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Conferenza stampa di Stefano de Luca: la diretta

Pubblicato: 03 apr 2008 da Luca Landoni

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Stefano De Luca, segretario del PLI Sta per scoccare l’ora di Stefano De Luca, segretario del “nuovo” Partito Liberale Italiano, chiamato a dissipare le nebbie intorno al mistero del senso della sua formazione. Il programma appare una replica più o meno fedele del Popolo delle Libertà, con tutte le tematiche ad esso care: riduzione delle tasse, ordine e la promessa di una federazione con nuovi (anche loro) PRI e PSI. Anche il fatto che De Luca sia stato eletto nelle liste di Forza Italia nel 94, e che abbia fatto parte di vari governi DC durante la Prima Repubblica non aiuta. Una curiosità: del partito fa ancora parte il vecchio Altissimo… ma va?

ore 22.40 La diretta si conclude qui. Rimane solo il rammarico che i nostri due eroi non si siano scontrati faccia a faccia, ma anche così possiamo dirci abbastanza soddisfatti. A domani!

ore 22.37 Per loro la politica non è un mestiere ma una passione… e saranno ricchi di famiglia. Ma ecco l’appello conclusivo: un partito con grandi personaggi come Scognamiglio e Altissimo non può deludervi. Chi vuole il bene del paese vota Partito Liberale. Alè, mi ha convinto. E’ tanto che aspettavo un’occasione così!

ore 22.31 Non si deve ridurre il numero dei parlamentari! Colpo di scena. Viva il bicameralismo, e qui ha coraggio; il lavoro di parlamentare è difficile e bisogna essere in tanti per correggersi gli errori a vicenda. Ehhh sì. Occhio che siamo al conflitto di interessi, gli chiedono proprio tutto, sanno che darà soddisfazioni. Tuttavia delude inoltrandosi in un discorso sui media che mi induce francamente alla distrazione. Va be’ mi farò raccontare da qualcuno. La magistratura è eccessivamente politicizzata? Sì no forse, ma di sicuro bisogna estrarre a sorte i componenti del CSM, e i magistrati non devono compromettersi con la politica. Era ora, mi sa che lo voto

ore 22.25 Pizza Time! Ohhh finalmente si parla del caso di questi giorni. Per carità di patria (testuale) le elezioni non vanno rimandate, che già le mozzarelle ci han fatto fare brutta figura all’estero. Contento dei suoi sani principi rimane in argomento, e cita varie bufale, tra cui nuovamente Alitalia, il non-caso Malpensa e gli editti di Bersani. Poi eliminare gli sprechi e il precariato (sì ma come?) e di nuovo le clientele. Finalmente gli chiedono quale sia la sua ricetta: fuori la politica dalla sanità, spazio ai tecnici, che vengano assunti solo i meritevoli. Be’ qui siamo tutti d’accordo, che diamine!

ore 22.17 Domanda sulla somiglianza col PDL. Esordisce affermando che la domanda non lo stupisce ma non la condivide (non condivide una domanda? un liberale?) Attacca ancora con forza i partiti dominanti e il veltrusconesimo che ha escluso le forze piccole. Paventa lo spettro del Venezuela di Chavez. Finiremo così? Boh. Poi si lamenta del silenzio tombale calato sul PLI ed esalta la Pav Condicio (scusate ma Scalfaro incombe nei miei pensieri). Ah che bello vedere tutti questi partitini in TV. Sono d’accordissimo, se non ci fossero che razza di dirette piatte ci toccherebbero a PolisBlog?

ore 22.10 Per entrare in parlamento ci vuole il 4%, pensa di fare il miracolo? Una lunghissima divagazione storica in cui non manca di attaccare nuovamente il Popolo delle Libertà, lo porta a chiedere il voto dei delusi dei due schieramenti. Ce ne saranno almeno 4 su 100 che sono delusi, dice… ci sono di sicuro ma non so se votano te… e comunque nella vita la speranza è sempre una cosa importante. Poi un altro volo pindarico in cui cita Palermo, sua città d’origine, dove il centro-destra a suo dire ha governato da cani e in modo clientelare. Monotematico.

ore 22.03 Noi giovani liberali combattevamo il colbertismo (stoccata a Tremonti, ci si deve ben differenziare). In Italia vogliamo essere liberali o vogliamo essere un’altra cosa? Stanotte non ci dormo, fatemici pensare bene. Nel frattempo gli chiedono del limite massimo alla tassazione e risponde che oltre il 30% è un esproprio. Grande! Gli danno dell’ultra-berlusconiano e si inalbera. Veltroni e Berlusconi sono uguali e alla fine offriranno una crociera a tutti gli italiani. Magari, dico io, li voto entrambi!

ore 22.00 Alitalia! Usti, lui è per la legge di mercato quindi deve fallire. E’ colpa dei sindacati, dei precedenti governi, delle clientele. Comincia a starmi simpatico. Alitalia era la prima compagnia aerea del mondo. BUMMMMM. Noi siamo più avanti culturalmente dei francesi e ancora viva il mercato (e Materazzi). Coraggioso!

ore 21.55 Arriva De Luca, l’aspetto è proprio da liberale, sembra un barone di fine 800. Gli chiedono che significa essere liberale oggi, e recita il capitolo XVII del suo sussidiario delle medie. “Il Papa è più laico dei papisti” - Oibò… mi metto comodo in poltrona qui mi sa che si ride

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Ewan J.

    Ewan J.

    03 apr 2008 - 21:59 - #1
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    aje povero de luca.. lo massacri ancora prima che cominci?

  • Loriz

    03 apr 2008 - 22:07 - #2
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    Questo signore mi fa tenerezza. Da giovinetto liberale combatteva contro le cose che oggi vorrebbe fare Tremonti. Mamma mia :)

  • Loriz

    03 apr 2008 - 22:09 - #3
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    Sui giovani socialmente inutili penso abbia messo il copyright visto che continua a dirlo

  • Loriz

    03 apr 2008 - 22:14 - #4
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    Complimenti per le dirette comunque. Quello di prima andava avanti a macchinetta, questo invece è una noia bestiale e continua a ripetere le stesse cose…non dev’essere stato facile riassumere i loro discorsi :)

  • Loriz

    03 apr 2008 - 22:23 - #5
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    La faccia annoiata dei giornalisti è tutta un programma

  • giampiero p.

    04 apr 2008 - 07:56 - #6
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    come ha scritto sulla Stampa Pietro Garibaldi, il nostro non e’ un paese per M. Thatcher, e quindi dubito che il partito di De Luca potra’ avere successo in queste elezioni. Tuttavia lo votero’ cercando ancora una volta l’illusione di aiutare il liberismo in un Paese che ha un destino segnato per le scelte culturali dei suoi elettori.

  • Stefania m.

    04 apr 2008 - 11:23 - #7
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    Credo che la recensione sull’intervista sia al quanto poco liberale, sopratutto se prendiamo in considerazione il fatto che noi giovani si non dovremmo dormire la notte per pensare se vogliamo essere davvero liberali soprattutto salvarci il futuro!e ti informo che libertà è proprio poter condividere e non condivere le cose.. quindi la recensione.. si commenta da sola.

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    04 apr 2008 - 11:37 - #8
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    Guarda Stefania, io mi sento un vero liberale (oddio forse un po’ più estremista, ma più o meno…) e quindi ascolto tutti e cerco di farmi un’idea meno condizionata possibile. Al di là di qualche battuta (essere liberali significa anche avere un certo sense of humour secondo me) preferisco un Ferrando che dice cose che non condivido ma in modo chiaro, che un De Luca che esprime molti concetti su cui sono d’accordo ma in modo fumoso.

    La vecchia politica dei parrucconi ora è proprio l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno, e su questo seppur da barricate diverse concordo appieno col nostro lettore con la foto di Slivio Guevara (Gustavo)

  • ermes91

    06 apr 2008 - 20:03 - #9
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    La vera casta è quella dei giornali. Da questa dipende l’altra casta, quella dei politici.
    I giornali ricevono un finanziamento pubblico di circa 600 milioni di euro all’anno e se aggiungiamo anche le provvidenze per radio e televisioni locali e del ministero delle Telecomunicazioni, e le convenzioni con la RAI e le agenzie di stampa, arriviamo a toccare i 1000 milioni di euro.
    tutti i finanziamenti e molto altro su: http://ilpopolosovrano.splinder.com/