Elezioni parlamentari Iran 2016, risultati: vincono i riformisti

Iranian men line up to vote for both parliamentary elections and Assembly of Experts at a polling station at Massoumeh shrine in the holy city of Qom, 130 kms south of Tehran, on February 26, 2016. Iranians began voting across the country in elections billed by the moderate president as vital to curbing conservative dominance in parliament and speeding up domestic reforms after a nuclear deal with world powers. AFP PHOTO/BEHROUZ MEHRI / AFP / BEHROUZ MEHRI        (Photo credit should read BEHROUZ MEHRI/AFP/Getty Images)

29 febbraio - Resta ancora da fare qualche ballottaggio, che si terranno il primo di aprile, ma ormai i risultati delle elezioni in Iran sono consolidati. La lista degli eletti pubblicata dal ministero dell'Interno, infatti, mostra come siano 148 i fondamentalisti, 125 i riformisti, 88 gli indipendenti.Da notare come anche le quindici donne elette rappresentino un numero notevole, il massimo mai raggiunto dal 1979. Queste elezioni sono considerate una vittoria di Rohani perché si tende a unire gli eletti riformisti e gli eletti indipendenti, considerati politicamente molto vicini.

Elezioni parlamentari Iran 2016: riformisti in testa in tutto il paese

19:00 - Il Presidente iraniano Hassan Rohani ha pubblicato un tweet nel quale ha espresso il suo umore in merito alla consultazione elettorale in Iran e alla probabile vittoria, oramai data per certa, dei riformisti alle elezioni parlamentari.


Nel tweet in arabo si legge il messaggio di ringraziamento a chi si è recato alle urne: "Avete creato una nuova atmosfera con il vostro voto, mi alzo in piedi davanti a voi, davanti alla grande nazione iraniana, davanti all'onore della sua storia".

Aggiornamento, 28 febbraio 2016, ore 10:20 - Secondo gli ultimi dati sulle elezioni parlamentari in Iran, i riformisti-moderati hanno conquistato 96 seggi su 290. A dirlo è il quotidiano Etemad.

La fazione fondamentalista è ferma a 91 seggi. Gli indipendenti, invece, raggiungono quota 25 seggi. Rimangono da assegnare altri 52 posti in Parlamento, e per questi si dovrà andare al ballottaggio in un nuovo turno alla fine di aprile. Segnaliamo anche che la lista dei riformisti-moderati, che appoggia il presidente Rohani, ha ottenuto tutti e 30 i seggi parlamentari di Teheran.

Anche 13 donne risultano essere state elette nel nuovo Parlamento. In corsa c'erano quasi 500 candidate, su un totale di quasi 5 mila aspiranti deputati.

Ore 19:46 - Dai dati delle prime stime relative allo spoglio del 44% delle schede emerge che 1,3 milioni di elettori hanno votato per i riformisti e moderali, la Lista della Speranza, che nella Capitale ha ottenuto 29 seggi su 30, mente il restante è andato agli avversari.
Il ministero dell’Interno ha pubblicato i primi risultati secondo i quali i primi 27 seggi dei 290 del Parlamento sono così distribuiti: 9 agli indipendenti, 6 ai conservatori e 4 ai riformisti, mentre 5 saranno assegnati con il ballottaggio tra i candidati più votati della circoscrizione.

Ore 17:12 - L’ex presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani e l'attuale presidente Hassan Rohani guidano la lista dei 16 eletti all’Assemblea degli Esperti dopo il successo dei riformisti-moderati nelle elezioni svoltesi ieri. I dati definitivi sono stati resi noti dal Ministero dell’Interno.

Sono stati 33 milioni (ovvero il 60% dei 55 milioni aventi diritto) gli iraniani che hanno votato per il rinnovo del Parlamento (il Majlis) e della cosiddetta Assemblea degli esperti. A questa spetterà il compito di scegliere al suo interno il successore della Guida Suprema qualora Khamenei si dovesse dimettere o dovesse morire.

sabato 27 febbraio 2016 - Oltre 32 milioni di persone, su 55, vale a dire il 58% degli elettori hanno partecipato ieri al voto per il nuovo Parlamento iraniano e la nuova Assemblea degli Esperti, organismo giuridico-religioso che eleggerà la prossima Guida Suprema. L'affluenza a Teheran e in altre città, è stata così massiccia da costringere le autorità iraniane a chiudere i seggi sei ore oltre l'orario, a mezzanotte anziché alle 18 locali. I primi risultati mostrerebbero un crescente sostegno per gli uomini legati al presidente, il moderato Hassan Rohani.

venerdì 26 febbraio 2016 - Dopo lo storico accordo sul nucleare con i Paesi del 5+1, primo voto in Iran. Oggi i cittadini della Repubblica Islamica si recheranno alle urne per rinnovare 290 seggi del parlamento. E c'è grande attesa sull'esito delle elezioni in occidente perché inevitabilmente si pongono come un referendum sulle politiche del presidente Hassan Rohani, che l’anno prossimo proverà a farsi rieleggere per un secondo mandato.

La consultazione rinnoverà anche l'Assemblea degli Esperti, l'organismo che dovrà nominare la prossima Guida Suprema. Ricordiamo che tale carica nella regime teocratico è di fondamentale importanza. I seggi sono stati appena aperti. Sono 54,9 milioni gli elettori chiamati a scegliere tra 4.844 candidati per il parlamento, tra cui 500 donne, e a nominare 86 figure religiose.

Si teme che ci possa essere un forte astensionismo. Secondo un sondaggio di Irib, il 40% dei 55 milioni di aventi diritto sarebbe intenzionato a disertare il voto. Una percentuale più alta di quella del 2012, quando a non votare fu il 37%. In quell’occasione furono i riformisti a boicottare le urne, sostenendo che tre anni prima l'elezione dell'allora presidente, Mahmoud Ahmadinejad, fosse stata viziata da brogli.

E' giallo, poi, rispetto alla rinuncia di 1400 dei 6233 candidati ammessi dal Consiglio dei guardiani. La commissione elettorale, presieduta da Mohammad Hussein Moghini, non ha fornito alcuna spiegazione a riguardo.

La guida suprema del Paese, l’Ayatollah Khamenei, ha esplicitamente chiesto ai cittadini di recarsi alle urne per eleggere “un parlamento in grado di sconfiggere i complotti statunitensi e occidentali". Di segno opposto l'appello di Rohani, che ritiene finito il tempo di “vedere dietro ogni angolo le interferenze di obsolete potenze coloniali”.

Ricordiamo che in Iran, il parlamento approva le leggi, ma a valutarne la costituzionalità è il Consiglio dei guardiani, composto da 12 membri, 6 religiosi nominati direttamente dalla guida suprema e sei giuristi nominati dal capo del potere giudiziario, che a sua volta è nominato dalla guida suprema.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 10 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO