E adesso, povero Walter! E soprattutto povero Partito democratico: senza voti, senza leader, senza gruppo dirigente, senza programmi, senza valori, in mano ai cacicchi locali legati alle poltrone del potere.
Il nodo scorsoio si stringe sempre più.
L’epilogo si consumerà nell’Election day (Europee e amministrative) del primo week end di giugno quando il Pd si squaglierà come neve al sole. In altre parole Veltroni sta pilotando il Pd contro un muro, a forte velocità.
Dopo quattro gravi sconfitte consecutive (le elezioni politiche dell’aprile 2008, la perdita di Roma, il ko abruzzese, ieri la debacle in Sardegna), dopo il macigno della questione morale che pende come la spada di Damocle, dopo le insanabili divisioni interne, dopo il boomerang delle primarie dove vengono bocciati i candidati proposti dal “nazionale”, cosa si aspetta ancora per andare alla svolta, sostituendo leader e linea politica?
Delle due, l’una: o il gruppo dirigente non ha ancora preso coscienza a cosa va incontro e quindi dell’esigenza di un immediato e profondo rinnovamento o non ha né la forza e né il coraggio politico di procedere.
Cos’è il Pd? Un partito che in Italia sta con la Cgil … ma , in Europa con il Pse … ma, in Medio Oriente con Hamas … ma, un partito senza identità né bussola.
Oramai il Pd è tenuto in piedi come la corda tiene l’impiccato.
Nel vertice che si riunisce oggi a Roma Veltroni ha tre strade.
Primo: si rinchiude in se stesso, riduce il senso politico delle batoste e “impone” al partito di procedere così fino al voto di giugno per approdare al congresso rispettando le scadenze statutarie.
Secondo: passa subito al contrattacco accusando di “sabotaggio” una parte del gruppo dirigente e puntando su un congresso straordinario da tenersi entro metà di aprile.
Terzo: prende atto della gravità della situazione e del fallimento della sua leadership e della sua strategia, dimettendosi immediatamente.
Dopo la batosta del 1948 e la crisi dei primi anni ’50 Palmiro Togliatti (con Giorgio Amendola) rinnova il Pci rivoltandolo come un calzino: abbandona il famoso “anello centrale” (cioè l’eterna illusione del momento storico da utilizzare al “moneto buono”) per la strategia dei “mille rivoli” (cioè il partito capace di guardare fuori, spezzando i limiti del burocratismo, del settarismo, dell’attesismo, del carrierismo, un partito dentro tutti i problemi della società nella convinzione che anche il problema più marginale ha una sua forza propulsiva che se afferrata può convogliare anche cittadini e forze schierati sul fronte avversario).
E la stessa Democrazia Cristiana non esita nel contempo a sostituire addirittura Alcide De Gasperi con Amintore Fanfani (del gruppo dei “professorini” che si incontrano nell’eremo di Camaldoli dove elaborano il “codice”, documento programmatico per una economia mista in polemica contro le teorie liberiste nonché con quelle collettivistiche e atee del marxismo), cioè il passaggio del testimone dalla prima alla seconda generazione democristiana che equivale a una profonda mutazione genetica di carattere culturale ed etico, nonché organizzativo e di immagine.
C’era allora la capacità di guardare in faccia la realtà, di fare analisi e procedere di conseguenza. Cioè di fare politica. Una qualità assorbita oggi esclusivamente dall’”antipolitico” Berlusconi?
Procedere con Veltroni leader, per il Pd può significare la fine. E tante sconfitte delegittimano la leadership.
Ma un “capo” non si inventa in un amen, e, in politica, non basta dichiararsi giovani per esserlo davvero e non cadere nella trappola di uno sterile “nuovismo”.
E’ il momento delle scelte coraggiose. Non per puntare a traguardi luminosi. Ma per non trasformare in totale disfatta, una opportuna ritirata.
Pierpyx polisblog
17 feb 2009 - 12:45 - #1alla gente non piace la politica, Berlusconi ha saputo cogliere la palla al volo e ha creato su di se un potere mediatico impressionante… la gente non vota lui perchè governa bene ed è di centro-dx, vota lui perchè non lo ritiene un politico.. per la gente lui è un vincente simpatico.. perchè non dargli il voto?
questa è la morte della democrazia, spiace solo che la gente stenti a capirlo.
fc77
17 feb 2009 - 12:48 - #2simpatico? si come la febbre il 15 d’agosto!!!!!!!!!!!!!!
Despota
17 feb 2009 - 12:52 - #3anche nella sconfitta Pierpyx..nel momento più buio..si è capaci..noto…solo di dare la colpa all’elettorato di centro destra ritenendolo non all’altezza di capire la politica…e così superficiale nella scelta del voto…
come al solito vi ponete un gradino sopra agli altri…
questo vi ha portato alla fine…
è necessario un cambio di atteggiamento…e partire dal basso..
William Wallace
17 feb 2009 - 12:53 - #4pier
Invece, al contrario, è la massima espressione della democrazia. Ricordi l’anonimo ateniese http://www.parodos.it/archivio/aateniese.htm ?
Enabram Tain®
17 feb 2009 - 13:01 - #5Veltroni via, subito! Ancora un anno di quest’uomo e la sinistra sarà sola il riflesso della destra, neppure l’ombra…
makanaki
17 feb 2009 - 13:06 - #6Veltroni è una gran brava persona, ma appunto, rimane solo una gran brava persona, sicuramente non all’altezza di condurre un partito politico come il PD, sicuramente non all’altezza di Prodi, che per anni è comunque riuscito a dare delle linee.
Purtroppo Veltroni è capitato in un momento in cui dall’altra parte c’e’ un cannibale e se non hai i connotati giusti puoi solo soccombere. Così il nostro futuro Re avrà ancora più campo aperto.
acrive
17 feb 2009 - 13:13 - #7Sono un’elettore di destra a cui non dispiace l’esistenza di una opposizione (non letterale, ma politica)
Credo quindi di aver già detto tutto.
Non l’hanno ancora capito a sx che il premier non si combatte con l’antiberlusconismo, la rabbia o la cattiveria nei suoi confronti. Perchè questo lo rafforza.
Doveva eserci un governo Ombra… Non c’è stato nulla! Nulla di nuovo (quello che doveva avanzare).
O forse è troppo difficile? Perchè per contrastare berluscky bisogna passare ai fatti… perchè delle parole vostre ne hanno le tasche piene, TUTTI!
acrive
17 feb 2009 - 13:15 - #8#6 Linee?!?! ?Prodi?!?!?!? Ma da dove sei uscito! Prodi è stata una marionetta in balia di una maggioranza scapestrata… Ma quali linee che se diceva A lo crocifiggevano tutti…
Lea
17 feb 2009 - 13:18 - #9il PD non è credibile: non lo sono i suoi esponenti (locali e nazionali) e non lo è la politica che porta avanti (praticamente solo anti-berlusconismo e ostruzionismo).
per il PD è arrivato il momento di crescere e di smettere di gridare “al lupo al lupo” contro Berlusconi.
makanaki
17 feb 2009 - 13:27 - #10#8 per carità, ma sempre meglio di veltroni
acrive
17 feb 2009 - 13:30 - #11#10 Beh.. quello si.. non ci vuole niente ad essere migliore di Veltroni… Uno che è diventato direttore dell’unità per appartenenza politica… Quando mai un diplomato può ambire alle vesti di un direttore di giornale.. Solo in Italia..
fc77
17 feb 2009 - 13:37 - #12#11 hai ragione !!!!!!!come può ambire un non diplomato,( x ben tre volte bocciato )ad un posto come consulente giustissimo ………….solo in italia
Luciano_
17 feb 2009 - 20:16 - #13Il problema non è Veltroni, ma la fusione tra PC e DC o… limitrofi.
Un solo (!!!!!) esempio? La reazione del partito sulla proposta di Marino sul referendum sul testamento biologico
Magoselvo
17 feb 2009 - 20:23 - #14Ha fallito. Un dirigente che manca tutti gli obiettivi non può e non DEVE restare alla testa di un movimento che dovrebbe fare opposizione.
Via subito. Dimissione IMMEDIATE non rifiutabili. Sparisca. Poi al dopo ci penseranno ma almeno senza lui…….(certo che non ci divertiremo più senza il nostro clown nazionale) :)))))