Elezioni comunali 2016: risultati definitivi. Cosa succede ora?

Newly elected mayor of Rome, Five Star Movement's candidate Virginia Raggi, gives a press conference after winning the mayoral election on June 19, 2016 at her campaign headquarters in Rome.  AFP PHOTO / TIZIANA FABI / AFP / TIZIANA FABI        (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

01.45 – È tempo di bilanci, visto che i risultati sono definitivi. L'affluenza è calata ancora: la disaffezione per la politica continua, senza soluzione di continuità. La discontinuità è rappresentata da Torino e Roma, che diventano pentastellate. Le due città rappresentano un trionfo per il Movimento Cinque Stelle e un tracollo per il Pd (che a Roma ha scaricato Marino e a Torino aveva in Fassino il baluardo di una lunga tradizione di sinistra e poi di centrosinistra e poi del Pd)

A Milano, il Pd vince di misura con Sala. Vince anche a Bologna (con il sindaco "meno renziano" di tutti), perde a Trieste ed era fuori dai giochi a Napoli, dove De Magistris non ha alcun problema a riconfermarsi.

Dai toni che emergono su L'Unità è ormai evidente che anche all'interno del Pd la situazione ha assunto un valore politico, anche in vista del referendum costituzionale di ottobre.

Fra gli analisti c'è già chi comincia a ipotizzare un congresso del Pd anticipato.

Più o meno la situazione era quella che raccontavamo qualche giorno fa quando parlavamo delle dichiarazioni "scomposte" di Renzi, che voleva entrare nel partito col lanciafiamme, con la differenza che se davamo Fassino in bilico, ora è certo che ha perso.

Venerdì, in direzione Pd, non ci sarà bel tempo, coerentemente con questa primavera piovosa.

La sinistra sparisce. La destra non sta affatto meglio: frammentata e divisa, ha il grosso problema di ricompattarsi dietro a un volto che manca. Ed è evidente che quello di Salvini non sia il volto giusto (la sconfitta di Varese la dice lunga).

Ora sarà campagna elettorale permanente. Fino a ottobre e poi se, come questi numeri lasciano presagire, il referendum costituzionale dovesse bocciare la riforma, fino alle prossime politiche.

Politiche che potrebbero anche portare, in virtù dell'Italicum e delle evidenze dei flussi di voti, a una (non più) sorprendente vittoria del Movimento Cinque Stelle.

Ballottaggi: i risultati

00.20 – Beppe Sala è sindaco di Milano.

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23.53 - La partita a Roma e Napoli pare chiusa, con Raggi (M5S) a prendere il posto di Marino nella capitale e De Magistris a succedere a se stesso nel capoluogo campano. Guardando i risultati reali, Appendino avanti su Fassino a Torino (probabilmente il risultato meno atteso, anche se da queste parti avevamo scritto come Fassino rischiasse molto). A Milano, Sala è avanti rispetto a Parisi.

23.45 - Roberto Giachetti ha ammesso la sconfitta. Virginia Raggi nuovo sindaco di Roma.


    Ballottaggio comunali 2016 - Torino - Diretta
    Ballottaggio Milano 2016 - Diretta
    Ballottaggio Roma 2016 - Diretta
    Ballottaggio Napoli 2016 - Diretta

23.25 - Il secondo exit poll Rai su Milano dà Sala al 50-54% e Parisi al 46-50%.
A Bologna Merola 54-58% e Borgonzoni 42-46%.

23.00 - Urne chiuse. Ecco gli exit poll di Masia per La7.

Roma: Raggi al 62%-66%, Giachetti al 34%-38%.
Milano: Sala al 49%-53%, Parisi al 46%-50%.
Torino: Appendino al 49%-54%, Fassino al 46%-50%.

Exit poll Piepoli/Rai:
Roma: Raggi al 64-68%, Giachetti al 32-36%.
Milano: Sala al 49-53%, Parisi al 47-51%.
Torino: Appendino al 50-54%, Fassino al 46-50%.
Napoli: De Magistris al 61-65%, Lettieri al 35-39%

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19.15 - Mancano ancora i dati di qualche città - Chieti e Benevento, tra le altre - ma l’affluenza delle ore 19 si conferma comunque molto bassa con solo il 36,56% degli aventi diritto che si è recato a votare (contro il 46,75% del primo turno).

Roma è sopra la media con il 40,58% dei voti, mentre Milano si è recato a votare il 39,43% degli elettori. Lievemente sopra la media anche Torino con il 38,84% contro il 41,88% del primo turno.

Ampiamente sopra la media, invece, è Bologna, dove alle 19.00 aveva già votato il 43,98% degli aventi diritto.

ore 13.51 – Manca ancora il dato del comune di Napoli, ma possiamo intanto fornire il dato parziale dell'affluenza alle ore 12 dei ballottaggi: 14,96% (contro il 16,89% al primo turno).

In controtendenza due grandi città: Torino è al 14,79%, meno della media nazionale ma con un +0,74% rispetto al primo turno. Milano fa meglio del primo turno e della media nazionale (15,93%, al primo turno era il 15,56%).

A Roma ha votato il 13,28% (contro il 14,12%), a Bologna il 17,78% (contro il 19,91%)

Ballottaggi 2016, elezioni sindaco a Roma, Torino, Milano, Roma, Napoli. Affluenza ore 12

Elezioni comunali 2016: il giorno dei ballottaggi

Ballottaggi, elezioni 2016

19 giugno 2016Ballottaggi per le elezioni comunali, si vota oggi fino alle 23.

Interessati al secondo turno delle amministrative 126 comuni, ma tutta l'attenzione la catalizzano le cinque grandi città, Milano, a Roma, a Torino, a Napoli e Bologna.

Il significato politico del voto è evidente, soprattutto dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi, pronto a entrare con il lanciafiamme nel partito (cit.) e soprattutto la possibilità, per il Movimento Cinque Stelle di amministrare la capitale (un po' meno probabile il successo a Torino, dove il Pd potrebbe riconfermarsi, anche se Fassino è apparso parecchio nervoso nel confronto con Appendino).

I risultati dovrebbero arrivare piuttosto celermente.

Elezioni comunali 2016: risultati

8.04 – Parliamo di risultati reali a Roma Virginia Raggi (M5S) sarà al ballottaggio con Giachetti (Centrosinistra). A Milano è un testa a testa Sala (Centrosinistra) - Parisi (Centrodestra). A Torino il ballottaggio sarà tra Fassino (Centrosinistra) e Appendino (M5S), a Napoli il centrosinistra è fuori dai giochi: De Magistris va infatti al ballottaggio con Lettieri, candidato del Centrodestra. Per le quattro grandi citta sostanzialmente confermati gli exit poll. Ballottaggio anche a Bologna.

00.55 - L'affluenza definitiva si attesta al 62,14%.

00.18 - Al momento situazione in bilico a Roma, con un testa a testa tra Giachetti e Meloni per entrare al ballottaggio. Virginia Raggi (M5S) è per tutti gli exit poll nettamente in vantaggio, attorno al 36%. Per Giachetti il 21,8% e Meloni il 21,5% (Quorum per SkyTg24).

23.45 - Gli exit poll di EMG per La7 danno le seguenti "forbici". A Roma Raggi 34-38%, Giachetti 21-25%, Meloni 18-22%, Marchini 10-14%. A Milano Parisi 36-40% e Sala 38-42%. A Napoli De Magistris 39-43%, Lettieri 21-25%, Valente 18-22%.

23.10 – Le urne sono chiuse da 10 minuti. I primi exit poll danno Raggi e Giachetti al ballottaggio a Roma, Sala e Parisi al ballottaggio al Milano, De Magistris e Lettieri al ballottaggio a Napoli e Fassino e Appendino al ballottaggio a Torino.

L'affluenza alle 23 - dato ancora non definitivo - è al 64%.

19.30 – L'affluenza alle ore 19 è pari al 48,86%. Roma al 52,02%, Milano al 49,72%, Torino al 42,84% e Napoli al 48,15%.

12.30 – L'affluenza alle 12 era del 17,99% nel complesso in tutta Italia. A Roma ha votato il 14,81%. A Milano il 16,13%, a Torino il 15,20%, a Napoli il 16,49%.

Nel retrospettivo, in tutta Italia alle 12 aveva votato il 12,93%. Non si può tuttavia parlare di un incremento, visto cche alla scorsa tornata si votava anche il lunedì fino alle 15. Quest'anno, invece, i seggi chiudono alle 23.

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5 giugno 2016, Elezioni comunali – Oggi si vota per le elezioni amministrative.

Come si vota?Nei comuni sotto ai 15mila abitanti l'elezione del sindaco prevede un unico turno: viene eletto il sindaco la cui lista ha ottenuto più voti. Il voto per sindaco e lista è unito.

Per i comuni sopra i 15mila abitanti, invece, è previsto che vinca al primo turno solo il candidato sindaco che ottiene almeno la metà più uno dei voti validi. Se nessuna lista raggiunge tale soglia si va al ballottaggio. In questo caso, è previsto anche il voto disgiunto.

Ciò significa che al primo turno, quello di oggi, si può votare:

- tracciando un segno sul simbolo della lista collegata al candidato sindaco (il voto va alla lista e al sindaco) eventualmente indicando la doppia preferenza di genere (prevista per i comuni superiori ai 5000 abitanti)
- tracciando un segno sul nome del candidato sindaco sindaco (il voto va solo al sindaco e non alla o alle liste che lo sostengono)
- tracciando un segno sul simbolo di una lista (eventualmente anche con la doppia preferenza di genere) e uno sul nome di un candidato sindaco sostenuto da altre liste (voto disgiunto)

L'eventuale ballottaggio è previsto domenica 19 giugno 2016.

Elezioni comunali 2016: il giorno del silenzio elettorale

Elezioni Comunali 2016

Elezioni 2016, 4 giugno – La giornata del silenzio elettorale volge al termine. Domani 1342 comuni (qui la lista completa) sono chiamati all'elezione del sindaco e al rinnovo dei consigli comunali.

I numeri - 7 i capoluoghi di regione, 13.316.379 gli elettori chiamati alle urne (6.382.798 uomini e 6.933.581 donne).

Il ministero dell'Interno ha realizzato, per l'occasione, un dossier estremamente interessante per tutti coloro che vogliano approfondire la tematica.

Quando sono aperti i seggi? Dalle 7 alle 23 di domenica 5 giugno 2016.

Quando iniziano gli scrutini? Subito dopo la fine delle operazioni di voto e l'accertamento definitivo dei votanti (con comunicazione del dato di affluenza).

Affluenza elezioni 2016: quando vengono effettuate le rilevazioni? Alle 12, alle 19 e alle 23.

Quando saranno disponibili i risultati? In tempo reale, sul sito del Ministero dell'Interno.

Quali sono i comuni più interessanti da seguire? Si vota anche a Milano, a Roma, a Torino, a Napoli, Bologna e Cagliari. Chiaramente, i segnali politici che proverranno da queste città saranno molto importanti.

Elezioni comunali 2016, quando si vota

16 maggio 2016 - Alla fine il consiglio dei Ministri ha optato per il voto in un solo giorno. Dunque, non si voterà il lunedì, come aveva lasciato intendere in precedenza il ministro degli Interni, Angelino Alfano.

Ribadiamo, allora, che per le amministrative si vota domenica 5 giugno 2016 e, per gli eventuali ballottaggi, domenica 19 giungo 2016.

Elezioni comunali 2016, oggi in Cdm un decreto per votare anche il lunedì?


Lunedì 14 maggio 2016

- Oggi il Consiglio dei Ministri deciderà se - oltre a domenica 5 giugno - si voterà anche lunedì 6 giugno. Il voto sarebbe prolunato al lunedì anche in occasione dei ballottaggi. La proposta, avanzata dal ministro dell'interno Angelino Alfano, sembra non convincere del tutto il premier Matteo Renzi. Il CdM è in programma oggi alle ore 17.

Secondo alcune testate, tra cui Il Messaggero, prima del CdM ci sarà un incontro tra gli stessi Alfano e Renzi.

Sabato 14 maggio 2016 - Nel prossimo Consiglio dei Ministri, in programma lunedì 16 maggio, sarà molto probabilmente presentato un decreto legge con la proposta del ministro dell’Interno Angelino Alfano di aggiungere anche la giornata di lunedì 6 giugno alle attività di voto per le Comunali. Il decreto dovrebbe prevedere la doppia data anche per i ballottaggi (19 e 20 giugno). Non dovrebbe invece essere contenuta anche la sanatoria per le liste bocciate.

Elezioni comunali 2016, Alfano: "Proporrò anche lunedì 6"


Venerdì 13 maggio 2016

- Ricapitoliamo: per le amministrative si vota domenica 5 giugno 2016 e, per gli eventuali ballottaggi, domenica 19 giungo 2016. Ma oggi è arrivata una precisazione del ministro degli Interni, Angelino Alfano.

Il titolare del Viminale, a margine del convegno "Milano città sicura", ha dichiarato:

"Proporrò al governo di votare anche il lunedì, sia il 6 che il 20 giugno. Spero che il governo dica di sì"

Elezioni comunali 2016: "Si vota il 5 giugno"


Venerdì 8 aprile 2016

- È ufficiale. Il ministero degli Interni ha appena diffuso una nota, nella quale si apprende che le prossime elezioni amministrative (nelle regioni a statuto ordinario) si terranno domenica 5 giugno 2016. Angelino Alfano ha fissato la disposizione in un proprio decreto.
Gli eventuali ballottaggi, invece, si terranno domenica 19 giugno 2016.

Elezioni comunali 2016, Alfano: "Proporrò il 5 giugno"


Mercoledì 30 marzo 2016

- Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha detto oggi in conferenza stampa alla Camera che proporrà il 5 giugno come data per le elezioni amministrative, confermando dunque le voci che si erano diffuse ieri. Si tratterà di un election day che chiamerà al costo i cittadini di grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e di centri molto più piccoli per un totale di 1.351 comuni.

Alfano ha detto:

“Stiamo valutando tutte le ipotesi e di escludere alcune date per rispetto a festività di alcune religioni. Il 2 giugno è giovedì, non credo che milioni e milioni di italiani non andranno a votare perché fanno una vacanza con cinque pernottamenti. Altro che ponte, sarebbe una vacanza per ricchi, sarebbe la proclamazione definitiva dell'uscita dell'Italia dalla crisi”

Ancor prima dell’annuncio di Alfano, Giorgia Meloni, candidata sindaca a Roma, aveva commentato le voci del 5 giugno come possibile scelta definendola una “data infame”. Nel corso della trasmissione radio Un giorno da pecora, su Rai Radio 2, infatti, la leader di Fratelli d’Italia ha detto:

“La data del 5 giugno è infame perché cade nel mezzo di un ponte, se il governo sceglie questa data è perché non vuole mandare la gente a votare, perché Renzi ha paura di andare a votare e di perdere e punta all'astensionismo. Per me una data utile è l'ultima domenica di maggio, la migliore è il 29 maggio, altrimenti ci sarebbe il 12 giugno, il che vorrebbe dire andare al ballottaggio il 27 giugno"

Per avere l'ufficialità occorre aspettare il ritorno del Premier Matteo Renzi dagli Stati Uniti, dunque entro la fine di questa settimana o al massimo all'inizio della prossima dovremmo sapere con certezza quando si andrà a votare.

Elezioni comunali 2016: ipotesi sulle date


Martedì 29 marzo 2016

- Quando si vota per le elezioni comunali? La data prescelta dovrebbe essere quella del 5 giugno, con ballottaggio quindi al 19 giugno, ma manca ancora l'ufficialità. Secondo alcune fonti, il ministero dell'Interno divulgherà la data ufficiale prescelta nel corso della settimana.

Elezioni comunali 2016: quando si vota?


Lunedì 29 febbraio 2016

- Per le Elezioni Comunali 2016, quando siamo al 29 febbraio, non c’è ancora la data ufficiale. Tuttavia sappiamo che sia nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2011, sia nei comuni commissariati, la nuova giunta dovrà essere eletta in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Quest’anno sono 1.351 i comuni attesi al voto, tra i quali 1.158 di regioni ordinarie e 193 di regioni a statuto speciale, cioè che possono scegliere se accorpare le elezioni a quelle nazionali oppure se preferiscono scegliere date diverse. Tra i comuni al voto ci sono anche i 25 che sono stati istituiti proprio nel 2016 attraverso processi di fusione amministrativa e per i quali dunque verrà eletto il primo sindaco. Ma le città più attese sono le big: prima di tutto la Capitale, Roma, attualmente commissariata, poi Milano e altri capoluoghi di regione come Bologna, Cagliari, Napoli, Torino e Trieste.

È molto probabile che per le Elezioni Comunali 2016 il ministero dell’Interno opti per un Election Day e cioè che lo stesso giorno si voti in tutti comuni, intanto sembra ormai definitivamente scongiurato il rischio che a Roma il voto slitti di un anno per motivi di sicurezza dovuti alla concomitanza con il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.

Per ora non si può che procedere per ipotesi in attesa che il Viminale si pronunci. Sembra quasi assodato che il mese sarà giugno, mentre per quanto riguarda la data esatta ci sono due opzioni che si stanno facendo più strada di altre e cioè il 12 giugno, che permetterebbe di avere più tempo per la campagna elettorale, oppure il 5 giugno, che sembrerebbe una data particolarmente apprezzata a Roma, infatti l’avrebbe proposta Francesco Storace al prefetto di Roma Franco Gabrielli.

Ricordiamo che nei comuni con più di 15mila abitanti se uno dei candidati non ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi, ossia il 50% dei voti più uno, si procede al ballottaggio due settimane dopo tra i due candidati che hanno ottenuto più voti al primo turno. Per quanto riguarda il Consiglio comunale, se le liste collegate al candidato che viene eletto come sindaco non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi, ma hanno avuto almeno il 40% dei voti al primo turno, avranno direttamente il 60% dei seggi e l’altro 40% sarà diviso tra le liste in maniera proporzionale ai voti ottenuti.

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