10 cose da sapere su Licio Gelli

Quali sono i misteri che Licio Gelli porta via con se? Chi è stato davvero il "venerabile"?

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Anche la dipartita di Licio Gelli, morto questa notte a 96 anni, lascia dietro di se un piccolo mistero: "il venerabile" è morto a Villa Wanda, come scrive La Nazione, o all'ospedale San Donato dove era ricoverato?

L'intera esistenza del fu gran maestro della Loggia Massonica Propaganda 2 è costellata di misteri che serviranno in futuro solo per creare nuove congetture e azzardare ipotesi e che, con ogni probabilità, non potranno mai essere svelati.

La prima curiosità da sapere su Licio Gelli è la sua area politica: la P2 infatti contava iscritti nell'esercito e nella Finanza ma anche tra uomini politici democristiani, qualche missino e persino qualche socialista. Gelli dunque dove si collocava politicamente? A 18 anni partì volontario per la Guerra Civile Spagnola nel Corpo Truppe Volontarie in aiuto dei franchisti e tornato in Italia collaborò con la federazione fascista di Pistoia, fu ispettore del PNF e aderì alla Repubblica di Salò. Successivamente, restando tra le notizie ufficiali, fu portaborse del deputato DC Romolo Diecidue (in gioventù perseguitato dal fascismo), poi fu massone e poi nuovamente vicino all'estrema destra (questa volta quella eversiva).

Quale era il lavoro di Gelli?
Gelli aveva la licenza elementare. Fu impiegato per il Gruppo Universitario Fascista e ispettore per il partito fascista. Nel 1956 diventò direttore commerciale della Permaflex di Frosinone, in area di Cassa per il Mezzogiorno. Nel frattempo preparava le basi per la sua posizione di faccendiere e massone manovratore, non certo una professione "classica".

Come ha iniziato Gelli la sua attività parallela?
Già nel luglio 1942 Gelli, in qualità di ispettore del Partito Nazionale Fascista, ricevette l'incarico di trasportare in Italia il tesoro di re Pietro II di Jugoslavia, requisito dal Servizio Informazioni Militare: si trattava in totale di 60 tonnellate di lingotti d'oro, 2 di monete antiche, 6 milioni di dollari e 2 milioni di sterline. Quando cinque anni più tardi il tesoro venne restituito alla Jugoslavia mancavano 20 tonnellate di lingotti: secondo i suoi accusatori, ma questa ipotesi è sempre stata esclusa da Gelli, inizialmente il pistoiese li trasferì in Argentina e successivamente quell'oro fu lo stesso rinvenuto tra i preziosi nascosti nei vasi della residenza della famiglia Gelli.

Quale era il legame di Gelli con le banche?
Uno degli affiliati eccellenti alla loggia massonica segreta Propaganda 2 era Michele Sindona, che nel 1972 aveva acquistato il controllo della Franklin National Bank di Long Island. Gelli, grazie alle sue vaste conoscenze degli ambienti democristiani (la Permaflex di Frosinone gli aprì le porte degli andreottiani, la corrente di maggioranza fino alla fine della Democrazia Cristiana), aveva la facoltà di presentare questo o quel personaggio agli uomini politici del tempo, tra cui Giulio Andreotti in persona: quando nel 1977, in seguito alla bancarotta delle sue banche, Sindona si rivolse a Gelli per elaborare piani di salvataggio della Banca Privata Italiana quest'ultimo chiese ad Andreotti di intervenire ma il progetto di salvataggio fu rifiutato da Mario Sarcinelli, allora vice direttore generale della Banca d'Italia. Questo persuase Sindona a simulare un rapimento per fare pressioni su Gelli al fine di concludere il salvataggio delle sue banche e recuperare il denaro sporco investito per conto dei boss mafiosi, promettendo in cambio la "lista dei Cinquecento", i notabili che avevano esportato i capitali all'estero. Grazie a Sindona, Gellì si inserì perfettamente nell'ambiente oscuro delle banche del tempo: con Roberto Calvi avevano investito denaro sporco nello IOR e nel Banco Ambrosiano per conto del boss mafioso Giuseppe "Pippo" Calò, che curava gli interessi finanziari del clan dei Corleonesi.

Quali condanne ha subito Gelli dalla giustizia italiana?
Al centro delle più importanti inchieste del secondo dopoguerra Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva soltanto quattro volte: per procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, per calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, per calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna, vicenda per la quale è stato condannato a 10 anni di reclusione, per la Bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano.

Licio Gelli ha mai ricevuto qualche onorificenza?
Gelli è stato dal 2 giugno 1966 al 29 luglio 2013 Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, onorificenza revocata ope legis a seguito di interdizione perpetua dai pubblici uffici. E' stato inoltre Cavaliere di Gran croce dell'ordine del liberatore San Martín, Grand'ufficiale dell'ordine di San Silvestro Papa, Commendatore con placca dell'ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ed ha ricevuto la Medaglia commemorativa della guerra di Spagna (1936-1939) nonchè la Medaglia commemorativa della Divisione volontari del Littorio (guerra di Spagna 1936-1939).
Inoltre Gelli è stato Maestro Venerabile dirigente della Loggia Massonica P2, Professore h.c. delle "Relazioni Umane" dell'Istituto Superiore Internazionale Americano – Delegazione di Buenos Aires, Accreditato presso l'Ambasciata Argentina in Italia con le funzioni di Consigliere Economico e di Ministro Plenipotenziario per gli Affari Culturali "Itinerante", Conte per decreto di S.M. il Re Umberto II (10 luglio 1980), Dottore h.c. in Scienze Finanziarie – Università Pro Deo di New York, Professore Associato dell'Università di Oradea (Romania), Cittadino Onorario della Città di Kudjianda – Repubblica del Tagikistan ed ha ricoperto cariche diplomatiche internazionali.

Tra i potenti, chi era di Gelli?
E' impossibile stabilire con certezza chi fosse stato e chi no amico del "venerabile". Possiamo desumerlo dai documenti giudiziari in nostro possesso: nella lista degli iscritti alla P2 rinvenuta a Villa Wanda dagli inquirenti milanesi ma mattina del 17 marzo 1981 erano presenti nomi eccellenti. La lista includeva l'intero gruppo dirigente dei servizi segreti italiani, parlamentari, industriali, giornalisti e personaggi facoltosi come il più volte Presidente del Consiglio (era solo amico intimo di Craxi all'epoca) Silvio Berlusconi, Vittorio Emanuele di Savoia, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo. Oltre a loro tra i 962 iscritti (molti dei quali negheranno il loro coinvolgimento nella loggia) spiccavano i nomi di 44 parlamentari (compresi componenti del governo allora in carica), un segretario nazionale di partito (PSDI), 12 generali dei Carabinieri, 5 generali della Guardia di Finanza, 22 generali dell'esercito italiano, 4 dell'aeronautica militare, 8 ammiragli, vari magistrati e funzionari pubblici.

Cosa è il Piano di Rinascita Democratica della P2?
Come spiega perfettamente la pagina Wikipedia il Piano di Rinascita Democratica era una parte essenziale del programma piduista e consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l'informazione. Qualcuno ipotizza, tra cui lo stesso Gelli, che molte cose contenute in quel piano fossero poi state effettivamente attuate, solo con 30 o 40 anni "di ritardo". Il testo fu rinvenuto in un doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio Gelli, nel 1982. Il bicameralismo, il controllo dei media, la riduzione del numero di parlamentari, l'abolizione delle province, la riforma della magistratura (separazione delle carriere, responsabilità del CSM, etc), l'abolizione della validità legale dei titoli di studio, le modifiche allo statuto dei lavoratori, tutti elementi chiave del Piano.

Licio Gelli è stato mai in prigione?
Licio Gelli è stato detenuto in Svizzera e Francia. Dal 2001 era in detenzione domiciliare nella sua villa Wanda di Arezzo, ubicata sulla collina di Santa Maria delle Grazie a ridosso del centro storico, dove doveva scontare la pena di 12 anni per la bancarotta fraudolenta dell'Ambrosiano. Inoltre il 10 ottobre 2013 viene sequestrata villa Wanda poiché Gelli è indagato dalla procura di Arezzo insieme ad alcuni familiari per reati fiscali per 17 milioni di euro, ma a causa di numerose aste andate a vuoto lo stesso Gelli verrà nominato custode giudiziario della Villa.

Sapremo mai i segreti custoditi da Licio Gelli?
E' una domanda alla quale è quasi impossibile rispondere. Possiamo però farci un'idea su dove andarli a cercare, questi segreti: l'11 febbraio 2006 Licio Gelli ha donato al Comune di Pistoia il proprio "archivio non segreto", nell'ambito di una discussa cerimonia ufficiale, svolta sotto il patrocinio dello stesso Comune. Sono rimasti invece segreti gli archivi privati di Gelli, divisi tra Montevideo, la Svizzera, villa Wanda, Castiglion Fibocchi, l'Argentina e Montecarlo: tra questi documenti potrebbe trovarsi la fantomatica "rubrica dei 500", una raccolta di 426 fascicoli intestati a uomini d'affari, politici, società, banche, ecclesiastici ecc., dei quali la Guardia di Finanza e gli inquirenti non sono mai riusciti a reperire il contenuto.

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