Usa 2016: i repubblicani, Trump e il rischio di una "brokered convention"

Se tutti e tre i candidati repubblicani resteranno in corsa fino alla fine, c'è il rischio che nessuno vinca la maggioranza assoluta di delegati

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La netta vittoria di Donald Trump nei caucus in Nevada chiarisce due cose per quanto riguarda le primarie repubblicane: primo, che Trump non è un fenomeno passeggero, come ritenevano in molti, e che resterà in corsa fino alla fine; e secondo, che la fine potrebbe non coincidere con la conclusione delle primarie.

A questo punto, con il campo repubblicano ristretto a cinque contendenti, dei quali nessuno (a parte probabilmente Ben Carson) sembra intenzionato a tirarsi indietro, in molti cominciano a parlare dell'eventualità di una brokered convention. Questa eventualità – piuttosto rara – avviene quando le primarie si concludono senza che nessun candidato abbia raccolto la maggioranza assoluta dei delegati richiesti per la nomination. Tecnicamente, a questo punto si parla di "contested convention" – l'ultima volta avvenne nel 1976, con Ford e Reagan – dopodiché si passa al primo scrutinio della convention. Se anche il primo scrutinio dà esito nullo (nel 1976 vinse invece Ford al primo scrutinio) la convention è detta "brokered". Cosa succede? Succede che iniziano trattative più o meno sottobanco per trovare una via d'uscita.

Per trovare l'ultima volta che accadde una cosa del genere, bisogna arrivare al 1952 in casa democratica, quando solo dopo tre scrutini venne scelto Adlai Stevenson come candidato (poi sconfitto) alla Casa Bianca. In quel caso Stevenson prevalse sia perché la convention si teneva nel suo stato, l'Illinois, sia perché poteva contare sull'appoggio del presidente uscente Truman. Per il Gop l'ultima volta risale invece a 4 anni prima, il 1948, con Thomas Dewey che vinse anch'egli al terzo scrutinio.

Per emergere in una brokered convention tutto fa brodo: promesse di posti importanti nell'amministrazione (dalla vicepresidenza in giù). Contano ovviamente anche le influenze del partito, e in questo senso Trump non dormirebbe sogni tranquilli visto che l'establishment preferirebbe chiunque tranne lui. Ma c'è anche la possibilità che due candidati dalle idee simili (come Cruz e Trump, o Kasich e Rubio, più vicini per ideologia) trovino un accordo e uniscano i loro delegati.

In generale, tutti dicono di essere pronti all'eventualità ma al tempo stesso si adoperano per scongiurarla. Anche perché, guardando alla storia recente di Dewey, Stevenson e Ford, nessuno vince le elezioni presidenziali dopo essere uscito da una brokered convention.


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