Eutanasia in calendario alla Camera a marzo

Intercettazioni se ne parla alla Camera

L'ultima volta che si tentò di avviare un dibattito parlamentare su una legge sull'eutanasia e il testamento biologico risale al 2005. Poi si sono susseguiti una serie di appelli, come quelli lanciati dall'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da Emma Bonino, ma tutto è caduto nel vuoto. Nemmeno la legge di iniziativa popolare, depositata dai Radicali, e un testo firmato da 205 parlamentari trasversali è riuscito smuovere Camera e Senato sul tema. Poi a sorpresa, martedì scorso, è arrivato il tweet di Arturo Scotto, deputato di Sinistra Italiana: "Conferenza dei capigruppo calendarizza proposta #SinistraItaliana su #Eutanasia. Per la prima volta la Camera discuterà l'argomento".

Pare proprio che questa volta non si tratti del solito annuncio. Il dibattito sull’eutanasia e sul testamento biologico (le volontà espresse per iscritto), è stato calendarizzato in aula a marzo. Ora toccherà alle Commissioni parlamentari, Affari Sociali e Giustizia, elaborare un testo unico che sia una sintesi di quelli depositati dalle varie forze politiche sul fine vita. Il documento potrebbe essere utile per avviare il confronto.

L'associazione Luca Coscioni e i Radicali hanno ringraziato pubblicamente Scotto: "Abbiamo compiuto un altro importante passo avanti verso la legalizzazione. Grazie a Scotto". Soddisfatta anche Mina Welby, vedova di Piergiorgio, che dichiara a La Stampa: "stavolta la speranza è fondata. Il diritto all’eutanasia è strettamente legato al principio di autodeterminazione, non dobbiamo aver paura del morire, ma dobbiamo garantire a tutti una morte dignitosa". Ricordiamo che Mina, insieme a Marco Cappato e Filomena Gallo sono i titolari della campagna Eutanasia legale.

Insieme a loro, si sono battuti molti malati terminali, che hanno chiesto di vedere riconosciuto dallo Stato il loro diritto a non vivere. Tra questi, ricordiamo, Luigi Brunori, morto pochi giorni fa di Sla, Max Fanelli, Walter Piludu e Ida Rescendo.

L'ultima è stata Dominique Velati, militante radicale colpita dal cancro. Il mese scorso ha scelto il suicidio assistito in una clinica svizzera. La donna è stata sostenuta nelle spese di viaggio da Cappato, che poi si é autodenunciato. Specifichiamo che la pratica del suicidio assistito è legale nella Confederazione elvetica.

Certo, il dibattito parlamentare non sarà facile. Come si vede sul DDL Cirinnà, inerente alle unioni civili, sui temi etici c'è ancora grande divisione. Noi di Polisblog vi offriremo tutti gli aggiornamenti in materia.

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