Rohani a Roma, l'incontro con il Papa: "Preghi per me"

Gli incontri con Renzi e Mattarella, la delegazione di imprenditori iraniani e la guerra contro Daesh

26 Gennaio 2016 - Dopo le visite istituzionali a Renzi e Mattarella, oggi Hasan Rohani ha fatto visita anche a Papa Francesco con il quale ha parlato ovviamente della delicata situazione in Medio Oriente. Il Papa da mesi cerca di farsi promotore della cosiddetta 'strategia del dialogo', nella quale l'Iran potrebbe recitare un ruolo centrale dopo aver siglato l'accordo sul nucleare che ha riaperto un canale diplomatico privilegiato con i Paesi occidentali.

Il Papa auspica che l'Iran possa promuovere "adeguate soluzioni politiche alle problematiche che affliggono il Medio Oriente, contrastando la diffusione del terrorismo e il traffico di armi". Al termine dell'incontro il Papa ha salutato il Presidente iraniano con una stretta di mano ringraziandolo per la visita e rimarcando il suo auspicio di pace. Hassan Rouhani ha risposto con altrettanta cortesia: "Mi ha fatto molto piacere incontrarla, le auguro buon lavoro e le chiedo di pregare per me".

Nel comunicato ufficiale della Santa Sede si legge la soddisfazione per questo incontro: "Si sono evidenziati i valori spirituali comuni e si è poi fatto riferimento al buono stato dei rapporti tra la Santa Sede e la Repubblica Islamica dell’Iran, alla vita della Chiesa nel Paese e all’azione della Santa Sede in favore della promozione della dignità della persona umana e della libertà religiosa".

Rohani a Roma: terrorismo, guerra e cooperazione

25 Gennaio 2016

17:08 - Hasan Rohani è il primo capo di stato iraniano a visitare l'Europa negli ultimi 16 anni ed ha cominciato il suo tour europeo con l'Italia. Nei suoi colloqui al Quirinale spiegando al presidente Mattarella la situazione generale del Medio Oriente dal punto di vista iraniano Rohani ha ribadito che serve una grande coesione internazionale e che "tutti devono fare la loro parte fino in fondo senza ambiguità": la Siria ha un grande numero di combattenti non siriani ai quali bisogna togliere eventuali appoggi internazionali, ha spiegato il presidente Rohani.

Rohani e Mattarella si sono trovati d'accordo sulla necessità di rafforzare velocemente la cooperazione culturale e quella universitaria tra i due Paesi. A conferma del grande interesse dell'Iran per l'Italia si ricorda che la fiera del libro di Teheran del 2017 sarà dedicata proprio all'Italia. Il presidente iraniano infine ha confermato che il suo Paese sosterrà la candidatura dell'Italia per un seggio di membro non permanente alle Nazioni Unite

13:53 - Hassan Rohani è stato ricevuto in tarda mattinata al palazzo del Quirinale da Sergio Mattarella.

Il capo di stato iraniano è stato accolto nel cortile d'onore dal Capo dello Stato. Dopo un colloquio, il presidente Mattarella offrirà a Rohani una colazione di lavoro. All'incontro partecipano anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, e per parte iraniana una delegazione di ministri tra i quali il ministro degli Esteri, il ministro del Petrolio e il ministro dell'Industria.

25 gennaio 2016, ore 10:56 - Il Presidente iraniano Hassan Rohani sarà a Roma oggi e domani per alcuni incontri istituzionali e per riaprire i canali commerciali più importanti dopo la recente sollevazione delle sanzioni, effetto della rinuncia iraniana al nucleare bellico. Ufficialmente lo scopo della visita è riallacciare le relazioni economiche con i partner, Roma è storicamente tra i migliori interlocutori di Teheran, ma anche per confrontarsi sui principali dossier del Medio Oriente.

Al Quirinale è previsto un incontro tra Rohani e Sergio Mattarella, un faccia a faccia tra i due Capi di Stato che successivamente sarà allargato alle rispettive delegazioni. L’incontro sarà l’occasione per un ampio giro di orizzonte, dalla cultura alla politica internazionale, per planare sulla situazione incandescente nel Golfo Persico e sul pericolo del terrorismo islamista. Alle 19 invece sarà il turno della visita ufficiale a Palazzo Chigi, dove incontrerà in un bilaterale il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi. L’obiettivo italiano è riportare l’export a livelli pre-2011, quando eravamo ben presenti nei comparti della siderurgia e metallurgia, energia, costruzioni e infrastrutture, sanità, energie rinnovabili, industria agro-alimentare e meccanica. Secondo una proiezione dell’istituto Sace, è realistico pensare che si possa triplicare l’attuale export che è fermo a 1 miliardo di euro. L’Iran ha necessità di modernizzare le sue infrastrutture e l’industria petrolifera.

Rohani e la sua massiccia delegazione di 120 imprenditori e sei ministri saranno impegnati in una serie di incontri con le controparti italiane, tra i quali anche l'amministratore delegato dell'Eni Claudio de Scalzi. D'altra parte l'obiettivo dell'Italia è riportare l'interscambio con l'Iran ai livelli del 2010, ovvero a 7 miliardi di euro e l'export a 2,5 miliardi entro il 2018. Una cifra che nel 2014 è scesa a 1,596 miliardi (con un saldo positivo per l'Italia di 714 milioni).

Oggi ci sarà la firma di accordi per un valore di circa 17 miliardi euro: dalla Saipem con la quale è attesa un'intesa da 5 miliardi a Danieli, da Condotte a Coet. Ma anche, probabilmente, con Gavio e Fincantieri. Accordi che, secondo gli iraniani, potrebbero fare da apripista anche ad altri accordi con Eni, Enel, Finmeccanica e Fs. Nei prossimi giorni inoltre Rohani sarà a Parigi, dove firmerà un accordo per la fornitura di 114 Airbus. Lo shopping iraniano all'estero sembra essere quindi solo iniziato.

Secondo le informazioni pubblicate da La Stampa Renzi porterà poi Rohani in visita ai musei capitolini e seguirà una cena sulla Terrazza Caffarelli, in Campidoglio. Tassativamente vietati, in entrambi i banchetti, il vino in tavola e le strette di mano.

Domani invece Rohani sarà ricevuto in Vaticano da Papa Francesco, una visita che è molto più "pesante" di quanto non si pensi: Israele è stato molto critico sull'incontro tra i due ma il Capo di Stato iraniano ha dimostrato grandissimo interesse per Papa Francesco, considerato anche a Teheran un’eccezionale guida spirituale ma anche diplomatica, e tanto più pensando al ruolo avuto da Bergoglio nella distensione tra Cuba e Stati Uniti.

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