Ballarò, puntata 2 febbraio 2016

Diretta stasera della puntata di Ballarò.

ballarò diretta 26 gennaio 2016

Ballarò, 2 febbraio 2016: diretta della puntata

  • 00.00

    Giannini ricorda che sul sito internet saranno pubblicati gli aggiornamenti sulla vicenda del servizio di Alessio Lasta sugli equipaggiamenti delle forze di polizia a seguito del quale si è aperta un'inchiesta. Puntata finita.

  • 23.55

    Servizio sulla ricchezza. Anche se il divario tra ricchi e poveri si è tragicamente allargato, esiste anche un "bel pezzo di mondo" che vive nell'agiatezza.

  • 23.50

    Trefiletti: "Servono 7 miliardi! Siccome ci sono 600 milioni. Si può partire, ma bisogna dire la verità: si danno 60 euro alle famiglie al mese, non 320. Poi magari si arriverà a questi 7 miliardi".

  • 23.40

    Sulla misura proposta da Poletti dei 320 euro come sostegno alla povertà, Landini: "Con un provvedimento così la povertà non la combatti. Devi far ripartire il lavoro. E poi ci vorrebbe il reddito minimo". Zanetti riprende le parole spesso usate a proposito dei famosi 80€: "Zanetti: Questa misura può dare alle famiglie in difficoltà 320 euro al mese, che non sono tantissimi ma son meglio di niente". Travaglio: "Anche un solo euro nelle tasche di un bisognoso è sempre un bene. Ma la povertà si combatte buttando soldi così a casaccio? Gli 80 euro che non hanno smosso nulla come consumi"

  • 23.25

    Sileoni: "L'affittopoli romana non è una questione di raccomandati ma di mala gestione e incuria del patrimonio pubblico, parliamo di mala gestio".

  • 23.05

    Servizio sulla nuova "affittopoli romana": case in centro a Roma affittate a prezzi irrisori.

  • 22.50

    Landini: "Penso ci sia bisogno di un'alleanza di tutto il mondo del lavoro. Errore del sindacato è stato non capire che c'è svalorizzazione complessiva del lavoro. E questo ha creato anche contrasti. Si pone un problema, e noi stiamo avanzando una carta unica di tutti i diritti dei lavoratori".

  • 22.46

    Zanetti: "Il testo ha vari punti importanti e va in Parlamento, può avere varie sistemazioni".

  • 22.44

    Francesca Pesce (traduttrice): "Non siamo più invisibili. Abbiamo avuto un colloquio continuo. Ma lungo il percorso di questo testo si è perso per strada qualcosa: la possibilità nostra di rivolgerci al giudice del lavoro. Veniamo trattati come aziende".

  • 22.38

    In studio una folta delegazione di lavoratori a Partita Iva. Ma prima un servizio per spiegare la situazione attuale di questi lavoratori in Italia.

  • 22.28

    Luttwak: "Ci sono alcune zone del Sud dove non c'è lo Stato, non ci sono sanità, servizi. C'è una tassa che io evaderei volentieri in Italia, quella di 3 euro sui biglietti aerei. Evadere questa tassa è virtuoso".

  • 22.20

    Non è che le norme contenute nella nuova delega fiscale rischiano di vanificare la lotta all'evasione? Zanetti risponde: "Per quanto riguarda il penale l'abbiamo fatto sulla dichiarazione infedele non sulle frodi".

  • 22.15

    Il dato dei colletti bianchi in carcere in Europa:

  • 22.08

    Zanetti: "Non lo so se abbiamo fatto meglio del passato, ma bisogna stare attenti a fare retorica sull'evasione fiscale".

  • 22.02

    Travaglio dopo il servizio sul sommerso e l'evasione: "Questa dovrebbe diventare la vera emergenza. L'evasione si combatte mettendo gli evasori in galera. Se sfugge una fetta così importante dell'economia ne risente l'Inps per esempio. Ne risentiamo tutti. Un italiano su quattro evade, il dato dell'Agenzia delle Entrate".

  • 21.42

    I sondaggi sulla fiducia in Renzi e nel Pd e le intenzioni di voto dopo gli ultimi avvenimenti:

    Travaglio: "Puoi andare a fare battaglie se hai speranze di vincere. Non è colpa di Renzi se il nostro peso specifico è piuma, ma non puoi andare lì a gridare. Cosa è successo? Niente. I soldi che dobbiamo alla Turchia li daremo, la flessibilità":

  • 21.33

    Belpietro: "Renzi pensava che presentandosi con le riforme avrebbe avuto più flessibilità. Ma all'Europa interessano solo i conti. Di questo passo non ridurremo mai il debito pubblico. Per questo l'Europa chiede spiegazioni. Parlare male dell'Europa porta bene in campagna elettorale". Mieli: "Sono preoccupato perché a differenza di Travaglio e Belpietro pensavo che le promesse sarebbero state mantenute e che ci fosse eccesso di pessimismo. Questa svolta di attacchi all'Europa.. Spero non sia vero che faccia queste cose per andare alle elezioni parlando male dell'Europa. Arriva ultimo: Lega, M5S, Brunetta. Poi la storia insegna che quegli atteggiamenti li abbiamo già visti. Mi piacerebbe che si cominciasse a intaccare il debito pubblico".

  • 21.30

    Comincia il dibattito tra gli ospiti in studio, dopo la copertina di Alessandro Poggi

  • 21.07

    Editoriale al fulmicotone per Giannini:"A leggere il profluvio di dichiarazioni dei parlamentari del Partito democratico, innescati come spesso succede dal membro della Commissione di Vigilanza Michele Anzaldi, non so se ridere o piangere. Anzaldi mi accusa di aver “offeso” il ministro Boschi, perché durante l’ultima puntata di questa trasmissione ho usato la formula “rapporti incestuosi” per definire il pasticcio che si è creato, tra management, politica, massoneria e finanza, intorno a Banca Etruria. Altri esponenti del Pd, generosi, mi offrono almeno una scappatoia: “Giannini chieda scusa”. Qualcuno lo fa a scoppio ritardato. Ernesto Carbone era qui in studio a Ballarò, martedì scorso, magari ve lo ricorderete, e proprio a lui mi rivolgevo con la formula “incriminata”, sintetizzando quanto avevano appena sostenuto il collega Antonio Padellaro e l’onorevole Mara Carfagna a proposito del presunto conflitto di interessi di Maria Elena Boschi e di suo padre Pierluigi. In quel momento, durante la diretta, Carbone non ha battuto ciglio, né obiettato alcunché (non essendoci evidentemente nulla da obiettare, tanto era chiaro e “innocente” il senso delle mie parole). Ma ventiquattrore dopo deve aver cambiato idea, forse folgorato dall’accusa postuma di Anzaldi. E allora, in mezzo alla bufera, mi preme sottolineare due cose. 1) E’ penoso che, per contestare un programma evidentemente considerato “fuori linea”, si usi un argomento così strumentale. E si trasformi in un’offesa personale al ministro Boschi una frase che, per il significato e il contesto in cui è stata pronunciata, non poteva e non può prestarsi ad alcun genere di “equivoco”. Basta riascoltare la registrazione della puntata, per rendersene conto. Ho parlato di “rapporti incestuosi” per definire un groviglio di relazioni (politiche, affaristiche e finanziarie) molto più larghe della ristretta cerchia della famiglia Boschi, e del tutto prive del significato “letterale” che Anzaldi e gli altri esegeti del Pd hanno voluto leggervi. Lo ha capito e lo capirebbe chiunque. Ma nel partito di maggioranza c’è chi fa finta di non capire, e utilizza questo episodio come una “clava” contro Ballarò (vezzo non nuovo, per altro). La cosa mi indigna. E mi dispiace molto. Ma non capisco proprio di cosa dovrei “chiedere scusa”, pubblicamente, dal momento che, come si direbbe nel gergo dei tribunali, “il fatto non sussiste”. 2) Quello che sussiste, viceversa, è l’ennesimo paradosso di un Palazzo che, di fronte ai tanti problemi in cui si dibatte l’Italia e ai tanti interrogativi che assillano il mondo, perde tempo a sollevare polveroni del genere. Ma quello che sussiste è anche l’ennesimo attacco a chi cerca di fare solo informazione. È l’ennesima torsione del concetto di “servizio pubblico”, utile se serve a chi governa, più che a chi guarda la tv. Lo sapete, e l’ho detto già più di una volta in questo studio. Io non mi ergo a paladino di niente, non voglio vestire i panni del martire che non sono, meno che mai per un episodio assurdo come quello che è appena accaduto. Ma resto convinto di un fatto. Non spetta alla politica decidere i palinsesti. Non spetta ai partiti decidere chi può lavorare nella prima azienda culturale del Paese. A meno che non si debba dar ragione a Roberto Saviano, quando scrive “ciò che sotto Berlusconi era inaccettabile, adesso è grammatica del potere”. La Rai mi può licenziare. Il Pd, con tutto il rispetto, proprio no".

Ballarò, 2 febbraio 2016: Anticipazioni puntata


In onda stasera, martedì 2 febbraio 2016, alle 21:05, la ventesima puntata di questa stagione di Ballarò, il talk show di approfondimento politico di Rai 3 condotto dal giornalista Massimo Giannini.

Ballarò, 2 febbraio 2016: temi della puntata

Al centro della puntata di Ballarò di questa sera la proposta del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti per un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese che per un milione di poveri è la via italiana al reddito minimo. Ma la pressione fiscale sembra essere il vero freno alla crescita unitamente all’enorme evasione fiscale che si aggira intorno ai 120 miliardi. Non mancherà il consueto dibattito sul tema delle pensioni.

Ballarò, 2 febbraio 2016: ospiti della puntata


Parteciperanno alla puntata il neo Viceministro all’economia Enrico Zanetti e il Segretario della Fiom Maurizio Landini. Inoltre saranno presenti i giornalisti Marco Travaglio, Maurizio Belpietro e Paolo Mieli.

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Affiancheranno Giannini, come di consueto, la giornalista Cecilia Carpio per l'aggiornamento in diretta e le news via web e Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, con i sondaggi realizzati per il talk di Rai 3.

Ballarò, come vederlo in tv e in streaming

Il talk show va in onda ogni martedì, a partire dalle 21:05, su Rai 3. Ma si può seguire la puntata anche in streaming sul sito Rai.tv e, naturalmente, seguire e commentare la nostra diretta su Polisblog, magazine di Blogo.

Ballarò, come seguirlo sui social network

Oltre a poter rivedere i contenuti video sul sito ufficiale del programma www.ballaro.rai.it Ballarò si può seguire anche sulla pagina Facebook e sull'account Twitter oltre che commentare usando l'hashtag #ballarò.

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