accadere a chi oggi vive in Ucraina: non si può fare distinzione di credo, etnia o di altro tipo.

juncker-9-settembre-2015.jpg

Il nuovo piano Ue sui migranti

L'Europa sta pensando di aumentare il numero totale dei richiedenti asilo portando la cifra complessiva delle persone da accogliere a 120mila (al posto dei 32mila di oggi), in aggiunta ai 40mila di Italia e Grecia. La ribellione di Ungheria e di altri paesi dell'est Europa, però, è un grosso ostacolo, che si sta cercando di aggirare ragionando sulla possibilità di sanzionare i paesi che non accettano di partecipare al piano.

La proposta dovrebbe essere ufficialmente varata martedì prossimo, e sarà comunque su base volontaria. Chi non vorrà impegnarsi, però dovrà affrontare delle sorta di sanzioni: una penale, un contributo, che aiuti i paesi che invece si impegnano ad affrontare l'emergenza. Martedì la proposta, quindi, mentre l'approvazione finale dovrebbe arrivare entro il 14 settembre.

In estrema sintesi, è questo il nuovo piano per affrontare la gravissima situazione dei migranti a cui sta lavorando la Ue: "Abbiamo bisogno di un'equa distribuzione di almeno 100mila migranti tra i paesi europei", ha detto Donald Tusk, premier polacco e presidente del Consiglio Ue.

Il lavoro portato avanti da Merkel e Hollande, insomma, potrebbe dare qualche timido frutto; soprattutto se davvero si riuscisse a ottenere che il meccanismo diventi permanente, come richiesto da Francia e Germania. D'altra parte è proprio la Germania che, più di altri, si sta impegnando in prima linea assumendosi le sue responsabilità di grande paese e confermando di avere intenzione di accogliere 800mila profughi, vale a dire quattro volte tanto quanto fatto nel corso del 2014.

La Francia, al contrario, è sempre stata restia a questo tipo di impegni e alla proposta delle quote, tanto da essere stata proprio la responsabile numero uno per il fallimento del piano di "quote vincolanti" presentato a Bruxelles a giugno. Ma evidentemente, quando ormai la situazione è fuori controllo, si fa sempre in tempo a cambiare idea. E non solo in Francia.

Qualche effetto inizia infatti a vedersi anche in Gran Bretagna, dove il premier Cameron si è detto "molto scosso dalla foto del bimbo morto sulla spiaggia" e ha fatto una netta inversione di marcia rispetto alle parole degli scorsi giorni, facendo sapere che saranno accolti migliaia di migranti. Ora, è probabile che più che la foto del bimbo abbiano fatto le pressioni che si sono concentrate, soprattutto in patria, sul governo inglese affinché si impegni ad accogliere un maggior numero di profughi. Per il momento, però, non si capisce che cosa abbia in mente Cameron e se davvero ci sia l'intenzione di aumentare il numero di richiedenti asilo da accogliere.

Merkel e Hollande

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO