Giubileo, Pietro Parolin: "Accoglieremo anche i musulmani"

Il Segretario di Stato Vaticano conferma che gli attentati di Parigi non cambiano l'agenda di Papa Francesco.

Gli attentati di Parigi del 13 novembre non cambiano l'agenda di Papa Francesco che, nonostante le richieste di molti, non annulla il Giubileo straordinario, il cui inizio è ormai imminente: dall'8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016 si celebrerà l'Anno Santo della Misericordia e la conferma, già arrivata da Padre Lombardi, capo della sala stampa della Santa Sede, ma oggi a ribadire che tutto procederà come è stato programmato è il Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.

In una intervista rilasciata al giornale cattolico francese La Croix, Parolin spiega:

"Nel mondo lacerato dalla violenza, è il momento giusto per lanciare l'offensiva della misericordia. Si può capire che dopo gli attentati ci sono sentimenti di vendetta ma bisogna davvero combatterli. Il Papa vuole che il Giubileo serva alle persone per incontrarsi, comprendersi e superare l'odio. Dopo gli attentati, questa finalità esce rafforzata. Riceviamo la misericordia di dio per adottare questo atteggiamento verso gli altri. La misericordia è anche il più bel nome di dio per i musulmani, che possono essere coinvolti in questo Anno Santo, come l'ha voluto il Papa"

Sugli attentati in Francia il Segretario di Stato Vaticano commenta che essi dimostrano che nessuno si può considerare escluso dal terrorismo e aggiunge:

"Il Vaticano può essere un bersaglio per il suo significato religioso. Siamo in grado di aumentare il livello delle misure di sicurezza in Vaticano e nei dintorni. Ma non ci lasciamo paralizzare dalla paura. Questi fatti non cambiano niente nell'agenda del Papa"

Su come reagire agli attacchi terroristici Parolin dice che la violenza indiscriminata non può essere tollerata ed è giusto che uno Stato si difenda e protegga i proprio cittadini respingendo i terroristi, ma occorre anche la legittimazione delle sue azioni attraverso le organizzazioni che la comunità internazionale si è data, perciò, per rispondere ai fatti di Parigi, serve una mobilitazione generale non sono della Francia, ma anche dell'Europa e di tutto il mondo, una mobilitazione di tutti i mezzi di sicurezza, della polizia, dei servizi segreti per sradicare il terrorismo, ma, aggiunge, serve anche una

"mobilitazione che dispieghi tutte le risorse spirituali per dare una risposta positiva al male. Ciò richiede l'educazione al rifiuto dell'odio, per dare risposte ai giovani che scelgono la jihad"

Poi spiega che "è necessario coinvolgere gli attori musulmani" che devono essere parte della soluzione.

Papa Francesco e Pietro Parolin

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