Francia, anti-terrorismo: Hollande propone la decadenza della nazionalità

TOPSHOT - President Francois Hollande delivers New Year's wishes to anti-terror security forces (Sentinelle) at Paris's police headquarters, in Paris, on January 7, 2016, exactly one year after the attack targeting the French satirical newspaper Charlie Hebdo. The January 7, 2015 shootings at the Charlie Hebdo offices, which left 12 dead, were followed by an unprecedented series of killings in subsequent months that culminated in Islamic State attacks on Paris that left 130 dead. Hollande detailed plans toughening laws against organised crime and terrorism in his remarks to police.The reforms aim to introduce measures including more flexible rules of engagement for armed police and stronger stop-and-search powers.   AFP PHOTO / POOL /  MARTIN BUREAU / AFP / POOL / MARTIN BUREAU        (Photo credit should read MARTIN BUREAU/AFP/Getty Images)

A pochi giorni dalla commemorazione delle vittime degli attentati di Charlie Hebdo, la République si mostra sempre più impaurita e pronta a mettere in campo misure sicuritarie. Un sondaggio di Opinionway, pubblicato nel mese di dicembre, rivela che l’85% degli intetvistati (l’80% simpatizzanti del Partito Socialista) è favorevole a revocare la doppia nazionalità ai francesi condannati in via definitiva per fatti di terrorismo. La misura era stata annunciata dal presidente Francois Hollande subito dopo gli attacchi del 13 novembre 2015.

Hollande, che vuole essere competitivo per le prossime presidenziali 2017, ha deciso di adottare la linea dura: il suo obiettivo è di non lasciare argomenti al Front National e ai Repubblicani. Per questo motivo, il presidente è molto più incline a seguire i consigli degli esponenti più spostati a destra nel governo, come il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, e quello dell’interno, Bernard Cazeneuve. Chi, invece, all'interno dell'esecutivo è su posizioni moderate, come la titolare del dicastero della Giustizia, Christiane Taubira, vive un momento di grande difficoltà.

Sulla misura della decadenza della nazionalità, che avrebbe comunque un impatto minimo, le divisioni con la sinistra del Ps sono molto marcate. La misura che dovrebbe colpire i francesi con doppio passaporto, insieme ad altre norme, sarà discussa nel prossimo febbraio in Parlamento. L'idea è quella di inserirla in Costituzione, ma servono i voti favorevoli dei tre quinti delle camere. Tuttavia, l'ala minoritaria dei socialisti la indica come discriminatoria e in contrasto con i principi fondativi dello Stato.

La decadenza della nazionalità contemplerebbe la sottrazione dei diritti civili e politici. E renderebbe il condannato uno straniero, che ha l'obbligo di ottenere un visto una volta fuori dal carcere. Ma una legge dovrebbe pur sempre essere astratta e generale, e la sinistra socialista rimarca che non si può colpire solo chi è in possesso di doppio passaporto, ovvero i figli degli immigrati coinvolti con lo jihadismo combattente.

Così i vertici del Ps, per ricompattare le proprie fila, hanno proposto di estendere a tutti la possibilità di revocare la nazionalità. La minoranza, però, non rimanendo convinta del provvedimento, ha sollevato alcuni interrogativi a cui Hollande non sembra in grado di dare risposte esaustive: "Che fine faranno le persone a cui è tolta la nazionalità? Saranno apolidi? Chi garantirà i loro diritti?".

In un clima da "caccia alle streghe", la destra prova, a sua volta, ad alzare il tiro. Il leader dei Repubblicani, Nicolas Sarkozy, ha chiesto la revoca della nazionalità non solo per chi commette crimini, ma anche per tutti i reati connessi al terrorismo. Ad esempio, per chi fa parte delle reti di reclutamento di jihadisti da inviare in Medio Oriente.

Rileviamo poi che lo stato di emergenza dovrebbe terminare in Francia il 26 febbraio. Il governo, però, in un certo senso, ha in mente di "prolungarlo", dando alle forze dell'ordine dei poteri straordinari e semplificando il procedimento penale. A tale riguardo, è stato presentato un disegno di leggeche implementa la lotta contro la criminalità organizzata e il suo finanziamento, l’efficacia e le garanzie della procedura penale”.

Di proposte "eccentriche" sulla sicurezza in Francia se ne sono sentite parecchie nell'ultimo periodo. Forse la più incredibile è quella di costruire dei centri di internamento preventivo per sospetti jihadisti, potenzialmente in grado di compiere attentati terroristici. Un'oscenità, questa, che determinerebbe una sospensione dello stato di diritto, mettendo tutti i cittadini in balia del potere sovrano.

In conclusione, segnaliamo che in Francia manca una riflessione sul fatto che già le misure straordinarie adottate dopo le stragi del gennaio del 2014 non sono state efficaci. La nuova legge sull'intelligence, approvata lo scorso luglio e per certi versi più restrittiva del Patriot Act, e l'immediato ripristino dei controlli alle frontiere con il deflagrare della crisi dei profughi non hanno infatti evitato gli attentati di novembre.


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