Wikileaks, Assange sarà interrogato nell'ambasciata dell'Ecuador

Dopo una lunga trattativa a tratti anche diplomatica Ecuador e Svezia hanno siglato un accordo che permetterà alle autorità giudiziarie di Stoccolma di interrogare Julian Assange all'interno dell'ambasciata ecuadoregna di Londra, dove il fondatore di Wikileaks si trova confinato da oltre tre anni.

La giustizia svedese persegue Assange in seguito ad alcune vecchie accuse di stupro a lui mosse da due donne che lo stesso Assange afferma essere state consenzienti: per questo motivo dal 2012 Assange vive presso l'ambasciata ecuadoriana, dalla quale non può uscire perché verrebbe catturato dalle forze dell'ordine britanniche ed estradato in Svezia. Secondo lo stesso Assange le accuse a lui mosse dalla giustizia del suo paese sono false e sarebbero inoltre un pretesto per un'estradizione negli Stati Uniti, dov'è ricercato per aver pubblicato, era il 2010, moltissimi documenti riservati dell'amministrazione Usa attraverso Wikileaks.

Nei mesi scorsi un'altra accusa di stupro a carico di Assange è caduta in prescrizione ed ora altre accuse, risalenti al 2010 e che si prescriveranno nel 2020, vengono rivolte ad Assange: l'Ecuador ha sempre chiesto alla Svezia ogni garanzia per il giornalista e, dopo sei mesi di trattative, a Quito nei giorni scorsi è stato firmato l'accordo che permetterà agli inquirenti di interrogarlo.

Secondo un funzionario svedese del Ministero della Giustizia, Cecilia Riddselius, l'accordo in realtà non riguarda solo il caso di Julian Assange ma permetterà in futuro una collaborazione più proficua tra i due paesi in materia giudiziaria. Secondo l'agenzia stampa britannica PA è improbabile che Assange venga ascoltato dagli inquirenti svedesi entro dicembre.

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