
L’iter della nuova legge sulle intercettazioni, che si è già guadagnata il soprannome di “ammazza notizie”, procede spedito e il parere negativo della Commissione del Csm è già stato sbrigativamente liquidato dal Pdl come espressione della parte più politicizzata dell’Associazione nazionale magistrati.
La Stampa pubblica oggi le interviste a due noti giornalisti e la loro posizione sul provvedimento. La prima è a Bruno Vespa, e la trovate a pagina 2 del giornale. La seconda è a Milena Gabanelli: Penso che sia profondamente antidemocratico. I processi li hanno sempre fatti i giudici. La stampa non condanna o emette sentenze, riporta atti giudiziari ed è giusto che sia così. Nel caso Parmalat se non si fosse parlato già nel 2005 di quello che era accaduto gli italiani avrebbero continuato a comprare azioni. Nel caso dello scandalo del latte cinese molti avrebbero continuato a tenere in frigorifero latte contaminato. E’ folle, è un Paese illegale e si risponde con altrettanta illegalità.
Inevitabile la domanda su come cambierà il modo di fare giornalismo di una trasmissione come Report: Non cambierà di una virgola. Continueremo a fare giornalismo alla stessa maniera esponendoci alle conseguenze con nome e cognome e a testa alta così come l’abbiamo fatto finora. Certo, anche nel giornalismo sono necessarie regole perché tutti sono innocenti fino al momento in cui vengono condannati ma spetta al giornalista insieme con il suo editore e il suo direttore la scelta di come fare informazione. Sono questioni che appartengono alla deontologia professionale, limitazioni come questa che il governo intende approvare sono inosservabili. E comunque non abbiamo mai costruito le nostre puntate soltanto sull’acquisizione di fascicoli di pm, e quindi andremo avanti come abbiamo sempre fatto.
Utan
12 feb 2009 - 12:26 - #1Scarcerato il writer col «lanciafiamme»
Bomboletta spray e accendino aveva minacciato dei bengalesi: andatevene o vi brucio
Per lui solo l’obbligo di firma.
Ormai è chiaro, “cattivi” (come dicevano prima o come dicono ora “intransigenti”) solo con i Clandestini….
(Xanderoby)
12 feb 2009 - 12:39 - #2Se è per questo non visto folle lincianti neanche per i ragazzini che a Brescia han violentato una coetanea.
Dov’erano i leghisti in quel caso?
Ed i fasci pronti a menar le mani?
Ah, erano i padri dei ragazzini.
Tutto chiaro.
paolopsi
12 feb 2009 - 12:41 - #3D’Alia non rinnega il proprio emendamento.
http://tinyurl.com/
A che punto siamo arrivati!
fc77
12 feb 2009 - 12:42 - #4utan se fosse stato il contrario apriti cielo
William Wallace
12 feb 2009 - 12:46 - #5Xander
io gli taglierei direttamente il pisello, a prescindere dal colore di quest’ultimo.
Fossi in te eviterei di fare ironie banali tanto quanto le cose che scrivi.
William Wallace
12 feb 2009 - 12:48 - #6Paganini
Spiegami in base a quale motivazione hai scelto l’intervista alla Gabanelli e non quella di Vespa. Comodità?
Oltretutto vorrei sapere se ti pagano per scrivere articoli o per copiarli dai giornali.
Nemos
12 feb 2009 - 12:55 - #7# 6: succede di svegliarsi con molte domande che ti frullano in testa, non è grave …
L’unica spiegazione necessaria l’avresti avuta cliccando sul link attivo su “La Stampa” (hai notato che è blu?). In quella pagina ci sono entrambe le interviste, sia quella a Vespa che l’altra, immediatamente leggibili. In effetti sarebbe stato più comodo riportare quella a Bruno Vespa, che è la prima. Ma la seconda era più interessante.
Vercingetorige
12 feb 2009 - 13:01 - #8Il Pd la definisce la legge-bavaglio, e la descrive come una censura dell’informazione, molti puntano il dito contro le trasmissioni televisive come «Porta a Porta» sul delitto di Cogne o quello di Perugia che sarebbero state molto diverse. Bruno Vespa risponde, seccato: «Ma se sono stato io fra i primi a sostenere che le intercettazioni devono rimanere riservate fino all’inizio del dibattimento».
E però poi ha utilizzato quelle intercettazioni diverse volte, per il delitto di Cogne e quello di Perugia, ad esempio.
«Ho sempre utilizzato intercettazioni di vicende giunte già in dibattimento. E’ davvero un fatto di civiltà comportarsi così, si evita di processare le persone prima che lo facciano i giudici».
Ma ora non si potrà parlare nemmeno in modo sintetico di un arresto o di qualsiasi atto giudiziario fino al termine dell’udienza preliminare. Questo forse cambierà almeno in parte il suo modo di fare televisione.
«No, io sono totalmente d’accordo su questo principio. Penso che cambierà piuttosto la vita di molti giornali. Non siamo stati certamente noi della televisione a pubblicare pagine su pagine di intercettazioni telefoniche, spesso del tutto irrilevanti ai fini giudiziari»
Il Pd parla di bavaglio all’informazione, di divieto dell’esercizio del diritto di cronaca.
«Non vedo dove sia il diritto di cronaca quando a volte le intercettazioni sono state pubblicate persino prima che l’interessato avesse ricevuto l’avviso di garanzia. Né vedo dove sia il diritto di cronaca nel pubblicare un sms privato tra Stefano Ricucci e Anna Falchi. E non siamo stati noi di «Porta a Porta» a farlo».
Giravano alcune indiscrezioni ieri nella commissione Giustizia che ha approvato l’articolo che limita la diffusione di intercettazione e atti giudiziari. Si diceva che questa norma non sarebbe piaciuta a Augusta Iannini, capo dell’Ufficio legislativo del ministero della Giustizia, e sua moglie.
«Sarebbe più corretto chiedere a mia moglie come la pensa su quest’argomento piuttosto che a me. Mi sembra però strano che una persona possa non trovare di suo gradimento una norma uscita dall’ufficio che dirige, non le pare?»
William Wallace
12 feb 2009 - 13:01 - #9AAAAAAAH capito…
Poi è Mediaset che racconta solo quello che vuole.
Vercingetorige
12 feb 2009 - 13:02 - #10Cmq nn chiamiamo gli articoli faziosi e di parte… giornalismo, come spesso e volentieri accade sulla stragrande parte dei giornali, visto che giornali autonomi a quanto pare nn ce ne sono.
fc77
12 feb 2009 - 13:16 - #11ogni persona libera,ogni giornalista libero deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia.se non lo fa è un imbecille un dinesto.(L’italia è piena di giornalisti e persone imbecilli)
acrive
12 feb 2009 - 13:48 - #12Bisognerebbe conoscere il parere di D’Alema…
Stef500f
12 feb 2009 - 15:26 - #13grande marco . .
blogiss
12 feb 2009 - 15:52 - #14ma dovendo scegliere una pezzo di intervista a un giornalista sul tema, quale è il dubbio di sceltra tra prendere un pezzo di vespa o della gabanelli?
quale è il dubbio che ti assale wallace?
Stef500f
12 feb 2009 - 16:39 - #15Meno uno ah ah ah..
Albert1
12 feb 2009 - 17:54 - #16Gabanelli, Report… uhmmmm, bravi. Adesso non mi ricordo il nome e le esatte circostanze, ma ci siamo già dimenticati di quel giornalista di Report che (quando si è capito che se lo sarebbero inkiappettato per quello che aveva “riportato” in trasmissione) è stato abbandonato da (nell’ordine):
1) La Gabanelli;
2) La Produzione;
3) La RAI ?
E lasciato a se stesso senza nemmeno i soldi per l’avvocato ?
Si, se a Report le loro responsabilità se le prendono così, vanno sempre caldi, beati loro…
Stef500f
12 feb 2009 - 18:05 - #17/albert1 cos’è sto fatto albert?
Albert1
12 feb 2009 - 18:22 - #18aspetta che cerco, mi pare una cosa di un annetto fa…
Albert1
12 feb 2009 - 18:24 - #19Cerca “Paolo Barnard” su Google, trovi tutto quello che serve, inutile che ti posto link qua, fai prima così ;)
Stef500f
12 feb 2009 - 18:28 - #20grazie. .
boh1
12 feb 2009 - 20:11 - #21@16 e con questo cosa vorresti dire ?? sì mi dispiace per il poveretto, ma purtroppo non è report che quotidianamente attacca e cerca di distruggere quel briciolo di libera informazione rimasta in italia.
Albert1
13 feb 2009 - 10:14 - #22Voglio dire che, visto come se la svignano quando si mette davvero male, fanno presto a fare i paladini della libertà d’informazione costi quel che costi.
Se va bene, onori e gloria, se cambia il vento scappano lasciando l’ultimo collaboratore occasionale a pelarsi le gatte da solo.
Questo è il senso di responsabilità che li anima.
Ciò non toglie che in linea di massima facciano buone cose, ma non era quello che contestavo, volevo solo dire che la Gabanelli dovrebbe evitare di mettersi troppo in mostra: facesse il suo lavoro (che fa bene) e zitta.