Scintille Usa-Cina: Pechino ha schierato i caccia sulle isole artificiali

WASHINGTON, DC - FEBRUARY 23:  U.S. Secretary of State John Kerry (R) and Chinese Foreign Minister Wang Yi (L) participate in a joined news conference at the State Department February 23, 2016 in Washington, DC. Foreign Minister Wang is on a three-day visit to Washington.  (Photo by Alex Wong/Getty Images)


La Repubblica Popolare avrebbe schierato i caccia sulle isole artificiali, realizzate dal governo di Pechino nel Mar cinese meridionale. A rivelarlo è l'emittente Fox News, che riporta fonti di Washington. La notizia è trapelata proprio nel giorno in cui il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha incontrato il suo omologo cinese, Wang Yi.

Il titolare della politica estera americana, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il collega, andando oltre il protocollo diplomatico, ha dichiarato: "nessuna nazione dovrebbe intraprendere azioni unilaterali nel Mar della Cina meridionale". Wang Yi, per parte sua, ha subito respinto le critiche, affermando che la Cina agisce solo a scopo difensivo. Inoltre, ha invitato l'amministrazione Obama a smetterla con le provocazioni, riferendosi al pattugliamento delle acque internazionali nelle vicinanze dell'arcipelago artificiale.

L'arrivo dei caccia cinesi su Woody Island rischia di rimettere in discussione i progressi raggiunti in campo diplomatico tra Usa e Cina. Proprio ora che Pechino ha deciso di appoggiare Washington nelle sanzioni contro la Corea del Nord.

A Woody Island, come hanno mostrato nei giorni scorsi le immagini satellitari, la Cina ha già dispiegato batterie di missili terra-aria. L'iniziativa è stata presa nel giorno in cui Obama riceveva in visita in California, ad Asean, i suoi principali alleati del sudest asiatico. In quell'occasione, l'inquilino della Casa Bianca ha ribadito il suo sostegno a Giappone e Corea del Sud.

Che la situazione sia molto tesa, viene confermato anche dal fatto che Wang Yi, dopo la conferenza congiunta con Kerry, ha cancellato la visita in programma al Pentagono. Il portavoce del Dipartimento della Difesa stunitense, Peter Cook, si è limitato a dichiarare sul caso che si sarebbe verificato "un conflitto di agende".


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