Sardegna, elezioni regionali: Soru (e la sinistra) alla prova del voto


Ci siamo. Mancano meno di due giorni al voto per le elezioni regionali in Sardegna e allo scontro tra un centrosinistra fortemente caratterizzato e guidato dall’ex presidente Renato Soru e un centrodestra, rappresentato da Ugo Cappellacci, che da l’idea di essere teleguidato da Arcore, tanto da avere un simbolo con su scritto Berlusconi presidente.

Contro Soru si sono mobilitati, senza risparmiare voli e comparsate, il presidente del Consiglio e i suoi ministri, riproponendo il copione già sperimentato (con successo…) nelle elezioni abruzzesi.

La riconquista dell’Isola sta evidentemente molto a cuore al Popolo della libertà, che vorrebbe apporre un’altra bandierina azzurra sulla carta geografica, ma è di fondamentale importanza anche per un centrosinistra che a Roma è allo stremo mentre in Sardegna conta di rilanciarsi sfruttando un candidato forte e una sinistra più unita di quella del Continente (trovarne una più frammentata sarebbe comunque arduo).

L’appuntamento elettorale è così determinante, anche in vista dell’election day di giugno, che pure Rifondazione comunista, nonostante la scissione, riesce a ricompattarsi, con il capolista Luciano Uras che punta molto sulla vittoria di Soru e sul rilancio del Prc mentre Nichi Vendola, appena uscito dal partito, sostiene le liste di Rifondazione della Sardegna, riconoscendogli l’impegno per una rigorosa difesa del territorio e l’utilità per il processo di rinnovamento di tutta la sinistra.

Domenica e lunedì si vedrà se i 121 paesi visitati, i 188 incontri, gli 8.864 chilometri percorsi, oltre ai voli Cagliari – Torino e Bologna – Cagliari, sono bastati a riconfermare Renato Soru alla presidenza della Sardegna. Voi che dite, come andrà a finire?

Foto | Mario Rosas

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