Migranti in UE, Juncker: "Rispettiamo gli impegni con la Turchia"

La Commissione UE ribadisce quanto era già noto da dicembre: contributi alla Turchia fuori dai calcoli per il deficit

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3 febbraio - Il Presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, parlando alla Plenaria di Strasburgo questa mattina, è tornato sul tema dei fondi europei alla Turchia per sostenere gli sforzi di Ankara per trattenere i flussi di migranti:

"I tre miliardi a favore della Turchia devono essere messi a disposizione. Tutti dobbiamo rispettare i nostri impegni. Anche il governo italiano, nel frattempo, s'e' detto disponibile. E' un fatto positivo che riconosco. La Turchia ha circa 3 milioni di profughi ed è quindi chiaro che i 3 miliardi di sostegno per i rifugiati di Siria in Turchia devono essere erogati. Sono necessari e ci tengo a ringraziare gli stati membri, e soprattutto l’Italia, che hanno dato prova di solidarietà. Dobbiamo aiutare i Paesi vicini alla Siria con solidarietà concreta [...] questo non vale solo per la Turchia ma anche per Giordania e Libano, che hanno al momento la massima densità di profughi al mondo [...] La Commissione europea sostiene la proposta avanzata dal Presidente Tusk: e' un testo equo rispetto al Parlamento europeo e agli Stati membri"

Sulla possibile uscita della Grecia dall'area Schenghen Juncker ha ribadito quanto già detto lo scorso anno quando si parlava di Grexit in termini monetari, ovvero che la Grecia è e resta parte dell'Unione e di tutti i suoi trattati e si farà di tutto affinchè ci resti.

1 febbraio - Il portavoce della Commissione Europea Margaritis Schinas ha chiarito una volta e per tutte che i contributi nazionali al fondo di 3 miliardi di euro per la Turchia "non saranno tenuti in conto nel calcolo del deficit ai fini del Patto di stabilità e crescita". Il fondo Europeo è stato stanziato per finanziare il governo turco affinchè controlli le frontiere e mantenga i migranti nel proprio territorio evitando che questi intraprendano l'ultima parte del loro viaggio, la rotta europea.

Sul territorio turco sono già presenti oltre 2 milioni di rifugiati, il governo vicino al presidente Recep Tayyip Erdogan sostiene di essere al limite delle forze nell’azione di contrasto al traffico di esseri umani.

La cosa, ha spiegato Schinas, è nota da dicembre e infatti questa indicazione sarebbe contenuta in una nota a piè di pagina delle condizioni di riferimento inviate due mesi fa ai governi UE dall’esecutivo comunitario. Il dubbio aleggiava da diversi giorni sui governi europei, forse anche questo un sintomo di come vengano lette le comunicazioni che arrivano da Bruxelles e Strasburgo, e in particolare la questione stava a cuore al governo italiano, il quale nelle scorse settimane aveva più volte chiesto garanzie sullo scorporo della spesa dal calcolo del deficit frenando il decollo del piano e alimentando tensioni a Bruxelles.

Il contributo italiano è calcolato in 231 milioni di euro ed è questa la cifra attorno al quale ci sono state dichiarazioni roventi sia da parte del governo italiano che di vari esponenti della Commissione, dichiarazioni sulle quali avevano ricamato anche esponenti dell'opposizione al governo Renzi, come Renato Brunetta.

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