Elezioni politiche Irlanda 2016: bocciato il governo di coalizione. Ora manca una maggioranza

Voters arrive to cast their ballots at a polling station in Dublin, Ireland, on February 26, 2016, during a general election. Voting got under way in Ireland on Friday in an election which could see it become the latest eurozone country to face political instability as anger against hardship and austerity erodes support for traditional parties. / AFP / LEON NEAL        (Photo credit should read LEON NEAL/AFP/Getty Images)

Aggiornamento, 28 febbraio 2016 - Il primo ministro irlandese, Enda Kenny, ha ammesso la sconfitta. Il governo di coalizione formato da liberali e social-democratici è stato bocciato dagli elettori. Tuttavia, il primo ministro e leader del Fine Gael ha precisato che dovrà essere lui il primo ad essere consultato per la formazione di un nuovo esecutivo.

Secondo i dati forniti finora, il Fine Gael ha ottenuto il 24,8%, mentre i Laburisti sarebbero fermi al 7,1%. Insieme, dunque, non sono riusciti ad arrivare alla soglia del 41-42% necessaria per formare un nuovo governo. In crescita invece è la formazione di centro-destra di Fianna Fail, che arriva al 21,1%. Infine, gli indipendentisti di sinistra di Sinn Fein, guidato da Jerry Adams, diventano il terzo partito con il 16%, (sei punti in più rispetto alle passate elezioni).

L'obiettivo di Enda Kenny è ora di allearsi con Fianna Fail di Micheal Martin. Se ciò non avverrà, non è esclusa l'ipotesi nuove consultazioni nel 2016.

Elezioni politiche Irlanda 2016: urne aperte. Rischio ingovernabilità come in Spagna


Dopo che il premier Enda Kenny ha chiesto lo scioglimento della camere (il 3 febbraio) per dare al paese un governo stabile, oggi l'Irlanda è chiamata alle urne. La tornata elettorale sarà soprattutto una verifica sull'operato del governo di coalizione, che comprende i conservatori del Fine Gael e i Laburisti della vicepremier Joan Burton. L'esecutivo uscente è riuscito ad ottenere buoni risultati in termini di ripresa economica, ma le politiche di austerity hanno scontentato molti cittadini.

Secondo i sondaggi dei quotidiani irlandesi, i laburisti e i conservatori non raggiungerebbero la soglia necessaria per la maggioranza assoluta. Ciò espone il paese a un forte rischio ingovernabilità: si potrebbe riprodurre una situazione simile a quella della Spagna.

A portare scompiglio è Sinn Fein, guidato da Gerry Adams. La formazione repubblicana, di sinistra e anti-austerity è data in forte ascesa nei sondaggi. E difficilmente potrebbe allearsi con i laburisti per formare un governo.

Enda Kenny, in campagna elettorale, ha ribadito che "l’economia nazionale continuerà a crescere solo sei i cittadini sceglieranno di mantenere la coalizione al potere”. Ricordiamo che Dublino ha applicato in maniera molto rigorosa le clausole del piano di salvataggio Ue, fino ad uscirne nel 2013.

La Banca centrale irlandese, per parte sua, ha confermato che l’economia è in fase di espansione e ha stimato che il Pil nel 2015 è aumentato del 6,6%. E nel 2016 e nel 2017 prevede che dovrebbe crescere del 4,8% e del 4,4%, ben al di sopra della media degli altri paesi europei. Anche la disoccupazione è in calo, sotto quota 8%.

In Irlanda vige il sistema proporzionale e per governare una coalizione ha bisogno del 45% dei voti. Per le rilevazioni virtuali, laburisti e conservatori riuscirebbero ad arrivare solo al 37%. Per questo motivo, potrebbe essere necessario far entrare nel governo indipendenti e piccoli partiti. Ma ciò comprometterebbe l'azione di un futuro esecutivo.


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