La barriera di 200 chilometri che divide Libia e Tunisia

Per fermare le infiltrazioni dei jihadisti.

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Una barriera di 200 chilometri separa Libia e Tunisia, dopo che la costruzione da parte del governo tunisino è stata portata a termine nelle scorse ore. I lavori erano iniziati lo scorso 8 luglio per iniziativa del premier tunisino Habib Essid, soprattutto in seguito all'assalto del gennaio 2014, quando 22 persone erano state uccise durante l'attacco jihadista al museo del Bardo.

"La barriera ci aiuterà a proteggere la nostra frontiera e a fermare qualsiasi tipo di minaccia proveniente dalla Libia", ha spiegato il ministro della Difesa, Farhat Hachani. Non si tratta, come si potrebbe pensare, di un vero e proprio muro, perché lungo il tracciato si alternano barriere, fossati e filo spinato.

Dopodiché, verranno collocate telecamere di sorveglianza e anche sistemi radar, il tutto con l'ausilio di squadre speciali appositamente addestrate da paesi occidentali, tra cui, in primis, Stati Uniti e Germania.

La Tunisia, unico paese uscito positivamente dalla primavera araba, sta infatti venendo sempre più coinvolto dalle attività di jihadisti, soprattutto tunisini che attraversano il confine per addestrarsi in Libia e poi fanno ritorno in patria con ambizioni terroristiche.

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