Piaceva a Silvio Berlusconi, Fausto Bertinotti. Anche perché, con “avversari” quali l’ex leader di Rifondazione e l’attuale segretario del Pd, il Cavaliere ha fatto cappotto riconquistando Palazzo Chigi, rendendo extraparlamentare la sinistra, riducendo il Pd quasi a comparsa.
Oggi Bertinotti, (ex sindacalista Cgil, socialista, psiuppino, poi pci e derivati fino alle varie successive scissioni sempre da sinistra, nonchè felpato ex presidente della Camera), fa il “pensionato”. Di lusso, si capisce. Anzi dice di essere in una fase di “riflessione”.
Ieri a Roma, alla manifestazione della Cgil, Fausto ha stretto mani, si è commosso in mezzo al mare di bandiere rosse.
Lavoratori e bandiere che indubbiamente rappresentavano la testimonianza di una parte significativa del mondo del lavoro e della società italiana. Ma, appunto, una “parte”.
Una parte del sindacato (c’è rottura fra Cgil da una parte e Cisl e Uil dall’altra) e una parte della cosiddetta sinistra (divisa trasversalmente e divisa dentro i vari partiti e partitini).
Oggi Bertinotti, cui va riconosciuta la vocazione alla scissione e l’ispirazione anche dell’ennesimo strappo in casa comunista, dice di non “militare” direttamente nella politica e quindi – accentua – “non è giusto che mi pronunci”.
Che dire. Tutti hanno il diritto di tacere. Ma è sui tempi che non concordiamo.
Oggi Fausto dovrebbe parlare, come forse ieri e l’altro ieri avrebbe dovuto tacere. Troppo facile, adesso, lavarsene le mani e osservare dall’alto dell’eremo i resti in fuga di quella che fu una grande armata.
“Oggi in Italia non esiste una sinistra e bisognerebbe, senza scorciatoie, porsi il problema di ricostruirla”. E’ la sintesi della via “bertinottiana” al socialismo.
Fausto ha sempre usato questa frase, anche nel grande Pci e anche nella grande Cgil. Prima dividere e distruggere, poi rifondare e ricostruire. Bertinotti è maestro nella prima fase, quella della divisione e della distruzione. Meno in quella successiva, della ricostruzione.
Tant’è che il frutto è Silvio Berlusconi. Avanti il prossimo. E che Fausto si goda in pace, riflettendo sulle macerie (anche) da lui create, la dorata pensione.
Stef500f
15 feb 2009 - 04:08 - #51Lo so benissimo che la morfina è un anestetico..infatti volevo che tu anestetizzassi la parte del tuo cervello che vuole aver ragione per forza..
Stef500f
15 feb 2009 - 04:22 - #52Però la storia delle idee..di quelle idee che non dovrebbero essere espresse, non l’ho capita..è partito tutto da voltaire..da un illuminista vero…??..bè..illuminami tu ora..perché mi sembra, è un impressione, che tu non sia chiaro nello spiegarmi questa tua teoria…
Charles Dexter Ward #2
15 feb 2009 - 16:55 - #53“olevo che tu anestetizzassi la parte del tuo cervello che vuole aver ragione per forza..”
impossibile. perché non è una parte.
“Però la storia delle idee..di quelle idee che non dovrebbero essere espresse, non l’ho capita..è partito tutto da voltaire..da un illuminista vero…??..bè..illuminami tu ora..perché mi sembra, è un impressione, che tu non sia chiaro nello spiegarmi questa tua teoria…”
mi sebra di avertelo spiegato fin troppo bene, in realtà
Stef500f
15 feb 2009 - 17:15 - #54mi sebra di avertelo spiegato fin troppo bene, in realtà
in quale punto scusa? non puoi affermare una cosa del genere e non spiegare il perchè di questa tua teoria..
Stef500f
15 feb 2009 - 17:26 - #55“”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”
Perché non dovrebbero essere espresse certe idee?..”
perché sono idee che - da qualunque prospettiva le si guardi - sono considerate socialmente pericolose
l’omicidio intenzionale, ad esempio. il totalitarismo. il genocidio.
“”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"
bene. questa è la tua spiegazione. ma cosa centra con quella frase condivisibilissima di voltaire? ? ?
e sopratutto cosa centrano “”l’omicidio intenzionale, ad esempio. il totalitarismo. il genocidio”" ??? mostrami la strada che ti ha condotto ad affermare una cosa del genere..
“”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"
“Cambiando l’ordine degli addendi..”
il risultato cambia eccome. non te la cavi molto bene con i giochi dialettici, ne? (e nemmeno con la farmacologica, dato che la morfina è un anestetico)
allora
stimo hitler, perché era coerente
è diverso rispetto al dire
stimo la coerenza, dote posseduta da hitler
“”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"
Nè . . . stimo la coerenza, dote posseduta da hitler ma non le sue idee , in cosa è diverso da stimo hitler perchè era coerente, ma l’avrei ammazzato per le sue idee. . .?
Charles Dexter Ward #2
16 feb 2009 - 10:49 - #56“questa è la tua spiegazione. ma cosa centra con quella frase condivisibilissima di voltaire? ? ?”
voltaire sottolinea che tutte le idee hanno il diritto di venire espresse. io dico che non è affatto così. non mi sembra un ragionamento così astruso.
“e sopratutto cosa centrano “”l’omicidio intenzionale, ad esempio. il totalitarismo. il genocidio”” ??? mostrami la strada che ti ha condotto ad affermare una cosa del genere..”
è condivisibile l’idea del totalitarismo? devo difendere la volontà di totalitarismo di qualcuno perché “è un’idea”? secondo voltaire sì. secondo me è una c a z z a t a
“stimo la coerenza, dote posseduta da hitler ma non le sue idee , in cosa è diverso da stimo hitler perchè era coerente, ma l’avrei ammazzato per le sue idee. . .?”
che in una stimi la COERENZA, il soggetto della frase. nell’altra il soggetto è hitler ed è lui lo stimato
Stef500f
16 feb 2009 - 11:58 - #57Non ti piace la democrazia con annessa libertà di pensiero quindi.. Voltaire non dice che tutto è giusto.dice che sei libero di dire quello che vuoi anche se non ne condivide l’idea..
Il totalitarismo è un’idea è un pensiero condannato a prescindere. Ma se non venisse espressa come idea tu come potresti fare a condannare tale pensiero?
Non ti perdere nel soggetto e nei giochetti della ricca grammatica italiana, stimo hitler solo per la sua coerenza. Stimo solo la coerenza che ha avuto hitler. Stimo l’essere coerente di una persona, stimo la coerenza che ha avuto quella persona. In tutti i casi ne condannò le idee. Sei troppo matematico (nel senso più basso del termine , nel senso di preciso, inquadrato) e poco filosofico..